lunedì 8 settembre 2014

Anime Nere di Andrea Biondi

Se inizi a leggere un romanzo dopo cena e ti ritrovi in piena notte ancora incollato al bookreader perchè non riesci a darti pace finchè non arrivi alla parola fine...significa che quel romanzo funziona. Un po' me lo aspettavo perchè di Andrea Biondi avevo già letto con soddisfazione e divertrimento "Due". Ma "Anime Nere" mi ha piacevolmente stupito per diversi motivi: innanzitutto tocca generi narrativi che solitamente non mi appassionano granchè come le storie di guerra, l'horror, lo splatter. In secondo luogo strizza l'occhio all'ucronia e quando ci si imbarca in imprese del genere occorre farlo bene, altrimenti si rischia di inciampare malamente. Ma il risultato finale di questo romanzo nato dalla sceneggiatura di una web serie che sta ottenendo premi in tutto il mondo, è davvero coinvolgente. Scritto con il solito stile gigionesco e ironico di Andrea Biondi, che riesce ad affiancare situazioni buffe e grottesce, drammatiche o coi toni della commedia, il romanzo è ambientato nell'entroterra riminese degli anni '50. Non si respira tuttavia aria di ricostruzione perchè in questa storia la seconda guerra mondiale non è ancora terminata, il Terzo Reich ha conquistato tutta l'Europa grazie a terribili armi segrete come i Golem e le Valchirie, e - a causa dell'uso sconsiderato di una sostanza chimica "strategica" - per tutto il vecchio continente si sta propagando una invasione di zombie famelici. In questo scenario apocalittico, i nostri eroi, i membri di un gruppo paramilitare, cercano di conservare cara la pelle. Sono guidati da Romano, ex ufficiale fascista, e formano un gruppo assai eterogeneo: c'è Jean, pilota francese, riservato e serio, i fratelli Moragna che hanno un trascorso come alpino uno e come partigiano l'altro, il Pelloni donnaiolo incallito e classico "patacca" romagnolo che ha conservato la voglia di scherzare nonostante tutto, un prete disperato e inselvatichito, e due ragazze, Elena e Sara, coraggiose e determinate senza avere perso la loro femminilità.
Tra soldati del Reich, valchirie spietate, golem incontrollabili, zombie che spuntano come funghi e uno scenziato folle che possiede la chiave per salvare l'umanità, cercano di sopravvivere e di evitare l'Armageddon che farebbe scomparire per sempre il genere umano. A raccontarla così sembra il soggetto di un fumetto o di un B Movie, ma vi assicuro che la vicenda ti cattura pagina dopo pagina con un ritmo sempre più sincopato fino all'ultima riga.
Come ho accennato prima, "Anime Nere" originariamente era la sceneggiatura della web serie Inglorious Hunterz che sta diventando un cult per gli appassionati del genere: tra i premi vinti recentemente quelli al Los Angeles Web Series Festival 2014 (regia, montaggio, serie, colonna sonora e miglior canzone) e il premio per i migliori effetti visivi al Rome Web Awards 2014.

venerdì 5 settembre 2014

Workshop di pronto soccorso letterario-editoriale

(foto di Alessandro Ariaudo)

Ti piacerebbe cimentarti nella scrittura ma non hai una storia interessante da raccontare?
Oppure hai in mente una storia bellissima ma quando ti trovi davanti il foglio bianco non sai da che parte cominciare?
Hai dei dubbi riguardo alla struttura del testo?
Vorresti dare vita a personaggi che “lascino il segno”?
Come scrivere dialoghi plausibili ed efficaci?
Hai bisogno di consigli relativi alla revisione? Sei in grado di tagliare senza pietà e di rileggere con senso critico?
Sai dire che differenza c’è tra editing e correzione di bozze? E come si procede per fare un editing efficace?
Una volta che il manoscritto è pronto come ci si muove?
A chi è consigliabile farlo leggere?
Self publishing or not self publishing?
Come dare inizio all’impervio percorso verso la pubblicazione con buoni risultati e senza farsi raggirare? Quali sono gli errori da non commettere?
Come funziona davvero il mondo editoriale? Quali sono i miti e le leggende metropolitane?
E una volta pubblicato il libro come ci si comporta?

Se ti sei posto uno, alcuni o tutti questi interrogativi il workshop di pronto soccorso letterario – editoriale è quello che fa per te.
Un fine settimana di chiacchierate, approfondimenti, consigli, “trucchi del mestiere”, curiosità assieme ad un professionista del settore, in uno scenario rilassante e suggestivo.
Quando: sabato 18 e domenica 19 ottobre 2014
Dove: Rifugio Casa Ponte a Tredozio (Forlì)
Con chi: Carla Casazza, editor, agente letterario e autrice
Quota di partecipazione: euro 80 comprensivo di workshop, cena del 18, pernottamento e colazione del 19 per chi si iscrive entro il 30 settembre 2014. Per chi si iscrive dall’1 ottobre la quota è di 100 euro.
Programma: il workshop inizierà alle ore 14 di sabato 18 settembre. Alle ore 20 cena con chiacchiere letterarie. Domenica l’attività riprenderà dopo la colazione alle ore 9.30 e terminerà alle 13. Chi desidera può trattenersi per un pranzo – spuntino (costo 10 euro) e ulteriori approfondimenti delle tematiche con Carla fino alle ore 18.

 Info e prenotazioni:
Carla Casazza carlacasazza67@gmail.com
Rifugio Casa Ponte
0546 943178 cell. 340 1571813 email: info@rifugiocasaponte.it

L’iniziativa è riservata ai soci dell’Associazione Mario Albertarelli: la tessera associativa 2014, del costo di 2 euro, verrà rilasciata al momento dell’arrivo al rifugio.

mercoledì 2 luglio 2014

Polvere di stelle: laboratorio per bambini a Casa Ponte

Chiara Argnani, pedagogista e artista visiva, propone domenica 13 luglio, Polvere di stelle, un laboratorio interattivo per bambini al Rifugio Casa Ponte.
Partendo dalla lettura animata di una fiaba per bambini dal misterioso titolo ” i tre piccoli lupi e il maiale cattivo”, si svilupperà un percorso creativo che vedrà i bambini presenti direttamente coinvolti in alcuni fuori programma di trucco e improvvisazione. Al termine della lettura si metterà in atto una mini recita auto-gestita dai bambini di quanto ascoltato e/o il trasferimento pittorico della storia su supporto cartaceo o altro (da definire). Al termine sarà offerta una merenda con le stesse cose che i protagonisti del racconto mangiavano nella storia ( te nero cinese, fragole e lupini, e per gli intolleranti alle fragole, ciliegie).
Il laboratorio proposto è stato ripetutamente sperimentato con diversi bambini presso le scuole dell’infanzia, e ha sempre visto i piccoli partecipanti divertirsi e affascinarsi ai colori, alle storie, alla gestualità di Chiara Argnani, che vanta un lungo percorso educativo e pedagogico, oltre a un’intensa attività artistica.
Programma:
domenica pomeriggio ore 15.00
durata massima 2 ore
merenda ore 17.00
Quota di partecipazione: 10 euro a bambino
(compresa la merenda e i materiali per il laboratorio)
Info e prenotazioni: Rifugio Casa Ponte tel. 0546 943178 cell. 340 1571813 email: info@rifugiocasaponte.it

lunedì 23 giugno 2014

Con la carta e con le mani: laboratorio della Legatoria Montanari

Al Rifugio Casa Ponte un laboratorio residenziale di due giorni, 19 e 20 luglio, rivolto a chiunque desideri imparare le tecniche di base della legatoria, presentato da Ermanno Bartoletti e Maurizio Nanetti della Legatoria Montanari di Bologna.
Al workshop possono partecipare persone di ogni età e grado di manualità che vogliano apprendere a rilegare, riparare e costruire libri e contenitori in modo artigianale. Da oltre 60 anni la Legatoria Montanari di Bologna collabora con Studi Notarili e Legali, associazioni professionali, biblioteche, enti e istituzioni per la raccolta, la catalogazione, la sistemazione dei documenti inerenti alle singole specifiche attività. Con la nuova gestione, iniziata nel 2008, si è improntata l’attività in maniera giovane, con la costruzione di oggetti da regalo personalizzati, dando la possibilità a ognuno di essere in grado di realizzare originali quaderni di una volta, costruire contenitori dal sapore antico, realizzare un album fotografico secondo il proprio gusto, ecc. Il metodo di lavoro è del tutto artigianale; ciò consente di seguire ciascun prodotto con attenzione e cura dei particolari. Il materiale utilizzato è di alto livello: pelli, pergamene e carte decorate a mano.
Programma:
sabato 19, ore 14.00
realizzazione di un quaderno cucito a telaio
domenica 20, ore 10.00
costruzione di una scatola con coperchio a cerniera
e/o in base al tempo rimasto realizzazione di un erbario/album
Attrezzature e materiali sono messi a disposizione dalla Legatoria Montanari.
Il workshop si attiva con un numero minimo di 3 partecipanti.
Quota di partecipazione: 165 € a persona
Le quote comprendono l’ospitalità al rifugio, cena del sabato, pranzo la domenica e i materiali per il laboratorio.
Il pernottamento è in camera comune a 12 letti. Necessari il sacco a pelo o sacco lenzuolo personale.
Nota bene: all’atto dell’iscrizione va versato un acconto di 50 euro tramite bonifico bancario.
Info e prenotazioni: Rifugio Casa Ponte tel. 0546 943178 cell. 340 1571813 email: info@rifugiocasaponte.it
L’iniziativa è riservata ai soci dell’Associazione Mario Albertarelli: la tessera associativa 2014, del costo di 2 euro, verrà rilasciata al momento dell’arrivo al rifugio.


mercoledì 18 giugno 2014

Notti luminose: corso di fotografia naturalistica notturna con Francesco Lemma

Sabato 5 e  domenica 6 luglio, il Rifugio Casa Ponte organizza per gli appassionati Notti luminose, un corso di fotografia naturalistica notturna, con Francesco Lemma, fotografo naturalista.
Rivolto a chi vuole iniziare a fotografare la natura di notte e i suoi aspetti più segreti, il tutor del workshop spiegherà le tecniche per realizzare immagini incredibili e come usare la propria attrezzatura al meglio.
Francesco Lemma, fotografo e naturalista, ci accompagnerà in questo viaggio nel buio per insegnarci dove trovare la luce.
Il workshop è aperto a tutti: chi non possiede una fotocamera avrà la possibilità di provare le tecniche sul campo con l’attrezzatura messa a disposizione dal tutor e dall’associazione.
Consigliato un corredo reflex con obiettivi standard, grandangolo e treppiede.
Competenze e abilità richieste: solo un minimo di dimestichezza con la propria attrezzatura o l’attenzione durante l’apprendimento dei concetti durante la lezione teorica!
Programma:
sabato pomeriggio
Accoglienza e sistemazione al rifugio.
Lezione teorica (ore 16);
Cena (ore 19);
2 Uscite sul campo con breve pausa (ore 20 e ore 23.30).
domenica mattina
Proiezione e analisi delle fotografie realizzate e accenni di postproduzione (ore 10).
Pranzo e saluti.
Programma parte teorica
• Introduzione (perché fotografare di notte e etica)
• Gli strumenti (camera, ottiche, treppiedi e flash)
• La luce naturale e artificiale (tempi, diaframmi e iso)
• La profondità di campo e la nitidezza
• La stabilizzazione e il mosso
• Tecniche di avvicinamento
• Fotografare gli animali notturni
• Fotografare i paesaggi notturni
Il workshop si attiva con un numero minimo di 5 partecipanti.
Quota di partecipazione: 100 € a persona
Le quote comprendono l’ospitalità al rifugio, cena del sabato, pranzo la domenica e i materiali per il laboratorio.
Il pernottamento è in camera comune a 12 letti. Necessari il sacco a pelo o sacco lenzuolo personale.
Nota bene: all’atto dell’iscrizione va versato un acconto di 50 euro tramite bonifico bancario.
Info e prenotazioni: Rifugio Casa Ponte tel. 0546 943178 cell. 340 1571813 email: info@rifugiocasaponte.it
L’iniziativa è riservata ai soci dell’Associazione Mario Albertarelli: la tessera associativa 2014, del costo di 2 euro, verrà rilasciata al momento dell’arrivo al rifugio.
Ed ecco tre bellissime immagini scattate da Francesco.




lunedì 16 giugno 2014

I giochi di ieri al Rifugio Casa Ponte

Domenica 29 giugno l’associazione Mario Albertarelli partecipa al Festival dell’Ozio di Tredozio, organizzando I Giochi di Ieri al Rifugio Casa Ponte, una giornata all’aria aperta per ragazzi di tutte le età, ovvero per chiunque abbia voglia di divertirsi e di mettersi “in gioco” con spensieratezza e il desiderio di trascorrere qualche ora nei prati e nei boschi con l’entusiasmo dell’infanzia. Saranno prevalentemente giochi di squadra, come ruba-bandiera, la corsa nei sacchi a staffetta lungo il lago, una caccia al tesoro per grandi e piccini sui sentieri del bosco circostante, ecc. Non mancherà un bel gioco finale a sorpresa con tutti i partecipanti.
I giochi inizieranno alle ore 16.00, e si svolgeranno nei dintorni del rifugio e al lago di Ponte; per partecipare è possibile iscriversi gratuitamente il giorno stesso presso il Rifugio, oppure dare la propria adesione via email. Al termine dei giochi, ricca merenda al rifugio con le cose buone preparate con i sani e gustosi prodotti locali.
Info e prenotazioni:
Rifugio Casa Ponte tel. 0546 943178 cell. 340 1571813 email: info@rifugiocasaponte.it

mercoledì 11 giugno 2014

Estate al Rifugio Casa Ponte

Sono tante ed interessanti le iniziative in programma per luglio e agosto al Rifugio Casa Ponte di Tredozio, un luogo incantato dove trascorrerò buona parte dell'estate.
Ecco la locandina che le raccoglie tutte.
Che aspettate ad iscrivervi?


venerdì 23 maggio 2014

Agente Letterario 3.0 Reloaded: dove comprarlo?

Al momento il mio breve saggio Agente Letterario 3.0 Reloaded, di cui ho già parlato diffusamente, può essere acquistato nei seguenti store on line:

Amazon
 
Ultima Books


Bookrepublic

 
Per gli amanti della carta stampata ci saranno presto interessanti aggiornamenti: stay tuned!

lunedì 19 maggio 2014

Agente Letterario 3.0 Reloaded: la recensione di Federica D'Ascani

Agente Letterario 3.0 Reloaded è appena uscito e arriva già la prima bella recensione!
Ringrazio Federica D'Ascani per la sua precisa e approfondita analisi del mio breve saggio.
Se desiderate leggere la recensione originale andate a questo link.

Poche le parole da spendere nei confronti di qualcosa che dovrebbe essere semplicemente lapalissiano: l'agente letterario è un mestiere e come tale va considerato. Non vi sono scorciatoie e sconti in tal senso. Nessuno si sognerebbe mai di andare da un notaio per un rogito e pretendere di non pagarlo, no? Allora come mai, ultimamente, si pensa sia assurdo pagare e avvalersi del lavoro di un professionista? Perché, forse, la tecnologia ci ha portati a credere che chiunque possa essere in grado di far tutto. E in parte è così. In parte, poiché per poter raggiungere un obiettivo vi è comunque bisogno di esperienza, mezzi, opportunità e conoscenze. Un autore, al giorno d'oggi, pensa di essere tale soltanto perché è stato in grado di ticchettare sulla propria tastiera parole di senso compiuto atte, forse, a descrivere una scena, un episodio, una storia. Ma quanti, tra gli autori emergenti ed esordienti, possono dire di essere realmente scrittori? Non essendovi più una selezione, grazie all'auto pubblicazione, chiunque sembra poter essere in grado di vendere il proprio “talento”. Ma il talento, in queste persone, esiste davvero? Agente Letterario 3,0 Reloaded si prefigge, riuscendoci, di spiegare come sia cambiata, nel tempo, la situazione dell'editoria moderna e come, per un'agente, sia d'obbligo uniformarsi a tale avanguardia in modo da poter offrire un servizio sempre al top delle aspettative. Ma questo piccolo manuale non è solo questo. È anche chiedere agli autori un bagno di umiltà nel riconoscere i meriti di un mestiere fin troppo bistrattato in Italia, quello dell'agente, e soprattutto comprendere che scrivere un libro, per quanto bello, non significa diventare il prossimo Stephen King. Come mai, ultimamente, son tutti autori, qui in Italia? E come mai tutti questi autori si improvvisano imprenditori di sé stessi, magari incappando in ingenuità che mediante la figura professionale dell'agente eviterebbero accuratamente? Perché il mestiere dello scrittore, ormai, è visto come un lavoro che tutti possono fare, senza studi, senza letture, senza assidua frequentazione di manuali di grammatica italiana. E l'agente, non è figura meno snobbata. A cosa serve un agente a chi è convito di aver scritto un best seller in grado di scalare le classifiche in men che non si dica? E magari talmente valido da esser notato, per meriti, dalle grandi case editrici e ottenere, mediante questo, un contratto milionario? Parafrasando Carla Casazza, l'autore reloaded 3,0 è convinto che l'agenzia letteraria sia solo una schiera di parassiti e che l'agente miri semplicemente a rubare i suoi milionari guadagni futuri. Allora, credo, sarebbe il caso riavvolgere il nastro, leggere e ascoltare chi dell'editoria ha fatto la propria vita e imparare, semplicemente imparare. Con umiltà e tanta voglia di lasciarsi guidare. E si, pagare anche, se ciò a cui si aspira è il professionismo. Se si vuole ottenere una laurea, si pagano le tasse universitarie, se si vuole un consulto legale si paga un avvocato. Nello stesso modo, se si vuole diventare scrittori e avere la possibilità di avere un parere sincero sul proprio lavoro, sulle proprie potenzialità senza essere raggirati dagli squali presenti nel mondo editoriale moderno, ci si rivolge a un professionista quale l'agente letterario. E nel frattempo, se si vuole capire qualcosa di tutto ciò che ho scritto fino a ora in maniera chiara, precisa e puntuale, si legge Agente Letterario 3,0 Reloaded di Carla Casazza, edito da Errant edizioni... Perché la cultura non si coglie in un prato come le margherite e la professionalità si acquisisce con il sacrificio, il sudore della fronte e moltissima passione e umiltà.

venerdì 16 maggio 2014

Raccolta fondi per il Centro Studi Giorgio Manganelli

Amelia Manganelli è la figlia di Giorgio Manganelli e da anni si occupa di una "creatura" mai nata davvero: il Centro Studi Giorgio Manganelli, dove cerca e studia tutte le carte del "Manga", spulciando negli archivi cenni del suo passaggio per una raccolta completa. Questo lavoro le costa tempo e denaro, tra i viaggi, la posta, il telefono ed altre spese a cui non riesce più a far fronte (sostenendole ormai da anni).
È arrivata al punto in cui sta per decidere se gettare la spugna. E chiede un piccolo contributo ai manganelliani per non soccombere.
Chiede ad ognuno di partecipare secondo le proprie possibilità per dare finalmente luce al Centro, che poi sarà accessibile per gli studiosi e per chiunque voglia entrarvi.
I fondi verranno impiegati in parte per rifonderla delle spese sostenute e soprattutto per dare finalmente vita al Centro Studi Giorgio Manganelli.
Se tutto questo vi piace e vi interessa, se pensate che ne valga la pena e che sia un peccato che il lavoro svolto finora vada perso, fatevi sentire e datele una mano.
A questo link trovate tutte le informazioni necessarie.

"Come mi disse una volta mio padre, tra il serio e il faceto: «Vuoi fare cultura?… bene, fai pure, ma ricordati che sarai punita»"
Lietta Manganelli

mercoledì 14 maggio 2014

Agente Letterario 3.0 Reloaded

Considerate le trasformazioni velocissime ed epocali che sta vivendo oggi il mondo dell'editoria anche un saggio pubblicato nel 2012 ha bisogno di essere già aggiornato. Così Errant Editions dà alle stampe la versione reloaded del mio saggio breve Agente Letterario 3.0. sarà on line in tutti gli store tra 24 ore.

In attesa che esca riporto qui ciò che scrive della nuova edizione dell'ebook Angelo Ricci,
scrittore, blogger, critico, vicedirettore editoriale di Errant Editions.

Scrivi? Vuoi sapere come muoverti? Vuoi qualche indicazione che non tutti sanno? Allora questo è il libro per te.
Si tratta di un testo  breve, appassionato, gradevolissimo, indispensabile per qualsiasi aspirante scrittore, utile per gli editori e per chiunque sia interessato alla cultura e voglia cogliere le mutazioni del modo in cui si narrano, si diffondono e si valorizzano le storie nel contemporaneo.
Con questo libro ci si orienta meglio, è  una bussola efficacissima e di agile lettura.

Si tratta davvero di uno strumento prezioso scritto da un'eccellente professionista con leggerezza e competenza.
La prima versione di questo interessante, originale saggio, è del 2012.
Carla sa, come sapevamo anche noi, che il suo lavoro e il ruolo dell'agente letterario nel contemporaneo è fluido, in costante cambiamento se vuole essere vincente. Lei mette in pratica questo principio ogni giorno
Quello che era valido due anni fa, nel 2014 ha assunto diverse sfumature.
Adesso, potete leggerle e conoscerle


Potete leggere l'articolo completo di Angelo Ricci a questo link.

lunedì 5 maggio 2014

L'inferno di Rebecca di Federica D'Ascani

Fino a che punto il desiderio per un donna può trasformarsi in follia morbosa? È proprio vero che non esiste il male assoluto? A che punto dell'orribile tunnel della violenza fine a se stessa il viaggio diviene di non ritorno? Qual'è il labile confine tra terrore e pazzia?
Sono queste alcune delle (terribili) domande che ci si pone leggendo L'inferno di Rebecca di Federica D'Ascani, le tematiche su cui l'autrice ha voluto puntare con coraggio e senza falsi pudori.
Infatti a mio avviso, più che un romanzo erotico tendente all'horror, questa è una storia che incarna non l'orrore come genere letterario ma come piaga sociale senza fine: la violenza sulle donne.
Se la trama amplifica ed esaspera ciò che accade nella realtà (ma è legittimo trattandosi di un romanzo, un'opera di fantasia, e alla fantasia è concesso di uscire dai limiti ed esagerare un po'), la violenza fine a se stessa, la crudeltà senza motivo o scatenata da gelosie e possessività, quella esiste davvero e se ne legge spesso, troppo spesso, sui giornali.
La storia è quella della giovane Rebecca che si trova ricoverata sotto osservazione in una clinica psichiatrica: è ritenuta colpevole del tentativo di omicidio del fidanzato Stefano. Il medico che la segue, il dottor Porte, nonostante le reazioni inquietanti della ragazza non è sicuro della sua colpevolezza e cerca di farla parlare per ricostruire le ultime settimane della relazione di Rebecca e Stefano prima del tragico epilogo. Grazie ai continui flash back il lettore assiste al trasformarsi di una storia d'amore un po' morbosa ma pur sempre nei confini della normalità, in una progressiva discesa all'inferno. E in questo precipitare verso la crudeltà assoluta di Stefano, che a poco a poco perde la maschera del bravo ragazzo svelando perversioni sessuali e pericolosi contatti con una setta stanica, pare che uno spiraglio di luce offra una possibilità di salvezza alla povera Rebecca. Ci sarà possibilità di redenzione o l'orrore prenderà il sopravvento? Non vado oltre per non rivelare l'epilogo non scontato e soprattutto all'insegna di una rivalsa finale che però non sarà quella che i benpensanti si aspettano.
È chiaro che la storia è una sorta di allegoria del vero, una voluta amplificazione per sottolineare che non c'è limite alla cattiveria umana. È a mio avviso anche un dito puntato verso la nostra società che ha spesso un atteggiamento buonista e negazionista dettato forse da un'assuefazione al male.
Di certo questo romanzo non è adatto a stomaci deboli.
E nemmeno a chi ama le stuzzichevoli provocazioni di un romanzo erotico, che secondo me è tale se solletica la parte più sensuale del lettore: perchè - diciamocelo - le sottomissioni da "Cinquanta sfumature" sono in realtà roba da mammolette e non hanno nulla a che vedere (per fortuna) con le vere perversioni.
Ma se si ha un po' di coraggio e non si cercano pruriginose emozioni, se si è capaci di scavare sotto la superficie dell'intreccio fine a sè stesso, L'inferno di Rebecca è un libro che provoca e fa pensare. Come due belle sberle date con decisione per fare rinvenire una persona svenuta. Perchè in situazioni estreme la delicatezza non serve: parola di Rebecca.

mercoledì 30 aprile 2014

I marmi di Carlo Campani e Paolo Cecchini

Firenze, inverno 1922 - 23: ha da poco avuto luogo la marcia su Roma e l'Italia assiste all'instaurazione del governo fascista che via via passerà da autoritario a totalitario. Ma la situazione politica nazionale non preoccupa tanto il giovane commissario Bruno Settembrini, quanto i macabri crimini sui quali è chiamato ad indagare. Prima il fallito trafugamento del cadavere di una fanciulla nel cimitero di Trespiano e poi, a distanza di due mesi, il ritrovamento di un corpo mutilato e irriconoscibile appena fuori città, sulla collina di Montughi. Il caso diventa ancora più complesso e delicato quando si scopre che il corpo appartiene al più potente e violento ras fiorentino, Giusto Giunti, notizia che costringe l'ombroso Settembrini, coadiuvato dai prestanti agenti Masi e Scodellini e dallo smarrito brigadiere Zipolo - appena trasferito da Napoli -  a svolgere le indagini in estrema segretezza. Non sarà facile capire il nesso che lega i due crimini, destreggiandosi tra una strampalata coppia di trafficanti di cadaveri, un inquietante “marmorizzatore” di salme che si accompagna ad uno strambo archeologo inglese, un avvocato fascista arrogante ed intrigante e la bellissima ma infida vedova del Giunti, la ricca e sofisticata Giuditta. Anche perchè Settembrini deve vedersela pure col proprio carattere freddo e distaccato, tanto da guadagnargli il soprannome di "tedesco", e il tormento dei ricordi della Prima Guerra Mondiale che gli ha lasciato traccia nel corpo, con una cicatrice alla gamba, e nell'animo: durante la sua prigionia in Germania la figlia piccolissima è morta di spagnola e la vicenda ha scavato una voragine tra Bruno e la moglie Clara.
Se già il romanzo stuzzica la curiosità e risulta avvincente grazie ad un intreccio coinvolgente e ben costruito, affascina ancora di più la scrittura di grande livello, l'uso oserei dire pirotecnico del vernacolo fiorentino, la strinciante ironia che pervade tutta la narrazione, l'affascinante e fedele ricostruzione di un periodo storico - quello dell'avvento fascista - poco conosciuto e di una Firenze fredda, nebbiosa, cupa, tanto quanto i grotteschi studi sulla marmorizzazione dei cadaveri che proprio in questa città, nei primi decenni dell'800, trovarono il loro massimo sviluppo con Girolamo Segato. E poi - in seconda battuta - l'affascinante tema filosofico della morte, che ricorre continuamente nei luoghi e nei vissuti dei personaggi, stemperato da citazioni letterarie ed operistiche, gli approfondimenti sulle alterne e drammatiche vicende della Guardia Regia, le elucubrazioni barocche dell'allucinato studente di anatomia Alcèo Còri, le riscritture parodistiche di pagine note o meno note di autori come Malaparte, Machiavelli, D’Annunzio, Manzoni e Marinetti. Un romanzo che avvince e cattura grazie alla trama gialla e a qualche sfumatura romantica, ma che  allo stesso tempo soddisfa anche i palati più fini con un linguaggio colto e raffinato, un sottotesto accurato e ricchissimo di rimandi e riferimenti, e alcune tematiche molto importanti sulle quali soffermarsi - volendo -  a riflettere.

I marmi
Carlo Campani e Paolo Cecchini
Narcissus.me, 2013








giovedì 24 aprile 2014

Residui solidi di Walter Tripi

Non è casuale che il sottotitolo del libro d'esordio di Walter Tripi, Residui solidi, sia Racconti e non, perchè queste narrazioni molto liriche, intrise di poesia, somigliano più a ballate, in cui l'autore lancia degli indizi, senza delineare vicende precise e dettagliate, ma lasciando che sia il lettore a definire i contorni delle storie a dare loro nitidezza e caratteri precisi.
Procedendo nella lettura mi sono venuti in mente quei disegni per bambini in cui sono tratteggiati solo i contorni e vanno riempiti di colore gli interni delle figure. Solo che nei tredici racconti che compongono questa raccolta accade il contrario: Tripi ci mette il colore delle emozioni e al lettore va il compito di tracciare il contorno.
La scrittura è accurata, in certi momenti addirittura ricercata, sempre molto evocativa e ricca di sfumature.
Sorpende un po' scoprire la giovane età dell'autore soprattutto in virtù di una vena amara e malinconica che serpeggia dal primo all'ultimo racconto.
Un bel preludio che lascia in attesa curiosa di ulteriori prove letterarie, magari di un romanzo che confermi la buona impressione suscitata da questa lettura.

"La mia canzone parte da lontano, parte che è una melodia semplice e innocente, poi lentamente si costruisce, si avvera come morula del tempo, come se ognuna di quelle note stesse solo aspettando il momento giusto per farsi ascoltare nonostante fosse lì in attesa da sempre, una nota che gira il mondo e che una sola melodia può afferrare e sferrare, trascinare con sé, dentro, di un rosso nascosto in sangue. E io aspetto, aspetto il finale perché so che non sei cambiato, aspetto il finale in cui sorriderai, l’arpeggio che anticipa la chiusura e durante il quale sempre, ogni volta, apri il viso, lo spalanchi e sorridi."

giovedì 17 aprile 2014

Fuori piove di Nicola Nicodemo

Seconda prova letteraria per il giovanissimo Nicola Nicodemo che dopo La gatta che suonava il piano, propone ora Fuori piove. Sei racconti in 300 parole più cinque da twittare una breve antologia "social". Infatti i sei racconti di cui si compone - tutti rigorosamente sviluppati in 300 parole - sono intercalati da cinque brevissime narrazioni in inglese adatte da twittare.
Con una scrittura maturata dalla prova precedente e molto gradevole, Nicodemo traccia nei sei racconti pennellate di vita, emozioni e affetti piccoli o grandi: il rimpianto per un fratello o un padre che non ci sono più, la scoperta di un rifugio accogliente dove perdersi, un attimo che può cambiare l'esistenza, la nuova consapevolezza di una madre, un sorriso enigmatico. Il risultato sono dei fotogrammi che lasciano intuire storie ben più articolate, come se ci affacciassimo per un istate nelle vite e nei sentimenti di altre persone.
Una lettura veloce e piacevole che termina forse troppo in fretta. Credo sia il momento per Nicodemo di cimentarsi in una sfida ben più impegnativa con un testo più lungo e articolato.

martedì 15 aprile 2014

Diverso sarò io: concorso etico - letterario

L'Associazione  Culturale  Pescepirata  lancia la  seconda  edizione  del  Concorso  letterario Diverso sarò io, la cui partecipazione è gratuita  e  aperta  a  tutti gli  scrittori  professionisti  e  non professionisti. Ogni  partecipante  potrà inviare  un  solo  racconto  senza  limitazioni  di  genere  (da 4.000 a 18.000 battute) sul tema della diversità, secondo quanto specificato nel bando disponibile a questo link .
Diverso Sarò Io è un concorso etico, apolitico e non ideologico che chiede di raccontare la diversità e il coraggio di viverla.
Il tema di questa seconda edizione di Diverso sarò io è "il coraggio": di essere diversi in una  società che  discrimina  ogni  variazione  dallo  standard,  di  dire  no,  di  opporsi, ma anche quello di accettare e accettarsi.
Il tema di fondo è ispirato dalla strofa della canzone dei Queen "Show must go on"
La mia anima è colorata come le ali delle farfalle
Le fiabe di un tempo invecchieranno, ma non moriranno mai
Posso volare, amici miei
Lo spettacolo deve andare avanti,
Lo affronterò con un sorriso
Non mi arrenderò mai
Lo spettacolo deve andare avanti,
Dentro, il mio cuore è rotto
Il mio trucco potrebbe scrostarsi
Ma il mio sorriso regge ancora
(testo e musica Brian May, Queen. Diritti riservati)
Una  selezione  dei  racconti  in  concorso  nella  prima  edizione  (2  Aprile-20  Maggio  2013) è stata pubblicata in cartaceo a cura di UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali che fa capo alle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio. L’antologia “Diverso Sarò Io – racconti sulla diversità a 360 gradi” è edita da Armando Editore.
I  finalisti  vinceranno libri offerti  da  editori  indipendenti,  rappresentanti  di  un'editoria  giovane, innovativa  e  onesta  (NOEAP):  Neo  Edizioni,  Miraggi  Edizioni,  Edizioni  La  Gru,  Ad  est dell'Equatore,  Las  Vegas  Edizioni,  Iperborea,  Gorilla  Sapiens  e  La  Piccola  Volante  e  la  libreria Trame di Bologna.
Danno il loro contributo attivo anche le Agenzie Letterarie Luna Letteraria e Carta e Calamaio.
La premiazione avverrà durante le giornate del Festivaletteratura di Mantova presso la Libreria IBS (Via Verdi, 50 – Mantova) Domenica 7 settembre 2014 alle ore 16.00.
L’associazione  culturale  Pescepirata è nata  per  proporre,  diffondere,  stimolare  la  passione  per scrittura  e  lettura,  offrendo  un punto  di  riferimento,  un  luogo,  virtuale  e  non,  in  cui  realizzare  le proprie aspirazioni culturali, sociali e artistiche.
Il  forum  di  Pescepirata  è attivo  quotidianamente  nelle  sue  diverse  aree tematiche, primo fra tutti il laboratorio di scrittura con vere e proprie sezioni didattiche e pratiche.
Tra le moltepliciattività svolte sul forum, l’organizzazione di contest e concorsi letterari ha ottenuto ottimi risultati sia in termini di partecipazione che di qualitàdelle opere presentate.
Diverso Sarò Io, un concorso innovativo che associa il piacere della produzione letteraria all’utilità sociale, è una delle attività più apprezzate di Pescepirata.
Hanno aderito all'iniziativa molti importanti organismi nazionali: UNAR –Ufficio Antidiscriminazioni RazzialiAmnesty International –sezione italiana, Arcigay – Associazione LGBT Italiana  Fish Onlus –Federazione Italiana per il superamento dell’handicap, AIPD - Associazione Italiana Persone Down, AIAS Bologna –Associazione Italiana Assistenza Spastici, Famiglie Arcobaleno –Associazione Genitori Omosessuali, Associazione Luca Coscioni per la libertàdella ricerca scientificaCasa della Fraterna Solidarietàdi SassariCerti Diritti – Associazione RadicaleELSA Padova The European Law Students’ AssociationRete NEAR –Network giovanile Antidiscriminazioni Razziali, Gay Statale MilanoCollettivo IntersexioniIreos – comunità queer autogestitaUn mondo per tutti OnlusAnffAS  Onlus  – Associazione  Nazionale  Famiglie  di  persone  con  disabilità Intellettiva  e/o Relazionale.
Fanno  parte  della  giuria:  Massimiliano  Tosarelli  (presidente  A.C.  Pescepirata),  Fabio  Cicolani
(scrittore  e illustratore),  Viola  Cappelli (redattrice), Sara  Deodati  (Agenzia  Luna  Letteraria),  Ada
Ferrara  (UNAR),  Bruno  Catarsi  (staff  Pescepirata),  Carla  Casazza  (Agenzia  Letteraria  Carta  e
Calamaio).

venerdì 28 marzo 2014

La madre assente di Hanne-Vibeke Holst

La danese Helena Tholstrup, direttrice dell'Opera di Berlino, è in procinto di ricevere un prestigioso premio e chiede alla sua unica figlia Sophie, che ha sempre trascurato in nome della carriera, di condividere questo momento importante. Sophie si presenta poche ora prima della premiazione col fidanzato, musulmano, Khalil, sorprendendo e imbarazzando la madre che non era stata informata della relazione. La sorpresa e l'imbarazzo si trasformano in angoscia quando Khalil, dopo la premiazione, prende in ostaggio madre e figlia.
Inizia così La madre assente di Hanne-Vibeke Holst, un romanzo in cui nulla è come sembra. Innanzitutto perchè si è convinti di avere a che fare con un thriller ma ben presto ci si accorge che la vicenda si svolge su due piani spazio-temporali diversi: la Berlino di oggi e la Danimarca dagli anni '40 agli ultimi palpiti del XX secolo. Quindi il romanzo prende anche connotazioni storiche molto interessanti, tra l'altro, per conoscere le vicende più recenti di quel paese, in particolare durante e subito dopo la seconda guerra mondiale.
Ma la destabilizzazione, assai piacevole, del lettore, avviene anche e soprattutto man mano che si delineano i personaggi: ogni volta che si elabora una precisa opinione su uno di essi si è costretti a ricredersi perchè vengono continuamente rimescolate le carte in tavola e ci troviamo di fronte a caratteri psicologici complessi (è questo a mio avviso uno degli elementi che conferisce valore al romanzo). Persino "la madre assente" che dà il titolo al libro nella traduzione italiana, e che inizialmente crediamo di avere identificato nella protagonista
Helena, man mano che si dipana la vicenda passa il testimone ad altre madri, punta il dito su altre assenze. I livelli di lettura non terminano qui: la Holst affronta tematiche assai dense come l'integralismo islamico, la diffidenza degli occidentali verso i musulmani, la resistenza, il rapporto genitori - figli. Insomma un bel calderone di spunti di riflessione che danno spessore ad una trama avvincente e ben costruita, raccontata con una scrittura scorrevole e interessante, almeno a giudicare dalla traduzione di Maria Valeria D'Avino e Eva
Kampmann.

mercoledì 26 marzo 2014

La parte di niente e La parte di niente II di Angelo Ricci

" Ombre dal tremore sensuale danzano nelle tenebre che avvolgono come una mater luciferina le pupille di Borges, il grande aedo argentino.Grida di battaglia si materializzano dalle fauci infuocate di guerrieri che si prostrano di fronte alla ricompensa eterna del Walhalla. Rune misteriche si fondono in un amplesso di calda carnalità insieme a profili essenziali di scribi assisi in piazze di geometriche città che ospitano mastabe sumere.Destini definitivi, giocati e persi in lotterie sataniche, diluiscono il tempo che scorre in labirinti estremi, dove ripugnanti esseri metà uomini e metà demoni stuprano fanciulle profumate.Mappe di territori abitati da belve che prevedono il futuro e compongono domande senza risposta alcuna ammantano e coprono, scurendolo senza possibilità di salvezza, l’intero orbe terraqueo..."

Basta leggere poche righe de La parte di niente per sentirsi immersi nelle suggestioni postmoderne che spesso caratterizzano gli scritti di Angelo Ricci e che con evidenza lo hanno ispirato in vari suoi scritti. Questi due ebook - La parte di niente e La parte di niente II. La parte degli scrittori - che assieme all'ultimo di prossima uscita, andranno a comporre una "efferata trilogia" (come lo stesso autore l'ha definita), sono piccoli scrigni preziosi che racchiudono le migliori caratteristiche della letteratura a cui intendono fare omaggio.
Ma prima di tutto sono un evidente tributo a Roberto Bolaño.
Certo, per apprezzare i due scritti occorre avere le basi necessarie a riconoscere le tante citazioni e i sottili riferimenti non solo letterari ma anche cinematografici, e per districarsi nel girotondo di personaggi presi a prestito dal reale o dalla fantasia di altri scrittori a loro volta qui citati, come De Lillo, Moresco, Borges.
Come una sorta di "Bignami" del postmoderno ne possiamo individuare, tra le righe, le caratteristiche salienti: narrazione frammentaria, simulazione e dissimulazione della realtà care a Philip K. Dick, la scrittura labitintica e complessa di Pynchon, il male come elemento caratterizzante di tutta la realtà che si ritrova continuamente nelle opere di Bolaño.
Così che autori e trame diventano un unico coacervo inestricabile che dà corpo allo scrittore unico, idealizzato da Ricci che arriva a citare persino se stesso.
È la Bisanzio dell'editoria, bellezza.

venerdì 14 marzo 2014

Adamante. Ciò che resta del nero di Maria Silvia Avanzato

Case Adamo è un piccolo paese ai piedi dell'Appennino bolognese senza alcun fascino, polveroso e vecchio, tanto quanto il cinema Adamante, con un glorioso passato, fatto costruire dal Duce e luogo di svago degli abitanti della zona per tanti anni.
Tra le poltroncine del cinema c'è chi ha sognato, chi ha pianto, chi si è innamorato, addirittura (si dice) chi è venuto al mondo. E anche se ora è in rovina la gente di Case Adamo lo guarda con referente affetto ricordando gli antichi fasti. Il vecchio proprietario è morto e nessuno è venuto a reclamare l'edificio. Finchè non si presenta Rachele Biasetti, la figlia ed erede del proprietario che vorrebbe radere al suolo il cinema e trasformare l'area magari in un bel centro commerciale, nonchè ristrutturare velocemente Casa Biasetti e venderla al miglior offerente. Mentre Rachele, mal vista dai paesani, tenta (non è così facile come pensava) di dare corpo al suo progetto, Guerzo, Fish e Bag, tre ragazzotti del paese, programmano di intrufolarsi nel cinema e verificare di persona cosa c'è dentro e se davvero ci vive una misteriosa bambina o se si tratta di un fantasma. Entrare sembra un gioco da ragazzi ma non lo è sia a causa di tutta una serie di imprevisti che li obbligano a rimandare continuamente l'impresa, sia perchè aleggia la paura: anni prima un ragazzino che si è intrufolato nel cinema è morto tragicamente.
Attorno si muovono una girandola di personaggi piuttosto inquietanti e grotteschi, severi e rancorosi, strambi o borderline che colorano di nero la vicenda e portano ad un epilogo inaspettato. Maria Silvia Avanzato, nelle storie nere e gotiche si muove a suo agio molto più che in altri generi in cui si è cimentata con buoni risultati, ma non così efficaci come nel caso del noir: perchè le storie nere le sa vestire di malinconia, orrori e ironia, tratteggia efficacemente personaggi "da paese" come la brutta, rancorosa e bigotta Bice dell'emporio, Lucio il "tardo" del paese con l'ormone folle, Senuga il becchino "giustiziere", l'altrettanto bigotta Olga Bagatto madre del metallaro Bag, Guerzo adolescente complicato che fa innamorare tutte le ragazzine, e Fish il suo amico che sembra ancora un bambino. E poi la vecchia Matilde della foresta, Loris serio e composto che ama la musica lirica, Damian il suo uomo di fatica sudamericano ladro e infido, e tanti altri comprimari che aggiungono carattere ad una vicenda sempre più intricata e misteriosa.
Una lettura coinvolgente, godibile, ricca di ritmo e ben scritta. Un romanzo da divorare, prima che Adamante divori voi.

giovedì 6 marzo 2014

Il vento contro: rave partigiano

L’Associazione Mario Albertarelli, in collaborazione con Scenafutura, organizza per il 25, 26 e 27 aprile al Rifugio Casa Ponte di Tredozio (FC) Il vento contro – Rave partigiano, ovvero un raduno letterario e non solo intorno ai temi della Resistenza.
Tre giorni di incontri, presentazioni e musica per ricordare, attraverso la letteratura, i fatti drammatici della nostra storia di liberazione partigiana, e per riflettere sulla Resistenza nella sua accezione più ampia: in carcere, in manicomio, nel mondo del lavoro, in ogni situazione di marginalità e confine.
Un fitto programma che sarà inaugurato proprio il 25 aprile alle ore 15.30 dal poeta Paolo Vachino, con il reading poetico ÀNCÒRA R’ESISTI-AMO (anche gli accenti, gli apostrofi e i trattini – il 25 aprile – sono liberi). La Poesia è essere forti di fronte alle debolezze del mondo, e non il contrario, indeboliti dalle sopraffazioni del reale. I poeti sono la parte più aspra, feroce, dura e petrosa della dolcezza dell’essere. Vivere la cattività della parola significa amare ancora di più la Libertà che la Vita ci mette a disposizione. Per questa ragione (e per tante altre, molte sconosciute) Paolo Vachino farà risuonare i versi di Alexandros Panagoulis, Alda Merini, Izet Sarajilic, Nazim Hikmet, Cesare Pavese, Renzo Casali, Stefano Tassinari, Guido Catalano.
A seguire, alle ore 18.00, Gianluca Costantini, disegnatore, e Elettra Stamboulis, scrittrice e sceneggiatrice, presenteranno la graphic novel di impegno civile Cena con Gramsci, edizioni BeccoGiallo. Un viaggio a fumetti alla ricerca delle radici e del senso delle parole di Antonio Gramsci. Nato da uno spettacolo teatrale, Cena con Gramsci interroga il lettore proprio sulla permanenza e sulla possibilità dell’attualità dell’intellettuale sardo.
Al termine della presentazione cena a tema con i sapori e i cibi che contraddistinguono l’ottima e semplice cucina del rifugio.
Alle ore 21.30  Michele Marziani, scrittore, traccerà un ricordo e leggerà brani tratti da Tornim a baita del comandante Federici, al secolo Giovanni Battista Stucchi, partigiano, socialista, membro del CLN Alta Italia, capo di Stato maggiore del Comando generale del Corpo volontari della libertà e rappresentante delle formazioni partigiane “Matteotti”, nonché comandante militare della Repubblica dell’Ossola. Sarà presente con una sua testimonianza anche Michele Isman, nipote di G.B. Stucchi.
Sabato 26, alle ore 15.00,  incontro con Carla Casazza, autrice (assieme ad altri 115 autori) di In territorio nemico, romanzo collettivo sulla Resistenza, pubblicato da Minimum Fax. In territorio nemico è una nuova epica della Resistenza. Un’epopea corale resa possibile dal lavoro di oltre cento scrittori e ispirata alle testimonianze di chi la guerra l’ha vissuta e non ha cessato di raccontarla. Un romanzo vivo e toccante che, tenendo ben presente l’eredità di Fenoglio, Malaparte e Calvino, apre una rinnovata prospettiva sull’esperienza tragica e fondativa della seconda guerra mondiale italiana.
Alle ore 17.30 conversazione con Michele Marziani e con lo scrittore ligure Giacomo Revelli, autore del bellissimo Nel tempo dei lupi, edizioni Pentàgora. Una storia al confine tra la modernità delle tecnologie più avanzate e l’apparente immobilità del mondo pastorale, tra un giovane del nostro tempo e un vecchio che sembra provenire dal passato, tra Italia e Francia, tra l’umano e il selvatico, tra la deriva della ragione e la sapienza dell’istinto.
Un romanzo di formazione, sul ritorno a origini che abbiamo dimenticato.
Alle 19.00 proiezione del documentario E ci si ritrova dall’altra parte di Nicola Farina. Una storia realmente accaduta ai tempi della Resistenza: due sorelline, i cui genitori furono uccisi perché spie fasciste, vennero adottate da una famiglia francese e da una italiana rispettivamente, pur essendo cresciute  entrambe in terra brigasca e avendo lì i loro legami. Oggi hanno accettato di raccontare questa storia pur correndo il rischio di andare incontro a delle dure verità.
Il film è condotto con una delicatezza estrema e porta alla scoperta della comunità del luogo, dei fatti storici personali e collettivi che muovono la vicenda, senza incorrere in nessun rischio di revisionismo storico, ma trattando i fatti con ricerche d’archivio.
Seguirà cena golosa con cibi sani e naturali.
Alle 21.30 concerto del poliedrico musicista Marco Celli in arte McNando, che eseguirà brani dal suo ultimo lavoro L’elefante perduto. McNando è un progetto, nel panorama folk e world contemporaneo, unico e travolgente. McNando propone, in un sound originale e perfettamente amalgamato, brani tradizionali (irlandesi, scozzesi, bretoni, indiani e etnici) e composizioni proprie, accurati arrangiamenti con costruzione live di loops acustici e improvvisazioni, canzoni melodiche e un pizzico di follia, meditazione e delirio. Le canzoni e i brani sono accompagnati da musica e ritmi suonati, autoregistrati e riprodotti al momento, durante il concerto.
Domenica 27, dalle ore 10.30, gli ospiti e i partecipanti si recheranno sui prati e nei boschi intorno al rifugio, per comporre insieme Da Fischia il vento a Davide Van De Sfroos, repertorio di canti partigiani e brani di resistenza civile, che saranno eseguiti dai presenti in un coro improvvisato e guidato dall’emergente Giulia Marziani, giovane promessa della creatività musicale.
Alle ore 13.00 ritorno al rifugio per pranzo conviviale e saluti.
Durante i tre giorni si svolgerà inoltre la Festa Della Liberazione Dei Colori, interventi estemporanei di  Claudio Jaccarino e Paolo Vachino che eseguiranno  gli ormai collaudatissimi e molto apprezzati ritratti acquarello-poetici dei partecipanti.
La partecipazione agli eventi è gratuita. Posti limitati.
Per chi intende soggiornare presso il rifugio durante i tre giorni sono previste agevolazioni.
Quota forfettaria dal 25 al 27 aprile (due mezze pensioni + pranzo light sabato e domenica) € 100 bevande incluse + tessera associativa 2 euro, rilasciata al momento dell’arrivo al rifugio.
Il pernottamento è in camera comune a 12 letti.
Necessario portare  lenzuola o sacco a pelo, federa e asciugamani.
Il rifugio è immerso nella natura appenninica ma è raggiungibile in auto.
Per chi arriva in treno, è possibile concordare in anticipo con il gestore del rifugio la possibilità di un passaggio in auto dalla stazione di Faenza.
Info e prenotazioni:
Rifugio Casa Ponte, località Tredozio (FC) Tel. 0546 943178 – 340 1571813 info@rifugiocasaponte.it

lunedì 24 febbraio 2014

La vita non dura un quarto d'ora di William A. Prada

Racconto lungo o romanzo breve? Potrebbe essere "catalogato" come romanzo o è più indicato dire che si tratta di una sorta di epistolario? E prima ancora, si tratta di fiction o di una storia autobiografica?
Sono tante le domande che si affollano inziando a leggere La vita non dura un quarto d’ora, in cui un figlio già adulto si racconta al padre scomparso, distillando assieme leggerezza, ironia, dolore, senso di vuoto per una assenza così importante.
E in realtà poco ci importa che si tratti di finzione o realtà perchè le riflessioni e gli aneddoti che si incrociano nelle pagine dell'ebook emozionano, fanno sorridere o ci inchiodano lì a riflettere che certe considerazioni sono venute in mente anche a noi pensando ad un genitore che ci ha lasciato o ci lascerà. Perchè purtroppo, pur augurandoci che accada il più tardi possibile, sappiamo che ci dovremo passare, se non ci siamo già passati.
E mentre leggiamo capiamo quello che - immagino - ha capito l'autore scrivendo: per quanto il dolore sia terribile e ci paia inaffrontabile, non rinunciamo ai ricordi, manteniamo viva la memoria di chi ha intrecciato la sua vita con la nostra, perchè proprio attraverso questa memoria rendiamo tangibili e incorruttibili al trascorrere del tempo coloro che tanto ci mancano, dimenticandoci per un po' la loro assenza.

mercoledì 29 gennaio 2014

Non c'è notte tanto lunga che tu non possa camminare ancora nel sole di Valerio Giovetti

A volte capita di pensarci: come potremmo reagire a un dolore tanto grande quanto la perdita di un figlio. E ci si chiede se è possibile superarlo. Rialzarsi. Riprendere una vita normale. Dopo.
Gianni Michelini, il protagonista di Non c'è notte tanto lunga che tu non possa camminare ancora nel sole, secondo romanzo di Valerio Giovetti, attraverso questo dolore ci è passato. Ed è sopravvissuto. A scapito del suo matrimonio che dopo la tragica morte della figlia in un incidente d'auto è naufragato nel mare delle recriminazioni e dei sensi di colpa dei due coniugi. Ora Gianni sopravvive con una rasseganzione che ne ingrisce la quotidianità. E di cui nemmeno si rende conto. Proprio lui che per la bellezza ha una sensibilità speciale, e insegna estetica all'Università di Bologna. Ed è la bellezza discreta e riservata di una laureanda - Amelia Borghi - ad innescare in Gianni nuove curiosità, spirito investigativo, e - forse - anche un desiderio di riscatto, un tentativo di esorcizzare i suoi sensi di colpa. Per una serie di coincidenze si trova ad indagare sulla scomparsa di Amelia, coinvolgendo alcuni amici e addentrandosi in un passato, quello della ragazza, torbido e doloroso. Nel frattempo l'autore ogni tanto propone dei flash back che ripercorrono la vicenda di Gianni come padre e gli ultimi momenti di vita della figlia.
Una storia che all'apparenza segue un ritmo lento e molto riflessivo e poi prende velocità via via che si dipana: come se il romanzo prendesse la rincorsa seguiamo Gianni e gli altri protagonisti in situazioni che dalla banale routine si spostano sempre più verso il paradossale e l'ambiguo. Non è un eroe positivo Gianni. Anzi. All'inizio è pure mediamente antipatico con questa sua grigia mitezza di fondo, questa religiosità che pare un rifugio e un alibi, questo essersi arreso prima del tempo. Con l'incalzare della storia può diventare più simpatico, più umano e carnale, ma resta sempre così, sospeso tra il vivere davvero e il galleggiare nella mediocrità.
In realtà la vicenda narrata, un po' romanzo introspettivo un po' giallo, è un pretesto per affrontare diverse tematiche: le barriere che innalziamo per difenderci dal dolore, i meccanismi che scattano per assolverci dai sensi di colpa, ed altre ben più drammatiche e spinose come la violenza fisica e psicologica sui minori, la pedofilia e l'omosessualità di entrambi i generi.
Un romanzo che lancia interrogativi, ma non si schiera e non fornisce risposte. Per riflettere e gustarsi una buona scrittura.