giovedì 13 maggio 2010

Davide Conficoni: il cantore del male di vivere

Ci sono persone di grande sensibilità ma anche di grande sfortuna a cui la vita ha dato con parsimonia e ha tolto con abbondanza. Che nonostante tutto reagiscono ai dolori con le "armi" di cui dispongono. Davide Conficoni ha reagito con la poesia: semplice, suggestiva, lieve, ironica, tenera o arrabbiata. Nelle sue due raccolte Frammenti di vita e L'inizio e la fine usa i versi per raccontarsi, per lasciare fluire i ricordi, per dare sfogo alla gioia dell'amore e della paternità, ma anche al dolore per il tradimento, per la malattia, per l'impotenza di fronte ad eventi che sono più grandi di noi.
Per Davide vivere ad un certo punto è divenuto una grande fatica, ma grazie alle parole che posa sulla carta è riuscito a restare a galla, quasi che le sue poesie gli servissero come "terapia" per esternare e mettere in ordine sensazioni e pensieri reconditi. Senza falsi pudori racconta di ciò che gli dà gioia, come i suoi figli o una nuova storia d'amore, e ciò che lo turba, come il pensiero della morte che spesso compare nei suoi scritti, a volte in chiave drammatica, a volte in chiave ironica, quasi prendendo atto che si tratta di una realtà che non si può ignorare ma con cui si riesce a convivere.
Difficile raccontare l'intensità di versi che toccano il cuore. Forse la cosa migliore è riportarli qui per lasciare che parlino da soli

Silenzio

Sto seduto
sull'anima mia
ascoltando il rumore
del silenzio
della vita che passa
e se ne và
(Davide Conficoni)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Che dire di Davide, è un grande, una persona che si è fatta in 8 per gli altri soprattutto per la famiglia, ora quella famiglia che ha perso gli ha voltato le spalle. Sò che ha finito il baule ed è pronto per partire, non c'è più nulla che lo trattenga. da amico non mi resta che augurargli buon viaggio, non è mio dovere fermarlo, ma aiutarlo ad imbarcarsi. Mario

Carla Casazza ha detto...

Grazie Mario. Sottoscrivo e condivido in pieno.

Anonimo ha detto...

Sono Domenico, nel diario di Davide, l'amico trentennale, sono stato il primo che ha letto il suo diario, Appunti di viaggio, mentro lo leggevo piangevo, pur conoscendo già la sua storia, sono il depositario delle sue ultime volontà, l'amico che lo aiuterà a scendere dall'altalena della vita , come la chiama lui, in una sua poesia. Non gli ho detto nulla, non gli ho detto che era sbagliato che doveva continuare a lottare x suo figlio minore, xchè ho capito che è stanco di vivere, non gli dà più gioia nemmeno il suo piccolo grande uomo. Davide nella sua vita ne ha passate tante, soprattuto negli ultimo 7 anni, ha scoperto molte cose, che non ha nemmeno scritto nel suo diario, per non ferire la sua famiglia, in modo particolare suo figlio maggiore. Ha una grande anima, anche se non crede, e le persone non lo meritano, soprattuto la sua famiglia.