giovedì 31 maggio 2012

Thomas Jay: l'intervista ad Alessandra Libutti

Benchè Thomas Jay sia stato dato alle stampe per la prima volta nel 2007 da una piccola casa editrice, Alessandra Libutti ha iniziato a lavorare al romanzo nel 1999. Già nella sua prima edizione in tempi non sospetti, quando era una piccola perla di un autore sconosciuto pubblicato da un editore sconosciuto, il romanzo ha ricevuto numerosi apprezzamenti dai lettori. Ora è stato ripubblicato da Fazi con una grande campagna promozionale (segno che l'editore ci crede) che è stata anche al centro di qualche polverosa - e a mio avviso esagerata - polemica.
Su Bookavenue potete leggere la mia intervista all'autrice.

lunedì 21 maggio 2012

Le intermittenze della morte di Josè Saramago

Non avevo mai letto nulla di Saramago fino ad oggi e devo confessare che all'inizio la sua scrittura mi ha piuttosto destabilizzata. Superate però le prime pagine, mi sono abituata a questo stile particolare, avaro di punti, prodigo di periodi lunghi ed articolati, che ignora i segni d'interpunzione del discorso diretto e - concentratami sulla narrazione - ho trovato la lettura avvincente e stimolante.
Che succederebbe se improvvisamente in una fantomatica nazione non morisse più nessuno? Quali sarebbero le conseguenze poilitiche, sociali, economiche, umane? E se poi di colpo, dopo alcuni mesi, ricominciassero a morire anche le persone la cui dipartita era stata interrotta?
Saramago immagina con ironia sferzante questa situazione che è pretesto di tantissime riflessioni. E anche di molte disgressioni, visto che spesso parte per la tangente e disquisisce su argomenti a volte seri, a volte surreali e che nulla hanno a che fare con la vicenda che sta raccontando. Notevole pure l'eleganza verbale con cui sferra stoccate coraggiose e micidiali ai politici, alla Chiesa, alla stampa, e a tanti altri.
Mi ha un po' deluso il finale del romanzo, troppo melenso e nello stile "happy end" rispetto al resto del libro, caustico e cinico quanto basta.
Ma nel complesso è un libro che regalerei e consiglierei e che mi fa venire voglia di leggere altre opere di Saramago. Concludo citando un brano del libro che ho letto e riletto.

"Voi, gli esseri umani, conoscete solo questa piccola morte quotidiana che sono io, questa che persino nei peggiori disastri è incapace di impedire che la vita continui, un giorno verrete a sapere che cos'è la Morte con la lettera maiuscola, e in quel momento, se lei, improbabilmente, ve ne desse il tempo, capireste la differenza reale che c'è fra il relativo e l'assoluto, fra il pieno e il vuoto, fra l'essere ancora e il non essere più."

martedì 15 maggio 2012

Quel colore delle foglie in autunno di Marco Valenti

Le parole possono salvare una vita o distruggerla, confortare o gettare nella disperazione. E tacere - a volte - è la strada migliore. Gioca con questa idea di fondo la raccolta di racconti Quel colore delle foglie in autunno (Quando stanno per cadere) in cui Marco Valenti propone storie molto diverse tra loro sia come concezione che come scrittura, ma che si interrogano - appunto - sull'opportunità o meno di aggiungere una parola o tacere.
Fino a che punto ci si può spingere con le parole quando si sta trattando per il pagamento degli alimenti? C'è chi alla fine sceglie di tenere per sè tutte le parole che non sono necessarie e chi a causa del troppo parlare fa una brutta fine. C'è chi lancia in aria foglie autunnali finchè non trova quella che definisce esattamente un attimo unico, con grande poesia, e chi nella propria mente le parole non le trova più, o meglio non ne riconosce il significato, a causa della malattia. Chi parlando avrebbe potuto salvare una vita e chi presta le proprie parole ad un altro, smarrendo la propria arte. Parole che avvicinano o dividono per sempre. Silenzi auspicabili o colpevoli.
Quindici storie di gente qualunque, vite come tante in cui, qualche volta, si fa strada un lampo di poesia, o di cinismo.

sabato 12 maggio 2012

Speranze

"Le speranze hanno quel certo destino da compiere, nascere l'una dall'altra, ed è per questo che, malgrado le tante delusioni, non sono ancora finite a questo mondo." 
(Josè Saramago - Le intermittenze della morte)

lunedì 7 maggio 2012

«Ancora una volta mi ero illuso che la vita fosse una storia a lieto fine, mentre era soltanto un palloncino gonfiato dai miei sogni e destinato a esplodermi sempre fra le mani» 
Massimo Gramellini, Fai bei sogni