venerdì 29 novembre 2013

In territorio nemico: presentazione a Imola

Martedì 3 dicembre, alle ore 20.30, Vanni Santoni e le SICster Carla Casazza, Elisa Massari e Morena Fanti presenteranno In territorio nemico alla Biblioteca Comunale di Imola (Via Emilia 80).

In territorio nemico è un'opera corale realizzata dalla Scrittura Industriale Collettiva (SIC), un gruppo di 115 autori che ha lavorato seguendo il metodo ideato da Vanni Santoni e Gregorio Mangini.
In territorio nemico è una nuova epica della Resistenza. Un’epopea corale resa possibile dal lavoro di oltre cento scrittori e ispirata alle testimonianze di chi la guerra l’ha vissuta e non ha cessato di raccontarla. Un romanzo vivo e toccante che, tenendo ben presente l’eredità di Fenoglio, Malaparte e Calvino, apre una rinnovata prospettiva sull’esperienza tragica e fondativa della seconda guerra mondiale italiana.

mercoledì 6 novembre 2013

Rien ne va plus di Angelo Ricci

"Lo sai che io sono stato Dio?"
Inizia in una sala da gioco televisiva, nell'atmosfera artefatta di sfavillante nulla, questo racconto di Angelo Ricci che fa parte della collana Inaspettati/ Unexpected di Errant Editions. Ebook brevi che propongono racconti da leggere nello spazio di un viaggio in metropolitana, nella pausa pranzo, in un intervallo di tempo breve in cui non si vuole rinunciare ad un buon testo compiuto.
Partendo dal casinò virtuale, si intrecciano la vicenda dell'anonima conduttrice dall'avvenenza evanescente quanto una giocata on line, e quella del deejay Lawrence Sheik, famoso per le sue originali performance chiamate "barricate sonore", di cui resta un sospetto fino al termine del racconto: forma di protesta estrema attraverso la musica, o spudorata operazione di marketing mascherata con finalità ideologiche?
Citazioni tra le righe trasformano il gioco narrativo in caccia al tesoro letterario; sono accompagnate dall'uso disinvolto di un lessico ricercato che diviene esso stesso divertissement come gli infiniti rimandi a persone e luoghi icone di un'epoca, gli anni '70 e '80. Un caleidoscopio vorticoso e colorato che rende perfettamente la frenesia creativa e allucinata, la sete di sensazioni che appaghino tutti i sensi, ma soprattutto la mente e, per alcuni protagonisti di quei decenni, ancora di più il conto in banca.
Ne risulta un racconto visionario e assai criptico che di queste caratteristiche fa un punto di forza. Una sorta di ballata psichedelica evocativa e coinvolgente.
"Faites vos jeux.
Les jeux sont faits.
Rien ne va plus"

lunedì 28 ottobre 2013

Fegato e cuore di Alessandro Marchi

Steve Campbell, a causa di una imprevedibile concatenazione di eventi, ha due cuori. Non tutti e due contemporaneamente funzionanti, è chiaro. Uno gli batte in petto e l'altro riposa - amorevolmente conservato sotto formalina - in un barattolo posizionato in bella vista in salotto.
Ma Steve - una promettente carriera come calciatore del West Ham sfumata a causa di una malformazione cardiaca - è solo uno dei protagonisti di Fegato e cuore, romanzo d'esordio di Alessandro Marchi.
Voce narrante della storia - infatti - è Vincenzo Caligiuri, per gli amici Vinnie, giovane immigrato italiano a Londra, che incrocia casualmente Steve sulla sua strada e ne diviene amico assieme al collega Craig. I tre arrivano a condividere un "progetto imprenditoriale" che avrà vita breve, anzi brevissima, e l'abitazione. Ne nasce un sodalizio che li legherà sempre più coinvolgendoli in improbabili vicende sportive e al limite della legalità. Sullo sfondo una Londra proletaria e multietnica molto vicina ai romanzi di Nick Hornby.
E il fegato? Quello se lo rode Steve sempre più deluso dal calcio attuale e intrappolato nella pericolosa rete del "ai miei tempi...", mentre rischia di giocarselo definitivamente con interminabili bevute di birra.
Ne risulta una storia divertente, ben scritta, ma che lascia spazio anche a momenti intensi e ad alcune riflessioni sullo sport, l'amicizia, le difficoltà di chi tenta di costruirsi un futuro come immigrato o di chi il futuro ricco di promesse se lo è visto scivolare tra le mani.

venerdì 25 ottobre 2013

Crune d'aghi per cammelli di Maria Silvia Avanzato

Maria Silvia Avanzato in Crune d'aghi per cammelli racconta con la sua abituale e sferzante ironia le (dis)avventure di Edgarda Solfanelli, giovane aspirante scrittrice, con un'unica ignominiosa pubblicazione all'attivo che desidera con tutta se stessa finisca nel limbo dei libri mai letti.
Edgarda, circondata da improbabili personaggi come la fan psicopatica Lavinia La Stalker, oppure l'amica sex addicted ribattezzata per meriti sul campo La Zozzona, frequenta una pletora di scrittori che, diciamocelo, ricordano molto da vicino il gruppo dei giovani scrittori bolognesi (che leggo e apprezzo assai).
Scopo principale - sia per finalità professionali che personali - di Edgarda è quello di conquistare, letterariamente parlando (e non solo), l'editore dei suoi sogni, Valerio La Sorte delle Edizioni La Sorte di Ravenna (e anche in questo caso la somiglianza con un certo editore del mondo reale si ritrova con grande evidenza).
Riuscirà la Nostra a pubblicare un libro dignitoso e a potersi fregiare con diritto del titolo di scrittrice? Oppure definitivamente sconfitta dovrà rassegnarsi qualche oscuro lavoro per portare a casa la pagnotta?
Il risultato è un romanzo divertente e ben scritto ma, se non ci si ferma alla superficie della storia, si ritrova anche la difficile realtà degli autori esordienti che per avere una chanche spesso scendono a tristi compromessi o si barcamenano come equilibristi.
Si sorride via via che scorrono le pagine, ma resta un po' di amaro in bocca al pensiero che fatti e personaggi di fantasioso hanno ben poco e rispecchiano, purtroppo, la realtà attuale.
Ora, però, Maria Silvia regalaci anche qualcosa di cattivo e noir che, si sa, ti riesce altrettanto bene.




martedì 22 ottobre 2013

Domani è un altro giorno di Caterina Ferraresi

Caterina è giunta alla soglia della cinquantina conducendo una vita noiosetta e banale. Ma quando il marito, con il quale il rapporto si è assai intiepidito, le annumncia che si è innamorato di un'altra donna e che intende andarci a vivere insieme, le crolla ugualmente il mondo addosso. E improvvisamente si accorge di quanto è grigia la sua esistenza tra le traduzioni part-time dall’olandese per una ditta di tulipani, la figlia studentessa universitaria che ha poco tempo e scarse attenzioni per la madre, e un gatto un po' stranito.
Così si rifugia nella settimanale seduta di analisi del gelido dottor Sigfrido e nei consigli disfattisti delle amiche, ciniche e disilluse all'ultimo stadio. Che fare per riprendere in mano la propria vita? La "classica" vacanza a Sharm? Ma il destino ha in serbo per Caterina sviluppi inattesi e imprevedibili.
Raccontato così può sembrare il classico romanzetto rosa però ci si ricrede quasi subito grazie all'ironia di cui è intriso e la capacità, pur raccontando con realismo una storia come ne capitano tante, di non cadere mai nel melodrammatico, anche se una nota amara ogni tanto fa capolino.
Le vicende sentimentali della protagonista man mano che si procede nella storia passano in secondo piano lasciando spazio al racconto di altre difficoltà comuni a tante donne di mezza età: la precarietà del lavoro, i rapporti con i figli adulti già difficili per sè e resi ancora più complessi se si è genitori separati, la tendenza ad adagiarsi in situazioni che non soddisfano ma che si tengono strette solo per paura di un salto nel vuoto affrontando nuovi possibili percorsi, la capacità o meno di reinventare una vita che si credeva ormai stabilizzata in banale routine.
Una scrittura agile e fresca,  ironica ed estremamente piacevole per una lettura non impegnativa ma che lascia comunque traccia.

venerdì 18 ottobre 2013

Lucide ossessioni di Valeria Francese, Roberta De Tomi e Claudia Barbarano

Lucide ossessioni raccoglie tre racconti molto diversi tra loro per stile e tematica, ma legati dal filo rosso della sofferenza al femminile. Le protagoniste delle tre storie, infatti, pur essendo estremamente dissimili tra loro, sono accomunate dal dolore per l'abbandono al quale reagiscono in modo assai pericoloso. Pericoloso all'apparenza per gli altri, ma in realtà le principali vittime sono loro stesse.
"Pericolo delle altezze" di Valeria Francese è un monologo interiore con una costruzione narrativa che sarebbe molto adatta alla trasposizione teatrale; ripercorre - nelle poche ore in cui si svolge la vicenda - il dramma di una madre che dopo avere dedicato tutta la vita all'unico figlio, lo perde in modo improvviso e tragico.
"Pandora" di Claudia Barbarano oscilla tra riferimenti mitologici e citazioni classiche: la scelta di utilizzare un linguaggio freddo e high-tech rende ancora più cupa e inquietante la storia di un tragico amore saffico.
"Follia d'ardesia" di Roberta De Tomi, quasi un romanzo breve, procede con il ritmo serrato e incalzante del thriller ma la coinvolgente vicenda che ci racconta in realtà - leggendo bene tra le righe - è un pretesto per analizzare i devastanti effetti che può procurare l'abbandono affettivo su una personalità fragile come quella della protagonista, la quale riesce ad essere alle stesso tempo vittima e carnefice.
Tre sensibilità che raccontano e interpretano con intensa efficacia l'universo femminile attuale.

martedì 30 luglio 2013

Sindrome di Lumière - Racconto

Qualche settimana fa ho partecipato al divertente concorso letterario Turno di notte. Ecco il raccontino che è nato da quella piacevole serata sulle colline imolesi.

Beh, questa cosa è decisamente strana. Sono in fila alla cassa del cinema per fare il biglietto, quando d'un tratto mi si avvicina un tipo mai visto con la faccia più arrabbiata del mondo. E ringhia "Hai un bel coraggio a venire qui, Andrea!"
"Eh?" dico io, mentre le altre persone in fila ci guardano perplesse.
"Aspetta che Roberto scopra che sei qui, e poi vedrai" ruggisce il tipo, arrabbiatissimo. E poi scompare a passo svelto.
Ora, ho due domande nella testa.
Chi è Roberto?
E soprattutto, chi diavolo sarebbe Andrea?
Io no di sicuro.
Io mi chiamo Marco e finalmente torno al cinema dopo un lungo ricovero in ospedale.
Mi chiamo Marco e amo il cinema. È la mia grande passione.
Purtroppo durante la degenza in clinica non ho avuto molte possibilità di coltivarla. Tranne leggere le edizioni del Morandini degli ultimi dieci anni. E vedermi qualche film sull'iPad. Che tra l'altro è il modo più triste per vederli. Ma meglio che niente.
Prima del ricovero però qui ero di casa. Non mi perdevo una proiezione.
Alcuni film, i più belli, li ho visti dieci, venti, trenta volte. Ne conosco i fotogrammi a memoria.
So ripetere tutti i dialoghi di Nuovo Cinema Paradiso dall'inizio alla fine...e dalla fine all'inizio.
Sono stato fortunato perché la mia passione è diventata anche un lavoro. Come? No, non sono un attore e nemmeno un regista. Men che meno uno sceneggiatore. Ma esistono tante altre professioni nel magico mondo della celluloide.
Il proiezionista ad esempio. Chi è? Colui che proietta il film, ovviamente. Ecco, dai e dai, a furia di tampinare il gestore del cinema, ho iniziato a lavorare come proiezionista. Supplente.
Sostituivo il vecchio Marco quando aveva le fasi acute di artrite e non poteva muovere le mani.
Entravo nella stanza di proiezione, posizionavo la bobina della pellicola, pronto per dare il via alla magia del cinema, e mi sentivo l'uomo più felice del mondo.
Poi a Marco è successo quel brutto incidente e io sono diventato il proiezionista titolare. Buffo no? Persino lo stesso nome del vecchio...
È stato il periodo più bello della mia vita.
Le bobine dei film già proiettati me le portavo a casa e mi riguardavo i fotogrammi più belli ancora, ancora, ancora...
Poi però il titolare del cinema ha iniziato a dirmi cose strane.
Innanzitutto ha preso la curiosa abitudine di chiamarmi Andrea. Bah. Chissà perché?
Dopo qualche tempo ha iniziato ad esasperarmi chiedendo conto delle bobine che, a suo dire, sparivano. Brontolava perché diceva che quelle dei film non più in programmazione dovevamo restituirle al distributore. Secondo me era una scusa perché avrebbe voluto portarsele a casa lui, invece ero più veloce io a intascarmele. He, he. Era un tipo ben strano quel Roberto!
Ma in fondo, nonostante le sue fisse, abbiamo continuato a lavorare bene insieme.
Fino a quella tremenda settimana di gennaio. Era un freddo polare. Al cinema si ruppe l'impianto di riscaldamento. C'erano dei momenti che avevo le mani talmente congelate da non riuscire nemmeno a posizionare la bobina nel proiettore.
Non sapevo come fare. Di rinunciare al film non se ne parlava. Così mi venne un'idea.
Ammucchiai qualche fascio di pellicole sul pavimento e diedi fuoco.
Uno spettacolo magico: le pellicole tra le fiamme assumevano forme incredibili, si contorcevano, mentre singoli fotogrammi lanciavano bagliori suggestivi.
Mi incantai a guardare quel singolare falò. Persi la cognizione del tempo. Finché Roberto irruppe nella stanza di proiezione come una furia.
Iniziò a gridare che ero pazzo, che il fumo aveva invaso il cinema e il sistema antincendio era entrato in azione. Che stavano arrivando i pompieri. Che se non fossi sparito dalla sua vista nel giro di pochi secondi mi avrebbe strangolato con le sue mani.
Era un tipo ben strano quel Roberto!
Non amo le liti perciò me ne tornai a casa amareggiato.
Pensavo di lasciare trascorrere qualche giorno affinché le acque si calmassero e poi tornare al mio amato lavoro.
Al cinema invece ci sono tornato solo oggi, dopo un lungo ricovero in clinica.
Hanno detto che soffrivo di identificazione proiettiva e sono il primo caso conclamato di Sindrome di Lumiere.
Hanno detto che mi chiamo Andrea.
Ora, ho due domande nella testa.
Chi è Roberto?
E soprattutto, chi diavolo sarebbe Andrea?
Io no di sicuro.



venerdì 12 luglio 2013

Storie di Antarica de Il Daz


Questo libro, che l'autore definisce "fantafiaba" riserva non poche sorprese. Sorprese per il pubblico giovanissimo a cui è destinato e che troverà intrigante, oltre alla storia in sé, il modo in cui è condotta la narrazione. Sorprese però anche per un lettore adulto che in Storie di Antarica riscopre un interessante mix di favola tradizionale, con tanto di morale, e racconto fantastico racchiusi in un'architettura narrativa originale.
Ma andiamo per ordine. Storie di Antarica è composto da cinque fiabe, ciascuna autoconclusiva e con una autonomia narrativa. Questo permette di leggerle singolarmente e in tempi diversi senza perdere nulla in coinvolgimento e fascino affabulatorio. Però, se lette una dopo l'altra, si scopre che la fiaba successiva racconta aspetti della precedente sotto un punto di vista diverso disvelando nuovi dettagli. Così si giunge all'ultima scoprendo via via nuovi elementi della vicenda, aggiungendo tessere al mosaico iniziato con la prima fiaba. I protagonisti, che di storia in storia intrecciano sempre più i propri destini, sono una regina frivola e vanitosa, un valoroso cavaliere con trascorsi da pavido,  un re strambo che colleziona oggetti incantanti, un cantastorie senza talento e con scarsa fiducia in se stesso e uno stregone assetato di potere. Non mancano a far da cornice un drago terribile, un magico pesce parlante e tanti altri personaggi.
L'autore, che si firma con lo pseudonimo Il Daz, ci offre una scrittura ironica e garbata, ritmata e ricca di elementi divertenti e fantasiosi. Il testo è arricchito dalle simpatiche illustrazioni in bianco e nero di Davide Cassetta.

martedì 11 giugno 2013

In territorio nemico: presentazione a Forlì

Sabato 15 giugno alle ore 18 nell'ambito della rassegna Totally Lost di Spazi Indecisi ( Ex Deposito ATR, Largo Savonarola - Forlì) le SICster Carla Casazza, Morena Fanti ed Elisa Massari presenteranno il romanzo In territorio nemico (Minimum Fax) scritto dai 115 autori che compongo il collettivo SIC (Scrittura Industriale Collettiva).

lunedì 6 maggio 2013

Nessuna più di AA.VV. contro la violenza sulle donne

Quartanta racconti di altrettanti autori che si sono ispirati a reali fatti di cronaca avvenuti negli ultimi anni in Italia: tutto tristemente reale. Questo è Nessuna più, edito da Elliot, curato da Marilù Oliva, antologia dedicata al femminicidio. Non è una parola che mi piace molto, ma esprime in sintesi il terribile significato che racchiude: assassinio di una donna, assassinii di tante donne.
In Italia, ogni anno, più di cento donne vengono uccise, nella maggioranza dei casi per mano di un uomo che ha avuto una relazione affettiva con la vittima o che la conosceva: mariti, compagni, ex fidanzati, padri, fratelli, vicini, amici, colleghi. D'accordo, accade anche agli uomini di essere malmenati, feriti, uccisi dalle donne di cui si fidano, che amano. Ma purtroppo i numeri non mentono, e la violenza sulle donne nel nostro paese è
una emergenza sociale.
Ci raccontano questa brutale realtà Alessandro Berselli, Francesca Bertuzzi, Sara Bilotti, Mariangela Camocardi, Stefano Caso, Gaja Cenciarelli, Milvia Comastri, Laura Costantini, Andrea Cotti, Loredana Falcone, Vittoria A., Romano De Marco, Maurizio de Giovanni, Caterina Falconi, Ida Ferrari, Alessia Gazzola, Francesca Genti, Lorenza Ghinelli, Laura Liberale, Elisabetta Liguori, Fabrizio Lorusso, Loriano Macchiavelli, Lara Manni, Marina Marazza, Marco Marsullo, Massimo Maugeri, Raul Montanari, Gianluca Morozzi, Andrea Novelli, Marilù Oliva, Cristina Orlandi, Flavia Piccinni, Marco Proietti
Mancini, Piergiorgio Pulixi, Paola Rambaldi, Susanna Raule, Matteo Strukul, Marco Vichi, Cristina Zagaria, Gianpaolo Zarini.
E lo fanno in modo intenso, tanto che non si riescono a leggere più di due o tre racconti alla volta, perchè commuovono, feriscono, sconcertano. Dal punto di vista letterario il libro è ben scritto, e risulta interessante osservare come ciascun autore ha declinato il tema secondo il proprio stile narrativo. Così c'è chi racconta i fatti con crudezza, chi con distaccata oggettività, chi con delicatezza. Una denuncia corale alla violenza di genere. Ma - a mio avviso - anche alla violenza di ogni genere.
I proventi del libro vanno a sostegno del Telefono Rosa che conduce da 25 anni una battaglia civile necessaria e importantissima.

martedì 30 aprile 2013

Agente Letterario 3.0: la recensione di Cassandra Traverso

Lasciatemi gongolare un po' per le recensioni che riceve il mio ebook Agente Letterario 3.0. A volte, qualche conferma, dà la carica giusta per lavorare meglio.
Ecco quindi la recensione di Cassandra Traverso che potete leggere anche qui:

Essendo del settore, sono stata in grado di apprezzare l'utilità di questo vademecum anche se l'argomento che tratta è talmente vasto e sfaccettato che necessiterebbe di un respiro più ampio e maggior approfondimento. Comunque, a prescindere dalla brevità, l'ho trovato chiaro e onesto da poter sembrare ai più superficiali a tratti scontato come poi spesso solo il buon senso sa esserlo.

Molto utile ad ingenui e romantici. Resto in attesa di un approfondimento.

mercoledì 17 aprile 2013

Agente Letterario 3.0: la recensione di Franco Ferdori

La recensione di Franco Ferdori al mio ebook Agente Letterario 3.0.

Incuriosito dalla grande differenza tra le due recensioni precedenti ho deciso di dare un'occhiata a questo ebook e con sorpresa ho verificato come a volte giudizi troppo negativi vengano dati con leggerezza.
Il libro fa una breve carrellata sulla situazione editoriale e sulle varie strade che un aspirante scrittore può intraprendere.
Certamente non approfondisce le varie problematiche, ma non mi è parso assolutamente che possa essere definito un'esca per autori sprovveduti, anzi.
Si parla del ruolo di agente letterario come un professionista tenuto a fornire preventivi prima di iniziare i lavori, si parla di letture di manoscritti e valutazioni gratuite dove ciò che eventualmente viene fatta pagare è l'urgenza del servizio, si precisa che nel mondo digitale sono molti gli strumenti che un autore fai da te può sfruttare in proprio senza legarsi a case editrici a pagamento, ecc.
Ovviamente, mi viene da dire, fa notare che il lavoro di qualità deve essere remunerato e però dice anche in modo chiaro che nessun agente serio è in grado di garantire la pubblicazione ad un autore che a lui si rivolge.
Ancora più incuriosito, ho fatto una veloce visita al sito dell'agenzia che ha realizzato questo breve ebook ed ho trovato altre numerose informazioni interessanti, sempre gratuite.
Di sicuro dopo la lettura di questo ebook non ho risolto i miei problemi di aspirante autore, ma nemmeno ho avuto a che fare con qualcuno che ha come suo obiettivo non dichiarato quello di ingannare chi cerca un aiuto da esperti del settore editoriale.

lunedì 15 aprile 2013

Datemi un vestito di Roberta Giacometti

"Con poche frasi vi ho cucito addosso il più bel vestito che potessi permettermi. Per voi sono entrata nel migliore dei sogni, quello più geniale, il sogno di coniugare un breve racconto privato con la sconfinata geografia umana".
Sono una boccata d'aria i racconti che compongono Datemi un vestito, antologia che raccoglie brevi storie scritte da Roberta Giacometti nel corso di vari anni. Anni in cui non c'era ancora il cellulare o l'iPad e la nostra misura economica erano le lire. Da qui il sottotitolo Racconti vintage.
Brevi pennellate di vita, ritratti abbozzati di persone comuni che hanno l'intensità del vissuto reale, che raccontano con ironia la realtà quotidiana fatta di aneddoti semplici ma che - come la saggezza popolare - insegnano molto.
Suscitano un sorriso per lo più, o una risatina amara, o imbarazzata. Ma poi, pensandoci un po' su, scavando fra le righe, si legge anche molto altro in queste storie di quotidiana umanità. Si legge di coloro per cui la vita è una fatica o una sfida, di chi si lascia vincere  e di chi invece non si arrende, di chi come unica arma ha la leggerezza e chi si armerebbe ogni giorno contro il mondo intero.
Una scrittura diretta, asciutta e senza fronzoli: storie ironiche, tristi, buffe, amare, e anche sensuali, intime, licenziose. Perchè la vita è fatta di tutto questo.
E Roberta Giacometti, con leggerezza e semplicità, ce lo ricorda.


venerdì 12 aprile 2013

Spazio autori al Raduno Nazionale Anobii 2013

L’organizzazione del VI Raduno Nazionale di Anobii, che si terrà a Bologna nei giorni dal 31 maggio al 2 giugno 2013, ha previsto uno spazio autori sulla falsariga di quanto già avvenuto in precedenti edizioni.
L’iniziativa ha un duplice scopo: da un lato fornire uno spazio agli anobiiani-autori e dall’altro raccogliere il maggior numero possibile di libri da utilizzare come premi negli eventi del raduno.
Per quanto riguarda le presentazioni, ciascun autore iscritto ad aNobii (è questo l’unico requisito indispensabile) potrà usufruire di alcuni minuti a lui riservati nel corso del pomeriggio di sabato 2 giugno nei tempi previsti dal programma generale.
Si tratta di uno spazio libero che l’organizzazione mette a disposizione degli autori che vorranno donare una o più copie con dedica del libro presentato; la durata dell’intervento potrà variare in base al numero delle iscrizioni, ma ogni caso non andrà oltre i 10 minuti per autore.
L’iniziativa prevede la donazione di almeno una copia di un proprio libro sul quale l’autore avrà scritto una dedica a ricordo dell’evento (per esempio anche solo un semplice “6° Raduno Nazionale aNobii – Bologna 1-2 giugno 2013″.
Nel caso in cui la partecipazione diretta dell’autore non fosse programmata, esiste comunque la possibilità di contribuire semplicemente inviando direttamente all’organizzazione la/e copie del libro con dedica.
All’interno della sala del ritrovo sarà presente un punto di esposizione nel quale verranno riuniti tutti i libri raccolti, in maniera da dare loro visibilità e tempo ai partecipanti di prenderne visione.
Di ciascun libro verranno fotografate la copertina, la quarta e la pagina con dedica; il tutto verrà pubblicato online in un secondo momento in una sorta di album fotografico.
Ai partecipanti viene concessa la possibilità di mettere in vendita l’opera scelta per la presentazione per un massimo di nr.5 copie.
Due sono dunque i modi per partecipare all’iniziativa:
- venire direttamente al raduno di Bologna accompagnati da un libro
oppure
- spedire all’organizzazione una copia in “piego libri”
Qualsiasi sia la scelta è necessario inviare una mail all’indirizzo dell’organizzazione (anobiibologna2013.spazioautori@gmail.com) e specificare nell’oggetto la dicitura “SPAZIO AUTORI”.
La vostra richiesta verrà inoltrata a chi segue questa parte del raduno il quale vi contatterà per le delucidazioni del caso su come procedere sia per la partecipazione diretta che per l’eventuale invio del libro.
Il GARBO Gruppo Anobii Raduno BOlogna ringrazia fin da ora chi aderirà all’iniziativa

giovedì 11 aprile 2013

Nessuna più a Bologna

Sabato 20 aprile, alle ore 17.30, alla Libreria Ubik Irnerio di Bologna, verrà presentata la raccolta di racconti Nessuna Più. Quaranta scrittori contro il femminicidio, il cui incasso andrà al Telefono Rosa. Alla presentazione interverranno alcuni degli autori: Alessandro Berselli, Stefano Caso, Milvia Comastri, Caterina Falconi, Laura Liberale, Marilù Oliva, Cristina Orlandi, Paola Rambaldi.
Letture dell’attrice Anna Rita Fiorentini.

mercoledì 10 aprile 2013

Agente Letterario 3.0: la recensione di Libertà di parola

La bella recensione pubblicata sul blog Libertà di parola al mio ebook Agente Letterario 3.0.

Un libro che ogni scrittore dovrebbe leggere assolutamente prima di addentrarsi nel mercato editoriale e consultare almeno una volta ogni tanto.
Perché dà indicazioni che solo a prima vista possono sembrare scontate, e chiarisce eventuali dubbi che possono venire durante il percorso.
Un vero manuale, insomma, in cui sono descritti con linguaggio veloce e di immediata comprensibilità il lavoro e l’importanza dell’agente letterario. Un lavoro dinamico, perché non è mai uguale a se stesso, un lavoro delicato perché il futuro dell’autore è nelle mani dell’agente, un lavoro spesso sottovalutato perché l’autore tende a dimenticare di avere a che fare con un essere umano.
L’autore e l’agente sono una squadra, dove il primo deve fidarsi dei consigli di un esperto e il secondo deve comprendere potenzialità e caratteristiche dell’autore e valorizzarli al meglio.
Tutto scritto in questo libro, in modo rapido ma esauriente. Perché ogni autore possa meglio comprendere e valutare.

martedì 9 aprile 2013

Asinelli…ma non troppo: un concorso letterario per anobiani

In occasione del Raduno Nazionale aNobii 2013, il GARBO (Gruppo Anobii Raduno BOlogna) indice il Concorso “Asinelli…ma non troppo” dedicato a racconti brevi di anobiiani.
Gli elaborati vanno inviati via mail a anobiibologna2013.concorso@gmail.com entro il termine tassativo del 30 aprile 2013  completi di nome, cognome, indirizzo e numero telefonico dell’autore.
Il racconto può essere di qualunque genere: noir, thriller, giallo, rosa, umoristico, fantasy, ecc. purché all’interno venga citato il titolo di un libro realmente esistente.
Le opere che partecipano al Concorso, pena l’esclusione, devono:
a)      essere inedite, cioè non pubblicate in versione cartacea o digitale, e non devono avere già ricevuto premi in altri concorsi,
b)      avere una lunghezza massima di 5.000 caratteri spazi inclusi,
c)      appartenere ad autori iscritti ad Anobii
Ogni autore può concorrere con una sola opera.
Tutti i diritti di utilizzo dell’opera rimangono all’autore.
La commissione giudicatrice è composta da cinque membri del GARBO (Gruppo Anobii Raduno BOlogna) dei quali verranno resi noti i nomi durante la premiazione del concorso.
La partecipazione è libera e gratuita. Saranno premiati tre racconti ex equo prescelti dalla giuria il cui giudizio è inappellabile.
Premi: buoni acquisto libri.
Per l’assegnazione del premio sarà indispensabile la presenza dei vincitori o di qualcuno che li rappresenti.
I dati personali trasmessi verranno trattati in conformità al D.Lgs 196/2003 ed utilizzati per le finalità connesse al concorso e conservati per il tempo strettamente necessario.
Per quanto non previsto dal presente bando, varranno le deliberazioni della giuria.

lunedì 8 aprile 2013

In territorio nemico: la prima presentazione a Firenze

Finalmente In territorio nemico debutta in pubblico in occasione della prima presentazione che avrà luogo mercoledì 17 aprile alla Libreria Feltrinelli di Via dei Cerretani a Firenze.
A partire dalle ore 18, gli ideatori della Scrittura Industriale Collettiva Vanni Santoni e Gregorio Mangini  racconteranno dell'esperienza che ha dato vita a questo romanzo sulla Resistenza scritto da 115 autori, tra i quali la sottoscritta.
Per i distratti, riporto la quarta di copertina: non viene voglia di procurarselo al più presto e leggerlo?

Un ufficiale che diserta e intraprende un viaggio attraverso l’Italia devastata dalla guerra. Una ragazza di buona famiglia che diventa una partigiana pronta a uccidere un fascista dopo l’altro. Un ingegnere aeronautico che si nasconde in attesa che passi la bufera. Matteo, sua sorella Adele, il cognato Aldo: sono i personaggi di In territorio nemico, tre giovani separati dalla guerra che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, cercano ritrovarsi in un paese in preda al caos. Nei venti mesi terribili dell’occupazione nazista, i tre protagonisti faranno esperienza della battaglia, dell’isolamento, dell’amore, del conflitto con se stessi, fino ad affrontare la prova più difficile: scegliere da che parte stare mentre la morte li minaccia a ogni passo. In territorio nemico è una nuova epica della Resistenza. Un’epopea corale resa possibile dal lavoro di oltre cento scrittori e ispirata alle testimonianze di chi la guerra l’ha vissuta e non ha cessato di raccontarla. Un romanzo vivo e toccante che, tenendo ben presente l’eredità di Fenoglio, Malaparte e Calvino, apre una rinnovata prospettiva sull’esperienza tragica e fondativa della seconda guerra mondiale italiana.

venerdì 5 aprile 2013

La gatta che suonava il piano di Nicola Nicodemo

E' molto giovane ma già promette bene, Nicola Nicodemo, autore dell'ebook La gatta che suonava il piano.
Tre racconti ambientati nella Parigi occupata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale che hanno come protagonista il giovane padre Vincent e la sua famiglia.
Nello sfacelo e nella disperazione della guerra, sullo sfondo di una città stremata e assediata, Vincent non si arrende e con la forza della speranza cerca di dare un futuro alla figlia.
E alla lotta per la libertà e la sopravvivenza si contrappone la poesia di gesti semplici e attimi sereni.
Tre bei racconti che scorrono con ritmo da leggere in un fiato.

giovedì 4 aprile 2013

Noi e i nostri figli. Dalla nascita all'amore

Questo libro è un concentrato di amore, e di paure, di sacrificio, di abbracci e sorrisi.
Nasce dal "Gruppo Facebook Genitori di ragazzi Down - Esperienze a confronto" con l'intenzione non solo di raccontare le storie, la realtà quotidiana, le gioie e le preoccupazioni di chi genera bambini affetti dalla sindrome di Down, ma anche - proprio attraverso queste storie -  con lo scopo di fare del bene ad altri. Infatti i proventi della vendita dell'ebook - che si può acquistare a questo link - sono interamente destinati ad Emergency.
Si tratta di storie di "ordinaria attesa": la scoperta di aspettare una nuova vita, il pancione che cresce, i sogni per il nuovo nato. Tutti i futuri genitori ci sono passati. Chi racconta, in questo libro, aggiunge anche il carico di timori e perplessità all'annuncio che il bambino potrebbe essere affetto da sindrome di Down, i primi mesi di vita a volte davvero difficili, la tenerezza e l'amore che il piccolino o la piccolina regala ai genitori e che continuerà a regalare loro crescendo.
E vedere le immagini di questi bambini, i loro sorrisi, la loro dolcezza, apre il cuore. Sono storie da condividere con tutti ma in modo speciale con quei neo genitori che hanno in comune con gli autori un figlio down.
Un libro che commuove ma allo stesso tempo che solleva per l'alto contenuto d'amore che vi si respira.
Con il contributo speciale di Franco Bomprezzi, Eugenio Finardi, Mimmo Mancini e Federico Pirro.


mercoledì 27 marzo 2013

In territorio nemico di Scrittura Industriale Collettiva

Quando nel 2009 ho aderito al progretto della Scrittura Industriale Collettiva, non avevo ancora ben chiara l'idea del lavoro che avremmo fatto, ma mi incuriosiva e trovavo le premesse promettenti. Da lì a poco iniziava a nascere l'embrione di In territorio nemico che uscirà in aprile per i tipi di Minimum Fax.
L'esperienza di dare vita ad una storia assieme ad un gruppo di altri 114 autori è stata per me estremamente interessante e anche impegnativa: abbiamo seguito un metodo di lavoro pensato da Vanni Santoni e Gregorio Mangini, gli ideatori della SIC, che ha permesso a tutti di contribuire alla creazione di trama, personaggi, scenari, situazioni.
Un lavoro importante per il metodo utilizzato, per lo sforzo compiuto di verificare l'attendibilità storica e contestuale delle vicende raccontate e per il tema scelto, la Resistenza, che noi autori della SIC sentiamo ancora come snodo importantissimo della storia nazionale.
Nei prossimi giorni vi aggiornerò sulle date delle presentazioni. Intanto vi lascio qui di seguito la quarta di copertina per saperne un po' di più sulla trama.

Un ufficiale che diserta e intraprende un viaggio attraverso l’Italia devastata dalla guerra. Una ragazza di buona famiglia che diventa una partigiana pronta a uccidere un fascista dopo l’altro. Un ingegnere aeronautico che si nasconde in attesa che passi la bufera. Matteo, sua sorella Adele, il cognato Aldo: sono i personaggi di In territorio nemico, tre giovani separati dalla guerra che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, cercano ritrovarsi in un paese in preda al caos. Nei venti mesi terribili dell’occupazione nazista, i tre protagonisti faranno esperienza della battaglia, dell’isolamento, dell’amore, del conflitto con se stessi, fino ad affrontare la prova più difficile: scegliere da che parte stare mentre la morte li minaccia a ogni passo. In territorio nemico è una nuova epica della Resistenza. Un’epopea corale resa possibile dal lavoro di oltre cento scrittori e ispirata alle testimonianze di chi la guerra l’ha vissuta e non ha cessato di raccontarla. Un romanzo vivo e toccante che, tenendo ben presente l’eredità di Fenoglio, Malaparte e Calvino, apre una rinnovata prospettiva sull’esperienza tragica e fondativa della seconda guerra mondiale italiana.


martedì 19 marzo 2013

Scrivere e pubblicare un libro: il 13 e 14 aprile un workshop a Imola

Hai una buona idea per un racconto o un romanzo ma non sai come scriverlo in modo efficace e gradevole? Vuoi raccontare le tue emozioni ma ti assale il panico del foglio bianco? Sei interessato a migliorare la tua scrittura? Desideri capire come promuovere i tuoi scritti e che percorso scegliere per farteli pubblicare?
L’Agenzia Letteraria Carta e Calamaio organizza a Imola il 13 e 14 aprile il workshop Scrivere e pubblicare un libro. Corso di scrittura narrativa e guida per lo scrittore esordiente che fornirà consigli, percorsi, risorse per pubblicare e promuovere i propri testi. Docente sarà Carla Casazza: titolare dell’agenzia letteraria Carta e calamaio, editor, giornalista pubblicista, si occupa di scrittura e comunicazione editoriale con una particolare attenzione agli autori esordienti.
Il workshop accompagnerà l’aspirante autore e lo scrittore esordiente dalla prima stesura di un racconto o romanzo fino alla scelta della pubblicazione o ad altre soluzioni divulgative. Questi i principali temi trattati:
- Dall’idea al testo. Come dare vita ad una storia.
- La cassetta degli attrezzi dello scrittore.
- Mettersi nei panni degli altri: la creazione di un personaggio.
- Ho scritto un libro, e ora? Consigli, percorsi, risorse per pubblicare e promuovere i propri testi.
Il workshop si svolgerà al Centro Sociale La Tozzona (Via Punta, 24) di Imola con i seguenti orari: sabato 13 aprile ore 10-13 e 15-18; domenica 14 aprile ore 10-13.
Ai partecipanti sono richieste solo carta e penna. Numero massimo dei partecipanti: 20.
Costo del workshop 120 euro (studenti 100 euro).
Informazioni, iscrizioni e prenotazioni: cartaecalamaio@gmail.com, 335 6770994
Iscrizioni possibilmente entro il 5 aprile 2013
All’atto dell’iscrizione è richiesto il versamento di una caparra di 50 euro. Il resto del workshop va pagato direttamente sabato 13 aprile a inizio lavori.

venerdì 8 marzo 2013

Nessuna più - Quaranta scrittori contro il femminicidio

Oggi lo chiamano femminicidio. Non è una parola che mi piace molto, ma esprime in sintesi il terribile significato che racchiude: assassinio di una donna, assassinii di tante donne.
Solitamente non parlo di libri non ancora letti, ma questa volta farò un'eccezione: un po' perchè alcuni degli autori che hanno partecipato - gratuitamente - all'iniziativa sono persone che conosco e stimo e di cui amo la scrittura, e un po' perchè oggi è proprio il giorno adatto per parlarne.
Nessuna più, edito da Elliot, curato da Marilù Oliva e in libreria nei prossimi giorni, raccoglie quartanta racconti di altrettanti autori che si sono ispirati a reali fatti di cronaca avvenuti negli ultimi anni in Italia: tutto tristemente reale.
I proventi del libro andranno a sostegno del Telefono Rosa che conduce da 25 anni una battaglia civile necessaria e importantissima.
In Italia, ogni anno, più di cento donne vengono uccise, nella maggioranza dei casi per mano di un uomo che ha avuto una relazione affettiva con la vittima o che la conosceva: mariti, compagni, ex fidanzati, padri, fratelli, vicini, amici, colleghi.
Ci raccontano questa brutale realtà Alessandro Berselli, Francesca Bertuzzi, Sara Bilotti, Mariangela Camocardi, Stefano Caso, Gaja Cenciarelli, Milvia Comastri, Laura Costantini, Andrea Cotti, Loredana Falcone, Vittoria A., Romano De Marco, Maurizio de Giovanni, Caterina Falconi, Ida Ferrari, Alessia Gazzola, Francesca Genti, Lorenza Ghinelli, Laura Liberale, Elisabetta Liguori, Fabrizio Lorusso, Loriano Macchiavelli, Lara Manni, Marina Marazza, Marco Marsullo, Massimo Maugeri, Raul Montanari, Gianluca Morozzi, Andrea Novelli, Marilù Oliva, Cristina Orlandi, Flavia Piccinni, Marco Proietti Mancini, Piergiorgio Pulixi, Paola Rambaldi, Susanna Raule, Matteo Strukul, Marco Vichi, Cristina Zagaria, Gianpaolo Zarini.

Oggi è l'8 marzo, Festa della donna. Non ho mai "sentito" questa celebrazione e non ho mai festeggiato perchè credo che la donna, l'uomo, gli esseri umani tutti, vadano festeggiati ogni giorno con il rispetto, l'amore, la considerazione.
Perciò, se proprio vi piace il gesto, portateci pure le mimose, ma soprattutto portateci rispetto.

mercoledì 6 febbraio 2013

Due di Andrea Biondi

Si sorride spesso leggendo Due, romanzo d'esordio di Andrea Biondi, storia a metà tra l'azione e il giallo ambientata nell'appennino Romagnolo. Ci si ritrova a "fare il tifo" per Romano, giornalista sportivo un po' piacione, che è partito per la casa di montagna dei suoi nonni, a Maciano, nel Montefeltro, pregustando un fine settimana di solitario relax, e si ritrova invece coinvolto in una vicenda complessa, strana e rischiosa, che metterà in discussione molti aspetti della sua vita. E tutto questo grazie (o per colpa) di Giulia, bella, misteriosa, vagamente "gne gne" (ma è un prima impressione, poi ci si ricrede), incaricata di proteggere Romano dall'imminente pericolo di morte. Sotto una pioggia che non si decide a smettere i due cercano di non essere sopraffatti da un complotto che affonda le radici nel passato. Il racconto a due voci della vicenda, si intreccia ad una terza voce narrante che ogni tanto si insinua nella storia riportando schegge di eventi accaduti nel deserto librico del 1940, dove un ragazzino assiste all'ultimo atto di eroismo di Italo Balbo e di un manipolo di uomini che stanno remando contro al Duce.
Scritto con ritmo e ironia, il romanzo dopo una prima impressione di lettura "leggera", offre inattesi spunti di approfondimento storico conditi dalle "perle di saggezza" di Romano che con la sua filosofia un po da "pataca" sotto sotto un suo messaggio lo lascia. 

lunedì 4 febbraio 2013

Vita di Pi di Yann Martel

Ho iniziato a leggere Vita di Pi di Yann Martel dopo avere visto il bel film di Ang Lee uscito nelle sale italiane a Natale. Film che mi è piaciuto ma ha lasciato perplessa riguardo alcuni aspetti della vicenda particolarmente enfatizzati come l'insolito politeismo del protagonista e il taglio molto spirituale dato alla storia. Volevo capire se anche l'autore del romanzo li aveva enfatizzati allo stesso modo. E se la storia raccontata nel romanzo era resa fedelmente sullo schermo. Ebbene il film ripropone in modo quasi puntuale la vicenda di Piscine Molitor Patel, detto Pi Patel, che in seguito al naufragio del mercantile in cui era imbarcato coi genitori, il fratello e buona parte degli animali dello zoo di famiglia, si ritrova naufrago su una scialuppa con la sola compagnia di una tigre del Bengala che si chiama Richard Parker. Qualche volo poetico lo sceneggiatore se l'è concesso - come la storia d'amore di Pi con la ragazza che deve lasciare in India per trasferirsi in Canada con la famiglia - e ha anche omesso alcuni episodi piuttosto crudi della storia, o dettagli che avrebbero allungato troppo la pellicola.
Il romanzo (come il film) non è una favoletta leggera: l'autore descrive molto realisticamente e nei dettagli atti di violenza tra animali, sbranamenti, ed altre crudezze, compreso il degrado alimentare di un naufrago affamato. Sconsiglio perciò la lettura a persone facilmente impressionabili, schizzinose oppure agli animalisti.
Allo stesso tempo ho trovato molto interessanti le disgressioni "zoologiche" di Martel, e divertente l'approccio spesso ironico di Pi anche nei momenti più difficili del naufragio.
La filosofia che anima il protagonista è originale (crede contemporaneamente in Dio, Allah e Javè), e il messaggio che l'autore dà, raccontando la tenacia estrema del ragazzo che in nome dell'amore per la vita resiste nonostante tutto a più di 200 giorni di naufragio, è di certo incoraggiante. Anche il finale aperto (o che dà l'illusione di essere tale) rispetta lo spirito alternativo e controccorrente di Pi, la sua costante ricerca della verità e una visione estremamente spirituale della vita.


lunedì 28 gennaio 2013

Le fiabe

Le fiabe dicono più che la verità. E non solo perché raccontano che i draghi esistono, ma perché affermano che si possono sconfiggere.
G.K.Chesterton

venerdì 25 gennaio 2013

Premio Stefano Benassi 2013

Dopo il lusinghiero successo della scorsa edizione (oltre 100 i partecipanti), Università Aperta “Giulietta Masina e Federico Fellini” di Rimini promuove la seconda edizione del Concorso internazionale di narrativa “Premio Stefano Benassi”. Un’iniziativa nata per ricordare Stefano Benassi, professore di Sociologia della letteratura all’Università di Bologna e per quasi dieci anni docente di scrittura creativa nei corsi di Università Aperta.
Benassi è scomparso prematuramente nel 2008, lasciando un indelebile ricordo in quanti lo hanno conosciuto. Sempre gentile e disponibile, coltissimo, dava consigli a tutti gratuitamente e credeva profondamente nel valore della scrittura e dello stare insieme.
Il concorso di narrativa è aperto a tutte le persone maggiorenni, che possono partecipare inviando a Università Aperta un racconto inedito a tema libero di lunghezza massima di 5.000 battute. La quota di partecipazione è di 10 euro e la scadenza per inviare i racconti è fissata al 20 aprile 2013.
La Giuria, presieduta dallo scrittore riminese Michele Marziani, è formata dall’agente letteraria imolese Carla Casazza, dallo scrittore lombardo Angelo Ricci, dalle insegnanti riminesi Giovanna Gazzoni e Angela Grossi. La Giuria selezionerà 10 racconti che successivamente saranno letti dai partecipanti a uno dei gruppi di lettura attivi presso la Biblioteca A. Gambalunga di Rimini. Ciascun lettore darà un voto ai singoli racconti, voti che andranno a sommarsi a quelli dati in precedenza dalla Giuria.
«Ci interessa ribadire la matrice popolare della scrittura perché questa era l’idea di Stefano Benassi – dice Marziani, che è anche docente di scrittura narrativa nei laboratori promossi da Università Aperta. Il Premio è dedicato a gente che scrive per il piacere di scrivere, non necessariamente perché pensa di intraprendere la “carriera” di scrittore. La nostra idea è quella della scrittura per tutti».
Riguardo il tema libero, Marziani spiega che «volutamente non abbiamo indicato un tema, ma c’è una lunghezza massima da rispettare, perché consideriamo un valore saper raccontare una storia in un piccolo spazio».
Per quanto concerne l’internazionalità del Premio, «partendo da una chiave locale, vogliamo guardare all’Italia ma anche a tutte le zone in cui si parla italiano, come la vicina Repubblica di San Marino e il Canton Ticino svizzero, o dove vivono comunità di italiani, come gli Stati Uniti e il Canada», conclude Marziani.
Premi: 500 euro al primo classificato, 300 al secondo, 200 al terzo. È inoltre previsto un Premio speciale al miglior Autore della provincia di Rimini, che riceverà un buono acquisto libri di 100 euro, da spendere presso la Libreria Riminese.
La premiazione del concorso si terrà in settembre a Rimini, in occasione dell’inaugurazione del prossimo anno accademico di Università Aperta.
Info: tel. 0541 28568 / 0541 22323, http://www.uniaperta.it

venerdì 18 gennaio 2013

Dall'altare della gloria di Marco Pellegrino

Seconda silloge poetica del giovane autore Marco Pellegrino che anche in questa raccolta di 32 poesie cattura il lettore con la forza onirica ed evocativa dei suoi versi.
Canta soprattutto la vita e l'amore, e lo fa nella migliore tradizione classica e neoclassica, alternando rime violente come tempesta ad altre delicate come una lieve brezza che increspa appena le onde.
Pagina dopo pagina ci si immerge in un cantico grandioso e corale, potente e suggestivo che racconta il sentimento più grande a cui il poeta erige l'Altare della Gloria.

mercoledì 2 gennaio 2013

Narratori delle pianure di Gianni Celati

Confesso che ho fatto molta fatica a leggere la raccolta di racconti Narratori delle pianure, scritti all'imperfetto e nello stile di un verbale dei Carabinieri. Ammetto la mia ignoranza di fronte a questo autore di cui probabilmente non ho colto l'essenza e la chiave di lettura. Non si scandalizzino gli intellettuali ma la scrittura usata da Celati proprio non mi è piaciuta: semplicistica, elementare, quella di uno che racconta storie all'amico al bar. Probabilmente era proprio questo il risultato che voleva, "effetto cantastorie", l'essenzialità delle parole per dare maggiore risalto alla forza delle storie.
Non mi pongo certamente di fronte a tale autore con velleità critiche: chi sono io per farlo? Esprimo solo un'impressione soggettiva a pelle. Perchè per me la lettura è questione anche di pelle e pur di fronte a storie curiose, visionarie, ironiche, un po' strambe che hanno soddisfatto il mio bisogno di affabulazione, il ritmo narrativo non mi ha toccato le corde giuste lasciandomi alla fine non soddisfatta e un po' perplessa.