Ne scrivo poche righe solo come segno, come promemoria, come traccia tra migliaia. Ma non ci dovrebbe essere una giornata così. Tutti i 365 santi giorni di cui si compone un anno dovrebbero essere vissuti nel rispetto della donna, nella difesa della donna.
Se ne volessi parlare per bene mi ci vorrebbero pagine e pagine. Ma non serve poi molto se non cambia prima un certo modo di vedere, percepire, intendere - qui da noi - le donne. E la violenza di cui non siamo vittime solo noi ma tutti i deboli: bambini, portatori di handicap. Deboli fisicamente intendo.
Ho letto un intervento che condivido, quello di Giulia Blasi.
Ecco unisco la mia voce alla sua: "C’è molto che un uomo può fare, per prevenire la violenza sulle donne. Resta da vedere se è disposto a farlo."
AVVERTENZA: non sono abituata a leggere i libri con la matita rossa in mano, per cui - salvo casi eclatanti di "malascrittura" - le recensioni che vedete pubblicate in questo blog raccontano le emozioni e/o le riflessioni che la lettura dei volumi citati mi suscita, senza la pretesa di criticare lo stile letterario altrui.
Se volete inviarmi comunicati, segnalazioni, libri da recensire, manoscritti per valutazione e/o editing, richieste di redazione testi e articoli, o semplicemente volete comunicare con me scrivete a carlacasazza67@gmail.com
Astenersi maleducati, polemici e attaccabrighe.
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mercoledì 25 novembre 2009
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3 commenti:
Vero! Sì! Se è un uomo vero.
Sono contenta che un uomo condivida questa idea. :-)
Penso che parlarne serva a cambiare le cose... tacere a perpetuare la cultura ancora esistente....
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