sabato 24 giugno 2017

Dove acquistare Pane, marmellata e tè

In molti mi hanno chiesto come e dove acquistare il mio libro Pane, marmellata e tè.
Se prediligete lo shopping on line, potete acquistare edizione ebook e cartacea nello store della casa editrice, su Amazon, oppure cliccando sulla colonna destra qui del mio blog dove c'è scritto "Acquista i miei libri".
Se siete di Imola potete acquistare il formato cartaceo alla Libreria Mondadori.
A Rimini invece lo trovate da Alidangelo Caffè.
Infine, se desiderate una copia cartacea con dedica potete scrivermi a carlacasazza67@gmail.com

lunedì 19 giugno 2017

Viaggio nella letteratura per l'infanzia

Il presente articolo è uscito sul numero 13 de la rivista letteraria Il Colophon.

Qual è lo stato dell’arte della letteratura per bambini e ragazzi in Italia e nel resto del mondo?
Questa domanda, lo scorso aprile, mi ha accompagnato durante tutta la visita alla Bologna Children’s Book Fair, appuntamento irrinunciabile per chi vuole farsi un’idea di quello che in molti considerano — a torto — un settore editoriale di secondaria importanza.
Prima di iniziare a curiosare tra gli stand dei tanti editori italiani e stranieri presenti, ho sfogliato la cartella stampa e mi sono rincuorata leggendo i dati dell’AIE (Associazione Italiana Editori): nel 2016 il fatturato di questo settore è cresciuto del 5,3% e quasi un quarto (il 23,4%) dei libri venduti lo scorso anno sono libri per bambini e ragazzi.
I dati, dicevo, sono incoraggianti. Peccato che quelli relativi agli adulti seguano invece un trend negativo. Dove e perché si perdono per strada tanti promettenti lettori? Cosa li fa disinnamorare dei libri una volta raggiunta la maggiore età?
Questi interrogativi mi fanno compagnia mentre sfoglio volumi bellissimi, con illustrazioni che sono piccole opere d’arte e contenuti divertenti o profondi o interessanti, ma anche quando inorridita evito alcuni stand in cui sono esposti libri che definire kitch è un eufemismo. E la prima evidenza salta agli occhi prepotente: in questo settore editoriale il divario tra prodotto commerciale e prodotto di qualità si nota molto di più che nel caso degli adulti. Difficile trovare vie di mezzo: o libri che porteresti subito a casa anche se non hai bambini a cui leggerli, o edizioni brutte esteticamente e pure vuote di contenuti. Per fortuna i secondi casi sono in netta minoranza rispetto ai primi.
Prendo in mano piccoli capolavori: illustrazioni magiche che non sono più un completamento della storia ma varcano il confine e divengono arte. Infatti sta crescendo il fenomeno degli adulti che collezionano questi volumi, quasi una sorta di cataloghi delle opere di illustratori di culto.
Ma i contenuti non sono da meno. Sempre più improntati a un impegno divulgativo e nell’affrontare tematiche sociali anche scottanti. Meno fiabe e storie classiche per lasciare posto a testi anche divertenti e giocosi ma che contengono significati ben più profondi.
È una tendenza che ho notato già da alcuni anni (sono una aficionada della Bologna Children’s Book Fair) ma che in questa edizione mi è sembrata molto più decisa.
Non avevo mai visto, ad esempio, tanti libri come quest’anno dedicati alle donne celebri: dalle scrittrici (come In attesa di un sole. L’amore immaginato di Emily dedicato a Emily Dickinson, o Una stanza tutta per me che parla di Virginia Wolf) alle scienziate (La signora degli abissi. Sylvia Earle si racconta, Ada la scienziata su Ada Lovelace, Marie Curie, la signora dell’atomo) a quelle che hanno sfidato le convenzioni ieri e oggi (Storie della buonanotte per bambine ribelli). Ma si parla molto anche di famiglie convenzionali e non affrontando il classico tema dell’arrivo di un fratellino o quello più complesso dell’adozione, dei rapporti difficili coi genitori o delle famiglie di coppie gay.
Ho visto tanti bei volumi divulgativi sulla storia, la scienza, la geografia, ma alcuni in particolare dedicati al fenomeno delle migrazioni contemporanee (diversi sulla situazione di Lampedusa).
Non mancano argomenti “sempreverdi” declinati però in modo attuale, come l’amore romantico affrontato con ironia, o gli eroi ma non convenzionali come ad esempio gli atleti olimpionici. Si trovano ancora tanti libri dedicati agli animali ma con una particolare attenzione all’approccio ecologico, di rispetto dell’ambiente e delle altre specie viventi.
Un discorso a parte lo meritano gli albi illustrati: ne ho visti di bellissimi dedicati in particolare all’arte come La mela di Magritte del grande illustratore fiammingo Klaas Verplancke, pubblicato dal Moma di New York e portato in Italia dall’editore Fatatrac. E stanno prendendo piede anche le graphic novel appositamente pensate per i lettori più giovani, mentre fino a pochi anni fa erano realizzate esclusivamente per gli adulti.
Infine, nell’editoria per bambini e ragazzi rientrano anche i libri interattivi che se un tempo, per i più piccoli, sfruttavano l’uso di materiali diversi e stimoli tattici e, per i più grandi, la possibilità di interagire con le storie scegliendo varie opzioni (i “famosi” librogame degli anni ‘80), oggi adottano soluzioni digitali che sfruttano la realtà aumentata o quella virtuale con risultati — in alcuni casi — davvero sensazionali: se conquistano una lettrice seriale over 40 come me, posso immaginare che potere d’attrazione abbiano su un adolescente che vive in simbiosi col suo smartphone. Ma ciò che conta è che i ragazzi leggano, su quale supporto non importa.
La visita alla fiera è terminata. Ho lasciato gli occhi e il cuore su almeno una ventina di volumi: per fortuna che in questa sede non è possibile acquistarli altrimenti avrei fatto pazzie.

giovedì 15 giugno 2017

Ragazzi di carta di Marco Mazzanti - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata sulla rivista on-line Bookavenue

Se dovessi scegliere due parole per definire "Ragazzi di carta" di Marco Mazzanti sceglierei "malinconico" ed "evanescente".
Malinconico, perché è il sentimento che pervade e traspare nel mosaico di racconti e poesie che compongono il libro e che tratteggiano vite, anzi stralci di vite, un po' confuse, smarrite, malinconiche - appunto - di uomini e donne, giovani e già più adulti. Gente del nostro tempo così confuso e sgualcito.
Evanescente, perché sono tracce di tante vite che si intrecciano per un attimo, ma è sufficiente per entrarci dentro e "sentire" la fragilità dei personaggi, quasi fossero davvero come i ragazzi di carta del titolo.
Un libro che, grazie alla sua struttura, può essere gustato a piccole dosi, una poesia o un racconto alla volta, ma che ci si ritrova a leggere tutto d'un fiato come se fosse un thriller.
La scrittura di Marco Mazzanti è pulita, discreta, senza sbavature, e riesce a tratteggiare in poche frasi stati d'animo e personaggi conferendo loro spessore e realismo.
Una scrittura molto maturata rispetto a "Demetrio dai capelli verdi" e che sperimenta contaminazioni abbinando, come ho scritto più sopra, prosa e poesia in un percorso narrativo ben progettato che si svela una volta terminata la lettura.



Ragazzi di carta di Marco Mazzanti
(Le Mezzelane Editore, 2017)

Pane, marmellata e tè: presentazione a Imola

E finalmente è arrivato il momento di presentare Pane, marmellata e tè a Imola.
Stavolta gioco in casa.
Venerdì 23 giugno, dalle ore 20, a Quintoveda (Via Cavour 58) chiacchiererò del mio libro con Muriel Pavoni, scrittrice di talento.
Se verrete, scoprirete qualche cosa di più sul mio ultimo libro, e forse anche su di me (non so quali domande mi farà Muriel).
Se avete già letto il libro potrete farmi tutte le domande che vorrete, e se non lo avete ancora letto... dopo la presentazione vi verrà sicuramente voglia di farlo!
Insomma, sarà una serata divertente, in un locale alternativo, con un aperitivo goloso e tanta gente simpatica.
Vi aspetto, eh?!

mercoledì 14 giugno 2017

Le avventure di Pinocchio: è uscito il nuovo numero de Il Colophon

Accompagnato da una fantastica copertina "animata" firmata da Marta D'Asaro, è uscito il numero 13 della rivista letteraria digitale Il Colophon, intitolata Le avventure di Pinocchio e dedicata alla letteratura per bambini e ragazzi.
Scrive Michele Marziani, direttore della rivista:
"Affrontare questo tema è stato il viaggio che vi proponiamo oggi in queste pagine. E, come ormai ci ha abituato la sorte, gli autori della rivista hanno risposto ognuno a modo proprio, portando l’infanzia chissà dove, dimenticando scrittori senza i quali io personalmente non immagino neppure si possa vivere: Verne, Salgari, lo stesso Collodi che dà il titolo a questo numero della rivista ma del quale non si è occupato nessuno. Giusto per fare tre nomi.
Ci sono poi testimonianze e testimoni d’accezione in questo numero de Il Colophon, a partire dall’articolo del grandissimo Alvaro Zerboni che dall’alto dei suoi 92 anni d’età, ci racconta l’amore per i fumetti e al tempo stesso ci porta a spasso per quasi tutto il Novecento.
Infine c’è un’idea molto forte che serpeggia tra gli scritti. Qualcuno la sussurra, qualcuno la grida, qualcun altro non sa ma pensa che potrebbe essere vera: la letteratura per l’infanzia, la scrittura per ragazzi, non esistono. Sono un’invenzione del mercato.
[...] Di certo c’è, almeno per me, che i sogni migliori li ho avuti a sei anni. Il resto della vita la sto passando a inseguirli. Accompagnato da libri di tutte le età".

domenica 4 giugno 2017

Il falco ghibellino di Marina Trastulla - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata su Bookavenue

Stella è una giovane insegnante di lettere che si trova in una situazione delicata: l'amata casa di famiglia rischia di essere venduta a causa dei debiti e questo spezzerebbe il cuore della madre che in quel luogo ha vissuto anni felici col marito mancato da poco tempo.
Le viene in aiuto un editore amico di famiglia: la aiuterà a riscattarsi dai debiti se lei , in cambio, scriverà un romanzo.
Stella accetta la sfida e dà vita a Gemma, fanciulla medioevale appartenente a una nobile famiglia di Acquapendente che incarna tutto ciò che Stella non riesce a essere: coraggiosa, decisa, emancipata, anticonformista. Man mano che la stesura del romanzo procede, pare che Gemma, coinvolta in lotte di potere, amori contrastati, e rischiando la vita propria e dei suoi cari, "trascini" nelle sue avventure Stella alla quale, anche nella realtà, accadono cose inaspettate come una emozionante storia d'amore che potrebbe cambiare completamente il corso della sua vita. Ma non tutto è rose e fiori e si trova a fare i conti con invidie, gelosie, fraintendimenti e persino con se stessa nel tentativo di capire cosa vuole davvero dalla vita.
Due avvincenti storie che procedono in parallelo su altrettanti piani narrativi: il percorso di una giovane donna di oggi verso una nuova consapevolezza di sé e il potente affresco storico dell'Italia centrale duecentesca in cui Guelfi e Ghibellini lottano per il predominio, che si intreccia alle appassionanti vicende personali di Gemma.
Il tutto raccontato con ricchezza di dettagli e fedeltà storica e con una scrittura impeccabile che cattura e permette al lettore di sentirsi parte della narrazione.
Si avverte il clangore della battaglia di Campaldino, si "respirano" gli odori di un banchetto al castello, si segue trattenendo il fiato il volo del falco pellegrino. E se non si è particolarmente ferrati in storia medioevale si imparano a conoscere i principali avvenimenti di quegli anni.
Il falco ghibellino di Marina Trastulla è un romanzo da leggere tutto d'un fiato, adatto sia agli adulti che agli adolescenti.

Il falco ghibellino di Marina Trastulla
(Edizioni Nuova Prhomos, 2017)



venerdì 19 maggio 2017

Pane, marmellata e tè: presentazione ad Alidangelo Caffè di Rimini

Come accennavo qualche giorno fa, giovedì 25 maggio alle ore 19 presenterò Pane, marmellata e tè ad Alidangelo Caffè Extrò di Rimini (Via Castelfidardo,  58), un locale carinissimo e molto ospitale dove i gestori Alice e Angelo ti fanno subito sentire a casa.
Mi affiancherà come "intervistarice" una cara  amica e brava autrice: Roberta Marcaccio (volete saperne di più su di lei? Leggete la recensione al suo bel romanzo Tranne il colore degli occhi).
Inutile dire che vi aspetto numerosi!
E se non siete della zona ma volete leggere il mio libro lo potete acquistare nello store della casa editrice Antonio Tombolini Editore oppure su Amazon, e se siete di Imola anche alla Libreria Mondadori.

martedì 16 maggio 2017

Pane, marmellata e tè in versione cartacea

Pane, marmellata e tè è ora anche in versione cartacea!
Non avete più scuse per non leggerlo.
Lo potete acquistare nello store della casa editrice, su Amazon, e se siete di Imola alla Libreria Mondadori.
Oppure potreste venire a una delle prossime presentazioni così vi farò la dedica e avrete modo di scoprire tante curiosità e retroscena sul libro.
Il 25 maggio sarò ad Alidangelo Caffè di Rimini e mi presenterà la brava e simpatica Roberta Marcaccio.
Il 23 giugno invece giocherò in casa, a Quintoveda, dove mi presenterà la altrettanto brava e simpatica Muriel Pavoni.
Presto altri dettagli sulle presentazioni, ma intanto segnatevele in agenda!

lunedì 24 aprile 2017

Punti e interrogativi di Manuela Bonfanti - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata su Bookavenue

Quali sono i punti fermi - o che provano a esserlo - nella nostra vita di donne?
"Trenta metri di libri o l'equivalente in chili" possono cambiare la vita di Brunella e della zia Luce?
La prostituta Gisella saprà adeguarsi ai  "marciapiedi" digitali?
L'ingegner Mascagni supererà positivamente il colloquio di lavoro "malgrado" sia donna?
E le abitanti di Seborovsk - Siberia - che per protesta fermano il treno otterranno ciò che disperatamente desiderano?
Donne che fanno paura perché hanno un cervello o che vivono solo di apparenza, donne vittime della violenza o che nonostante tutto cercano un loro posto nel mondo.
E gli uomini? A dirla tutta non ne escono molto bene nei racconti che compongono Punti e interrogativi, pubblicato da Antonio Tombolini Editore nella collana Oceania dedicata agli scrittori italiani che vivono all'estero. Ma è chiaro che l'intenzione di Manuela Bonfanti non è quella di raccontare situazioni serene e normali, bensì dei bivi a cui spesso conduce la vita, occasioni in cui bisogna decidere - o capire - in fretta la strada da prendere. Mettere un punto o una virgola?
E perché alla fine ci si ritrova sempre con un punto interrogativo?
Quattordici storie assai ben scritte in cui le donne sono protagoniste o comprimarie, ma tutte  prima o poi consapevoli - come pensa la sarta Margherita - che "se c'era una vita da rammendare, voleva che fosse la sua".

Punti e interrogativi di Manuela Bonfanti
(Antonio Tombolini Editore, 2016)

venerdì 21 aprile 2017

Scritture Boreali alla Libreria Mondadori di Imola


Dopo il workshop Inquietudini nordiche, che presto riproporrò, ecco un nuovo appuntamento pensato nell'ambito del mio progetto Orð North: letteratura e cultura scandinava  di cui vi parlo nel dettaglio qui.
Lunedì 24 aprile alle ore 19 la Libreria Mondadori di Imola (Via Emilia 71) ospiterà Scritture boreali, un reading dedicato alla letteratura scandinava contemporanea.
Tra suggestioni paesaggistiche e musicali, grazie all'apporto artistico di Quintoveda e della Compagnia Alice Gira in Città, proporremo un viaggio nell’anima nordica e tra gli scrittori più significativi e interessanti di Svezia, Islanda, Finlandia e Norvegia.
L'evento è inserito nel cartellone del festival Enjoy Your Town.

giovedì 20 aprile 2017

Zanne di Piero De Fazio - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata su Bookavenue

L'ispettore Pietro De Falco è un poliziotto che crede davvero nel proprio lavoro, ci mette impegno e dedizione anche a costo di scontrarsi con i superiori e le autorità per i suoi modi non sempre ortodossi.
Quando a causa di un incidente scopre di avere dei "poteri" inconsueti e pericolosi, decide di usarli per fare giustizia da sé, avventurandosi così in una situazione sempre più pericolosa e dai risvolti inquietanti.
Non voglio raccontare oltre di questo thriller duro e nero perché rovinerei la tensione creata dalla capace scrittura di Piero De Fazio che tiene il lettore "incollato" al romanzo fino all'ultima pagina.
Una scrittura che, nonostante la drammaticità e la crudezza dei fatti narrati, non rinuncia mai a una lieve ironia.
Proprio questo non prendersi mai completamente sul serio è uno dei pregi dell'autore, oltre all'innegabile capacità di tratteggiare in modo efficace i personaggi, anzi le personalità, e a indurre il lettore a sentirsi all'interno della vicenda, invischiato nella trama assieme ai protagonisti. Tanto  da arrivare alle ultime pagine con un certo dispiacere, perché si vorrebbe leggere ancora.
Un'ottima "prima" per De Fazio che speriamo ci regali presto altri romanzi.

Zanne. L'eredità del cane di Piero De Fazio
(Antonio Tombolini Editore, 2016)

mercoledì 19 aprile 2017

Poeti dei suoni - Tre incontri di ascolto guidato nel mondo della musica

Vorrei segnalarvi un'iniziativa molto interessante che si svolgerà a Quintoveda (Via Cavour 58, Imola) a partire dal 26 aprile. Si intitola Poeti dei suoni - Tre incontri di ascolto guidato nel mondo della musica, si tratta di conversazioni informali condotte dal Maestro Marco Belluzzi che aiuterà i partecipanti a scoprire o ad approfondire il jazz, la musica classica e il rock, suggerendo chiavi di lettura e diverse prospettive di approccio.
Il programma si articolerà in tre incontri che avranno inizio alle ore 20.30:

26 aprile "Il profondo e l'effimero. Il jazz e l'improvvisazione continua."

10 maggio "Il mito della forma". Chi ha paura della musica "classica?"

14 giugno "Apocalittico o integrato? Il rock e la ribellione tentata."

Nato a Bologna, Marco Belluzzi ha compiuto gli studi di Canto, Pianoforte, Composizione, Direzione di Coro e d’Orchestra nella città natale. Svolge un’intensa attività di pianista, sia nel campo della musica strumentale sia in quello della musica vocale da camera con particolare riferimento alla musica del XX secolo. In qualità di direttore, ha collaborato con importanti ensembles in Italia e all’estero. È visiting professor presso l’Istituto ‘Söngskóli Sigurðar Demetz’ e direttore principale presso l’Orchestra ‘Kammersveit Hjörleifs Valssonar’ di Reykjavík.
Come compositore è autore di musica sinfonica, da camera e vocale, musica corale e per il teatro.
Dirige il coro polifonico Attosecondo.

venerdì 14 aprile 2017

Questo bacio vada al mondo intero di Colum McCann - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di aprile 2017 della rivista letteraria on line Il Colophon.

 Ci sono libri che ti toccano talmente in profondità da rimanerti dentro per giorni, settimane, mesi dopo che li hai terminati, continuando a parlarti. E mentre ne sei immerso non li vorresti abbandonare, vorresti che durassero all’infinito.
Questo bacio vada al mondo intero è uno di quei libri. E se ti fermi a riflettere non sapresti nemmeno dire di preciso perché: per la scrittura? per la trama? per l’atmosfera? Forse per tutto questo e tanto altro. Ma non parlerò dell’emozione e di quella sensazione simile all’innamoramento che ha suscitato in me, perché è soggettiva e personalissima. Vorrei rimanere coi piedi per terra e analizzare i motivi per cui, secondo me, si tratta di uno dei libri più belli che ho letto negli ultimi anni.
Per la scrittura certamente. McCann è essenziale e lineare, non ama giri di parole, eccessi, ridondanze, barocchismi e descrizioni inutili. Ma con una breve frase riesce a farti entrare nell’anima delle persone e delle situazioni. Frasi che nella loro essenzialità e concretezza sono spesso intrise di grande poesia.
“La sola cosa per cui valeva la pena intristirsi era sapere che a volte in questa vita c’è più bellezza di quanta il mondo possa reggerne”.
La stessa poesia che mette persino nel titolo originale, purtroppo convertito — in italiano — in una frase melensa che suggerisce un romanzo sentimentale. Il titolo originale infatti è Let the great world spin (Lascia che il mondo giri in vortici infiniti), anche il titolo di uno dei capitoli, e un verso della poesia Locksley Hall di Tennyson che racconta di un amore perduto.
La trama è intrigante, con questo acrobata in primo piano che si accinge ad attraversare un cavo d’acciaio teso tra due grattacieli in una New York attonita degli anni ’70. All’apparenza sembra che sia proprio questo episodio il filo che lega tutte le altre storie: uno strano sacerdote (irlandese emigrato negli USA come McCann) che si adopera per aiutare le prostitute di un quartiere disagiato, le madri di alcuni soldati caduti in Vietnam, una sgangherata coppia di artisti, e tante altre figure di grande intensità e forza drammatica. Storie che all’apparenza scorrono parallele ma che ad un certo punto della vicenda acquisiranno nuovi significati e si incastreranno perfettamente una nell’altra come pezzi di un puzzle.
Anche l’atmosfera di attesa, che spinge il lettore a sperare, e che pervade tutto il libro è certamente elemento di fascino. Il cavo teso su cui mantenersi in equilibrio non è solo quello dell’acrobata, sono i tanti fili invisibili che attraversano la storia e a cui si aggrappano i protagonisti per non cadere giù, per non farsi inghiottire dalla disperazione, l’amarezza, la noia, la disillusione.
Perché “c’è chi pensa che l’amore sia la fine della strada, e che se si è abbastanza fortunati da trovarlo, ci si ferma lì. Altri dicono che è come un burrone nel quale si precipita. Ma chiunque abbia vissuto almeno un po’ sa che muta con il passare dei giorni, e secondo l’energia che gli si dedica, lo si conserva o ci si aggrappa, oppure lo si perde, ma a volte capita che non sia nemmeno mai stato lì, fin dall’inizio”.


martedì 11 aprile 2017

Il peso sul cuore di Amanda Melling - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di aprile 2017 della rivista letteraria on line Il Colophon.

Chi mette piede in Irlanda ne rimane irrimediabilmente affascinato e sovente si ammala di nostalgia per l’isola di smeraldo, ricca di paesaggi suggestivi e intrisa di storia e leggende.
Anche la protagonista de Il peso sul cuore cade in questa rete di fascinazione suo malgrado.
Erica, giovane ligure, parte alla ricerca della zia Flora, approdata anni prima in Irlanda e scomparsa senza lasciare tracce. Arrivata nel villaggio di Cong, dove vive il marito della zia, mentre cerca di scoprire cosa le è accaduto, Erica comincia a capire il motivo che ha spinto Flora a trasferirsi in quel luogo ricco di leggende e colori, di gente allegra e accogliente. Si sente sempre più affine a questa zia che non ha mai conosciuto, Ma si deve anche scontrare con un mistero fitto e con incredibili storie di folletti e luoghi magici.
Se la vicenda raccontata nel romanzo di Amanda Melling — di cui non voglio svelare altro — cattura il lettore fino all’ultima pagina, inseguendo misteri e sentimenti nascenti, grande importanza ha anche l’elemento descrittivo, perché attraverso le parole dell’autrice si riescono a vedere i luoghi, le persone, lo spirito di cui è intrisa l’isola. E si comprende il grande legame che i suoi abitanti hanno col Piccolo Popolo, non solo protagonisti del folklore locale ma appartenenti a una mitologia ancestrale e ancora sacra per molti irlandesi.
Una storia quindi che è un viaggio negli angoli più suggestivi d’Irlanda e attraverso una cultura nella quale l’elemento magico è ancora molto presente. E in cui abitudini vecchie di secoli continuano a essere in uso, come l’anello di Claddagh Ring, composto da due mani che tengono un cuore sormontato da una corona, che simboleggia i tre valori del vero amore (amicizia, amore, lealtà) e ancora oggi molti indossano: con la punta del cuore verso le dita se non sono impegnati, verso il polso se sono legati a qualcuno.
Un viaggio, quello di Erica, che diventa scoperta non solo di bei luoghi ma anche di una realtà diversa da quella a cui è abituata, e la induce ad aprire la mente e il cuore superando i confini in cui spesso la razionalità ci induce.
“Sull’isola di smeraldo tutto era possibile. Erica aveva imparato che una birra non è soltanto una birra, che i laghi oggi ci sono, ma domani possono sparire nel nulla, per poi tornare ancora. Aveva imparato che non c’è niente di strano nel credere che in fondo ad un arcobaleno ci possa essere una pentola d’oro, e che il verde può essere il colore dell’anima, non solo delle colline. Aveva imparato ad amare il gracchiare dei corvi, la forza del vento, l’irruenza dell’oceano, l’allegria di quella gente. E soprattutto, aveva scoperto che nessuno, proprio nessuno, può entrare nel tuo cuore come solo un irlandese sa fare”.

Il peso sul cuore di Amanda Melling
(Antonio Tombolini Editore, 2016)

martedì 4 aprile 2017

Orð North - Parole del nord: progetto dedicato alla letteratura e cultura scandinava

Il mio interesse per i paesi del Nord Europa è nato tanti anni fa, ispirato inizialmente dalla lettura di Karen Blixsen, Peter Høeg, Jostein Gaarder. Poi ho scoperto Arto Paasilinna e Björn Larsson e, grazie ai loro libri, la casa editrice Iperborea, specializzata proprio nella letteratura scandinava. In quel momento la curiosità e l'interesse si sono trasformati in un grande amore che mi ha spinto ad approfondire sempre più la conoscenza degli scrittori nordici e dei loro paesi. Con una particolare predilezione per l'Islanda, la sua lingua e Jón Kalman Stefánsson.
Ho iniziato a raccontare questo mio amore agli amici del Gruppo di lettura Quarta di copertina, ad altre persone ed è stata una grande gioia riuscire a trasmettere il desiderio  di leggere questi autori anche ad altre persone. Da questi primi risultati positivi ha iniziato a prendere forma un progetto che ho chiamato Orð North che in islandese significa "Parole del nord". I primi passi di Orð North si sono concretizzati nell'organizzazione del reading Scritture Boreali, che ha incontrato l'interesse del pubblico e che replicherò il 24 aprile nell'ambito del festival di arti performative Enjoy Your Town. E nella realizzazione di un workshop dal titolo Inquietudini nordiche che terrò, sempre nell'ambito di Enjoy Your Town, sabato 8 aprile dalle 16 alle 19 a Quintoveda (Via Cavour 58, Imola). Il workshop guiderà i partecipanti alla scoperta delle “inquietudini” che hanno caratterizzato la cultura e la società scandinava dai Vichinghi ai giorni nostri.
Un viaggio tra Danimarca, Svezia, Finlandia, Norvegia e Islanda attraverso letteratura, arti visive, musica, cinema, storia, scienze e filosofia per approfondire gli elementi peculiari della cultura nordica antica e moderna.
La quota di partecipazione è di 15 euro (più tessera Panta Rei/Quintoveda 4 euro).
Se desiderate partecipare potete iscrivervi mandando una mail a carlacasazza67@gmail.com

martedì 28 marzo 2017

Inventario dei pensieri felici: il coro Attosecondo a Imola

Qualche tempo fa ho iniziato a pubblicare post dedicati alle persone, i luoghi, le attività che mi fanno stare bene. Ho intitolato la rubrica Inventario dei pensieri felici e in questo post vi spiego perchè.
Il coro Attosecondo non può mancare tra i miei pensieri felici. Ho assistito ad alcuni loro bellissimi concerti e quando ho saputo che sarebbe nata una loro piccola "succursale" romagnola a Imola ho contato i giorni che mancavano alla prima prova. Al momento, noi della "succursale", siamo un manipolo di acerbi coristi ma ci divertiamo, le serate volano, stiamo molto bene insieme. E poi cantare fa bene alla mente, alla respirazione e soprattutto al cuore.
Questo lunghissimo preambolo per segnalarvi un appuntamento a cui non potete mancare.
Sabato 1 aprile alle ore 18 il coro polifonico Attosecondo (quello ventennale bolognese, non la "succursale") terrà un concerto a Imola all'interno dei Chiostri del Museo di San Domenico.
L'evento fa parte del ricco calendario di appuntamenti del festival Enjoy Your Town.
Attosecondo si è costituito nel 1997 e riunisce una ventina di musicisti e cantanti accomunati dall'entusiasmo e dalla passione per la coralità, che si alternano nei diversi ruoli di coristi, solisti, strumentisti, arrangiatori e tecnici dando vita ad uno spettacolo che esprime una vera e propria coralità d'insieme.
Il gruppo ha inizialmente esplorato i canti della tradizione nera afro-americana, frequentemente personalizzati con propri arrangiamenti, e successivamente ha intrapreso altre strade musicali avvicinandosi al '900 storico e contemporaneo, alla musica popolare e pop. Questo ha permesso di sperimentare sonorità più vicine al gruppo sia culturalmente che anagraficamente.

venerdì 24 marzo 2017

L'elogio del barista di Caterina Ferraresi - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata su Bookavenue


È chiaro fin da titolo e sottotitolo che questo libro affronta l'argomento psicanalisi in modo leggero. Attenzione: leggero, non superficiale.
Uno dei segreti forse più importanti per vivere bene è non prendersi mai troppo sul serio. Questo Caterina Ferraresi lo ha ben presente ed è la cifra stilistica della sua scrittura sottilmente ironica. Persino nel titolo che spiega nelle prime pagine: "Qualcuno - non ricordo chi - ha detto: se hai un problema puoi fare tre cose, parlarne con il tuo barista, andare in analisi o tenertelo per te. Il risultato alla fine sarà lo stesso".
In questo libro, davvero piacevolissimo - più che un saggio una interessante chiacchierata con una "addetta ai lavori" - si trovano tanti spunti di riflessione utili non solo a chi è indeciso se andare in terapia, ma a ciascuno di noi.
Aiuta ad accettare un po' di più la vita come viene. A capire che di fronte a certi eventi siamo impotenti, mentre in altre situazioni possiamo scegliere di dare una nuova direzione alla nostra vita se solo lo ammogliamo e senza aspettare che siano gli altri a rimetterci in piedi.
Che "non accettare la propria storia è causa di sofferenza. Di una sofferenza peraltro inutile e improduttiva perché impotente".
Che "ascoltare se stessi è la strada. Diventare sordi a chi ci dice cosa è bene per noi è la cura".
Perché "la vostra vita è vostra. Non di vostra madre, di vostra moglie, del vostro terapeuta e nemmeno di vostro figlio. È' così vostra che, se voi morite, tutti gli altri rimangono in vita. Magari disperati, ma vivi".
Sono solo alcuni dei tanti brani che ho sottolineato, esercizi di buon senso che a volte - immersi nei nostri problemi - perdiamo di vista.
Un piccolo libro prezioso nella sua ironica semplicità che aiuta a guardarsi dentro e regala qualche ora di piacevole lettura.

L'elogio del barista di Caterina Ferraresi
(Corbaccio Editore)

martedì 21 marzo 2017

Pane, marmellata e tè: vi leggo l'incipit

Volete ascoltare l'incipit di Pane, marmellata e tè - il giallo che ho pubblicato nella collana Amaranta di Antonio Tombolini Editore - letto direttamente dalla mia voce?
Ebbene, mi sono attrezzata anche per questo!
Potete ascoltarlo a questo link su Spreaker oppure su iTunes.
Al momento il romanzo è disponibile in ebook ma mi dicono che presto arriverà la copia cartacea.
Seguitemi sul blog e vi terrò aggiornati!
E se qualcuno di voi l'ha già letto, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate e se la lettura vi ha divertito.

venerdì 17 marzo 2017

Inquietudini nordiche - Workshop l'8 aprile a Imola


Sono emozionata mentre scrivo questo post, perchè vi racconto il primo passo di un progetto ben più grande a cui tengo moltissimo e a cui sto lavorando da tempo.
Chi mi conosce bene sa della mia sviscerata passione per la letteratura e la cultura scandinava che spero verrà sublimata presto anche da un viaggio nei luoghi del mio cuore.
Nel frattempo, vorrei condividere il frutto delle mie letture, dei miei studi e approfondimenti con chi è interessato alle genti del nord, o semplicemente è curioso di avvicinarsi a una cultura che in Italia è stata riscoperta da qualche decennio, grazie anche all'accurato lavoro della casa editrice Iperborea, specializzata in autori del nord Europa.
In cosa consiste il mio progetto lo scoprirete via via leggendo questo blog, ma intanto vi presento il workshop Inquietudini nordiche che proporrò nell'ambito del festival di arti performative Enjoy Your Town sabato 8 aprile dalle ore 16 alle 19. Nel corso del pomeriggio condurrò i partecipanti alla scoperta delle "inquietudini" che hanno caratterizzato la cultura e la società scandinava dai Vichinghi ai giorni nostri.
Un viaggio tra Danimarca, Svezia, Finlandia, Norvegia e Islanda attraverso letteratura, arti visive, musica, cinema, storia, scienze e filosofia per approfondire gli elementi peculiari della cultura nordica antica e moderna.
Il workshop si svolgerà nel teatro underground di Quintoveda (Via Cavour 58, Imola).
La quota di partecipazione è di 15 euro (più tessera Panta Rei/Quintoveda 4 euro).
Se desiderate partecipare potete iscrivervi mandando una mail a carlacasazza67@gmail.com

martedì 7 marzo 2017

Parola di scrittore a Rimini

Vorrei segnalarvi una bella rassegna che ha preso il via oggi a Rimini e proseguirà fino al 4 aprile. Si tratta della seconda edizione di Parola di Scrittore, conversazioni con gli autori organizzate da Scenafutura ad Alidangelocaffè Extrò di Rimini.
Tra gli ospiti della rassegna, avrò l'onore di conversare con due brave scrittrici e care amiche: Clara Piacentini, che presenterà Bianca come l’Africa il 14 marzo,  e Roberta Marcaccio, che parlerà di Tranne il colore degli occhi il 28 marzo.
Il programma della rassegna prevederà, inoltre, Stefano Rossini con POdissea, presentato da Paolo Vachino il 7 marzo; Sara Ceccarelli con Anna Maria Mozzoni. La vicenda di una donna che si è battuta per altre donne, presentata da Francesca Panozzo il 21 marzo; Oreste Delucca con La fèmina del prete presentato da Manuela Angelini il 4 aprile.
Tutti gli appuntamenti si svolgeranno alle 18.30 in Via Castefidardo 58.

lunedì 20 febbraio 2017

Upside Down Magazine mi ha intervistato


 Qualche giorno fa Silvia Casini (che ringrazio molto) di Upside Down Magazine mi ha intervistata.
Ecco il risultato della nostra chiacchierata, se volete leggerlo direttamente nel sito della rivista andate a questo link.

Ha carta bianca e tre aggettivi per descriversi…
Tenace, appassionata, gentile
Mai senza?
Libri.
Cosa le piace leggere?
Un po’ di tutto: narrativa e saggistica, anche sceneggiature. Più raramente la poesia. Non c’è un genere che prediligo, se il libro è ben scritto leggo dal fantasy al mainstream, dal giallo al rosa.
Se dovesse esprimere tre desideri?
La felicità per le persone che amo, vivere di scrittura, abitare in Nord Europa.
La sua vita in un tweet?
Vivo per scrivere e scrivo per vivere.
Ci parli del suo ultimo romanzo. A chi lo consiglierebbe e perché?
Pane, marmellata e tè è una storia gialla ma con qualche divagazione romantica. Per questo lo consiglio a chi ama i due generi. Devo dire che diversi uomini che lo hanno letto, meno sensibili al lato romantico della vicenda, si sono fatti però coinvolgere dalla suspense e dall’intreccio. Lo consiglio a chi ama i gialli classici, ma anche le storie un po’ romantiche.
Come nascono i suoi personaggi, vi è un collegamento con la realtà?
I miei personaggi hanno sempre un elemento di realtà. A volte anche solo un piccolo dettaglio fisico o caratteriale che mi ricorda persone che conosco o che incontro fugacemente e mi colpiscono, in altri casi sono un ritratto fedele di queste persone.
Le ambientazioni che sceglie provengono dal reale o sono anche una proiezione dell’anima?
No, sono tutti luoghi ben precisi e reali.
Come può riassumere ai suoi lettori il suo romanzo? Qual è il messaggio che vuole trasmettere?
Pane, marmellata e tè racconta di Beatrice Ardenzi, giornalista precaria nella redazione di un quotidiano di provincia, che si è sempre occupata di tematiche sociali, fino a quando il suo direttore le affida una inchiesta sul “mostro della palude”, serial killer che mutila e uccide persone anziane. Un caso difficile per il commissario Matteo Croci e il suo braccio destro, l’agente Alessio Pelliconi, in cui Beatrice si trova coinvolta suo malgrado. Tra i battibecchi con Croci e alcune intuizioni utili alle indagini, l’amicizia di Beatrice e Alessio si trasforma in qualcosa di più, complice un corso di panificazione. Beatrice e i poliziotti giungono all’epilogo del caso, ma non tutto è come sembra. Tornata alla routine di tutti i giorni, Beatrice crede di avere smesso per sempre i panni dell’investigatrice, ma a quanto pare il suo destino è di cacciarsi nuovamente nei guai: la prima vacanza con Alessio si trasforma in un’indagine a Parigi, tra sale da tè e ambasciate esotiche, per aiutare un’amica indagata per l’omicidio del principe ereditario del Brunei. E se una degustazione di tè rovina la loro vacanza, una prozia stramba e una marmellata forse letale mettono a dura prova la loro festa di fidanzamento. Riuscirà Beatrice, investigatrice “involontaria” e un po’ maldestra a risolvere i tre casi e a tenersi il fidanzato?
In realtà, è un romanzo di evasione, non c’è un messaggio preciso, tranne forse il fatto che niente è mai come sembra. Che non bisogna trarre delle conclusioni troppo in fretta.
È già al lavoro su un nuovo libro?
Sì, sto scrivendo di una nuova indagine che coinvolgerà Beatrice per la gioia di chi mi ha chiesto un seguito di Pane, marmellata e tè.

giovedì 9 febbraio 2017

Tutti i racconti di Flannery O'Connor - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di febbraio 2017 della rivista letteraria on line Il Colophon.

 Flannery O'Connor è considerata una delle migliori autrici di racconti del Novecento e , in generale, della letteratura contemporanea. Varie generazioni di scrittori l'hanno eletta autrice di culto e hanno cercato di carpire dai suoi scritti, le interviste, le lettere, i testi delle sue conferenze, il segreto per dare vita a un racconto perfetto. Questa premessa è a mio avviso necessaria per sapere con chi si ha a che fare quando si inizia a leggere Tutti i racconti, la raccolta completa edita da Bompiani.
Anche il lettore più distratto e superficiale non può fare a meno di notare la nitidezza, il realismo, delle storie, l'innegabile abilità della O'Connor di farci vedere e sentire in modo tangibile le persone, i luoghi, le emozioni. Del resto è ben consapevole di questa sua capacità che ritiene fondamentale nello scrivere narrativa perché essa “opera tramite i sensi. […] Se non gli viene dato modo di vivere la storia, di toccarla con mano, il lettore non crederà a niente di quello che il narratore si limita a riferirgli. La caratteristica principale, e più evidente, della narrativa è quella di affrontare la realtà tramite ciò che si può vedere, sentire, odorare, gustare e toccare”.
Ma la realtà, nelle sue storie, è fatta di personaggi grotteschi, ignoranti, bigotti, razzisti, che si muovono in situazioni pervase di un amaro pessimismo e una cruda violenza che non risparmia nessuno, nemmeno i bambini. In questo momento nel lettore nascono le prime domande, considerando anche che tutto ciò scaturisce dalla penna di una scrittrice cattolica degli anni '50. Perché esaspera nelle sue storie i peggiori difetti dei suoi conterranei del Sud degli Stati Uniti?
Christian Raimo in Lo stile trascendentale di Flannery O'Connor (prefazione a Nel territorio del diavolo. Sul mistero di scrivere di Flannery O'Connor, Minimum Fax) ci fa notare che nelle storie della scrittrice si può ritrovare “una filigrana di costanti, legate a una traccia a cui lei stessa si riconosceva fedele: 1) All'inizio ci viene in genere presentata una vicenda di problematiche quotidiane, spesso con qualche riverbero sociale […]. Il tutto riflesso nel punto di vista del protagonista, che è molto spesso un personaggio arcisicuro della propria visione religiosa o sociale o esistenziale che […] cerca di trasmettere a coloro che reputa da convertire […]. 2) In modo violento o insinuante avviene un evento del tutto inaspettato, che altro non è che la manifestazione della grazia. […] 3) Come confessa la stessa scrittrice, di fronte all'intervento del divino, nessun personaggio può lasciare le cose a metà […]. Perché o si accetta la grazia o la si rifiuta”. E tutti i racconti si concludono con uno di questi due esiti, quasi sempre in un crescendo di violenza che lascia raggelati.
Quindi la O'Connor non scrive solo per il gusto di raccontare, ma ha uno scopo edificante, ha scelto – consapevolmente o meno - di usare le sue storie per educare i lettori a comprendere il dono divino della grazia, riconoscerlo ed essere consapevoli di ciò che accade se si sceglie di non accettarlo.
Ma tanta violenza è necessaria? Risponde lei direttamente alla domanda: “Non solo la nostra epoca non ha un occhio molto acuto per le quasi impercettibili intrusioni della grazia, ma non dimostra nemmeno una particolare sensibilità per la natura delle violenze che le precedono e le seguono”. La violenza nei suoi racconti “è stranamente capace di ricondurre i personaggi alla realtà e di prepararli ad accettare il loro momento di grazia. Hanno la testa così dura che non c'è quasi altro sistema. […] Per lo scrittore autentico, la violenza non è mai fine a se stessa. È la situazione estrema che meglio rivela quel che siamo in sostanza”.
Al netto di questi approfondimenti sugli aspetti più evidenti del suo stile narrativo, utili per una lettura più consapevole, restano comunque delle storie coinvolgenti, ironiche, vivide, a volte estreme e inverosimili, altre di grande realismo, che nobilitano il racconto (spesso in Italia genere poco considerato) e offrono una grande prova letteraria.

mercoledì 8 febbraio 2017

Il Colophon febbraio 2017: Per brevità chiamato artista

Protagonisti del primo numero 2017 de Il Colophon, rivista letteraria digitale diretta da Michele Marziani e pubblicata da Antonio Tombolini Editore, sono la narrativa breve, le short story, i racconti.
"Se vi capitasse mai la ventura di tentare la carriera di scrittore - scrive Michele Marziani nell'editoriale - e di farlo con una raccolta di racconti trovereste di fronte a voi una muraglia da fare invidia a quella cinese: «In Italia i racconti non si leggono» vi dirà qualsiasi editore nazionale che si rispetti. Così voi imparereste un’amara verità: in Italia i racconti non si pubblicano quasi mai.
Eppure nelle storie brevi spesso ha sede il cuore della narrativa. Perché scrivere racconti è difficile, inaspettatamente, incredibilmente, infinitamente difficile. Perché è una forma di scrittura che per riuscire impone una disciplina estrema. Un’indagine rapida, spesso invasiva, della quale resta a volte solo un’immagine sfocata. Ma in quella sfocatura sta tutta la bellezza".
Di questa bellezza si parla nel numero intitolato Per brevità chiamato artista, tra interviste, recensioni, racconti, articoli. Tutti interessantissimi e da non perdere.
C'è anche un mio contributo, la recensione a Tutti i racconti di Flannery O'Connor, la regina incontrastata del racconto, che ha molto da insegnare a lettori e scrittori anche oggi.
Come si fa a leggere Il Colophon? basta andare a questo link.

giovedì 2 febbraio 2017

Pane, marmellata e tè: la recensione di Roberto Baldini


Quando leggendo una recensione al tuo libro realizzi che lo scrivente ha colto esattamente lo spirito con cui tu hai lavorato alla storia, ti invade una sensazione bellissima, che ti sprona a scrivere ancora per mantenere vivo il legame empatico con chi ti ha capito.
La bella recensione di Roberto Baldini nel blog Scrivoleggo ha sortito proprio l'effetto apppena descritto.

Ecco cosa scrive Roberto:
"Tre casi per l’impareggiabile Beatrice...
Beatrice Ardenzi, giornalista.
No, non è la recensione di un biglietto da visita, soltanto la presentazione di una ragazza che parla chiaro, è schietta e sincera e sa farsi amare.
Beatrice è a proprio agio tra le tematiche sociali, eppure un bel giorno il suo direttore le appioppa un’inchiesta su di un serial-killer. Un tizio simpatico che fa a pezzetti le persone anziane, un vero simpaticone.
Lei dovrebbe soltanto riportare le notizie e trascriverle su carta, eppure si ritrova a indagare e a partecipare attivamente all’indagine, rischiando di non poter più scrivere articoli causa morte improvvisa…
Fortunatamente tutto finisce nel migliore dei modi e Beatrice pensa di potersi concedere un po’ di relax… sbagliato!
Una vacanza parigina si trasformerà in un’indagine sull’omicidio di un principe ereditario. Beh, se conoscete Beatrice, sapete che non si tirerà certo indietro!
Finalmente un po’ di tranquillità? Ancora no, mancano diverse pagine alla fine del libro e c’è tempo per un mistero che sa di dolce, forse anche troppo…
Carla Casazza ci narra tre storie con una freschezza e una dolcezza davvero rare da trovare in un panorama letterario intasato.
Un libro che sembra un gioco ma che parla di argomenti seri, nonostante lo faccia con una disinvoltura e una semplicità da lasciarci piacevolmente sorpresi.
Un libro da centellinare o assaporare in un sol boccone, magari proprio con una buona tazza di the. Occhio però agli ingredienti, non è detto che Beatrice giunga in tempo a salvarci…"
Se volete leggere la recensione nel blog di Roberto questo è il link.

martedì 17 gennaio 2017

Ricettario senza glutine e caseina di Letizia Bernardi Cavalieri

Vi vorrei parlare del Ricettario senza glutine e caseina di Letizia Bernardi Cavalieri per due motivi. Il primo è che ogni volta che esce un libro della collana Olos, che dirigo per Antonio Tombolini Editore, mi sento emozionata e orgogliosa come se lo avessi scritto io. Perchè è un progetto che amo molto, a cui tengo particolarmente, e per il quale seleziono solo testi che reputo ottimi.
Il secondo è un motivo più personale: per vari problemi di salute, da qualche anno, devo attenermi a una dieta con meno glutine possibile e senza lattosio. Inoltre sono allergica (in modo grave, rischio lo shock anafilattico) a diversi alimenti. Quando il medico mi spiegò cosa dovevo eliminare dalla mia alimentazione la prima cosa che pensai fu: e ora cosa mangerò? Superato il primo momento di "disperazione" (due dei cibi che adoro sono il pane e i formaggi) cominciai a cercare qualche ricetta per capire come organizzare i miei pasti, ma le soluzioni che trovavo erano spesso davvero poco golose.
Quando ho letto per la prima volta il Ricettario di Letizia mi è venuta l'acquolina in bocca. Perchè le ricette che propone sono sanissime e senza tanti ingredienti problematici come glutine, lattosio, caseina, soia, lieviti, zuccheri raffinati, ecc. ma sono allo stesso tempo golose: moltissimi piatti della migliore cucina italiana, qualche ricetta di cucina etnica e anche idee sfiziose. Agnolotti, fettuccine, gnocchi, ma anche involtini primavera e pollo al curry, baccalà al pomodoro e bouillabaisse di pesce, carciofi alla romana, pizza e piadina, muffin e persino il Montebianco. Sono solo alcune delle ricette che Letizia spiega in modo semplice e preciso per permettere a tutti di realizzarle.
Vi è venuta fame? Immagino di sì.
Se volete scoprire quante prelibatezze si possono preparare grazie al Ricettario senza glutine e caseina non vi resta che acquistarlo nei migliori store on line o direttamente a questo link.