martedì 24 gennaio 2012

Città contro di Alessandro Bastasi

Racconta di immigrati, clandestini, imprenditori senza scrupoli, intrallazzi criminali e politici Città contro (Eclissi Editore, 2011) di Alessandro Bastasi. Ma non è un saggio di denuncia, è un bel romanzo noir, un noir sociale - come lo definirebbero i più aggiornati - in cui il professore in pensione Alberto Santini torna sua malgrado ad improvvsarsi detective. E si trova coinvolto in una vicenda che oltre ad investire affetti e congiunti, scardina e mette in crisi un bel po' delle sue convinzioni, che fino a quel momento credeva inataccabili. Ambientato in una provincia veneta intrisa di falso perbenismo e razzismo più o meno latente, ipocrisia , diffindenza e intolleranza nei confronti di chi arriva da altre latitudini o ha la pelle più scura, Città contro coraggiosamente dipinge uno scenario tristemente attuale: un campo di immigrati gestito da un'organizzazione religiosa con qualche ombra alle spalle, e che fa gola alla criminalità organizzata nonchè a politici trafficoni. Una polveriera che esplode a causa di due delitti poco chiari, che coinvolgono personalmente Alberto, impegnato come volontario del campo
assieme alla moglie. Ma gli omicidi rivelano delitti altrettanto odiosi legati al sesso, alla sperimentazione medica, alla schiavitù. Un pozzo profondo e angosciante  che scoperchiato rischia di mandare a ferro e fuoco una città. Alberto cerca di dare delle risposte e restituire anche solo un po' di dignità e giustizia a chi la merita, ma l'indagine è difficle e si rivela pure molto rischiosa per lui e per la coraggiosa moglie che gli resta accanto nei momenti più difficili. Un romanzo duro e tristemente attuale, che racconta esattamente le cose come stanno senza censure e sconti per nessuno.

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