sabato 29 dicembre 2012

Agente Letterario 3.0

Tra una fetta di panettone e un calice di spumante è uscito un libretto, Agente Letteario 3.0,  a cui tengo molto perchè esprime l'essenza del mio lavoro, la mia filosofia professionale, e ritengo possa essere utile per i non addetti ai lavori che si vogliono fare un'idea di come "gira" il mondo dell'editoria oggi. 

L'ebook, pubblicato nella collana Social Media Landscapes di Errant Editions, al momento è acquistabile in formato pdf qui e in formato mobi nel Kindle Store di Amazon. Prossimamente sarà scaricabile anche nei principali book store italiani.

Ecco cosa ne scrive nella quarta di copertina Angelo Ricci, direttore della collana Social media Landscapes.

Mutazioni che dal web si riverberano ormai da tempo nell’editoria attraverso un feedback infinito. Editoria digitale, ebook, self publishing, social network, litblog e scritture condivise sono le nuove frontiere della narrazione. Editori, scrittori e tutte le altre figure della filiera editoriale devono affrontare queste sfide in modo professionale.
Carla Casazza, titolare dell’agenzia letteraria Carta e calamaio racconta in questa nuova uscita dei Social Media Landscapes di Errant Editions il nuovo ruolo dell’agente letterario. Un agente letterario 3.0 appunto, che deve sapere fondere l’antica sapienza di un Erich Linder, il primo agente letterario italiano, con le posizioni innovative di un Andrew Wylie, che ha saputo sfidare i colossi dell’editoria americana.

venerdì 21 dicembre 2012

Auguri di Buone Feste!


Qual'è lo scopo del Natale?
[...]  riempirmi gli occhi di tutto ciò che è bello e normalmente trascuro, aprirmi a qualcosa di altro, "oltrepassare", almeno solo nel pensiero e forse solo per un istante, la normalità, i limiti e la finitezza della mia vita.
(Wilhelm Schmid, L'arte dell'equilibrio)

giovedì 20 dicembre 2012

Padania Blues di Angelo Ricci

Ci sono tutta la malinconia e la rabbia trattenuta del blues in questi 41 racconti che Angelo Ricci ha scritto nell'arco di una decina d'anni ed ora Eumeswil ha raccolto in Padania Blues.
Storie a volte molto brevi, che si dipanano in poche manciate di periodi ma riescono ugualmente a rendere le tante sfumature che caratterizzano la grande pianura e la sua gente.
Quel fondo di tristezza amara che nemmeno il sole a picco delle estati implacabili senza alberi sotto cui rifugiarsi riesce a sciogliere, ma anche il filo di ironia e una strana poetica latente che sopravvivono persino alla nebbia ghiacciata che ti penetra nelle ossa. Altre cercano scenari diversi, lontani, ma l'odore del riso riesce a raggiungerti sempre, dappertutto.
Storie contemporanee oppure che tornano indietro nel tempo, ad un passato prossimo o antico, a volte umanissime, altre cattive e dure, altre un po' irreali oppure di una innocenza che sorprende.
Le lega il ritmo di una scrittura nitida, senza fronzoli, che si discosta da quella incalzante e ossessiva già apprezzata dai lettori nel romanzo Notte di nebbia in pianura o quella divulgativa e più colloquiale degli ultimi manuali in ebook (Pinterest è un sogno? e Viva Tumblr!, pubblicati da Errant Editions) che stanno avendo grande successo negli store nazionali.
Una raccolta di racconti che può essere centellinata oppure letta tutto d'un fiato come fosse un insolito romanzo corale che racconta della grande pianura a ritmo di blues.

mercoledì 19 dicembre 2012

L'armadio dei vestiti dimenticati di Riikka Pulkkinen

" Le relazioni umane sono come boschi fitti. O forse le persone stesse sono boschi, nei quali si aprono nuovi sentieri, a ritmo serrato; sentieri destinati a restare ignoti a molti, che si manifestano per caso a coloro che si trovano a passare in quel momento."

Come spesso accade il titolo italiano di questo romanzo nulla ha a che fare con quello originale che è "Totta" cioè "verità". E nemmeno la quarta di copertina da un'idea sincera di ciò che si leggerà: ci si immagina una sorta di giallo familiare e invece si scopre una storia introspettiva e intessuta di spunti di riflessione sulla malattia, la vecchiaia, la morte, il tradimento, gli affetti familiari e le dinamiche a volte contorte con cui affrontiamo il dolore e la perdita.
Confesso che credevo di intraprendere la classica lettura poco impegnativa da fine settimana durante la quale rilassarmi e spegnere la mente, mentre ho avuto la sorpresa di trovarmi davanti un libro lieve e denso allo stesso tempo, pervaso dalle atmosfere nordiche e dalla poesia malinconica dei finlandesi. Ma anche di una saggezza semplice che sorprende quando si scopre che Riikka Pulkkinen, autrice de L'armadio dei vestiti dimenticati, non ha nemmeno 30 anni.
Sono uno di quei lettori che amano la storia in sè per sè, se coinvolge e suscita emozioni, ma mi faccio anche intrappolare dalle parole, e trascrivo le frasi in cui i miei occhi restano impigliati durante la lettura. Frasi che mi smuovono qualcosa dentro o che esprimono pensieri latenti ancora in cerca di parole, oppure ancora che fanno vibrare qualche corda nascosta. Ecco, di questo libro sono diverse le frasi che ho trascritto. Come quella che apre la recensione, oppure il periodo seguente:
"Avevo già dimenticato la fiducia che accomuna tutti i bambini, perchè è l'unica cosa che conoscono: la certezza acquisita dalla nascita che tutto andrà bene. A un certo punto della vita la perderanno per un istante, è inevitabile. I fortunati la recupereranno. Ci saranno persone che li prenderanno tra le braccia sotto la coperta, in una camera da letto, tenderanno loro le mani al di sotto del tavolo, e insieme a loro impareranno di nuovo ciò che hanno inevitabilmente perduto quando hanno smarrito l'infanzia."
Unica nota un pò "stonata" il finale troppo vago che lascia in sospeso alcune domande. Così, mentre fino ad alcune pagine prima la storia era stata ricca di dettagli e quindi vivida e coinvolgente, proprio negli ultimi paragrafi diventa nebulosa facendo smarrire i contorni di Anna, una delle voci narranti: pare che sia lì lì per svelarci finalmente la natura del suo tormento e invece resta tutto sospeso nei versi di una filastrocca.
Ma curiosità insoddisfatta a parte, il romanzo vale la pena di essere letto.

martedì 18 dicembre 2012

Scritto sull'acqua: gli store dove acquistarlo

Rispondo alla domanda di un amico ed elenco qui di seguito gli store dov'è possibile acquistare il mio ebook Scritto sull'acqua

MediaWorld
Ultima Books
KoboBooks
Amazon Kindle Store
Libreria Rizzoli
Cubolibri

LaFeltrinelli
Bookrepublic
Ebookizzati
Libreria Universitaria
DEAStore
Ebook.it
The First Club
Ebookvanilla
Libreria Fai da Te
Libramente
Ecstore
MrEbook
Webster
Omnia Buk
Excalibooks





  
   
   
   
     


   

  

 
   

  
   

      
     

   
  
 
   

lunedì 17 dicembre 2012

"Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo"
(Gianni Rodari)

venerdì 30 novembre 2012

Scritto sull'acqua: recensioni e offerta natalizia

Un po' di autocompiacimento ogni tanto fa bene, quindi ecco alcune delle belle recensioni anobiane che ho avuto alla mia mini raccolta di racconti Scritto sull'acqua che è ora disponibile in ebook ad appena 0.99 centesimi. Perchè un costo così basso? La raccolta è breve, un assaggio delle mie scritture, e mi piace pensare che con un prezzo così basso tutti possano permettersi di leggere le mie storie.

Sei brevi racconti che si differenziano non solo per stile ma anche per ambientazione, ben scritti, garbati e piacevoli da leggere.
Li considero delle prove tecniche di trasmissione, per cui dico solo questo a Carla: - «Ok, i colori vanno bene e sono sintonizzata: quando inizia il programma?» :-)
Piperitapitta

Un libro brevissimo per sei storie diverse per genere e ambientazione, che risultano però tutte ugualmente emozionanti. L'autrice dimostra, infatti, una notevole bravura nel tratteggiare, con semplicità e senza troppi fronzoli, gli elementi essenziali per dar vita a racconti completi e originali.
Da un amore felice a uno tragico, da una storia quasi horror a una sospesa tra sogno e realtà, la Casazza ci mostra sei ritagli di vita, riuscendo a descrivere con precisione, nonostante la brevità delle trame, pensieri ed emozioni dei protagonisti.
La paura di Rossana e la serenità di Lorenzo dopo una scelta difficile, i sentimenti un po' confusi di Emma e Matilde e i timori di Michel, ogni stato d'animo è perfettamente percepibile dal lettore.
Davvero molto carino, un libro che si divora in un soffio. Non resta che sperare che l'autrice ci regali presto dell'altro.
Sharmas

Il libro si compone di sei racconti scritti molto bene. Si leggono velocemente e facilmente, sono molto coinvolgenti e diversi per argomento e genere letterario. Appena ne ho terminato uno, ho desiderato subito proseguire la lettura, dedicandomi al racconto successivo. Il formato del libro, il carattere di scrittura e l'interlinea contribuiscono alla piacevolezza della lettura.
Tra tutti il mio preferito è stato "Fulgida stella" per il tema gotico e il richiamo romantico.
Carla con i suoi racconti fin dalle prime righe affascina il lettore, perciò la invito a cimentarsi ancora nella scrittura, magari di un'opera più ampia rispetto ai racconti.
katerina

Racconti brevi, colmi di poesia.
A parte l'ultimo che è decisamente noir, gli altri racconti mi hanno emozionata, alcuni mi hanno dato i brividi per i profondi sentimenti espressi.
L'autrice in poche righe riesce ad esprimere davvero tanto.
Sheila

Carla Casazza non ha “scritto sull'acqua”: il suo libricino vale più oro di quel che pesa e resta nel cuore molto più tempo di quello necessario per leggerlo: brevi istantanee di vita, che catturano storie in sé concluse, giocate tutte sull'immediatezza percettiva e l'allusione che folgora.
Benedetta Colella

Racconti liberi e senza fronzoli, veloci da leggere e che proiettano in vari luoghi, in differenti situazioni, dalla poesia, alla paura, alla suspence dell'ultimo racconto.
Ma questo libro della Casazza è solo un piccolo assaggio.
Debnik85

Un titolo perfetto per un piccolo libro che ha in sé dimensioni reali e immaginifiche, oniriche e paranormali. Mi è piaciuto l'uso speciale di questi diversi piani narrativi, la semplicità con cui la quotidianità si scontra con il mistero di ciò che non si conosce e non può essere spiegato. Brevi racconti non banali, che si leggono d'un fiato.
Vera Demes

giovedì 29 novembre 2012

Bucarest

La settimana scorsa, assieme alla mia socia, ho partecipato al Gaudeamus International Book Fair di Bucarest e ho avuto occasione anche di fare un breve visita alla città.
Ecco qui un po' di foto scattate dalla mia socia col cellulare (niente male no?)




























lunedì 26 novembre 2012

Bologna a modo nostro: presentazione del libro

Sabato 1 dicembre, ore 18, alla Libreria Trame
di Bologna (via Goito, n.3) sarà presentato il libro Bologna a modo nostro. Trame, percorsi, emozioni a cura di Maria Beatrice Masella e Alba Piolanti con scritti di Alessandra Bartucca, Roberta Brintazzoli, Sivia Brizio, Teresa Buzzi, Enrica Cameruccio, Paola Elia Cimatti, Alessandra Della Fonte, Leila Falà, Paola Fasano, Alessandra Galeotti, Serenella Gatti Linares, Nicoletta Maldini, Maria Elisabetta Mancini, Cristina Orlandi,
Graziella Pagani, Maria Paoloni, Lorena Scagliarini, Roberta Zioni.
Il libro corona un progetto di scrittura realizzato fra il 2011 e il 2012 nella libreria Trame e ospita i
racconti delle 18 donne partecipanti al Laboratorio sul loro incontro con la città. Non una guida
tradizionale, ma sguardi al femminile su luoghi e situazioni del vivere comune illustrati da scatti
originali

giovedì 25 ottobre 2012

Silenziosamente al mattino spicca il tuo volo di Enrica M. Corradini

In un'epoca non ben precisata che assomiglia molto al nostro XXI secolo, l'umanità attende l'inesorabile fine del pianeta: un enorme asteroide travolgerà la Terra nel giro di pochi mesi. Grandi pannelli con il conto alla rivescia sono disseminati per le città, sinistro memento alla prossimità dell'impatto distruttivo. C'è chi vive l'attesa con rassegnazione, chi con filosofico distacco, chi si affanna a cercare una via di fuga. Per il giovane Giorgio, però, la disgrazia incombente è un'altra: la quotidiana convivenza con un padre violento e una madre succube del coniuge che gli avvelenano la vita. Così prende una decisione: andarsene di casa, cercare un lavoro qualsiasi che gli permetta di terminare l'ultimo anno delle superiori e dare una svolta alla propria esistenza, anche se pare che - a causa dell'asteroide - non durerà a lungo. Con uno stratagemma riesce a lasciare casa sua e fare perdere le proprie tracce ai genitori. E grazie ad un colpo di fortuna trova contemporaneamente un lavoro come dog sitter e un tetto sulla testa: viene infatti accolto come un figlio a casa delle stravaganti signorine Gina e Tina Baldi e del loro ancor più stravagante e vecchissimo padre. Tra una vicenda surreale e l'altra, Giorgio incontra la stralunata Viola - che porta nell'anima i segni di un rapporto sbagliato con la propria madre - scopre cosa significa realmente vivere in una famiglia, impara il valore dell'amicizia e riprende finalmente a respirare, a vivere l'adolescenza serena che fino ad allora gli era stata negata. Ma l'arrivo dell'asteroide si fa sempre più prossimo e occorre
capire da che parte stare: coi rassegnati, i gaudenti o coloro che non si arrendono al destino.
Enrica M. Corradini racconta una storia dolce-amara, a tratti intensa, a tratti divertente, con un tocco di surreale svagatezza che la rende magica e speciale. Che insegna a sdrammatizzare, a sorridere pure quando ci si sente impotenti di fronte ad eventi più grandi di noi. Perchè prendere la vita con ironia e alimentare con levità i nostri sogni credendoci fino in fondo sono le uniche armi che abbiamo per sopravvivere ad un mondo
sempre più folle che si sta precipitando a rotta di collo verso la deflagrazione finale. E anche negli ultimi istanti, quando ormai pare tutto perduto, è il nostro sogno, la fiammella che continua ad ardere nel cuore, che potrebbe dar vita ad un nuovo inizio.
Piccola postilla per i più curiosi: il titolo suggestivo "Silenziosamente al mattino spicca il tuo volo" , come spiega l'autrice qui, è un principio espresso nell'antico Libro del Sigillo del Cuore.

martedì 23 ottobre 2012

Tutto torna

Adesso so che non esistono cose che non vanno.
Le cose tutte, anche quelle che si tengono in pugno, vanno come devono andare.
Il problema è imparare ad aprire le mani.


(Giulia Carcasi - Tutto torna)

mercoledì 17 ottobre 2012

Un par de copioni! Concorso per plagiatori

Segnalo un nuovo concorso originale e un po' folle partorito dalla mente fantasiosa e delirante di Gelo Stellato.
Il concorso si intitola Un par del copioni! ed è rivolto ai...plagiatori.
Potete leggere regolamento e informazioni qui.

martedì 16 ottobre 2012

La Passione per il Delitto: festival di narrativa poliziesca

Undicesima edizione per il festival di narrativa poliziesca La Passione per il Delitto che cambia sede e formula proponendo una due giorni no stop – sabato 20 e domenica 21 ottobre - di incontri letterari, aperitivi con l’autore, laboratori per bambini, corsi di scrittura creativa, nel centro espositivo e congressuale LarioFiere di Erba.
Apre l’edizione 2012, sabato 20 ottobre alle ore 12, l'incontro con Carlos Salem che presenta il suo ultimo romanzo Nuda è la morte e Esmahan Aykol con Divorzio alla turca presentati da Luca Crovi. Alle 15 Dominique Manotti presenterà il suo romanzo Doa - L’onorata società, vincitore del Premio Letterario francese “Grand Prix de Litterature policiere”. Mentre Massimo Gardella, autore de Il male quotidiano, sarà intervistato alle 16 da Cecilia Scerbanenco. Rosa Mogliasso, con Chiara Beretta Mazzotta, presenterà il suo ultimo romanzo - in uscita il 18 ottobre - La felicità è un muscolo volontario. Chiuderà la giornata l’incontro con Giuseppina Torregrossa, autrice di  Panza e prisenza, intervistata da Nicoletta Sipos.
La giornata di domenica 21 ottobre vede, in apertura alle ore 12, Valerio Varesi, autore del famoso commissario Soneri, in una conversazione a tutto campo, tra narrativa, poliziesco, fiction e tv. Alle 13, incontro doppio con Stefano Piedimonte che presenta Nel nome dello zio e l’autore e Salvatore Piscicelli con Vita segreta di Maria Capasso.
Alle 15 Massimo Carlotto, intervistato dalla scrittrice Elisabetta Bucciarelli, presenterà Respiro corto. Seguiranno Piergiorgio Pulixi con Una brutta storia e Roberto Riccardi con Undercover. Niente è come sembra, romanzo presentato in anteprima a La passione per il delitto. Nell’incontro successivo, intervistato dal giornalista Mauro Migliavada, l’autore Patrick Fogli parla del suo ultimo noir La puntualità del destino.
Chiuderà l’undicesima edizione l’incontro con aperitivo con il giornalistae scrittore Piero Colaprico presentato dall’organizzatrice del festival Paola Pioppi.
Importante novità di questa undicesima edizione, è inoltre l’allestimento di una fiera della piccola e media editoria, organizzata dal polo fieristico Lariofiere, alla quale hanno aderito una trentina di case editrici, alcune delle quali arriveranno a Erba con novità in catalogo.
Per il programma completo www.lapassioneperildelitto.it

giovedì 27 settembre 2012

La musica in testa - Giovanni Allevi

Lo ammetto: è un libro buonista. E allora? Riconcilia con la negatività che ci circonda quotidianamente leggere che qualcuno inseguendo la sua passione e il suo sogno ce l'ha fatta.
Perchè ci ha creduto con tutto sè stesso e non ha avuto paura di affrontare gavetta, ostacoli, anni di duro studio.
Sono d'accordo che da un certo momento della sua carriera in poi un buon lavoro di promozione alle spalle ha permesso a Giovanni Allevi di superare quel piccolo (o grande) scalino che fa la differenza tra un bravo artista e una star, ma tutto il resto - passione, sacrificio, impegno, tenacia, talento - ce li ha messi lui.

venerdì 14 settembre 2012

Intervista ad Alberto Schiavone autore di La libreria dell'armadillo

Classe 1980, Alberto Schiavone ha pubblicato il suo primo romanzo nel 2009 con una piccola casa editrice. Ma ha subito fatto il salto di qualità e quest'anno è uscito con Rizzoli il suo secondo libro, "La libreria dell'armadillo". In questa intervista, che mi ha rilasciato per la rubrica First Circle di Bookavenue, con ironia e sincerità racconta il suo percorso come autore.

Hai esordito con "La mischia" edito da Cult che ha avuto buoni apprezzamenti. Poi il salto di qualità e l'uscita de "La libreria dell'armadillo" con Rizzoli. Fortuna? Perseverenza? Oltre all'innegabile qualità del romanzo, ovviamente. Ci racconti come hai fatto... a farcela?

Il mio primo romanzo è uscito nel 2009, accolto bene dalla critica e benino dal pubblico, per le ovvie difficoltà che un piccolo editore incontra nell'essere presente tra gli scaffali. Nel frattempo ho chiuso la mia libreria a Bologna e partendo da quell'esperienza ho scritto in poco tempo un romanzo. Poi l'ho messo in giro, e Rizzoli è stato il primo editore a fare una proposta seria. Quella sera, e non è stata la sola, mi sono ubriacato. Nel frattempo ho cambiato lavoro, pur rimanendo nell'ambito dei libri, e forse questo disincanto rispetto al mestiere dello scrittore mi ha permesso di arrivare all'uscita in libreria con ancora qualche amico di fianco, senza impazzire del tutto. Poi li ho persi tutti. È stato in effetti il vero e proprio salto tra i professionisti. E a distanza di quattro mesi dall'uscita posso dire che è stato un salto ben riuscito, con tutto ciò che può comportare l'affidarsi alle ampie cilindrate di un macchinone come RCS. Insomma fortuna, bravura, alcol. Come al solito.

Fumettista, traduttore, libraio. Che altro ancora? Oltre a scrivere hai sempre orbitato nella scia di libri, letteratura, narrazione. Un'attrazione fatale?

Per mantenermi gli studi ho iniziato a fare il cameriere, ma non saltuario, facevo proprio le quaranta ore canoniche, di sera. E di giorno studiavo storia dell'arte. Lì, lontano dalla retorica, ho imparato moltissimo sulle persone. Ed è un'esperienza, quella del cameriere, che ho ripetuto anni dopo, per esigenze economiche, a Rimini per un'intera stagione estiva di sei mesi, che è come avere fatto il militare, se non peggio. Insomma ho fatto poca vita universitaria, pur laureandomi in tempo e persino studiando. Per quanto riguarda i libri, nel 2001 ho lasciato un curriculum in una libreria di remainders, l'indomani mi hanno chiamato, e da lì è iniziato tutto.

Quando hai deciso che "da grande" avresti fatto lo scrittore?

Ho sempre letto e scritto bene. Da studente facevo i temi subito in bella copia e li consegnavo in breve tempo ai professori, uscendo di classe spocchioso. Sbagliavo, ovviamente. Ma a quell'età non si può essere seri. Ciò detto, con l'avvento della ragione, e soprattutto delle buone letture, ho continuato a chinare il capo sulla tastiera. Sbagliando spesso, certo. Buttando via tantissimo. Ma producendo anche buon materiale. Ho vinto qualche concorso di racconti, ho avuto la mia fase kafkiana fatta di racconti “strani”, ho avuto rifiuti, silenzi imbarazzati, delusioni, invidie. Soprattutto mie. Poi è uscito “La mischia” e nel frattempo ho provato a diventare un uomo e poi uno scrittore decente. Non so il successo dell’operazione, ma “La libreria dell'armadillo” credo sia un passo ulteriore in quella direzione.

Stai lavorando a un nuovo progetto?

Uno scrittore non smette mai di lavorare, giusto? E un poco è così, in effetti. Lontano però dallo stereotipo errato dello scrittore romantico, tanto tanto sensibile, devo dire che ho sempre in saccoccia più di un progetto. Al momento, visto che non c'è la fila fuori dalla porta per accaparrarsi tutte le mie opere e farne un meridiano, sto lavorando a uno in particolare, un romanzo. I toni saranno più simili a quelli de “La mischia”, perché il reale è grottesco, non consolatorio. Però nel frattempo ho fatto mie alcune corde della commedia, spero della commedia fatta bene, e questo vorrei riversare nel nuovo romanzo. Stiamo a vedere cosa succede. Se e quando e come uscirà in libreria.

Se un esordiente ti chiedesse un consiglio prezioso, uno solo, che gli diresti?

Solo uno? Spendi una moneta e fatti un giro intero su una linea qualsiasi di autobus. Lì ci sono tutte le storie di cui hai bisogno. Se in quel giro non ti sono venuti in mente almeno due o tre spunti interessanti, beh, torna a dedicarti senza indugio al lavoro con cui paghi l'affitto, al tuo partner, alla lettura.

giovedì 13 settembre 2012

Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l’imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile” (Woody Allen)

venerdì 7 settembre 2012

Scritto sull'acqua: ecco l'ebook

Dopo un prolungato silenzio dovuto a tanto lavoro, tanto caldo, tanti libri da leggere (prossimamente le recensioni), viaggi, vacanze e gozzoviglie, ecco un rientro alla grande con l'uscita in ebook di Scritto sull'acqua, piccola raccolta con alcuni miei racconti.
La copertina, bellissima, è stata disegnata da Isabella Paglia.
I racconti li potete giudicare voi dopo averli scaricati da qui.

Lorenzo condottiero stanco di battaglie, Rossana che fugge nella nebbia, Emma in equilibrio tra passato e presente su uno scalino di Trinità dei Monti. Matilde paziente attende una nave e un futuro possibile, Michel il futuro l'ha acchiappato e lo tiene stretto, Amelia vive un amore definitivo.
Sei brevi racconti, leggeri come l'acqua che scorre.

mercoledì 11 luglio 2012

L'eclissato di Roberto Ritondale

Aldo Montesi è un uomo schivo, segnato da un'infanzia senza padre - di cui non sa nulla - e un'adolescenza che gli ha strappato anche la madre vittima di una sciagura aerea. Queste vicende lo hanno trasformato in anafettivo, incapace di intrecciare una relazione sentimentale adeguata e duratura. La sua grigia routine viene scossa dalle minacce della mafia con la quale lo zio che lo ha cresciuto, imprenditore coinvolto in loschi traffici, ha rapporti poco chiari. Costretto a rendersi irreperibile ne approfitta per scoprire qualche cosa di più sulla morte della madre e il silenzio reticente dello zio. Lo aspetta un turbolento viaggio tra Napoli, Palermo, Milano e l'India alla scoperta dei misteri di famiglia è soprattutto di sé stesso. Il finale di questa storia un pò giallo e un pò romanzo di formazione non è giusto svelarlo ma Aldo ne uscirà più adulto, generoso e consapevole, troverà le risposte ai suoi interrogativi e anche qualcosa di bello e inaspettato. Una storia intensa, coinvolgente e con un briciolo di suspance, che non guasta, scritta con ritmo, eleganza e ironia da Roberto Ritondale che merita l'attenzione di un editore di qualità.

giovedì 5 luglio 2012

Colazione con i Modena City Ramblers di Milvia Comastri

Non c'è bisogno di raccontare vicende insolite o particolari per tenere legato il lettore. Basta raccontare la vita, quella quotidiana, quella che si dipana attorno a noi e che in alcuni casi ci coinvolge. L'importante è raccontarla bene, con realismo e sensibilità, come fa Milvia Comastri nei dieci racconti di Colazione con i Modena City Ramblers (Historica Edizioni). Filo conduttore delle storie è il cambiamento, anzi i cambiamenti della vita: a volte inevitabili o imposti o voluti. E la maniera di accoglierli reagendo ad essi, facendo finta di ignorarli o accettandoli con coraggio.
C'è l'infermiere del reparto pediatrico-oncologico che vuole aiutare una madre sconfitta (Angelo dei bambini), e Francesco in attesa di due appuntamenti che cambieranno la sua vita in modo contrastante (Appuntamenti). Il ragazzo che sognava una vita totalmente diversa ma trova un appiglio per accettare la realtà (Antonio e l'odore del mare) e Davide che dalle ceneri (reali) della sua esistenza riesce a ricominciare da capo (Libri sull'acqua). E ancora, il mio preferito, uno struggente e delicato addio, I'm in the mood of love.
Così si arriva in fondo al libro e rimane un'idea: comunque vada, ci vuole coraggio per affrontare la vita, e benché tu sappia che "i sogni muoiono all'alba" puoi sempre aggrapparti al pensiero che - in fondo - l'alba per il momento è lontana.

martedì 3 luglio 2012

Tanatosi di Antonio Paolacci

C'è chi affronta le difficoltà prendendole di petto e chi preferisce scappare, sparire, magari fingersi morto. Come quegli animali che quando sono in pericolo si paralizzano immobili, simili a morti. Tanatosi è il nome di questa strategia di sopravvivenza. Una strategia adottata anche dal vecchio che vive da solo nella foresta: è sparito senza lasciare traccia trent'anni prima. Ma ora il figlio, che ha scelto la fuga come il padre, lo ha trovato.
È un ricongiungimento avaro di parole e affetto, ma utile a placare la rabbia di chi cercava una ragione, una risposta. Utile anche a capire che scappare non serve a nulla, nemmeno se tutto ciò che ti aspetta è una città allo sbando, dilaniata dalla violenza figlia di una crisi economica e sociale che ha tolto alle persone già vuote di valori la speranza.
Il racconto di Antonio Paolacci, che nella sua intensità offre notevoli spunti di riflessione, ha inaugurato la nuova collana ePop di Perdisa Pop che propone esclusivamente ebook.
Testi brevi, ma di qualità, disponibili solo in vesione digitale. Un'operazione intelligente e che può offrire, mi auguro, maggiori possibilità ad autori esordienti.

mercoledì 6 giugno 2012

Borges aveva un tumblr di Angelo Ricci

Difficile circoscrivere questo enhanced ebook in una rigida categoria quale la critica letteraria, in cui - per esigenze di vendita nei book store - è stato un po' forzosamente inserito. Perchè Borges aveva un tumblr  (Errant Editions) è molto di più: un contenitore eterogeneo dove frammenti narrativi, riflessioni sulla letteratura, suggerimenti di letture, link e immagini compongono un mosaico sfaccettato e aperto ad approfondimenti, sovrapposizioni, spunti di discussione.
Se già col suo precedente ebook L'ossessione per le parole Angelo Ricci sperimentava nuovi percorsi di scrittura e nuove modalità letterarie, in questo più avanzato "oggetto digitale" come lo ha definito il suo editore, troviamo elementi multiformi che non sono - si badi bene - arricchimenti o espansioni delle parole, ma elementi semantici a sè stanti. Così le immagini non illustrano un testo bensì "parlano" al posto delle parole (mi si perdoni la ripetizione) stesse. E i link conducono ad altri luoghi letterari, comunicativi, narrativi.
Un libro in continuo divenire e in costante espansione grazie a due propaggini: un tumblr  dedicato e un board su Pinterest, che come un gioco di specchi rimbalzano e moltiplicano la forza iconografica e visiva di questa nuova frontiera della scrittura.
E mentre si legge, si annotano titoli da approfondire, si sbirciamo blog, siti, tumblr , pare del tutto naturale rimbalzare da un brano di narrativa inedita di Ricci, ad un'analisi dei romanzi che raccontano il Libano di oggi, e poi ancora verso l'osservazione distaccata e sociologica della pronowave che negli anni '60 e '70 elargiva in egual misura trasgressione e cultura. Un percorso labirintico nella migliore tradizione borgesiana, come recita il titolo surreale di questo esempio di nuova letteratura digitale.

giovedì 31 maggio 2012

Thomas Jay: l'intervista ad Alessandra Libutti

Benchè Thomas Jay sia stato dato alle stampe per la prima volta nel 2007 da una piccola casa editrice, Alessandra Libutti ha iniziato a lavorare al romanzo nel 1999. Già nella sua prima edizione in tempi non sospetti, quando era una piccola perla di un autore sconosciuto pubblicato da un editore sconosciuto, il romanzo ha ricevuto numerosi apprezzamenti dai lettori. Ora è stato ripubblicato da Fazi con una grande campagna promozionale (segno che l'editore ci crede) che è stata anche al centro di qualche polverosa - e a mio avviso esagerata - polemica.
Su Bookavenue potete leggere la mia intervista all'autrice.

lunedì 21 maggio 2012

Le intermittenze della morte di Josè Saramago

Non avevo mai letto nulla di Saramago fino ad oggi e devo confessare che all'inizio la sua scrittura mi ha piuttosto destabilizzata. Superate però le prime pagine, mi sono abituata a questo stile particolare, avaro di punti, prodigo di periodi lunghi ed articolati, che ignora i segni d'interpunzione del discorso diretto e - concentratami sulla narrazione - ho trovato la lettura avvincente e stimolante.
Che succederebbe se improvvisamente in una fantomatica nazione non morisse più nessuno? Quali sarebbero le conseguenze poilitiche, sociali, economiche, umane? E se poi di colpo, dopo alcuni mesi, ricominciassero a morire anche le persone la cui dipartita era stata interrotta?
Saramago immagina con ironia sferzante questa situazione che è pretesto di tantissime riflessioni. E anche di molte disgressioni, visto che spesso parte per la tangente e disquisisce su argomenti a volte seri, a volte surreali e che nulla hanno a che fare con la vicenda che sta raccontando. Notevole pure l'eleganza verbale con cui sferra stoccate coraggiose e micidiali ai politici, alla Chiesa, alla stampa, e a tanti altri.
Mi ha un po' deluso il finale del romanzo, troppo melenso e nello stile "happy end" rispetto al resto del libro, caustico e cinico quanto basta.
Ma nel complesso è un libro che regalerei e consiglierei e che mi fa venire voglia di leggere altre opere di Saramago. Concludo citando un brano del libro che ho letto e riletto.

"Voi, gli esseri umani, conoscete solo questa piccola morte quotidiana che sono io, questa che persino nei peggiori disastri è incapace di impedire che la vita continui, un giorno verrete a sapere che cos'è la Morte con la lettera maiuscola, e in quel momento, se lei, improbabilmente, ve ne desse il tempo, capireste la differenza reale che c'è fra il relativo e l'assoluto, fra il pieno e il vuoto, fra l'essere ancora e il non essere più."

martedì 15 maggio 2012

Quel colore delle foglie in autunno di Marco Valenti

Le parole possono salvare una vita o distruggerla, confortare o gettare nella disperazione. E tacere - a volte - è la strada migliore. Gioca con questa idea di fondo la raccolta di racconti Quel colore delle foglie in autunno (Quando stanno per cadere) in cui Marco Valenti propone storie molto diverse tra loro sia come concezione che come scrittura, ma che si interrogano - appunto - sull'opportunità o meno di aggiungere una parola o tacere.
Fino a che punto ci si può spingere con le parole quando si sta trattando per il pagamento degli alimenti? C'è chi alla fine sceglie di tenere per sè tutte le parole che non sono necessarie e chi a causa del troppo parlare fa una brutta fine. C'è chi lancia in aria foglie autunnali finchè non trova quella che definisce esattamente un attimo unico, con grande poesia, e chi nella propria mente le parole non le trova più, o meglio non ne riconosce il significato, a causa della malattia. Chi parlando avrebbe potuto salvare una vita e chi presta le proprie parole ad un altro, smarrendo la propria arte. Parole che avvicinano o dividono per sempre. Silenzi auspicabili o colpevoli.
Quindici storie di gente qualunque, vite come tante in cui, qualche volta, si fa strada un lampo di poesia, o di cinismo.

sabato 12 maggio 2012

Speranze

"Le speranze hanno quel certo destino da compiere, nascere l'una dall'altra, ed è per questo che, malgrado le tante delusioni, non sono ancora finite a questo mondo." 
(Josè Saramago - Le intermittenze della morte)

lunedì 7 maggio 2012

«Ancora una volta mi ero illuso che la vita fosse una storia a lieto fine, mentre era soltanto un palloncino gonfiato dai miei sogni e destinato a esplodermi sempre fra le mani» 
Massimo Gramellini, Fai bei sogni

giovedì 26 aprile 2012

L'inverno dell'alveare di Devis Bellucci

"Non si può superare l'inverno senza fidarsi di qualcuno"

L'inverno dell'alveare è una fiaba gentile e delicata che racchiude in sè la filosofia dell'esistere. Protagonista una piccola ape esploratrice curiosa, il suo microcosmo tra alveare e natura circostante, il suo percorso di formazione, le sue domande che sono anche le nostre. Devis Bellucci ci racconta attraverso una storia senza età come vede lui la vita e quali sono gli strumenti per affrontarla.

martedì 10 aprile 2012

Cometa e bugie di Marco Valenti

"Il passaggio di Hale Bopp, nella primavera dell'anno millenovecentonovantasette, fu comunque un evento di fine millennio. Ci fu chi mentì sapendo di mentire e chi pensò di dire la verità. Chi iniziò e chi finì. Ci fu chi restò e chi andò via.... Tre bugie. ...Per colpa della cometa del marzo millenovecentonovantasette. Le cose con cui fare i conti sono quelle importanti. Le cose importanti non sono mai urgenti. Ed è vero, come è vero, quel che è vero. Quando ci arrivi e ci fai i conti, fino in fondo, ci può anche stare che ti fai male."

In queste poche righe riportate sulla quarta di copertina di Cometa e bugie, l'autore Marco Valenti offre uno spunto per comprendere il titolo di un romanzo breve “Della cometa del 1997 e di alcuni fatti che ne seguirono la scia” il cui fulcro sono gli errori del cuore. Perchè spesso, per amore, facciamo del male: male involontario agli altri e a noi stessi. Raccontando e raccontandoci bugie alle quali è conveniente credere, per non soffrire, per fare finta che vada tutto bene, per sentirsi meno confusi. Però con le bugie prima o poi occorre fare i conti e il bilancio è sempre negativo. Così Luisa, anche se ne porta in grembo un figlio, chiude drasticamente la sua storia con Guido, che invece di tornare dalla moglie e dai figli, sceglie la strada più difficile (per chi lo ama) e inaspettata. Pietro, alla ricerca della donna giusta, conosce Paola e crede finalmente di avere trovato la sua "mezza mela": crede o vuole disperatamente crederci? Mario scopre contemporaneamente di avere un tumore e che Agnese non lo ha mai amato. Così dichiara la donna sapendo di mentire spaventata da qualche cosa di troppo difficile da affrontare. E poi che accade? Troviamo i personaggi un anno dopo: le loro vite sono drasticamente cambiate, le carte del destino si sono mescolate.  
In appendice tre racconti, Colla, Ultima Giovanna in floppy disc, Cambia pusher, che giocano anch'essi coi temi del romanzo: le bugie, l'imprevedibilità del destino, l'amore.
La scrittura di Marco Valenti è come uno specchio: aiuta a guardarsi dentro. Con ritmo e piccoli tocchi di poesia racconta storie di gente comune, storie che potrebbero accadere a tutti, e proprio per questo ancora più intense e vibranti.

mercoledì 28 marzo 2012

Il cammino di Marcella di Anna Rastello

Il cammino di Marcella racconta un viaggio. Lento, perchè percorso a piedi. Significativo, perchè è la realizzazione di un voto fatto anni fa. Sociale, perchè è diventato un modo tutto particolare di indagare sulla quotidianità dei disabili in Italia e in Francia.
Tutto ha avuto inizio nella notte tra il 12 e il 13 aprile 1997, quando in seguito ad un incidente stradale Marcella, bambina di 8 anni, fu sbalzata dall’auto su cui viaggiava e cadde dal viadotto Piani, lungo l’autostrada A26, alto circa 28 metri. A causa del buio e della vegetazione i soccorritori non riuscivano a trovarla. Così la mamma della bambina, Anna Rastello, disperata, fece una promessa: se sua figlia fosse stata ritrovata viva, sarebbe andata a piedi a Lourdes. Marcella venne ritrovata, curata, e per lei e la sua famiglia iniziò il difficile percorso dell’accettazione della disabilità ma anche la comprensione di una realtà che fino ad allora non avevano avuto modo di conoscere bene.
E' passato il tempo e per Anna è venuto il momento di compiere il suo voto. Così l’8 marzo 2011 è partita da Sarzana e, dopo avere percorso quasi 1600 km a piedi, ha concluso il suo viaggio l'8 maggio al Col du Somport. Tra le tappe Rossiglione, luogo dell’incidente, e Lourdes.
La scelta di percorrere il tragitto a piedi non è stata dettata solamente dalla volontà di rispettare appieno il voto, ma anche per simboleggiare il cammino percorso dalla famiglia, e poi dalla società, per accettare la disabilità di ciascuno senza creare ulteriori barriere (mentali, psicologiche, fisiche e architettoniche) che accrescono ancora di più le difficoltà di un disabile. E mentre Anna cammina, accompagnata di tappa in tappa da amici e sostenitori, dando "gambe a chi non ha gambe e voce a chi non ha voce", raccoglie informazioni nei comuni che tocca relativamente ad attività, strutture, e tutto quello che può servire a rendere un po' più agevole la quotidianità dei disabili.
Ma questo libro non è un tradizionale diario di viaggio, benchè racconti le tappe percorse. Perchè Anna condivide soprattutto le riflessioni, i pensieri, la fatica, e le belle e spesso inaspettate esperienze raccolte durante il percorso. Così il lettore, più che nello zaino e nelle scarpe di Anna, si trova nella sua mente e nel suo cuore.

lunedì 26 marzo 2012

La casa sopra i portici di Carlo Verdone

Difficile dare una valutazione omogenea a questo libro, affascinante per le vicende che racconta e i personaggi che tratteggia, ma piuttosto deludente per quanto riguarda la scrittura. Se infatti le memorie di famiglia del noto attore e regista Carlo Verdone coinvolgono il lettore trasportandolo nelle tante stanze de "La casa sopra i portici", tra i personaggi celebri che la frequentavano e gli aneddoti che commuovono o fanno sorridere, la scrittura è davvero trascurata, quasi che sia stata pubblicata direttamente una prima stesura del libro su cui nessun editor ha messo mano. Questo è un peccato perchè se il progetto fosse stato curato maggiormente, il risultato sarebbe stato davvero un buon libro. Lasciando da parte questa "stonatura" formale, Verdone è riuscito a rendere tangibile l'atmosfera che si respirava nella sua casa di famiglia e ha "dipinto" in maniera molto efficace le figure dei suoi genitori. Mi ha colpito in particolare quella del padre, grande intellettuale, capace però di entusismi freschi e sinceri: come la grande passione per i film di Jerry Lewis e il genere western, oppure la foga con cui giocava a calcio - in canottiera - coi propri figli nel parco.

giovedì 15 marzo 2012

IL PERFETTO ANGELO CUSTODE di Vera Demes

IL PERFETTO ANGELO CUSTODE

Di Vera Demes

Pubblicato dall’autrice tramite “ilmiolibro.it”

224 pagine.

Leggermente più spensierato dei precedenti è questo intrigante romanzo di Vera Demes, un po’ più in linea con il filone “rosa” nel senso classico del termine.

Cecilia, neolaureata, figlia di un militare di carriera, male si adegua all’ambiente rigido e conservatore in cui è cresciuta. Il suo spirito ribelle la porta a fare cose ai limiti dell’anticonvenzionale, facendo dannare il padre, che vive il comportamento della figlia come un vero e proprio tradimento. Completano il quadro due sorelle, di cui una depressa e l’altra con un insano rapporto con il cibo, entrambe succubi della volontà del padre.

Cecilia non si fa certo intrappolare dagli schemi: prima di tutto, rifiuta il lavoro di praticante presso un legale amico di famiglia per impiegarsi di nascosto come commessa in un music store. Inoltre, è convinta che lo scalcinato gruppo femminile in cui suona finirà per sfondare e accetta improbabili ingaggi per serate presso locali non certo eleganti. Tant’è che il padre, preoccupato, cerca di farla sorvegliare da uno dei suoi sottoposti: Gianluca, un giovane militare convinto di aver già impostato tutta la propria vita assecondando ideali con tutta probabilità ereditati ed assimilati dalla famiglia di origine.

Si sa, gli opposti si attraggono. Ovviamente, c’è di mezzo una fidanzata preconfezionata e pronta per l’altare, quindi per il nostro giovane dai sani principi non è tanto scontato il lieto fine, così come Cecilia, d’istinto poco fiduciosa verso il prossimo, si aspetta il cosiddetto “pacco” da un momento all’altro.

Ma i loro sentimenti sono sinceri, spontanei, veri e genuini, rari in un mondo fatto di formalità, di interminabili ricevimenti all’insegna del mettersi in mostra, con molta apparenza e poca sostanza.

Una storia forse non originalissima, ma infinitamente dolce, delicata come solo il passaggio dall’amicizia all’amore può essere.

Cristina Orlandi