venerdì 26 agosto 2011

Un peso sul petto di Vittoria A.

Dopo le scombinate memorie familiari di Dannati Danni, Vittoria A. torna in libreria, stavolta con un noir ambientato ad Edimburgo. La capitale della Scozia è teatro di un duplice omicidio dai risvolti inquietanti: due donne dell'alta borghesia sono state uccise con lo stesso "stile" utilizzato due secoli fa dagli assassini seriali Burke e Hare, che non lasciavano segni sulle vittime perchè intendevano venderne i cadaveri alla scienza.
Possibile che un nuovo serial killer si ispiri agli antichi "delitti del Burking"? Se lo
chiedono l’ispettore Robertson e i suoi collaboratori che dopo una serrata indagine
credono di avere trovato un movente. Ma il rinvenimento di un nuovo cadavere nel fiume, un uomo stavolta, manda all'aria tutte le supposizioni e complica l'indagine.
Un noir avvincente, ironico, con trovate originali e  molto ritmo. In realtà Un peso sul petto è molto di più perchè Vittoria lo utilizza come pretesto per raccontare solitudini incolmabili, adolescenze segnate dall'assenza di amore e che a loro volta segneranno per sempre, la disperata ricerca della perfezione come tentativo di riscatto. C'è chi per cancellare il dolore che ha dentro si rifugia nelle droghe e chi crede di eliminarne in segni con la chirurgia plastica, ma non c'è scampo.
Con la sua scrittura fresca, divertente, garbata Vittoria racconta turpi delitti e drammi interiori e dimostra che anche la leggerezza, nella sua accezione positiva, intesa come stile narrativo misurato, che non ha bisogno di esagerare i toni e calcare la mano sul tragico, può efficacemente descrivere  il dolore e lo smarrimento di coloro che non trovano il proprio posto nel mondo.

"Perché anche la perfezione, pensava, non era che una raffinatissima forma di annullamento, eliminava l'individualità, l'unicità della persona. "

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