mercoledì 2 gennaio 2013

Narratori delle pianure di Gianni Celati

Confesso che ho fatto molta fatica a leggere la raccolta di racconti Narratori delle pianure, scritti all'imperfetto e nello stile di un verbale dei Carabinieri. Ammetto la mia ignoranza di fronte a questo autore di cui probabilmente non ho colto l'essenza e la chiave di lettura. Non si scandalizzino gli intellettuali ma la scrittura usata da Celati proprio non mi è piaciuta: semplicistica, elementare, quella di uno che racconta storie all'amico al bar. Probabilmente era proprio questo il risultato che voleva, "effetto cantastorie", l'essenzialità delle parole per dare maggiore risalto alla forza delle storie.
Non mi pongo certamente di fronte a tale autore con velleità critiche: chi sono io per farlo? Esprimo solo un'impressione soggettiva a pelle. Perchè per me la lettura è questione anche di pelle e pur di fronte a storie curiose, visionarie, ironiche, un po' strambe che hanno soddisfatto il mio bisogno di affabulazione, il ritmo narrativo non mi ha toccato le corde giuste lasciandomi alla fine non soddisfatta e un po' perplessa.

Nessun commento: