mercoledì 28 marzo 2012

Il cammino di Marcella di Anna Rastello

Il cammino di Marcella racconta un viaggio. Lento, perchè percorso a piedi. Significativo, perchè è la realizzazione di un voto fatto anni fa. Sociale, perchè è diventato un modo tutto particolare di indagare sulla quotidianità dei disabili in Italia e in Francia.
Tutto ha avuto inizio nella notte tra il 12 e il 13 aprile 1997, quando in seguito ad un incidente stradale Marcella, bambina di 8 anni, fu sbalzata dall’auto su cui viaggiava e cadde dal viadotto Piani, lungo l’autostrada A26, alto circa 28 metri. A causa del buio e della vegetazione i soccorritori non riuscivano a trovarla. Così la mamma della bambina, Anna Rastello, disperata, fece una promessa: se sua figlia fosse stata ritrovata viva, sarebbe andata a piedi a Lourdes. Marcella venne ritrovata, curata, e per lei e la sua famiglia iniziò il difficile percorso dell’accettazione della disabilità ma anche la comprensione di una realtà che fino ad allora non avevano avuto modo di conoscere bene.
E' passato il tempo e per Anna è venuto il momento di compiere il suo voto. Così l’8 marzo 2011 è partita da Sarzana e, dopo avere percorso quasi 1600 km a piedi, ha concluso il suo viaggio l'8 maggio al Col du Somport. Tra le tappe Rossiglione, luogo dell’incidente, e Lourdes.
La scelta di percorrere il tragitto a piedi non è stata dettata solamente dalla volontà di rispettare appieno il voto, ma anche per simboleggiare il cammino percorso dalla famiglia, e poi dalla società, per accettare la disabilità di ciascuno senza creare ulteriori barriere (mentali, psicologiche, fisiche e architettoniche) che accrescono ancora di più le difficoltà di un disabile. E mentre Anna cammina, accompagnata di tappa in tappa da amici e sostenitori, dando "gambe a chi non ha gambe e voce a chi non ha voce", raccoglie informazioni nei comuni che tocca relativamente ad attività, strutture, e tutto quello che può servire a rendere un po' più agevole la quotidianità dei disabili.
Ma questo libro non è un tradizionale diario di viaggio, benchè racconti le tappe percorse. Perchè Anna condivide soprattutto le riflessioni, i pensieri, la fatica, e le belle e spesso inaspettate esperienze raccolte durante il percorso. Così il lettore, più che nello zaino e nelle scarpe di Anna, si trova nella sua mente e nel suo cuore.

lunedì 26 marzo 2012

La casa sopra i portici di Carlo Verdone

Difficile dare una valutazione omogenea a questo libro, affascinante per le vicende che racconta e i personaggi che tratteggia, ma piuttosto deludente per quanto riguarda la scrittura. Se infatti le memorie di famiglia del noto attore e regista Carlo Verdone coinvolgono il lettore trasportandolo nelle tante stanze de "La casa sopra i portici", tra i personaggi celebri che la frequentavano e gli aneddoti che commuovono o fanno sorridere, la scrittura è davvero trascurata, quasi che sia stata pubblicata direttamente una prima stesura del libro su cui nessun editor ha messo mano. Questo è un peccato perchè se il progetto fosse stato curato maggiormente, il risultato sarebbe stato davvero un buon libro. Lasciando da parte questa "stonatura" formale, Verdone è riuscito a rendere tangibile l'atmosfera che si respirava nella sua casa di famiglia e ha "dipinto" in maniera molto efficace le figure dei suoi genitori. Mi ha colpito in particolare quella del padre, grande intellettuale, capace però di entusismi freschi e sinceri: come la grande passione per i film di Jerry Lewis e il genere western, oppure la foga con cui giocava a calcio - in canottiera - coi propri figli nel parco.

giovedì 15 marzo 2012

IL PERFETTO ANGELO CUSTODE di Vera Demes

IL PERFETTO ANGELO CUSTODE

Di Vera Demes

Pubblicato dall’autrice tramite “ilmiolibro.it”

224 pagine.

Leggermente più spensierato dei precedenti è questo intrigante romanzo di Vera Demes, un po’ più in linea con il filone “rosa” nel senso classico del termine.

Cecilia, neolaureata, figlia di un militare di carriera, male si adegua all’ambiente rigido e conservatore in cui è cresciuta. Il suo spirito ribelle la porta a fare cose ai limiti dell’anticonvenzionale, facendo dannare il padre, che vive il comportamento della figlia come un vero e proprio tradimento. Completano il quadro due sorelle, di cui una depressa e l’altra con un insano rapporto con il cibo, entrambe succubi della volontà del padre.

Cecilia non si fa certo intrappolare dagli schemi: prima di tutto, rifiuta il lavoro di praticante presso un legale amico di famiglia per impiegarsi di nascosto come commessa in un music store. Inoltre, è convinta che lo scalcinato gruppo femminile in cui suona finirà per sfondare e accetta improbabili ingaggi per serate presso locali non certo eleganti. Tant’è che il padre, preoccupato, cerca di farla sorvegliare da uno dei suoi sottoposti: Gianluca, un giovane militare convinto di aver già impostato tutta la propria vita assecondando ideali con tutta probabilità ereditati ed assimilati dalla famiglia di origine.

Si sa, gli opposti si attraggono. Ovviamente, c’è di mezzo una fidanzata preconfezionata e pronta per l’altare, quindi per il nostro giovane dai sani principi non è tanto scontato il lieto fine, così come Cecilia, d’istinto poco fiduciosa verso il prossimo, si aspetta il cosiddetto “pacco” da un momento all’altro.

Ma i loro sentimenti sono sinceri, spontanei, veri e genuini, rari in un mondo fatto di formalità, di interminabili ricevimenti all’insegna del mettersi in mostra, con molta apparenza e poca sostanza.

Una storia forse non originalissima, ma infinitamente dolce, delicata come solo il passaggio dall’amicizia all’amore può essere.

Cristina Orlandi

MOLTO LONTANO DA QUI di Vera Demes


MOLTO LONTANO DA QUI

Di Vera Demes

Pubblicato dall’autrice tramite “ilmiolibro.it”

241 pagine.

Il secondo romanzo di Vera Demes racconta una storia così simile a quanto riportato negli articoli di cronaca da uscire da tutti i cliché imposti dalla letteratura “rosa” nel senso più stretto del termine.

Flora, figlia di una ragazza madre, è cresciuta tra mille difficoltà in un triste quartiere popolare. Lucia vorrebbe uscire dalla soffocante realtà del paesino di campagna dove vive con la famiglia. Entrambe le ragazze riescono a farsi assumere come assistenti di volo da una compagnia aerea. Sul lavoro ripongono tutte le loro aspettative di emancipazione, di riscatto, di affermazione in autonomia di un proprio status.

Entrambe, sul lavoro troveranno l’amore. Ma per nessuna delle due sarà facile. Una delle ragazze rimarrà intrappolata in una vicenda, oltre i limiti del morboso, di sesso estremo e violenza, l’altra dovrà scontrarsi con la rivalità di una quasi-ex fidanzata ben decisa a non lasciarsi mettere da parte.

Una serie di eventi gravi causano la sensazione di precipitare inesorabilmente verso il basso, verso un destino fatalmente avverso, contro il quale è vano ogni tentativo di lotta.

Una storia struggente e malinconica ma assolutamente non all’insegna del melodramma: principi fondamentali di tutto il romanzo sono la dignità e la speranza per un futuro migliore; speranza che accomuna lettore a personaggio nel seguire la vicenda, augurando di cuore che tutto vada per il meglio.

Si legge tutto d’un fiato, come un volo verso un luogo circondato dal mare.

Cristina Orlandi



LA NEBBIA, LE TORTE, IL RICORDO di Vera Demes


LA NEBBIA, LE TORTE, IL RICORDO.

di VERA DEMES

Pubblicato dall’autrice tramite “ilmiolibro.it”

215 pagine

E’ una storia d’amore, su questo non c’è alcun dubbio. Ma senza la stucchevolezza propria del romanzo rosa. Anzi. Ogni tanto la narrazione si fa anche cruda. Perché, se è vero che nel momento e nella situazione più improbabili può sbocciare la storia più struggente e romantica che mai ci saremmo immaginati, è vero anche che, nella vita, non tutto si svolge in maniera semplice e lineare.

Non è quindi sufficiente per Marta e David scoprire di avere trovato l’anima gemella, il perfetto completamento di se stessi, l’altra metà della mela ecc., per vivere per sempre felici e contenti.

Al contrario, ci sono di mezzo interessi paragonabili a “ragioni di stato” di qualche secolo fa, che devono venire comunque prima di tutto. Naturale, ma non scontato, che Marta, dai principi morali non rigidi ma fermi, pur amando come mai prima, sia piena di dubbi. Su David e sulla propria stessa capacità di affrontare la paura del futuro.

Poi ci sono invidie, rivalità, una compagna più o meno ufficiale, il contratto di lavoro sempre più precario, l’amica del cuore alle prese con un marito infedele.

La vita. Così com’è, raccontata in uno stile scorrevole ma ricco di riflessioni e descrizioni degli stati d’animo. Una vicenda che appassiona fino all’ultima pagina. Perché è questo il bello: quando sembra che tutto sia perduto e che non siano rimasti che cocci da rimettere insieme, la solidarietà, la speranza che Marta, alla fine, possa farcela ad emergere dai banchi di nebbia che la avvolgono, ci fanno continuare a leggere con il fiato sospeso. Per sognare, per immedesimarci, per confortarci pensando che, ogni tanto, possiamo avere qualcosa che ci rende simili al personaggio di un libro.

Cristina Orlandi