sabato 27 febbraio 2010

Femminile molto singolare

Un festival per parlare di e con le donne in modo un po' diverso dal solito.
Femminile molto singolare
Domenica 7 marzo a Villa Greppi - Monticello Brianza (Lecco)

Un festival che parte dal concetto di pluralità, radicato nel pensiero della donna, per arrivare alla singolarità come novità o come riscoperta di sé. Dai temi più urgenti e immediati, fino ai nuovi modelli, alle contrapposizioni e alle contaminazioni sociali e culturali. Non solo le donne che parlano di se stesse, ma anche della collettività in cui sono inserite e con cui si confrontano, e che a volte subiscono. Arte, narrativa e professione riunite in un festival per fare il punto sui percorsi esistenziali e del mondo del lavoro. Punti di riferimento in cui ritrovarsi o semplicemente da prendere a prestito per la formazione di una identità. Tematiche trasversali per evidenziare le singolarità del pensiero femminile.
Per il ricco e interessante programma leggete qui

Ci sarò anche io  (è un grande onore per me partecipare) a fare quattro chiacchiere sulla cultura del nutrire, le radicali differenze tra uomo e donna davanti ai fornelli, le professioni del cibo e l’estetica di chi lo racconta. Un’ipotesi di emancipazione attraverso il più immediato e complesso dei gesti quotidiani.

venerdì 26 febbraio 2010

1 marzo: sciopero dei migranti

Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?

Primo marzo 2010 si propone di organizzare una grande manifestazione non violenta per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società.

Per saperne di più qui

martedì 23 febbraio 2010

Appuntamento di Marco Codebò

Spiazzante. Questo il primo termine con cui defeinirei Appuntamento, noir atipico di Marco Codebò. Poi, in seconda istanza, lo definirei coinvolgente. Ma è proprio mentre la storia del detective ligure un po' scombinato ti sta prendendo ben bene che cambiano tutte le prospettive, che le tue supposizioni su chi è stato e perchè franano miseramente, che la vicenda di colpo ti catapulta in uno scenario al di là dell'oceano: non più Genova e il suo hinterland ma la California, e tutto un nuovo girondo di personaggi.
Appuntamento si snoda con una interessante struttura narrativa decisamente anticonformista e si appoggia su di una scrittura ritmata e originale grazie alle contaminazioni linguistiche che rimbalzano tra italiano e americano. Come una sorta di "marchio di fabbrica" dell'autore, genovese d'origine, oggi docente di lingua e letteratura italiana alla Long Island University.

lunedì 22 febbraio 2010

Utopia di Antonella Sanna

Pare di guardare attraverso un vetro l'anima di Antonella Sanna, leggendone le poesie raccolte nella silloge Utopia. Un'anima in evoluzione e maturazione: i versi infatti abbracciano lo spazio temporale di otto anni, da quando l'autrice era un'adolescente ad oggi. E ci si trova tutto ciò che può accendere emozione in una giovane donna che cresce: la delicatezza dei primi amori, l'intensità della vera amicizia, le prese di posizione ideologiche, la malinconia tipica dell'età, e lo struggimento che ad essa si accompagna. Ma anche sentimenti forti che spiazzano come la bellissima e gotica "Ti odio" o "Su questa pietra" triste come una ballata antica, che si innalzano secche e dure tra poesie che sono invece soprattutto delicate e lievi.
Tra le righe si legge una grande passione per il Giappone come del resto lei ammette nelle note biografiche; in alcune sue poesie tale predilezione si riflette nel modo particolare di descrivere la natura, che ricorda spesso i versi di autori dell'Estremo Oriente, ma anche nel contrasto di delicatezza e violenza, di gentilezza e forza racchiuso nei suoi versi, caratteristica che si ritrova in anime e manga.
Un piccolo libro da gustare a poco a poco.

venerdì 19 febbraio 2010

Vi presento Alternauta

E' finalmente on line il sito degli Alternauta, al secolo Luca Baggiarini e Stefano Rossini.
Cosa fanno? Video, bellissimi booktrailer, servizi fotografici, trailer e tanto altro ancora.
Chi sono? Se siete curiosi fatevi un giretto nel loro sito molto glamour!

Blog&Wine, alla scoperta di Ferrara, Comacchio e il Delta del Po: Il tartufo marzuolo, l'Agriturismo "Le Occare" e i "Sovversivi" ferraresi

Segnalo questo post pubblicato da Mirco Mariotti nel suo Blog&Wine.
Se l'argomento è interessante e goloso, ci tengo ancor di più a farvi concoscere l'iniziativa perchè coinvolge persone speciali che ho avuto modo di conoscere e apprezzare: il già citato Mirco Mariotti e Cristina e Gianni dell'agriturismo Le Occare, luogo magico.

Blog&Wine, alla scoperta di Ferrara, Comacchio e il Delta del Po: Il tartufo marzuolo, l'Agriturismo "Le Occare" e i "Sovversivi" ferraresi

martedì 16 febbraio 2010

I sapori della Terra di Mezzo di Michele Marziani

Uscirà a fine febbraio, edito da Guido Tommasi, il nuovo libro di Michele Marziani, I sapori della Terra di Mezzo.

C’è un po’ della Padania di Gianni Brera e del Fiume Azzurro di Mario Albertarelli, i due scrittori della seconda metà del Novecento scelti come guida in questo viaggio ai confini della modernità: a pochi passi da Milano e dall’aeroporto di Malpensa, due parchi fluviali per un solo fiume, la metropoli che incombe, un triangolo d’acqua e pianura chiuso tra il Po, il Sesia e il Ticino, dove agricoltura e buoni sapori rischiano di diventare solo memoria.
Attraverso le terre del riso, delle oche, delle rane, dei pesci d’acqua dolce, delle osterie, dei pergolati, delle rogge, delle cascine, dei castelli e dei canali, sembra di fare archeologia della modernità, scandagliando l’anima rurale e la cucina di un territorio sospeso tra presente e memoria. Un viaggio scandito da prodotti, ricette e sapori che trovano vigore nelle rapide del Ticino, nel luccicare delle risaie allagate, nel volo del cavaliere d’Italia, nel Monte Rosa che guarda da lontano.
Basta scegliere i viottoli, dimenticare le strade e lasciarsi guidare dall’istinto.

lunedì 15 febbraio 2010

Amelia

Da qualche tempo nel blog di Lauraetlory si gioca a domino, ma si tratta di una sfida un po' particolare, un Domino Letterario. Il racconto "Amelia", che vi lascio qui sotto è la mia tessera.

Attraverso l’amore tutti diventato persone migliori…

Lo diceva sempre la mia cara mamma. Pensò Oreste sorridendo tra sé e sé.
E quanto aveva ragione.
Seduto sull'autobus, stanco dopo una lunga giornata di lavoro, pregustava il rientro a casa e la sua Amelia che lo aspettava.
Amelia: quasi non ci sperava più Oreste di incontrarla, di trovare la donna giusta. Qualcuna che gli piaceva davvero l'aveva conosciuta, ma quando venivano a sapere il lavoro che faceva si intentavano scuse su scuse e sparivano. Invece Amelia era rimasta. Diceva che un lavoro vale l'altro.
I primi mesi di matrimonio erano stati fantastici, poi era iniziato qualche screzio. Ma l'amore aveva appianato tutto. Basta volerlo e si sistema ogni cosa.
Le porte dell'autobus si aprirono ed entrarono numerose persone. Di fronte ad Oreste si fermò una vecchina carica di sporte.
«Signora, prego, si sieda» disse Oreste lasciandole il posto.
«Com'è gentile lei» ringraziò la vecchina « ce ne fossero di uomini così!»
Oreste, aggrappato per mantenersi in equilibrio, sorrise alla donna e si crogiolò un po' nell'autocompiacimento. Quando arrivo a casa lo racconto ad Amelia. Si disse.
Amelia. Il sorriso gli si spense sulle labbra al ricordo di quel maledetto giorno.
Lui come al solito era rientrato a casa dal lavoro e lei era lì ad aspettarlo furiosa. Con la valigia in mano. Non voleva sentire ragioni. Era determinata ad andarsene e non tornare più perché con un individuo del genere lei non aveva niente a che spartire. Aveva scoperto cosa teneva in cantina, nel suo laboratorio. Lui cercò di spiegarle che era un hobby, che in fondo non faceva male a nessuno. Amelia era irremovibile.
Si era sentito perso, Oreste. E disperato.
Ma attraverso l’amore tutti diventato persone migliori… E così fu anche quella volta.
Bastava fermarla. Farla ragionare. Capita a tutti di avere dei momenti in cui si vede nero.
Oreste la fermò. Le parlò a lungo con calma. Amelia improvvisamente perse tutta la rabbia che l'animava e rimase lì.
E non se n'è più andata. Pensò Oreste che aveva ritrovato il sorriso. Più, più, più.
Abbandonò le proprie riflessioni e si concentrò sul percorso dell'autobus per capire dove si trovavano. La prossima fermata sarebbe stata la sua.
Salutò l'autista e scese fischiettando. Con passo rapido si avviò verso casa. Gli era passata persino la stanchezza.
Mentre girava le chiavi nella serratura stava già salutando la moglie.
«Amelia, sono a casa!»
La trovò al solito sulla poltrona del piccolo salottino.
«Ciao cara, tutto bene? Hai passato una buona giornata?»
Lei non rispose.
«Al lavoro oggi è stato un delirio» continuò Oreste imperterrito « quattro, ben quattro salme a cui fare il trattamento. Non ti dico la stanchezza quando ho terminato con l'ultima. E poi questa moda dell'imbalsamazione... Tanto quando sei sottoterra chi se ne accorge se non ti decomponi? Però per me è un vantaggio. Un imbalsamatore bravo come il sottoscritto dove lo trovi? Me lo ha detto anche il titolare delle pompe funebri. Ha detto che è contentissimo del mio lavoro!»
Le si avvicinò e le posò una carezza delicata sui capelli. Lei rimase ferma.
«Però lo sai che sono un perfezionista» continuò «e c'è una cosa che ancora non mi riesce benissimo, che non mi soddisfa in pieno. E' l'espressione del viso: quando compongo e tratto la salma mi viene un bel viso rilassato, vagamente sorridente, come se stesse dormendo e sognando qualche cosa di bello. Ma via via che passano i giorni all'imbalsamato si deforma l'espressione fino a che il viso si blocca in quel sorriso forzato, da clown. Devo studiare e capire come posso migliorare questo difetto. Dopo cena scendo in cantina, nel laboratorio e ci lavoro un po' su. Che ne dici?»
Amelia, ancora silenziosa, lo continuò a fissare. Gli occhi di vetro. Il sorriso forzato da clown.

Elisabetta Bucciarelli vince il Premio Fedeli con Io ti perdono

Se ancora non conoscete Elisabetta Bucciarelli correte in libreria e colmate la lacuna, perchè è una delle autrici italiane di gialli e noir più interessanti attualmente. I suoi romanzi sono un crescendo, dal primo al più recente, di tematiche forti, scritte ottimamente e molto molto avvincenti.
Il suo ultimo lavoro, Io ti perdono, mi ha entusiasmato. Perchè se già avevo apprezzato i romanzi precedenti, questo ha un ritmo, un'essenzialità e uno spessore davvero considerevoli.
E proprio Io ti perdono ha vinto il prestigioso Premio Fedeli per la narrativa poliziesca. Risultato ancor più notevole considerando che è la prima donna ad aggiudicarselo.
Brava Elisabetta!!!! :-)

giovedì 11 febbraio 2010

Noir è donna

Nell'ambito del festival «Tutti i colori del giallo» di Massagno (5-7 maggio 2010), «Cooperazione» bandisce la seconda edizione del concorso letterario «Cooperazione noir» per racconti di genere giallo.
C'è tempo fino al 14 marzo 2010 per inviare un breve racconto noir/poliziesco inedito sul tema: «Noir è donna».
Per i dettagli leggete qui

mercoledì 10 febbraio 2010

Aiutiamo a crescere un bambino in difficoltà

Gramos: lo ricordate?

A questo link potete leggere l'articolo di Morgan Palmas su Gramos, un bambino kossovaro affetto da una grave malattia, che necessita di tutto l'aiuto possibile. Perdete cinque minuti, leggete ciò che scrive Morgan, che segue le vicende del piccolo Gramos da anni, e se volete compiete un piccolo grande gesto.

lunedì 8 febbraio 2010

M'illumino di meno il 12 febbraio

Sesta edizione, il 12 febbraio 2010, per M'illumino di meno, Giornata del Risparmio Energetico lanciata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar, RAI Radio 2 e che ha riscosso un ottimo successo gli anni scorsi con l'adesione di migliaia di ascoltatori e di intere città in Italia e all’estero. Quest'anno il “silenzio energetico” simbolico a cui gli organizzatori dell'iniziativa invitano tutti a partecipare si trasforma in una festa dell’energia pulita.
«In questi anni abbiamo imparato a risparmiare, ora impariamo a produrre - spiega lo staff di Caterpillar - Allo stadio attuale della ricerca tecnologica è già possibile produrre energia con il sole, il vento, il mare, il calore della terreno o con le biomasse. Facendo appello all’inesauribile ingegno italico invitiamo tutti, dagli studenti ai precari, dalle aziende in crisi alle amministrazioni comunali, a misurarsi con la green economy adottando un sistema pulito per accendere tutti insieme le luci il 12 febbraio 2010. L’intento è duplice: da un lato verificare in prima persona che le tecnologie attualmente disponibili sono efficaci e rappresentano alternative realistiche, dall’altro dare un segnale simbolico di fiducia nelle energie rinnovabili e nello sviluppo di un modello di economia sostenibile.» Quindi spegniamo tutte le luci e i dispositivi elettrici non necessari delle nostre case venerdì 12 febbraio alle ore 18 e lasciamo che ad illuminare le città siano installazioni luminose alimentate a energia rinnovabile o soluzioni creative di consumo efficiente, per testimoniare il passaggio da un sistema ormai al collasso ad una gestione più “illuminata” del nostro futuro.
Su http://www.caterpillar.rai.it/, sarà possibile segnalare la propria adesione e trovare tutti i materiali per diffondere l’iniziativa a lavoro, a scuola o nella propria città.

domenica 7 febbraio 2010

Critical Book & Wine a Bologna dal 25 al 28 febbraio

Dal 25 al 28 febbraio a Bologna si svolgerà Critical Book & Wine, manifestazione che intende connettere produzione indipendente di qualità di chi fa libri e di chi fa vini a momenti di relazione sul tema del consumo critico, quindi consapevole, sensibile, intelligente.
Quattro giorni per riflettere su nuove forme di produzione e di mercato, per conoscere le novità e i migliori libri in catalogo di oltre 30 case editrici indipendenti e vini di aziende selezionate di varie regioni e per incontrare alcuni dei vignaioli che li hanno prodotti.
Il tutto correlato da eventi culturali, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, reading, concerti, degustazioni di vini e di prodotti tipici.
Info su: http://www.criticalbookandwine.it/

Giovedì 25 febbraio alle ore 21 sarà a Critical Book & Wine Michele Marziani che presenterà il suo ultimo romanzo La signora del caviale.

giovedì 4 febbraio 2010

Carnevale col morto nella Imola rinascimentale

Crudele destino per il celebre capitano di ventura Guidarello Guidarelli, sopravvissuto a ferite e battaglie, amato dalle donne, bellissimo e coraggioso, quasi una star ante litteram del Rinascimento.

Un ballo in maschera a Palazzo Sassatelli di Imola, nel febbraio 1501, gli risultò fatale e lo portò alla ribalta della cronaca del tempo ben più dei suoi successi militari. Nei primi mesi del 1501 Cesare Borgia era a Imola col suo stato maggiore per preparare l'impresa di Faenza. Essendo in periodo di carnevale, decise di dare un ballo in maschera per l'ultimo giorno di febbraio. Guidarello, condottiero del Borgia, aveva prestato a Virgilio Romano, nobile pare appartenente al casato degli Orsini, una camicia, o meglio una sopravveste in broccato ricamata in oro e all'ultima moda (alla spagnola), un oggetto che a quei tempi conferiva un certo prestigio a chi lo indossava (simili sopravesti venivano persino tramandate per testamento). Guidarello chiese la restituzione della camicia per indossarla al ballo ma evidentemente Virgilio trovò il capo di suo gradimento e, pur di conservarlo per sé, mentre si trovavano a Palazzo Sassatelli (ora Monsignani) ferì a morte Guidarello. Non lo tagliò propriamente a pezzi come narra il Fantaguzzi nelle "Cronache cesenati", ma lo ferì seriamente. Il giovane, prontamente soccorso dal suo famiglio Molinario, fu portato a casa di Pensiero Sassatelli dove stilò il proprio testamento chiedendo di essere seppellito a Ravenna, e dove dopo pochi giorni spirò invocando la sua amata Benedetta del Sale.
Cesare Borgia, avvisato dell'accaduto, ordinò di catturare Virgilio e di fargli tagliare la testa. La vicenda del giovane condottiero dovette apparire particolarmente cruenta anche ai contemporanei visto che ne è data notizia nei famosi "Diari" ( 1496-1533) del cronista veneziano Marin Sanudo, negli "Epitaphia" di Bernardino Catti ( 1502) e con dovizia di particolari nelle "Cronache cesenati" del già nominato Fantaguzzi. Ma la vicenda non si concluse con la morte dei due protagonisti. La tragica fine di Guidarello, cantato da D'Annunzio e di cui raccontò anche Byron, divenne leggenda: le fanciulle si recavano a baciare la statua marmorea che lo ritrae, attribuita a Tullio Lombardo, ospitata all'Accademia di Belle Arti di Ravenna: si diceva che chi baciasse il bel Guidarello si sarebbe sposata entro l'anno. Peccato che alcuni anni fa si sia scoperto che la statua non fu realizzata da Tullio Romano ma da un anonimo artista ottocentesco, perdendo quindi il valore artistico che le era attribuito. Non ha perso fascino, però, la storia del condottiero sfortunato, romantico protagonista di un antico e tragico carnevale imolese.

mercoledì 3 febbraio 2010

I libri meritano rispetto

Se un libro non mi piace non lo butto, perché i libri non si buttano e meritano rispetto anche se non piacciono. Lo regalo a qualcuno, possibilmente non a un amico.
Loriano Macchiavelli

martedì 2 febbraio 2010

La signora del caviale - Michele Marziani

Nello ha 12 anni, corre veloce sulla bici come un gregario di Bartali e va a pesca con l'amico Nicola. Attraverso i suoi occhi scorrono le vicende de La signora del caviale, terzo romanzo di Michele Marziani. Inizialmente sono gli occhi ingenui e influenzati dalla
propaganda fascista di un ragazzino degli anni '40 che vive nel ferrarese vicino all'argine del Po e divide le sue giornate tra la scuola, la stazione in cui abita con la madre e lo zio ferroviere, e la golena. Ha solo un cruccio, il padre "rivoluzionario" morto in Spagna che non gli ha lasciato nemmeno il cognome. E un mistero da svelare: chi è veramente il Turco, pescatore, padre di Nicola, che pare nascondere un passato ben più interessante della sua vita attuale? La guerra in cui è coinvolta l'Italia appare una faccenda che non li riguarda, da leggere sui giornali. Poi la guerra avanza con la sua dirompente violenza e Nello cresce misurandosi col liceo a Ferrara e le leggi razziali, l'innamoramento per Bechi e l'invasione tedesca, gli espedienti della piccola comunità per sopravvivere alla miseria e i bombardamenti alleati. Un romanzo che racconta la grande Storia intrecciata alla quotidianità, fatta di piccoli eroismi e vigliaccherie, opportunismi e intraprendenza: la coerenza del Turco con le proprie scelte e la tenacia dello zio ferroviere che non abbandona mai il suo posto di lavoro, l'ambiguo casellante Remo e le capacità imprenditoriali della mamma di Nello, pronta a trasformare le donne di golena in provette pescatrici di storioni e a risollevare l'economia del paese.
E ancora il parroco che suona l'armonium su una barca in mezzo al Po per rendere più proficua la pesca, Bechi che si difende dall'orrore della guerra smettendo di parlare, Nicola che spera di sognare il cavallo bianco perché significa che pescherà lo storione della sua vita. Su tutti aleggia il ricordo della signora del caviale, elegante figura del passato felice di Nello: prima che la guerra travolgesse ogni cosa, con le uova di storione produceva l'ottimo caviale del Po e dava di che vivere alla comunità di pescatori.
La scrittura di Michele Marziani, intensa e delicata allo stesso tempo, ci accompagna lungo questa storia che conquista e coinvolge, tra un sorriso e un groppo in gola.

lunedì 1 febbraio 2010

Scrigno: votate i racconti finalisti del concorso

Sono on line i dieci racconti finalisti selezionati dalla giuria di Scrigno per il concorso che la rivista letteraria on line ha lanciato qualche tempo fa. Se volete leggerli e votarli andate qui.