giovedì 7 ottobre 2010

Le irregolari di Massimo Carlotto

E' come un pugno allo stomaco questo libro, una secchiata di acqua ghiacciata in faccia. Terribile e crudele come il destino dei 30.000 desaparecidos argentini che sono scomparsi tra la metà degli anni '70 e buona parte degli anni '80 (e ancora adesso qualcuno continua a sparire). Che cosa è loro accaduto si sà: torturati spietatamente e poi uccisi, ma i parenti vorrebbero almeno avere una tomba su cui piangere, un anniversario di morte da ricordare, vorrebbero ritrovare i bambini sotratti alle madri improgionate incinte che sono stati dati in adozione agli amici del regime. E il peggio è che noi quarantenni di oggi questi fatti li abbiamo conosciuti in modo marginalissimo, non sapevamo ciò che accadeva. E non lo sanno i ventenni di oggi che a scuola hanno studiato a malapena la seconda guerra mondiale, o gli adolescenti nei cui libri di testo si è persino fatta sparire la parola Resistenza. Si comincia così: prima si cancellano le parole, poi si cancellano le persone. In Argentina, e in Cile, e in altri paesi del Sudamerica ciò è accaduto e sta ancora accadendo, ma si verifica anche più vicino a noi, in Turchia ad esempio. La politica dell'ignoranza - nel senso di ignorare, non sapere - è una delle armi più efficaci dei nostri anni.

2 commenti:

Isabella Paglia ha detto...

Brava Carla!
E' sempre un piacere leggere quello che scrivi come la recensione di questo libro duro come la realtà di cui tratta.
Grazie per farci scoprire aspetti anche poco evidenti ma di fondamentale importanza.
Isabella Paglia

Carla Casazza ha detto...

Isabella mi fai arrossire :-)