giovedì 8 settembre 2011

Rapsodia su un solo tema di Claudio Morandini

Seconda metà degli anni '90: il giovane e talentuoso compositore statunitense Ethan Prescott decide di scrivere un saggio dedicato al maestro Rafail Dvoinikov, che Ethan ammira grandemente e di cui si considera discepolo. Intraprende così una serie di viaggi in Russia durante i quali raccoglie in una lunga intervista le memorie dell'anziano compositore un tempo famoso ma ormai quasi dimenticato. Attraverso i ricordi dell'uomo, che è riuscito a conservare intatti i propri sogni e la propria libertà anche durante il duro periodo del regime, Ethan riesce a comprendere e compenetrare maggiormente la musica di Dvoinikov ma impara anche qualche cosa di più sulla Storia e sull'animo umano.
Il ritmo narrativo è assai vario, perchè oltre alla consueta voce narrante vanno a comporre la storia stralci del saggio che Ethan sta scrivendo, pagine di diario, verbali di interrogatori, trascrizioni da un pamphlet settecentesco; è il ritmo della musica di cui si parla costantemente, musica jazz o d'avanguardia, hip hop o classica. Ma la scena non è tutta del maestro russo, c'è spazio anche per conoscere meglio Ethan, la sua evoluzione artistica e personale, la sua personale visione della musica e dell'amore. Il romanzo avrebbe già un notevole valore così, ricco com'è di una vicenda avvincente e di una scrittura coinvolgente. Perchè mentre leggi ti dimentichi che è tutto inventato, mentre ti verrebbe da cercare su Wikipedia Rafail Dvoinikov per approfondire la conoscenza del compositore, e su Youtube i suoi brani più celebri per ascoltarli. Eh già perchè Claudio Morandini è stato maestro non solo a immaginare una vicenda e a raccontarla bene, ma anche a costruire un'invenzione talmente precisa e dettegliata da sembrare reale. Così alla Storia vera, documentata, si intrecciano la vicenda romanzesca e una dimensione parallela ma assolutamente plausibile andando a comporre, proprio come in uno spartito per orchestra, un'armoniosa sinfonia.

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