lunedì 11 maggio 2015

Tra Rothko e tre finestre di Corrado Paina - La mia recensione pubblicata su Il Colophon

La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di maggio della rivista letteraria on line Il Colophon.

Nella Toronto dei primi anni 2000, Luigi Sasta — anziano direttore del quotidiano Stampa Italica — si trova coinvolto nelle indagini per l’omicidio di Michele Carrieri, persona all’apparenza integerrima, che si è ricostruito una vita in Canada cambiando persino nome in Michael Carrier.
Un giallo “classico” che Corrado Paina — alla sua prima prova come romanziere dopo avere pubblicato varie sillogi poetiche — usa come “pretesto” per raccontare la realtà degli emigranti italiani (e non solo) in Canada. Un racconto che viene direttamente dall’esperienza dell’autore poiché Paina vive in Canada da circa trent’anni.
Già dall’incipit è fortissima la presenza di questo tema che diviene anche uno degli elementi importanti dell’indagine per la quale il sergente Stevens chiede l’aiuto del vecchio amico Sasta: perché Michele Carreri ha cambiato nome? Voleva integrarsi completamente nel nuovo Paese in cui viveva, oppure aveva qualcosa da nascondere? Chi lo ha ucciso mentre stava visitando una mostra all’Art Gallery of Ontario? Cosa nasconde la sua compagna Valeria Furlon, che appare reticente a raccontare il passato dell’uomo?
Sono queste le domande che affollano la mente di Luigi Sasta, emigrante anche lui, ma di quelli radicati da tempo nella comunità, che dirige un giornale in lingua italiana sull’orlo del fallimento, perché ormai a Toronto di italiani che leggono nella loro lingua d’origine ce ne sono pochi. Attraverso i pensieri e gli spostamenti di Luigi entriamo nei quartieri che un tempo furono degli emigranti, conosciamo una comunità — quella degli italo-canadesi — ormai completamente integrata nella società e cultura del paese che li ospita, ma che conserva le tipicità della patria d’origine, forse per nostalgia, forse perché è difficile dissociarsene completamente. Come è difficile cancellare i pregiudizi — a volte davvero banali e scontati — che sussistono tuttora nei confronti dei nostri connazionali: “italiano uguale mafia, intrallazzi, guai”. E si comprende anche l’origine dei pregiudizi osservando con gli occhi di Sasta i suoi scalcinati colleghi della redazione.
L’anziano giornalista, nonostante l’angina che lo tormenta, fiuta una buona pista e incalza il presunto colpevole fino a rischiare la propria vita. E intanto fantastica di un ritorno in Italia (da cui era partito bambino piccolo), di un buen retiro nelle Marche. Ma quando le indagini lo portano davvero a rientrare nel nostro Paese, si trova in mezzo a una Milano che non riconosce più, così come non riconosce la sua nazione d’origine che sembra meno italiana degli italiani di Toronto.
Un esordio molto interessante sia per l’autore, sia per la collana Oceania di Antonio Tombolini Editore, dedicata agli autori in lingua italiana che vivono in altre nazioni e che proprio con Tra Rothko e Tre Finestre inaugura le proprie pubblicazioni.

venerdì 8 maggio 2015

Slow Reading Manifesto: incontro a Pesaro il 9 maggio

Lo Slow Reading Manifesto arriva a Pesaro, dove il 9 maggio alla Biblioteca San Giovanni (Via Passeri 102) dalle ore 17 si parlerà di questa iniziativa nata per valorizzare una modalità di lettura che, con l’avvento del digitale, rischia l’estinzione. Ci si confronterà anche sulla profonda rivoluzione che l’editoria sta vivendo e su tanti altri temi legati alla lettura e ai libri. Ad illustrare il presupposti dello Slow Reading Manifesto sarà il suo stesso ideatore, Antonio Tombolini, editore e CEO di Simplicissimus Book Farm, affiancato da Michele Marziani – direttore editoriale di Antonio Tombolini Editore – e Marco Valenti – scrittore – che spiegheranno in modo semplice cos’è un ebook, come si usa, quali opportunità offre ad un lettore e racconteranno il loro rapporto con la lettura slow e la loro esperienza con la pubblicazione in ebook.
“Noi siamo le nostre (mancate) letture”, afferma Antonio Tombolini e prosegue “lo Slow Reading con l’avvento del digitale, rischia l’estinzione. E con essa rischiano di estinguersi i libri intesi come contenuti da fruire lentamente. È importante salvare lo Slow Reading dall’estinzione perché, se il Fast Reading nutre il nostro bisogno di informazione, esso da solo non basta per il nostro nutrimento spirituale, per la formazione di ciò che siamo in consapevolezza e libertà”.

giovedì 7 maggio 2015

Amsterdam è una farfalla di Marino Magliani - La mia recensione pubblicata su Il Colophon

La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di maggio della rivista letteraria on line Il Colophon.

Difficile definire Amsterdam è una farfalla con poche parole: non è un romanzo vero e proprio, nemmeno una guida turistica per ciclisti o un racconto biografico. Anzi è tutto questo e molto altro.
Marino Magliani scrive in prima persona e inizialmente si pensa di leggere gli appunti di uno scrittore italiano trapiantato in Olanda a cui è stato chiesto di scrivere un libro per raccontare Amsterdam ai lettori che amano la bicicletta. E in queste prime pagine Magliani riporta le sue riflessioni riguardo al progetto da realizzare, il timore di scrivere una banale guida turistica e la nascita dell’idea attorno a cui vorrebbe scrivere il libro: seguire un personaggio immaginario, Gregorio Sanderi, che nel 2100 va alla ricerca della luce di Amsterdam.
Così Magliani prende la bicicletta, lui ligure di montagna non avvezzo ai pedali, e inizia piuttosto impacciato a cercare i luoghi della luce nella città. Ma il suo traduttore Roland Fagel, interpellato per qualche consiglio sul libro, lo fa desistere da questo progetto che giudica bruttissimo e decide di accompagnare Magliani in una esplorazione della Amsterdam meno conosciuta e più interessante, sempre a cavallo della due ruote. Nelle loro peregrinazioni, che durano qualche giorno, Fagel si assume il ruolo di guida e di memoria della città, coadiuvato dall’energica Welmoet, che non perde occasione per provarci con Magliani. Insieme a questo improbabile trio, il lettore comincia a conoscere gli aspetti meno noti della città, la sua storia, i luoghi magici e gli eventi — anche piuttosto recenti — che ne hanno forgiato il carattere. Come le speculazioni urbanistiche legate al progetto della metropolitana o il movimento dei Krakers che negli anni Settanta e Ottanta occupavano abitazioni abbandonate affinché non fossero buttate giù, vista l’abitudine delle amministrazioni locali di radere al suolo interi isolati quando gli edifici sono in disuso per costruirne di nuovi, perché — scrive Magliani — «Per gli olandesi riutilizzare significa radere al suolo».

venerdì 20 marzo 2015

Magnitudo apparente di Roberta De Tomi

Confesso che questo romanzo di Roberta De Tomi ha toccato particolarmente la mia sensibilità perché si svolge subito dopo il terremoto in Emilia del 2012 e racconta, tra le altre vicende, quella di un adolescente che ha vissuto il terremoto direttamente sulla sua pelle. Dive vivo io, in Romagna, il sisma non è stato così tragico come nella Bassa Modenese, ma ha scosso noi tutti ugualmente.
E in Magnitudo apparente è ben descritta la paura strisciante che continua a gelarti per mesi, il panico ad ogni scossa anche
minima, il senso di provvisorietà che ti assale. Roberta De Tomi lo fa attraverso le sensazioni di Nicolò, quindicenne schivo che
subito dopo il sisma viene mandato da alcuni parenti a Milano. Qui il ragazzo deve fare i conti prima di tutto con la nuova
dimensione della metropoli, lui abituato ad un piccolo paesino. E poi si trova a contatto con una realtà familiare molto diversa
dalla propria: una cugina Neet spigolosa e in crisi, un cugino e perfettino che fa brevi e frettolose apparizioni in casa, uno
zio freddo e assente, e una zia che ha sacrificato la propria creatività per la famiglia e ora si trova improvvisamente ignorata dal marito e senza obbiettivi.
La vicenda si complica ulteriormente quando la cugina Nicole trova delle mail indirizzate al padre che la mettono sulle tracce di un mistero scottante. Il tutto raccontato con una scrittura coinvolgente e piacevole.
Ma al di là della storia avvincente, che diventa sempre più incalzante e cattura il lettore, ci sono altri aspetti di questo romanzo che ritengo interessanti.
Innanzitutto un approfondimento sulla realtà dei Neet, che sempre di più sta divenendo problema sociale. In inglese Neet è l'acronimo di "Not (engaged) in Education, Employment or Training" e viene usato per quelle persone, soprattutto giovani, che hanno terminato gli studi ma non trovano lavoro e ormai scoraggiati restano a vivere in famiglia sempre meno speranzosi di riuscire a costruirsi un futuro autonomo. A dire il vero Nicole non ha ancora gettato le armi e, dopo una fase di grande
scoraggiamento, troverà il percorso da seguire per costruirsi una professionalità.
Significativa anche la figura della zia Rosanna, che dopo anni di annullamento delle proprie aspirazioni in nome della famiglia, a causa dell'indifferenza sempre più manifesta del marito diviene consapevole del fatto che annullarsi non porta a niente, che è importante conservare e alimentare le proprie aspirazioni e la propria creatività.
Un bel romanzo con tanti spunti di riflessione.

Magnitudo apparente di Roberta De Tomi
Lettere Animate Editore
Formato: E-book

martedì 17 marzo 2015

Rip di Marco Valenti - Recensione

Rip di Marco Valenti è un romanzo che ti colpisce a tradimento. In senso positivo ovviamente. Inizi a leggerlo e ti fai subito catturare dalle riflessioni del protagonista, Luca, che ha appena perso il padre Giovanni. Ed è assalito dal dolore, ma si trova anche in un certo senso sospeso, tra la disperazione e il sollievo, non in grado ancora di capacitarsi che un capitolo molto difficile della sua vita è terminato. E ancora ignaro che non è tutto finito, che nel nostro Paese spesso non c'è pace nemmeno dopo avere esalato l'ultimo respiro. Il padre di Luca, prima di morire era malato di Alzheimer, e tutti sappiamo come questa malattia cambi e devasti chi ne è colpito e i suoi familiari. Ci si immedesima in Luca, anche grazie alla scrittura intima e diretta di Valenti, e si continua a farlo per tutto il romanzo che ripercorre le assurde – ma purtroppo realistiche – disavventure di un figlio che non riesce a dare l'ultimo doveroso saluto al padre a causa di una stupida e contorta burocrazia che gli impedisce di rispettare le ultime volontà di Giovanni.
Ma, dicevo, il romanzo ti colpisce a tradimento, se ti soffermi appena un attimo a scavare tra i semplici fatti. Se rallenti il ritmo della lettura e trattieni la curiosità di scoprire come finisce la storia, inizi ad assaporare una bella scrittura, con un carattere tutto suo intriso di ironia; ti rendi conto che Valenti avrebbe potuto anche raccontarti altro, niente di così drammatico e vero, e la sua scrittura ti avrebbe catturato lo stesso. Ecco dove sta il tradimento. Credi di leggere un romanzo incentrato su temi tragici come l'Alzheimer e la perdita di un genitore, ma capisci invece di trovarti di fronte ad una buonissima prova letteraria.
Ci sono libri che ti rimangono dentro per la storia che raccontano, altri per la scrittura che gusti, su cui ti soffermi. In Rip ci sono entrambe le cose. E forse il valore più grande di questo romanzo è il suo stile e la sua scrittura, non tanto la vicenda umana, con tutto il rispetto che ad essa va riconosciuto.

Rip
di Marco Valenti
Antonio Tombolini Editore - Collana Officina Marziani

mercoledì 11 marzo 2015

Workshop di pronto soccorso letterario

L'Associazione MaggiePlanning e l'Agenzia Letteraria Carta e Calamaio propongono sabato 18 aprile un workshop di pronto soccorso letterario per avere consigli, informazioni, suggerimenti relativi alla scrittura, all'editing, e alle dinamiche del mondo editoriale. Vi piacerebbe cimentarvi nella scrittura ma non avete una storia interessante da raccontare? Avete in mente una storia bellissima ma quando vi trovate davanti il foglio bianco non sapete da che parte cominciare a scrivere? Dubbi riguardo alla struttura del testo? Vorreste dare vita a personaggi che "lascino il segno"? Come scrivere dialoghi plausibili ed efficaci? Avete bisogno di consigli relativi alla revisione? Siete in grado di tagliare un testo senza pietà e di rileggerlo con senso critico? Sapete dire che differenza c'è tra editing e correzione di bozze? E come si procede per fare un editing efficace? Una volta che il manoscritto è pronto come ci si muove? A chi è consigliabile farlo leggere? Self publishing or not self publishing? Come dare inizio all'impervio percorso verso la pubblicazione con buoni risultati e senza farsi raggirare? Quali sono gli errori da non commettere? Come funziona davvero il mondo editoriale? Quali sono i miti e le leggende metropolitane? E una volta pubblicato il libro come ci si comporta?
Se vi siete posti uno, alcuni o tutti questi interrogativi il workshop di pronto soccorso letterario - editoriale è quello che fa per voi. Una giornata di chiacchierate, approfondimenti, consigli, "trucchi del mestiere", curiosità e buona cucina assieme ad un professionista del settore, in uno scenario rilassante e suggestivo.
Docente sarà Carla Casazza: scrittrice, editor, giornalista pubblicista, si occupa di scrittura e comunicazione editoriale con una particolare attenzione agli autori esordienti.
Il corso si svolgerà all'ArtemusicaB&B di Montefiore Conca (Rimini) dalle ore 11 alle 18. Ai partecipanti sono richieste solo carta e penna. Numero massimo dei partecipanti: 15. Costo del corso: 50 euro (pranzo incluso).

Informazioni, iscrizioni e prenotazioni: maggieplanning@gmail.com
cell 349 7591991
Iscrizioni entro il 10 aprile.
È richiesto il versamento di una caparra di 25 euro entro il 14 aprile. Il resto va pagato direttamente durante la prima lezione.

Il programma della giornata sarà il seguente:
ore 10.30 accoglienza con ciambella e caffè all'Artemusica B&B che si trova in Via Gemmano 19 - Montefiore Conca (Rimini)
ore 11 – 13.30 prima parte del workshop
ore 13.30 – 15 pausa pranzo (è previsto anche un menù vegetariano)
ore 15 – 18 seconda parte del corso

L'ArtemusicaB&B offre anche la possibilità di pernottare e se richiesto il servizio navetta dalla stazione di Cattolica.


martedì 20 gennaio 2015

Franz Ferdinand. Da Mayerling a Sarajevo. L'erede al trono Francesco Ferdinando d'Austria-Este (1863-1914)

Lo storico Roberto Coaloa, in questo meticoloso e approfondito saggio ci permette di conoscere più da vicino la figura dell'Arciduca Franz Ferdinand e la rete di avvenimenti che, da Mayerling al fatidico 28 giugno 1914, ne determinarono la morte strumentalizzata immediatamente allo scopo di innescare la Prima Guerra Mondiale.
Scrive Coaloa nelle prime pagine del libro: "Una delle tante domande che devo pormi ogni qual volta scrivo di storia è: devo giudicare o devo comprendere? Spesso lo storico si identifica nella figura del giudice del passato (ma anche il pubblico che lo legge commette questo sbaglio: aspettando dei giudizi anzichè la narrazione dei fatti e la loro analisi). La storia è una vasta esperienza delle varietà umane, un lungo incontro degli uomini. La storia non è testimonianza inerte di cose morte, bensì memoria cosciente. Come la vita, nella comprensione e nell'incontro tra uomini, la storia progredisce nello scambio fraterno. Analizziamo quindi la complessa figura del principe Rodolfo, senza giudicarlo, cercando - semplicemente - di comprenderlo."
Con questo spirito Coaloa prende il via dal tragico suicidio/omicidio di Mayerling per tratteggiare lo scenario in cui si compì il destino di Franz Ferdinand che pareva già scritto: i segnali dell'attentato di Sarajevo erano chiari e numerosi ma vennero ignorati (volutamente od ottusamente?) da coloro che non avevano in simpatia le idee politiche di Franz Ferdinand, considerato rispetto agli altri membri della corte ultra tadizionalisti un "liberale".
Di certo un avvenimento che si sarebbe potuto evitare se chi doveva vigilare sulla sicurezza dell'erede al trono fosse stato meno superficiale e se i primi soccorsi che gli prestarono fossero stati meno goffi e incerti.
Insomma, leggendo il saggio ci si fa l'idea che Franz Ferdinand fosse assai scomodo per tutta quella parte della corte che anelava alla guerra e che sarebbe tornato più utile da morto come pretesto occasionale per innescare il conflitto che devastò l'Europa.
Franz Ferdinand, infatti, non approvava la politica balcanica espansionista del ministro degli affari esteri conte Berchtold che secondo lui rischiava di mettere in disaccordo l'Austria sia con la Germania che con la Russia. E allo stesso tempo si opponeva al Capo di Stato Maggiore Franz Conrad von Hotzendorf che aspirava a regolare il più presto possibile il contenzioso con la Serbia.
L'Arciduca riteneva importante consolidare l'autorità dello Stato e accrescere la popolarità della Corona concedendo però, allo stesso tempo, maggiore autonomia ai diversi gruppi linguistici dell'Impero. Per questo appoggiava il progetto della creazione, accanto ad Austria e Ungheria, di una terza entità territoriale che comprendesse Dalmazia, Regno di Croazia-Slovenia e la Bosnia-Erzegovina. Una entità che avrebbe fatto anche da "cuscinetto" al crescente irredentismo serbo. Questo progetto di "Trialismo" però incontrava molte resistenze e opposizioni negli ambiti del potere.
Ovviamente la questione trattata da Coaloa non si riduce a un'analisi delle sole idee politiche dell'Arciduca ma ci offre un completo panorama delle potenze in gioco e delle dinamiche che condussero al conflitto, nonchè un vivido ritratto di Franza ferdinad e della sua famiglia. Un libro interessante, esaustivo e completo che merita di essere letto.

Franz Ferdinand. Da Mayerling a Sarajevo. L'erede al trono Francesco Ferdinando d'Austria-Este (1863-1914)
di Roberto Coaloa
Parallelo45 Editore, 2014

lunedì 12 gennaio 2015

Le naviganti di Liliana Peirano

Un romanzo attualissimo che affronta il tema della maternità e della depressione post partum in maniera originale. Quattro donne, ciascuna con un atteggiamento diverso nei confronti dell'essere madre, si ritrovano in un microcosmo al femminile: una vacanza che assume i risvolti del giallo quando una di loro, reduce da una dura depressione post partum, scompare con la sua bambina di sette mesi.
Al di là dell'intreccio avvincente, il romanzo è interessante per gli approfondimenti psicologici e il racconto assai vero di ciò che provano le neo mamme. Utile quindi anche a comprendere meglio le pieghe drammatiche che possono prendere certe esperienze di maternità e a rendersi conto che le madri in quanto tali non sono inossidabili, ma donne con insicurezze e fragilità come tutti.
Un bel libro utile, interessante e ben scritto.

venerdì 28 novembre 2014

Freccia di Emilio Alessandro Manzotti


Diego ha poco più di vent'anni ma ha già dovuto affrontare grandi dolori e scelte importanti, crescendo in fretta e trasformandosi da allegro e spericolato liceale in giovane imprenditore senza una famiglia alle spalle. Ciò che lo sostiene è il suo grande sogno, da realizzare a qualunque costo, e l'amore per Alice.
Anche Alice, studentessa universitaria brillante e indipendente, nello spazio di una notte vede andare in frantumi la sua esistenza già provata in passato dalla perdita della madre e si trova coinvolta in una situazione complicata in cui si scontrano amore e desiderio di vendetta. E anche Alice ha un sogno a cui si aggrappa ora più che mai. Attorno a Diego e Alice si muovono i loro amici: carini, divertenti, stralunati o confusi, innamorati e insicuri, come tutti i ragazzi di vent'anni.
Romanzo di formazione? Non proprio o non solo.
Perché mentre nel mondo "terreno" seguiamo le complesse e coinvolgenti vicende che coinvolgono Diego Alice e i loro amici, all'Inferno il giovane diavolo Freccia - che in vita aveva uno stretto legame con Diego - deve fare i conti con situazioni pericolose e personaggi ambiziosi e infidi. Mentre cerca di abituarsi ad una realtà che non avrebbe mai immaginato di dovere affrontare, scopre che esistono persone positive e possibilità di redenzione perfino nell'oltretomba. Sempre che un angelo troppo zelante non gli metta i bastoni fra le ruote...
Difficile sintetizzare in breve, e senza svelare troppo, una trama avvincente che si sviluppa su diversi piani narrativi, con una scrittura accurata e diretta, che trascina il lettore nel vortice degli eventi che si susseguono sempre più veloci fino ai capitoli finali. Tanti personaggi, ma tutti ben delineati e realistici: nessun buono o cattivo assoluto, bensì esseri umani o ultraterreni "veri", con i loro pregi e difetti, che proprio per questo risultano più simpatici (o antipatici) al lettore.
Una storia avvincente, si diceva, ma anche vari temi su cui riflettere: il coraggio di realizzare i propri sogni a qualunque costo, la scelta tra giustizia e perdono, la speranza che anche nelle situazioni peggiori ci sia sempre una possibilità di uscita. Si arriva all'ultima pagina con la voglia e il coraggio di prendere in mano il proprio destino.
Un bel romanzo per chi, giovane o adulto che sia, desidera volare con l'immaginazione e ritrovare la voglia di sognare.

giovedì 27 novembre 2014

Non riesco più a dire addio di Anna Rastello

Ho conosciuto Anna Rastello alcuni anni fa al concorso letterario Turno di notte. In quella occasione mi ha raccontato dell'esperienza da cui, qualche tempo dopo, sono nati il libro e il documentario "Il cammino di Marcella": 1600 km a piedi da Sarzana ai Pirenei per mantenere fede ad una promessa e fare conoscere come la disabilità si possa "riscattare" dall'handicap.
Dopo questo primo incontro ho seguito con interesse e partecipazione le varie iniziative che Anna ha portato avanti con tenacia, passione e grande sensibilità, per dare voce e gambe a chi non ne ha e richiamare all'attenzione dell'opinione pubblica soprattutto le problematiche legate alla disabilità.
In questo secondo libro "Non riesco più a dire addio", autoprodotto, Anna racconta in modo sincero e diretto la sua esperienza di mamma di tre figlie biologiche e otto figli in affidamento familiare che si sono avvicendati nella sua accogliente casa: le gioie, le difficoltà, la fatica e i dolori, l'impegno di crescere nel modo migliore così tanti ragazzi.
Una autobiografia avvincente come un romanzo ma intrisa della grande forza e umanità di Anna.
Un libro che ti resta dentro, che commuove, fa riflettere e dà coraggio.
"Cosa vuol dire essere figli? Cosa vuol dire essere genitori? Niente di più che essere presenti al bisogno, asciugare le lacrime nei momenti di tristezza, esultare delle gioie e delle conquiste piccole e grandi, sorreggere nelle debolezze, aiutare a far fruttare i talenti che ciascuno ha in dote nel momento in cui nasce."

martedì 25 novembre 2014

Il ragno e la mosca. Dialogo sulla libertà di Alberto Ramundo e Paolo Vachino


I poeti Alberto Ramundo e Paolo Vachino fanno parte dell’associazione culturale onlus “L’officina” per la quale conducono laboratori di scrittura creativa con persone che vivono situazioni di disagio.Hanno realizzato diversi progetti (e ne stanno seguendo tuttora) con uomini e donne reclusi in carceri "normali" o di massima sicurezza.
Da questa esperienza è nato il libro Il ragno e la mosca. Dialogo sulla libertà, in cui raccontano la reclusione - reale o fittizia - che esseri umani impongono ai loro simili o addirittura a se stessi. E lo fanno dando vita ad un dialogo serrato tra un ragno (Paolo) e una mosca (Alberto) in una sorta di fiaba-metafora che nulla ha della fiaba tranne l'elemento fantastico dello scambio di opinioni fra i due insetti.
Il risultato sono pagine dense e intense di una prosa poetica che gioca con le assonanze e le parole, difficile da descrivere ma che la sottoscritta consiglia vivamente di leggere.

"Tesso e ripasso sul filo. Ritesso e mi sposso sul vuoto. Ruoto per dare una forma, lasciare un'orma nell'aria. Coronaria piena di sangue e di seta. Vita d'atleta ma solo per catturare prede. Un piede avrei voluto al fondo delle zampe. Vampe di fatica a forza di inventarmi trame di morte. Corteggiare destini morenti. Castigo di vite perdenti il senso dello stare insieme. Tare terrene e non divine. Incline coatto alla ripetizione. Immobile nella mia postazione d'attesa. Sino alla resa definitiva. Morte cosa viva."

(Italic, 2014)

venerdì 31 ottobre 2014

Le microtirature di Agente Letterario 3.0 Reloaded




Qualche mese fa vi ho parlato del mio ebook Agente letterario 3..0. Reloaded pubblicato da Errant Editions.
Errant ha ideato una bellissima iniziativa, le Microtirature, a cui ho subito aderito: alcuni dei loro ebook sono stati realizzati anche in formato cartaceo, ma trattandosi di Errant non poteva essere qualche cosa di convenzionale. E infatti le Microtirature sono realizzate a mano una per una dai bravissimi Ermanno e Maurizio della Legatoria Montanari.
E ogni ebook ha una versione in microtiratura completamente diversa dalle altre.
Così è nata anche la microtiratura di Agente Letterario 3.0 Reloaded che potete vedere in queste immagini.
Beh da vivo, ve lo assicuro, è bellissimo: dal titolo sovraimpresso lettera per lettera a caldo in lamina d'oro, al dettaglio del bottone di pelle rossa realizzato solo per questo libro... Insomma un oggetto da collezione!
Se qualcuno di voi vuole regalarsi o regalare questo libro denso di contenuti ed esclusivo nella confezione può scrivermi alla mail carlacasazza67@gmail.com.





lunedì 8 settembre 2014

Anime Nere di Andrea Biondi

Se inizi a leggere un romanzo dopo cena e ti ritrovi in piena notte ancora incollato al bookreader perchè non riesci a darti pace finchè non arrivi alla parola fine...significa che quel romanzo funziona. Un po' me lo aspettavo perchè di Andrea Biondi avevo già letto con soddisfazione e divertrimento "Due". Ma "Anime Nere" mi ha piacevolmente stupito per diversi motivi: innanzitutto tocca generi narrativi che solitamente non mi appassionano granchè come le storie di guerra, l'horror, lo splatter. In secondo luogo strizza l'occhio all'ucronia e quando ci si imbarca in imprese del genere occorre farlo bene, altrimenti si rischia di inciampare malamente. Ma il risultato finale di questo romanzo nato dalla sceneggiatura di una web serie che sta ottenendo premi in tutto il mondo, è davvero coinvolgente. Scritto con il solito stile gigionesco e ironico di Andrea Biondi, che riesce ad affiancare situazioni buffe e grottesce, drammatiche o coi toni della commedia, il romanzo è ambientato nell'entroterra riminese degli anni '50. Non si respira tuttavia aria di ricostruzione perchè in questa storia la seconda guerra mondiale non è ancora terminata, il Terzo Reich ha conquistato tutta l'Europa grazie a terribili armi segrete come i Golem e le Valchirie, e - a causa dell'uso sconsiderato di una sostanza chimica "strategica" - per tutto il vecchio continente si sta propagando una invasione di zombie famelici. In questo scenario apocalittico, i nostri eroi, i membri di un gruppo paramilitare, cercano di conservare cara la pelle. Sono guidati da Romano, ex ufficiale fascista, e formano un gruppo assai eterogeneo: c'è Jean, pilota francese, riservato e serio, i fratelli Moragna che hanno un trascorso come alpino uno e come partigiano l'altro, il Pelloni donnaiolo incallito e classico "patacca" romagnolo che ha conservato la voglia di scherzare nonostante tutto, un prete disperato e inselvatichito, e due ragazze, Elena e Sara, coraggiose e determinate senza avere perso la loro femminilità.
Tra soldati del Reich, valchirie spietate, golem incontrollabili, zombie che spuntano come funghi e uno scenziato folle che possiede la chiave per salvare l'umanità, cercano di sopravvivere e di evitare l'Armageddon che farebbe scomparire per sempre il genere umano. A raccontarla così sembra il soggetto di un fumetto o di un B Movie, ma vi assicuro che la vicenda ti cattura pagina dopo pagina con un ritmo sempre più sincopato fino all'ultima riga.
Come ho accennato prima, "Anime Nere" originariamente era la sceneggiatura della web serie Inglorious Hunterz che sta diventando un cult per gli appassionati del genere: tra i premi vinti recentemente quelli al Los Angeles Web Series Festival 2014 (regia, montaggio, serie, colonna sonora e miglior canzone) e il premio per i migliori effetti visivi al Rome Web Awards 2014.

venerdì 5 settembre 2014

Workshop di pronto soccorso letterario-editoriale

(foto di Alessandro Ariaudo)

Ti piacerebbe cimentarti nella scrittura ma non hai una storia interessante da raccontare?
Oppure hai in mente una storia bellissima ma quando ti trovi davanti il foglio bianco non sai da che parte cominciare?
Hai dei dubbi riguardo alla struttura del testo?
Vorresti dare vita a personaggi che “lascino il segno”?
Come scrivere dialoghi plausibili ed efficaci?
Hai bisogno di consigli relativi alla revisione? Sei in grado di tagliare senza pietà e di rileggere con senso critico?
Sai dire che differenza c’è tra editing e correzione di bozze? E come si procede per fare un editing efficace?
Una volta che il manoscritto è pronto come ci si muove?
A chi è consigliabile farlo leggere?
Self publishing or not self publishing?
Come dare inizio all’impervio percorso verso la pubblicazione con buoni risultati e senza farsi raggirare? Quali sono gli errori da non commettere?
Come funziona davvero il mondo editoriale? Quali sono i miti e le leggende metropolitane?
E una volta pubblicato il libro come ci si comporta?

Se ti sei posto uno, alcuni o tutti questi interrogativi il workshop di pronto soccorso letterario – editoriale è quello che fa per te.
Un fine settimana di chiacchierate, approfondimenti, consigli, “trucchi del mestiere”, curiosità assieme ad un professionista del settore, in uno scenario rilassante e suggestivo.
Quando: sabato 18 e domenica 19 ottobre 2014
Dove: Rifugio Casa Ponte a Tredozio (Forlì)
Con chi: Carla Casazza, editor, agente letterario e autrice
Quota di partecipazione: euro 80 comprensivo di workshop, cena del 18, pernottamento e colazione del 19 per chi si iscrive entro il 30 settembre 2014. Per chi si iscrive dall’1 ottobre la quota è di 100 euro.
Programma: il workshop inizierà alle ore 14 di sabato 18 settembre. Alle ore 20 cena con chiacchiere letterarie. Domenica l’attività riprenderà dopo la colazione alle ore 9.30 e terminerà alle 13. Chi desidera può trattenersi per un pranzo – spuntino (costo 10 euro) e ulteriori approfondimenti delle tematiche con Carla fino alle ore 18.

 Info e prenotazioni:
Carla Casazza carlacasazza67@gmail.com
Rifugio Casa Ponte
0546 943178 cell. 340 1571813 email: info@rifugiocasaponte.it

L’iniziativa è riservata ai soci dell’Associazione Mario Albertarelli: la tessera associativa 2014, del costo di 2 euro, verrà rilasciata al momento dell’arrivo al rifugio.

mercoledì 2 luglio 2014

Polvere di stelle: laboratorio per bambini a Casa Ponte

Chiara Argnani, pedagogista e artista visiva, propone domenica 13 luglio, Polvere di stelle, un laboratorio interattivo per bambini al Rifugio Casa Ponte.
Partendo dalla lettura animata di una fiaba per bambini dal misterioso titolo ” i tre piccoli lupi e il maiale cattivo”, si svilupperà un percorso creativo che vedrà i bambini presenti direttamente coinvolti in alcuni fuori programma di trucco e improvvisazione. Al termine della lettura si metterà in atto una mini recita auto-gestita dai bambini di quanto ascoltato e/o il trasferimento pittorico della storia su supporto cartaceo o altro (da definire). Al termine sarà offerta una merenda con le stesse cose che i protagonisti del racconto mangiavano nella storia ( te nero cinese, fragole e lupini, e per gli intolleranti alle fragole, ciliegie).
Il laboratorio proposto è stato ripetutamente sperimentato con diversi bambini presso le scuole dell’infanzia, e ha sempre visto i piccoli partecipanti divertirsi e affascinarsi ai colori, alle storie, alla gestualità di Chiara Argnani, che vanta un lungo percorso educativo e pedagogico, oltre a un’intensa attività artistica.
Programma:
domenica pomeriggio ore 15.00
durata massima 2 ore
merenda ore 17.00
Quota di partecipazione: 10 euro a bambino
(compresa la merenda e i materiali per il laboratorio)
Info e prenotazioni: Rifugio Casa Ponte tel. 0546 943178 cell. 340 1571813 email: info@rifugiocasaponte.it

lunedì 23 giugno 2014

Con la carta e con le mani: laboratorio della Legatoria Montanari

Al Rifugio Casa Ponte un laboratorio residenziale di due giorni, 19 e 20 luglio, rivolto a chiunque desideri imparare le tecniche di base della legatoria, presentato da Ermanno Bartoletti e Maurizio Nanetti della Legatoria Montanari di Bologna.
Al workshop possono partecipare persone di ogni età e grado di manualità che vogliano apprendere a rilegare, riparare e costruire libri e contenitori in modo artigianale. Da oltre 60 anni la Legatoria Montanari di Bologna collabora con Studi Notarili e Legali, associazioni professionali, biblioteche, enti e istituzioni per la raccolta, la catalogazione, la sistemazione dei documenti inerenti alle singole specifiche attività. Con la nuova gestione, iniziata nel 2008, si è improntata l’attività in maniera giovane, con la costruzione di oggetti da regalo personalizzati, dando la possibilità a ognuno di essere in grado di realizzare originali quaderni di una volta, costruire contenitori dal sapore antico, realizzare un album fotografico secondo il proprio gusto, ecc. Il metodo di lavoro è del tutto artigianale; ciò consente di seguire ciascun prodotto con attenzione e cura dei particolari. Il materiale utilizzato è di alto livello: pelli, pergamene e carte decorate a mano.
Programma:
sabato 19, ore 14.00
realizzazione di un quaderno cucito a telaio
domenica 20, ore 10.00
costruzione di una scatola con coperchio a cerniera
e/o in base al tempo rimasto realizzazione di un erbario/album
Attrezzature e materiali sono messi a disposizione dalla Legatoria Montanari.
Il workshop si attiva con un numero minimo di 3 partecipanti.
Quota di partecipazione: 165 € a persona
Le quote comprendono l’ospitalità al rifugio, cena del sabato, pranzo la domenica e i materiali per il laboratorio.
Il pernottamento è in camera comune a 12 letti. Necessari il sacco a pelo o sacco lenzuolo personale.
Nota bene: all’atto dell’iscrizione va versato un acconto di 50 euro tramite bonifico bancario.
Info e prenotazioni: Rifugio Casa Ponte tel. 0546 943178 cell. 340 1571813 email: info@rifugiocasaponte.it
L’iniziativa è riservata ai soci dell’Associazione Mario Albertarelli: la tessera associativa 2014, del costo di 2 euro, verrà rilasciata al momento dell’arrivo al rifugio.


mercoledì 18 giugno 2014

Notti luminose: corso di fotografia naturalistica notturna con Francesco Lemma

Sabato 5 e  domenica 6 luglio, il Rifugio Casa Ponte organizza per gli appassionati Notti luminose, un corso di fotografia naturalistica notturna, con Francesco Lemma, fotografo naturalista.
Rivolto a chi vuole iniziare a fotografare la natura di notte e i suoi aspetti più segreti, il tutor del workshop spiegherà le tecniche per realizzare immagini incredibili e come usare la propria attrezzatura al meglio.
Francesco Lemma, fotografo e naturalista, ci accompagnerà in questo viaggio nel buio per insegnarci dove trovare la luce.
Il workshop è aperto a tutti: chi non possiede una fotocamera avrà la possibilità di provare le tecniche sul campo con l’attrezzatura messa a disposizione dal tutor e dall’associazione.
Consigliato un corredo reflex con obiettivi standard, grandangolo e treppiede.
Competenze e abilità richieste: solo un minimo di dimestichezza con la propria attrezzatura o l’attenzione durante l’apprendimento dei concetti durante la lezione teorica!
Programma:
sabato pomeriggio
Accoglienza e sistemazione al rifugio.
Lezione teorica (ore 16);
Cena (ore 19);
2 Uscite sul campo con breve pausa (ore 20 e ore 23.30).
domenica mattina
Proiezione e analisi delle fotografie realizzate e accenni di postproduzione (ore 10).
Pranzo e saluti.
Programma parte teorica
• Introduzione (perché fotografare di notte e etica)
• Gli strumenti (camera, ottiche, treppiedi e flash)
• La luce naturale e artificiale (tempi, diaframmi e iso)
• La profondità di campo e la nitidezza
• La stabilizzazione e il mosso
• Tecniche di avvicinamento
• Fotografare gli animali notturni
• Fotografare i paesaggi notturni
Il workshop si attiva con un numero minimo di 5 partecipanti.
Quota di partecipazione: 100 € a persona
Le quote comprendono l’ospitalità al rifugio, cena del sabato, pranzo la domenica e i materiali per il laboratorio.
Il pernottamento è in camera comune a 12 letti. Necessari il sacco a pelo o sacco lenzuolo personale.
Nota bene: all’atto dell’iscrizione va versato un acconto di 50 euro tramite bonifico bancario.
Info e prenotazioni: Rifugio Casa Ponte tel. 0546 943178 cell. 340 1571813 email: info@rifugiocasaponte.it
L’iniziativa è riservata ai soci dell’Associazione Mario Albertarelli: la tessera associativa 2014, del costo di 2 euro, verrà rilasciata al momento dell’arrivo al rifugio.
Ed ecco tre bellissime immagini scattate da Francesco.




lunedì 16 giugno 2014

I giochi di ieri al Rifugio Casa Ponte

Domenica 29 giugno l’associazione Mario Albertarelli partecipa al Festival dell’Ozio di Tredozio, organizzando I Giochi di Ieri al Rifugio Casa Ponte, una giornata all’aria aperta per ragazzi di tutte le età, ovvero per chiunque abbia voglia di divertirsi e di mettersi “in gioco” con spensieratezza e il desiderio di trascorrere qualche ora nei prati e nei boschi con l’entusiasmo dell’infanzia. Saranno prevalentemente giochi di squadra, come ruba-bandiera, la corsa nei sacchi a staffetta lungo il lago, una caccia al tesoro per grandi e piccini sui sentieri del bosco circostante, ecc. Non mancherà un bel gioco finale a sorpresa con tutti i partecipanti.
I giochi inizieranno alle ore 16.00, e si svolgeranno nei dintorni del rifugio e al lago di Ponte; per partecipare è possibile iscriversi gratuitamente il giorno stesso presso il Rifugio, oppure dare la propria adesione via email. Al termine dei giochi, ricca merenda al rifugio con le cose buone preparate con i sani e gustosi prodotti locali.
Info e prenotazioni:
Rifugio Casa Ponte tel. 0546 943178 cell. 340 1571813 email: info@rifugiocasaponte.it

mercoledì 11 giugno 2014

Estate al Rifugio Casa Ponte

Sono tante ed interessanti le iniziative in programma per luglio e agosto al Rifugio Casa Ponte di Tredozio, un luogo incantato dove trascorrerò buona parte dell'estate.
Ecco la locandina che le raccoglie tutte.
Che aspettate ad iscrivervi?


venerdì 23 maggio 2014

Agente Letterario 3.0 Reloaded: dove comprarlo?

Al momento il mio breve saggio Agente Letterario 3.0 Reloaded, di cui ho già parlato diffusamente, può essere acquistato nei seguenti store on line:

Amazon
 
Ultima Books


Bookrepublic

 
Per gli amanti della carta stampata ci saranno presto interessanti aggiornamenti: stay tuned!

lunedì 19 maggio 2014

Agente Letterario 3.0 Reloaded: la recensione di Federica D'Ascani

Agente Letterario 3.0 Reloaded è appena uscito e arriva già la prima bella recensione!
Ringrazio Federica D'Ascani per la sua precisa e approfondita analisi del mio breve saggio.
Se desiderate leggere la recensione originale andate a questo link.

Poche le parole da spendere nei confronti di qualcosa che dovrebbe essere semplicemente lapalissiano: l'agente letterario è un mestiere e come tale va considerato. Non vi sono scorciatoie e sconti in tal senso. Nessuno si sognerebbe mai di andare da un notaio per un rogito e pretendere di non pagarlo, no? Allora come mai, ultimamente, si pensa sia assurdo pagare e avvalersi del lavoro di un professionista? Perché, forse, la tecnologia ci ha portati a credere che chiunque possa essere in grado di far tutto. E in parte è così. In parte, poiché per poter raggiungere un obiettivo vi è comunque bisogno di esperienza, mezzi, opportunità e conoscenze. Un autore, al giorno d'oggi, pensa di essere tale soltanto perché è stato in grado di ticchettare sulla propria tastiera parole di senso compiuto atte, forse, a descrivere una scena, un episodio, una storia. Ma quanti, tra gli autori emergenti ed esordienti, possono dire di essere realmente scrittori? Non essendovi più una selezione, grazie all'auto pubblicazione, chiunque sembra poter essere in grado di vendere il proprio “talento”. Ma il talento, in queste persone, esiste davvero? Agente Letterario 3,0 Reloaded si prefigge, riuscendoci, di spiegare come sia cambiata, nel tempo, la situazione dell'editoria moderna e come, per un'agente, sia d'obbligo uniformarsi a tale avanguardia in modo da poter offrire un servizio sempre al top delle aspettative. Ma questo piccolo manuale non è solo questo. È anche chiedere agli autori un bagno di umiltà nel riconoscere i meriti di un mestiere fin troppo bistrattato in Italia, quello dell'agente, e soprattutto comprendere che scrivere un libro, per quanto bello, non significa diventare il prossimo Stephen King. Come mai, ultimamente, son tutti autori, qui in Italia? E come mai tutti questi autori si improvvisano imprenditori di sé stessi, magari incappando in ingenuità che mediante la figura professionale dell'agente eviterebbero accuratamente? Perché il mestiere dello scrittore, ormai, è visto come un lavoro che tutti possono fare, senza studi, senza letture, senza assidua frequentazione di manuali di grammatica italiana. E l'agente, non è figura meno snobbata. A cosa serve un agente a chi è convito di aver scritto un best seller in grado di scalare le classifiche in men che non si dica? E magari talmente valido da esser notato, per meriti, dalle grandi case editrici e ottenere, mediante questo, un contratto milionario? Parafrasando Carla Casazza, l'autore reloaded 3,0 è convinto che l'agenzia letteraria sia solo una schiera di parassiti e che l'agente miri semplicemente a rubare i suoi milionari guadagni futuri. Allora, credo, sarebbe il caso riavvolgere il nastro, leggere e ascoltare chi dell'editoria ha fatto la propria vita e imparare, semplicemente imparare. Con umiltà e tanta voglia di lasciarsi guidare. E si, pagare anche, se ciò a cui si aspira è il professionismo. Se si vuole ottenere una laurea, si pagano le tasse universitarie, se si vuole un consulto legale si paga un avvocato. Nello stesso modo, se si vuole diventare scrittori e avere la possibilità di avere un parere sincero sul proprio lavoro, sulle proprie potenzialità senza essere raggirati dagli squali presenti nel mondo editoriale moderno, ci si rivolge a un professionista quale l'agente letterario. E nel frattempo, se si vuole capire qualcosa di tutto ciò che ho scritto fino a ora in maniera chiara, precisa e puntuale, si legge Agente Letterario 3,0 Reloaded di Carla Casazza, edito da Errant edizioni... Perché la cultura non si coglie in un prato come le margherite e la professionalità si acquisisce con il sacrificio, il sudore della fronte e moltissima passione e umiltà.

venerdì 16 maggio 2014

Raccolta fondi per il Centro Studi Giorgio Manganelli

Amelia Manganelli è la figlia di Giorgio Manganelli e da anni si occupa di una "creatura" mai nata davvero: il Centro Studi Giorgio Manganelli, dove cerca e studia tutte le carte del "Manga", spulciando negli archivi cenni del suo passaggio per una raccolta completa. Questo lavoro le costa tempo e denaro, tra i viaggi, la posta, il telefono ed altre spese a cui non riesce più a far fronte (sostenendole ormai da anni).
È arrivata al punto in cui sta per decidere se gettare la spugna. E chiede un piccolo contributo ai manganelliani per non soccombere.
Chiede ad ognuno di partecipare secondo le proprie possibilità per dare finalmente luce al Centro, che poi sarà accessibile per gli studiosi e per chiunque voglia entrarvi.
I fondi verranno impiegati in parte per rifonderla delle spese sostenute e soprattutto per dare finalmente vita al Centro Studi Giorgio Manganelli.
Se tutto questo vi piace e vi interessa, se pensate che ne valga la pena e che sia un peccato che il lavoro svolto finora vada perso, fatevi sentire e datele una mano.
A questo link trovate tutte le informazioni necessarie.

"Come mi disse una volta mio padre, tra il serio e il faceto: «Vuoi fare cultura?… bene, fai pure, ma ricordati che sarai punita»"
Lietta Manganelli

mercoledì 14 maggio 2014

Agente Letterario 3.0 Reloaded

Considerate le trasformazioni velocissime ed epocali che sta vivendo oggi il mondo dell'editoria anche un saggio pubblicato nel 2012 ha bisogno di essere già aggiornato. Così Errant Editions dà alle stampe la versione reloaded del mio saggio breve Agente Letterario 3.0. sarà on line in tutti gli store tra 24 ore.

In attesa che esca riporto qui ciò che scrive della nuova edizione dell'ebook Angelo Ricci,
scrittore, blogger, critico, vicedirettore editoriale di Errant Editions.

Scrivi? Vuoi sapere come muoverti? Vuoi qualche indicazione che non tutti sanno? Allora questo è il libro per te.
Si tratta di un testo  breve, appassionato, gradevolissimo, indispensabile per qualsiasi aspirante scrittore, utile per gli editori e per chiunque sia interessato alla cultura e voglia cogliere le mutazioni del modo in cui si narrano, si diffondono e si valorizzano le storie nel contemporaneo.
Con questo libro ci si orienta meglio, è  una bussola efficacissima e di agile lettura.

Si tratta davvero di uno strumento prezioso scritto da un'eccellente professionista con leggerezza e competenza.
La prima versione di questo interessante, originale saggio, è del 2012.
Carla sa, come sapevamo anche noi, che il suo lavoro e il ruolo dell'agente letterario nel contemporaneo è fluido, in costante cambiamento se vuole essere vincente. Lei mette in pratica questo principio ogni giorno
Quello che era valido due anni fa, nel 2014 ha assunto diverse sfumature.
Adesso, potete leggerle e conoscerle


Potete leggere l'articolo completo di Angelo Ricci a questo link.

lunedì 5 maggio 2014

L'inferno di Rebecca di Federica D'Ascani

Fino a che punto il desiderio per un donna può trasformarsi in follia morbosa? È proprio vero che non esiste il male assoluto? A che punto dell'orribile tunnel della violenza fine a se stessa il viaggio diviene di non ritorno? Qual'è il labile confine tra terrore e pazzia?
Sono queste alcune delle (terribili) domande che ci si pone leggendo L'inferno di Rebecca di Federica D'Ascani, le tematiche su cui l'autrice ha voluto puntare con coraggio e senza falsi pudori.
Infatti a mio avviso, più che un romanzo erotico tendente all'horror, questa è una storia che incarna non l'orrore come genere letterario ma come piaga sociale senza fine: la violenza sulle donne.
Se la trama amplifica ed esaspera ciò che accade nella realtà (ma è legittimo trattandosi di un romanzo, un'opera di fantasia, e alla fantasia è concesso di uscire dai limiti ed esagerare un po'), la violenza fine a se stessa, la crudeltà senza motivo o scatenata da gelosie e possessività, quella esiste davvero e se ne legge spesso, troppo spesso, sui giornali.
La storia è quella della giovane Rebecca che si trova ricoverata sotto osservazione in una clinica psichiatrica: è ritenuta colpevole del tentativo di omicidio del fidanzato Stefano. Il medico che la segue, il dottor Porte, nonostante le reazioni inquietanti della ragazza non è sicuro della sua colpevolezza e cerca di farla parlare per ricostruire le ultime settimane della relazione di Rebecca e Stefano prima del tragico epilogo. Grazie ai continui flash back il lettore assiste al trasformarsi di una storia d'amore un po' morbosa ma pur sempre nei confini della normalità, in una progressiva discesa all'inferno. E in questo precipitare verso la crudeltà assoluta di Stefano, che a poco a poco perde la maschera del bravo ragazzo svelando perversioni sessuali e pericolosi contatti con una setta stanica, pare che uno spiraglio di luce offra una possibilità di salvezza alla povera Rebecca. Ci sarà possibilità di redenzione o l'orrore prenderà il sopravvento? Non vado oltre per non rivelare l'epilogo non scontato e soprattutto all'insegna di una rivalsa finale che però non sarà quella che i benpensanti si aspettano.
È chiaro che la storia è una sorta di allegoria del vero, una voluta amplificazione per sottolineare che non c'è limite alla cattiveria umana. È a mio avviso anche un dito puntato verso la nostra società che ha spesso un atteggiamento buonista e negazionista dettato forse da un'assuefazione al male.
Di certo questo romanzo non è adatto a stomaci deboli.
E nemmeno a chi ama le stuzzichevoli provocazioni di un romanzo erotico, che secondo me è tale se solletica la parte più sensuale del lettore: perchè - diciamocelo - le sottomissioni da "Cinquanta sfumature" sono in realtà roba da mammolette e non hanno nulla a che vedere (per fortuna) con le vere perversioni.
Ma se si ha un po' di coraggio e non si cercano pruriginose emozioni, se si è capaci di scavare sotto la superficie dell'intreccio fine a sè stesso, L'inferno di Rebecca è un libro che provoca e fa pensare. Come due belle sberle date con decisione per fare rinvenire una persona svenuta. Perchè in situazioni estreme la delicatezza non serve: parola di Rebecca.

mercoledì 30 aprile 2014

I marmi di Carlo Campani e Paolo Cecchini

Firenze, inverno 1922 - 23: ha da poco avuto luogo la marcia su Roma e l'Italia assiste all'instaurazione del governo fascista che via via passerà da autoritario a totalitario. Ma la situazione politica nazionale non preoccupa tanto il giovane commissario Bruno Settembrini, quanto i macabri crimini sui quali è chiamato ad indagare. Prima il fallito trafugamento del cadavere di una fanciulla nel cimitero di Trespiano e poi, a distanza di due mesi, il ritrovamento di un corpo mutilato e irriconoscibile appena fuori città, sulla collina di Montughi. Il caso diventa ancora più complesso e delicato quando si scopre che il corpo appartiene al più potente e violento ras fiorentino, Giusto Giunti, notizia che costringe l'ombroso Settembrini, coadiuvato dai prestanti agenti Masi e Scodellini e dallo smarrito brigadiere Zipolo - appena trasferito da Napoli -  a svolgere le indagini in estrema segretezza. Non sarà facile capire il nesso che lega i due crimini, destreggiandosi tra una strampalata coppia di trafficanti di cadaveri, un inquietante “marmorizzatore” di salme che si accompagna ad uno strambo archeologo inglese, un avvocato fascista arrogante ed intrigante e la bellissima ma infida vedova del Giunti, la ricca e sofisticata Giuditta. Anche perchè Settembrini deve vedersela pure col proprio carattere freddo e distaccato, tanto da guadagnargli il soprannome di "tedesco", e il tormento dei ricordi della Prima Guerra Mondiale che gli ha lasciato traccia nel corpo, con una cicatrice alla gamba, e nell'animo: durante la sua prigionia in Germania la figlia piccolissima è morta di spagnola e la vicenda ha scavato una voragine tra Bruno e la moglie Clara.
Se già il romanzo stuzzica la curiosità e risulta avvincente grazie ad un intreccio coinvolgente e ben costruito, affascina ancora di più la scrittura di grande livello, l'uso oserei dire pirotecnico del vernacolo fiorentino, la strinciante ironia che pervade tutta la narrazione, l'affascinante e fedele ricostruzione di un periodo storico - quello dell'avvento fascista - poco conosciuto e di una Firenze fredda, nebbiosa, cupa, tanto quanto i grotteschi studi sulla marmorizzazione dei cadaveri che proprio in questa città, nei primi decenni dell'800, trovarono il loro massimo sviluppo con Girolamo Segato. E poi - in seconda battuta - l'affascinante tema filosofico della morte, che ricorre continuamente nei luoghi e nei vissuti dei personaggi, stemperato da citazioni letterarie ed operistiche, gli approfondimenti sulle alterne e drammatiche vicende della Guardia Regia, le elucubrazioni barocche dell'allucinato studente di anatomia Alcèo Còri, le riscritture parodistiche di pagine note o meno note di autori come Malaparte, Machiavelli, D’Annunzio, Manzoni e Marinetti. Un romanzo che avvince e cattura grazie alla trama gialla e a qualche sfumatura romantica, ma che  allo stesso tempo soddisfa anche i palati più fini con un linguaggio colto e raffinato, un sottotesto accurato e ricchissimo di rimandi e riferimenti, e alcune tematiche molto importanti sulle quali soffermarsi - volendo -  a riflettere.

I marmi
Carlo Campani e Paolo Cecchini
Narcissus.me, 2013