domenica 27 dicembre 2009

Pianoforte vendesi di Andrea Vitali


Notte dell'Epifania a Bellano, anno 1966. "Il Pianista" - così chiamato per via delle sue mani lunghe e affusolate -, ladro di professione aspetta l'occasione di qualche scippo tra la folla che assisterà alla processione dei Re Magi. Ma piove e fa freddo e lui cerca rifugio in un androne. Si imbatte nel cartello affisso su un vecchio portone: "Pianoforte vendesi". Incuriosito, dopo aver saputo che l'appartamento è disabitato e visto che il tempo non migliora, decide di entrare. Da questo momento non sarà più sicuro di vivere un sogno o la realtà grazie all'incontro con una strana vecchina. Un racconto ironico e magico come solo Vitali sa fare. Pianoforte vendesi (Ed. Garzanti) è un racconto gustoso e ironico che non disattende le aspettative e con il consueto stile dell'autore, dipinge scenari di provincia in modo davvero efficace, tanto da permettere al lettore di "vedere" la storia: un'anziana signora, un ladro che si crede cinico e si scopre romantico, un pianoforte in vendita. E una passione così forte da toccare il cuore anche di chi non si credeva capace di magia.

martedì 22 dicembre 2009

Auguri

Sono giorni intensi tra gli ultimi impegni di lavoro, l'acquisto dei regali che per me hanno un significato speciale - non consumistico - ma un segno tangibile del mio affetto, la spesa a cui seguirà una lunga sessione in cucina per preparare un pranzo di Natale romagnolo doc, e tante altre cose.
Perciò vi lascio i miei auguri un po' in anticipo perchè non so se riuscirò a passare da qui nei prossimi giorni.
Che sia per tutti voi un Natale sereno da trascorrere con chi amate.


lunedì 21 dicembre 2009

Idee regalo dell'ultimo minuto 2: L'antologia di Scrigno


Scrigno è un sito letterario nato dalla passione per la lettura e la scrittura. Con il tempo molti naviganti del web, quasi fosse luogo prezioso ritrovato, hanno lasciato in custodia racconti, impressioni, idee per letture proprie e altrui, approfondimenti di autori noti. Scrigno ha commentato poesie, partecipato a storie a più mani, ha contribuito a rendere il sito più dinamico e a farci vincere una sfida che vuole il web pieno solo di cose utili. Abbiamo fatto molti incontri positivi in questi tre anni di vita di Scrigno, scegliendo di dare risalto ad autori esordienti pubblicati da piccole case editrici perché abbiamo creduto in loro e nei messaggi scritti nelle loro pagine. Messaggi spesso universali che andavano conservati in un luogo “sicuro” e per questo diffusi il più possibile. Da buoni lettori amanti del libro come oggetto da toccare, abbiamo pensato a questa rivista; intende portare fuori dal virtuale ciò che Scrigno racchiude di più prezioso in sé, i pensieri di chi ha lasciato un segno e la traccia di un percorso di tutti coloro che a questo segno hanno dedicato tempo, passione e amore. Buona lettura La redazione: Enrico Maria Carmona, Silvia Armanini, Stefano Chiarato, Alessio Pracanica, Marco Bianchi, Carla Casazza, Claudia, Maurizio Verduchi, Nadia Zapperi.


L'antologia di Scrigno la potete acquistare qui.

Idee regalo dell'ultimo minuto: La signora del caviale


A leggere il titolo del nuovo romanzo di Michele Marziani, “La signora del caviale” (Cult Editore), vengono subito alla mente atmosfere baltiche e ricche signore dell’Est, invece è ambientato nel ferrarese. Il libro, infatti, racconta di una comunità di pescatori di storioni sulle rive del Po. Un intreccio di uomini, di storie e di amori, all’ombra della seconda guerra mondiale. A tenere le fila della vicenda la presenza discreta e distante della signora del caviale. Ebrea, scompare con le leggi razziali e assieme a lei finisce per sempre l’epoca del caviale del Po. Un romanzo poetico e forte che si legge tutto d’un fiato e che non si dimentica. Una storia che fa un tuffo nel passato e racconta un mondo ormai scomparso, quello della gente di golena.

« In riva al Po io li vedo i miei pescatori – racconta Marziani - , così come lungo la ferrovia che da Ferrara conduce a Suzzara ritrovo il capostazione e il giovane Nello e nelle vie del ghetto ebraico di Ferrara sento il passo lieve della Signora del caviale. Nel tempo di oggi sento il brivido degli errori di ieri.».

Frank Spada: la copertina di Marlowe ti amo in anteprima

Per chi in questi mesi ha letto i racconti di Frank Spada pubblicati sul mio blog e le notizie che aggiornano sull'attività del misterioso autore che scrive sotto pseudonimo, ecco un piccolo regalo: la copertina di Marlowe ti amo. Un romanzo in sette giorni, che sarà pubblicato i primi di febbraio da Robin Edizioni.



mercoledì 16 dicembre 2009

Mozziconi copiativi di Frank Spada

L’ispettore della Squadra mobile inizia il finale: entra in un bar. Si guarda attorno, liscia più volte i baffetti e ordina un caffè. Chi non lo aspettava raggiunge una quattro porte ferma in doppia fila, chiude al fianco la portiera, rinserra i pensieri della trama.
Sirena accesa e poco dopo l’anonima pantera balza nel traffico di un’ora sempre di punta. Il passeggero, un pubblicista che addomestica la stampa giocando una partita doppia, la notte scorsa l’ha passata con Ciro, l’amico che gli imbocca le parole – cresciuto nel rispetto dell’onorata società, ora è il figlio prediletto della “famiglia” più potente nella zona.

In fondo al tunnel l’istituto di medicina legale e un morto che li attende, privo d’identità. L’ispettore non ha detto altro.

La morte sceglie tanti volti. L’ultima faccia è la maschera perfetta per chi sa conquistarsi la sequenza finale della vita – e lui ci sta pensando, mentre cammina sospinto dai ricordi, strascicando le suole al ritmo delle scarpe che precedono le sue, cercando di adeguarsi a quello che gli altri vogliono da lui senza sorprese.

Riaffiora dal passato la scena di un uomo che si tuffa tra le onde del libeccio per farsi bello agli occhi di una ragazzina – lei si è appena esibita disinvolta per attirarlo in un posto defilato. Qualche bracciata e lo spavaldo nuotatore è sbattuto contro un frangiflutti – annaspa, si aggrappa alle pietre, chiama aiuto. Lui era là con Ciro, aspettavano acquattati il momento per frugare in un’uniforme americana. L’amico lo guarda interrogativo – pochi istanti, e un “pesciolino” a scatto segna la gola di quello sventurato. Poi arraffa quel che trova, strattona l’amichetta, s’infila nel varco di un recinto. Lui li segue mani in tasca, tormentando un coltello serramanico regalatogli da Ciro.
Arrivati in un capanno, il compare gli dà una parte del denaro, lo deride strafottente. Lei guarda lui che abbassa gli occhi senza dire una parola, che corre via lasciandoli soli.

L’invito disatteso, l’indecisione in tasca... ricordi che gli divorano la mente.

Lei adesso è la moglie di Ciro; e vive “in provincia”, come si dice. Hanno due figli e lui la tiene lontano dagli affari.

L’ispettore preme un pulsante. Si apre il chiarore di una porta: un camice li fa entrare.

Allestimenti sobri, luci fluorescenti di fenolo, pavimento piastrellato azzurro cielo – lungo due pareti una fila di riquadri in linea: la morte sullo stesso piano.

L’inserviente tira una maniglia – cigolio di rotelline, sbuffi di condensa – il cassone scorre fuori lucido di inox. Lenzuolo appena sollevato e l’inquadratura stringe su un busto, e un cranio, orribilmente bruciacchiati. Il resto del cadavere... lasciato a modellare incerte forme sotto il telo.

– Secondo te... il medico legale cosa ha detto?

Lo stomaco dell’interrogato si strozza; un fiotto di vomito si allarga declinando il verde tra le fughe piastrellate. Le sue scarpe si macchiano di giallo.

– Cosa vuole che le dica? Che questo è stato messo in forno per impedirne il riconoscimento...

– Guardalo meglio – continua l’altro sollevando il lenzuolo, passandolo in volo all’uomo in camice che lo afferra sorridendo: braccia lungo i fianchi, gambe rigidamente unite, i piedi insù che stingono di viola – lo squarcio di una lama mostra un colpo inferto sul costato.

– Guardagli la mano destra.

Indice e medio troncati... – Ciro... le sue dita unite verso l’alto, il saluto a lama di coltello – e chiede dove è stato trovato il morto.

– Sei pazzo o fai l’idiota tanto per campare? Il segreto istruttorio non ti permette curiosità! Su, inventati qualcosa per mandarmi in là il lavoro, facciamola finita.

– Non so cosa dirle... – balbetta allontanando la bava con il dorso della mano.

L’ispettore scuote la testa, fa un cenno all’inserviente – il cadavere rientra al suo posto cigolando.
La quattro porte si rimette in moto. L’ispettore dice che bruciare un morto è solo vilipendio di cadavere. Quanto al resto... dipenderà dal buon cuore di qualcuno, conclude lisciandosi i baffetti.

Saluti senza convenevoli. L’automobile scompare nel buio. Il pubblicista corre tra i vicoli, rallenta in un androne, scende in un mezzanino. Luce accesa e si accosta alla cassaforte a muro. Qualche giro tra le dita e vede il libretto al portatore che gli ha dato Ciro – se la fortuna gli girerà le spalle, aveva detto, lui dovrà provvedere ai bambini.

Lo scatto di un congegno. Si alza un doppiofondo... il serramanico – il regalo di Ciro di quand’erano ragazzi!

Un foglio, un lapis copiativo... scrivere, scrivere tutto... E invece afferra il coltello, lo apre, intacca il legno, lo scheggia via... crac, crac... vede il tempo che non muore, che lo imprigionerà per sempre nell’invidia per il morto. Compone un numero, trattiene ogni emozione. Poche parole e strappa la spina dalla presa. Va in bagno: due tagli secchi e lascia zampillare i polsi.

All’alba una donna entra là sotto – a terra mozziconi copiativi; in una vasca un coltello, un uomo senza onore, dissanguato in modo igienico – prende quel libretto, spegne la luce.

In fondo... qualcuno la riaccompagnerà “in provincia”; come si dice attorno a un golfo dove le regole del gioco cambiano assieme alla fortuna.

(Questo racconto è stato pubblicato nell'antologia L'accidia - Giulio Perrone Editore)

Ancora uno sforzo....

Lo so, sono sparita, ma il lavoro mi richiede un notevole sprint finale prima delle feste e non riesco a tenere anche aggiornato il blog.
Nel frattempo vi lascio in buona compagnia.
Nel post successivo un bel racconto di Frank Spada.

venerdì 11 dicembre 2009

Scrigno: il concorso

La rivista letteraria on line Scrigno compie tre anni e per festaggiare fa le cose in grande con un concorso.
Ogni partecipante può presentare una sola opera di propria produzione, che non sia mai stata premiata e/o pubblicata in altro concorso, pena l’esclusione. L’elaborato dovrà avere una lunghezza massima 5800 battute (spazi compresi) e contenere nella narrazione, all’inizio, alla fine o entrambi, la seguente frase: “Si parlava di uno scrigno, di un mese, novembre, e di un anniversario, il terzo…”
C'è tempo fino al 15 gennaio 2010 per partecipare.
Qui potete leggere il regolamento completo.

lunedì 7 dicembre 2009

giovedì 3 dicembre 2009

Frank Spada vince Kreattivita

Ennesimo successo per Frank Spada: è di ieri la notizia che il suo racconto Piccole luci (che potete leggere qui) ha vinto il primo premio per la sezione narrativa del concorso letterario La mia estate lanciato da Kreattivita. Direi che è un ottimo regalo di Natale anticipato!