mercoledì 29 giugno 2011

Guest post: Basta il pensiero di Marta Casarini

Riporto qui una riflessione di Marta Casarini (autrice di Nina Nihil giù per terra) che affronta col suo stile ironico e incisivo il tema del riconoscimento, anche economico, del lavoro dello scrittore.

Quando si lavora con gente perbene, che anche se fa l'artista è perbene, e ti paga, e reputa il tuo scrivere non solo un divertimento, un hobby, una perdita di tempo, ma addirittura un lavoro che va retribuito, e sostiene che andare a leggere a voce alta le tue cose non sia solo "un modo per farti conoscere che sei giovane" (sotto sotto intendendo "e ringrazia pure che ti do lo spazio aggratis"), ma addirittura pensa che sia giusto darti un contributo per l'impegno, il tempo, la voce, il viaggio -per quanto breve- in termini di denaro e cibo, affetto e vino, ecco, quando si lavora con gente così poi uno, che faccia l'artista o il muratore, torna a casa che si sente felice.
Io non chiedo mai soldi. Nemmeno la cena pagata, o il rimborso per le spese di viaggio.
Spesso mi chiedono se a fare i reading, e le presentazioni, io guadagni qualcosa.
Sì.
Guadagno complimenti, giornate in posti che prima non conoscevo, chiacchiere, il misto di sensazioni che regala l'avere lo stomaco chiuso con una molletta da bucato, un po' di sano imbarazzo e, come dice la gente che organizza tali eventi, "visibilità".
Se presento il mio libro, vendo qualche copia.
E stop. E va bene.
E quando ieri, che non ho presentato il mio libro, ma ho letto dei racconti scritti apposta che parlassero di autobus, di me sugli autobus, e li ho letti a dei bambini e ai loro genitori seduti con me su un autobus, e ho guadagnato complimenti, una giornata in un posto che prima non conoscevo, chiacchiere, il misto di sensazioni che regala lo stomaco chiuso con una molletta da bucato, un po' di sano imbarazzo, visibilità, ottima insalata di pasta e vino a volontà E qualche decina di euro, ecco, beh, mi son sentita riconosciuta più del solito.
Il valore di una persona non si riconosce con il denaro.
Forse nemmeno quello del lavoro. Ma quello della fatica sì.
Ed è lavoro - per quanto si possa credere il contrario- scrivere, presentarsi a delle prove, animare una lettura. E' lavoro pensare, se il tuo pensiero è a servizio degli altri, ed è lavoro e tempo e fatica prepararsi a un reading, a una presentazione, a una serata che non implichi il grattarsi la pancia con gli amici sul divano.
Il poeta Alberto Masala dice: "Io o non mi faccio pagare, o mi faccio pagare tantissimo", ed è un concetto che abbraccio anch'io. O ci si rende conto che la situazione è tale da non poter chiedere né rimborsi né altro (serate di beneficenza, scuole, volontariato, presentazioni di libri in cui comunque guadagneresti qualcosa dalle vendite, manifestazioni per la cultura a cui tieni particolarmente e chissenefrega se ti pagano o no), oppure bisognerebbe pretendere un riconoscimento in denaro del proprio lavoro.
Il punto è: bisognerebbe poter scegliere.
Bisognerebbe poter fare come Masala e dire: no, per questa volta non voglio niente.
Bisognerebbe poter decidere di regalare il proprio tempo, il proprio pensiero, il proprio lavoro a chi vuoi tu, e non a tutti, indiscriminatamente.
Ecco, io ieri sera a quei bambini e ai loro genitori, al teatro DOM, al Teatrobus, alla serata che è stata, il mio lavoro l'avrei regalato volentieri. E invece mi hanno pagata.
Non importa se fosse stato in soldi, in cibo, in buoni per un giro sulla ruota del luna park: il mio lavoro è stato riconosciuto come di valore, come è, perché non è possibile considerare di valore solo il lavoro puramente manuale, o con risultati fatturabili; non si può considerare di poco conto il lavoro del pensiero, dell'artista, come fosse un divertissement del quale poter anche fare a meno, da mettere in secondo piano rispetto al lavoro dell'autista, dell'elettricista, dell'insegnante, del notaio. Grazie a persone come la Compagnia Laminarie, che gestisce il DOM, il lavoro degli artisti- anche di quelli che non vanno in televisione!- è considerato importante, degno di una retribuzione e di innumerevoli piatti di ottima pasta.
(Il ministro della cultura del governo Berlusconi Sandro Bondi ha detto: "Con la cultura non si mangia".
E il comico e attore Paolo Rossi ha degnamente replicato: "Beh a onor del vero, io qualche panino me lo son fatto".)

venerdì 24 giugno 2011

Roberta Giacometti presenta Dentro Fuori al Caffè Letterario Quinò

Racconta una realtà che a lungo è stata una delle anime della nostra città, i manicomi, il libro Dentro Fuori (Bacchilega Editore) che Roberta Giacometti, coadiuvata dalla lettura di Marina Mazzolani, presenterà sabato 25 giugno al Caffè Letterario Quinò di Imola (Via Emilia 194) alle 18.30.
Qui potete leggere la mia recensione al libro.

lunedì 13 giugno 2011

Caterina Cavina al Quinò

Sabato 18 giugno alle 18.30 Caterina Cavina presenterà al Caffè Letterario Quinò di Imola (Via Emilia 194) il suo secondo romanzo La Merla (Baldini Castoldi Dalai, 2010), gotico, tragico, ma che ironizza sugli abitanti della "bassa". Un libro duro, che sorprende con inattesi cenni poetici, da leggere su vari livelli, come già Caterina ci ha abituato col primo romanzo. Una storia in cui le protagoniste sono le donne, in tutte le declinazioni possibili, e tutto il bene e tutto il male che attorno alle donne orbita oggi come 100 anni fa, perchè in fondo poco è cambiato, come i panorami della "bassa". "Ci sono posti dove gli orizzonti sono più vasti, ma nella Bassa è difficile immaginarlo. Acqua, terra e cielo, questo siamo."

sabato 11 giugno 2011

Promemoria...

Nuovi media, nuovo teatro di Anna Maria Monteverdi

Ospito oggi un articolo di Paola Settimini, dedicato ad una nuova pubblicazione rivolta agli addetti ai lavori dell'ambiente teatrale e dei nuovi media, ma interessante anche per coloro che seguono queste due forme di espressione.

E' uscito in questi giorni il volume “Nuovi media, nuovo teatro” della spezzina Anna Maria Monteverdi, critico e studioso di teatro contemporaneo, pubblicato dalla casa editrice FrancoAngeli (collana Cultura e Media diretta da Giovanni Boccia Artieri, Presidente del corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell'Università di Urbino), con un saggio introduttivo di Oliviero Ponte di Pino.
Il libro percorre le più fruttuose sperimentazioni tecnoteatrali italiane ed internazionali (Studio Azzurro, Motus, Robert Lepage) e le linee teoriche più avanzate relative ai media studies. Contiene anche alcune interviste ai protagonisti della scena digitale mondiale.
«Nuovi media, nuovo teatro è un libro bello e importante. E' bello perché in ogni pagina si avvertono la competenza e la passione. Ed è importante perché getta nuova luce su alcune questioni che hanno
attraversato il teatro del Novecento e continuano a riproporsi ancora oggi, con un'urgenza ancora maggiore, in un panorama mediatico e artistico profondamente trasformato dalla convergenza digitale e
dall'avvento di Internet» (dall'introduzione di Oliviero Ponte di Pino).
Anna Maria Monteverdi, esperta di Digital Performance, insegna Digital Video all'Accademia di Brera-Scuola di Nuove Tecnologie dell'Arte e Forme dello Spettacolo Multimediale al Dams di Genova. Ha pubblicato
la prima monografia assoluta su Robert Lepage (Il teatro di R. Lepage, BFS, 2004); con Andrea Balzola è autrice del volume Le arti multimediali digitali (Garzanti, tre edizioni più e-book) e Storie mandaliche (Nistri Lischi, 2004). Con Oliviero Ponte di Pino ha fondato il web magazine Ateatro.it, curando la sezione Teatro e Nuovi Media. Ha collaborato all’Encyclomedia di Umberto Eco curando la voce “Teatro Multimediale”.  Organizzatrice di manifestazioni video e Festival di arti elettroniche, è stata production manager per i
videomaker Masbedo e per il gruppo tecnoteatrale Xlabfactory. Ha lavorato per la Marina Militare Italiana per la realizzazione della mostra multimediale Ars Genius sui 140 anni della Fondazione dell'Arsenale Militare della Spezia e per il Comune di Lerici per la manifestazione sui 150 anni dell'Unità d'Italia.

venerdì 3 giugno 2011

Turno di notte

Torna per la terza edizione, in una nuova e suggestiva cornice, Turno di notte, il concorso letterario di Officine Wort.
Chi vorrà essere fisicamente presente potrà trovarsi con gli altri partecipanti sabato 9 luglio 2011, alle ore 21.30 (ma se arrivate prima ci scappa una bottiglia di vino e qualche chiacchiera) presso l'Azienda Vitivinicola Gandolfi (Via Loreta Berlina 1/2 Dozza Imolese - Bo ) mentre tutti quelli che non riusciranno ad essere presenti di persona, potranno partecipare  scrivendo in contemporanea dal luogo in cui si trovano.
I racconti dovranno essere sviluppati da un incipit appositamente scritto anche quest'anno da Gianluca Morozzi, che verrà comunicato verbalmente ai presenti alle ore 22.00 del 09/07/2011 e contemporaneamente diffuso in rete sul sito del concorso www.officinewort.it. Gli elaborati dovranno essere consegnati o inviati a mezzo e-mail entro le ore 5:00 del 10/07/2011.
Il racconto primo classificato verrà pubblicato sul settimanale imolese Sabato Sera e sul sito di Officine Wort assieme al secondo e al terzo classificato oltre che sui siti web collegati. Per i vincitori, attestato, libri e prodotti tipici offerti dall'Azienda Vitivinicola Gandolfi.
Gli autori dei primi tre racconti classificati verranno avvisati a mezzo mail almeno tre giorni prima della premiazione. I racconti verranno letti da attori nel corso della cerimonia di proclamazione dei vincitori il giorno 23/07/2011 alle ore 18:00 cui parteciperà anche lo scrittore Gianluca Morozzi autore dell'incipit. Seguirà grigliata e vino per tutti.
Qui trovate il regolamento dettagliato