sabato 4 settembre 2010

Avorio di Matteo Gambaro

Non sono una lettrice di horror, anzi per dirla tutta credo che Avorio sia uno dei pochi libri di letteratura horror che sono riuscita a terminare. Prima di tutto perchè è ben scritto, perchè sa ricreare atmosfere agghiaccianti senza scadere nello splatter - che a volte bastano le parole giuste per fare correre il brividino lungo la schiena anche senza scendere in dettagli truculenti e racapriccianti. Sicuramente anche la formula dei quattro racconti, legati assieme da un protagonista comune, il caccia vampiri agente speciale Carnielli,  alleggerisce il tutto. Ebbene di vampiri si racconta ma niente a che vedere con i bei tenebrosi glamour alla moda di Twilight: qui si tratta di succhiasangue nostrani, inurbati e ben nascosti, della cui esistenza intuiamo leggendo le vicende di Carnielli, ma che Matteo Gambaro ha deciso di non mettere sotto i riflettori come protagonisti principali. Presenze inquetanti come ombre silenzione che però sono il motore delle quattro storie di cui si compone il volume. Da leggere tutto d'un fiato, magari non di notte e da soli se si è deboli di cuore.

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