giovedì 23 febbraio 2012

The Big di Alessio Pracanica




Recensione di Cristina Orlandi

Titolo: The Big
168 pagine.






Un thriller? Un noir? Un comico/umoristico?Tutto insieme.
Perché molto comica si direbbe una storia che inizia con il misterioso lancio di una pizza ai danni di un impiegato e prosegue con un clamoroso equivoco che vede trasformato il nostro anonimo archivista nientemeno che in un detective.
Per non parlare del tormentone degli slogan pubblicitari, richiamati in testa a ogni capitolo, legati ad un unico, singolare tema: “I sofficini soffocanti”.
Ma abbiamo un vero e proprio thriller ambientato a New York, con tanto di misterioso colpevole da smascherare, in cui non mancano la suspence e i colpi di scena.
Ma anche un noir, con tanto di risvolti pulp e notizie di truci delitti.
Difficile riassumere e commentare questa particolarissima storia, in cui la trama gialla è in realtà lo sfondo di un’opera teatrale, che si svolge all’insegna del paradosso.
Archie, un anonimo e grigio impiegato si ritrova, improvvisamente e suo malgrado, elevato al ruolo di detective, parte a cui è talmente inadatto da poter essere visivamente imma-ginato come uno stereotipo, munito di impermeabile e lente di ingrandimento, del tutto simile ad uno Sherlock Holmes da fumetti, mentre segue improbabili piste che lo porte-ranno alla soluzione del mistero.
Davvero misteriosa è una morte per paura, e un vero rompicapo è la sorte di un paio di pantaloni che, dopo aver avuto un incidente, mai più saranno quelli di prima.
Mistero che si infittisce alla scoperta di una misteriosa scritta, che promette - o minaccia? - l’arrivo di un non meglio identificato “Big”, poi gli eventi precipitano fino a…
Come in ogni storia che si rispetti, e in un noir a maggior ragione, è assolutamente vietato rivelare il finale.
Inquietante. Ironico. Sorprendente. Oppure, ancora, tutto insieme.
Perché, anche se non sappiamo bene chi sia “The Big”, sappiamo che è “Big”, cioè grande.

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