giovedì 9 settembre 2010

Accabadora di Michela Murgia

È intriso di nascite e morti Accabadora di Michela Murgia. Nascite e morti biologiche, ma non solo, perché ogni rinnovamento nella vita è una nascita e ogni legame spezzato, ogni ricordo seppellito, è una morte. Così la piccola Maria nasce davvero quando diviene fili'e anima della vecchia sarta Bonaria, vedova da talmente tanti anni che nessuno se la ricorda nemmeno più sposa felice. Siamo nell'immaginario paesino di Soreni, nella Sardegna degli anni'50, ancora legata alle tradizioni e al passato. Maria è l'ultima di quattro figlie di madre vedova e Bonaria la sceglie come figlia, la accoglie nella sua casa, la cresce con l'affetto di una madre, con più affetto della vera madre. Sembra tutto perfetto, finché Maria non scopre che Tzia Bonaria è l'accabadora, colei che mette fine alle sofferenze degli agonizzanti. La scoperta di questa realtà cambierà le prospettive di Maria, creerà uno strappo nel legame con Bonaria, inducendola persino a cercare di costruirsi una vita "sul continente". Ma la distanza invece che divederle sarà il mezzo per riavvicinarle ancora: perché "Tutt'a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fili'e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia".
Un libro intenso, duro e bello come la terra di cui racconta; una scrittura evocativa, essenziale e forte che entra dentro, smuove emozioni, regala poesia.

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