mercoledì 27 marzo 2013

In territorio nemico di Scrittura Industriale Collettiva

Quando nel 2009 ho aderito al progretto della Scrittura Industriale Collettiva, non avevo ancora ben chiara l'idea del lavoro che avremmo fatto, ma mi incuriosiva e trovavo le premesse promettenti. Da lì a poco iniziava a nascere l'embrione di In territorio nemico che uscirà in aprile per i tipi di Minimum Fax.
L'esperienza di dare vita ad una storia assieme ad un gruppo di altri 114 autori è stata per me estremamente interessante e anche impegnativa: abbiamo seguito un metodo di lavoro pensato da Vanni Santoni e Gregorio Mangini, gli ideatori della SIC, che ha permesso a tutti di contribuire alla creazione di trama, personaggi, scenari, situazioni.
Un lavoro importante per il metodo utilizzato, per lo sforzo compiuto di verificare l'attendibilità storica e contestuale delle vicende raccontate e per il tema scelto, la Resistenza, che noi autori della SIC sentiamo ancora come snodo importantissimo della storia nazionale.
Nei prossimi giorni vi aggiornerò sulle date delle presentazioni. Intanto vi lascio qui di seguito la quarta di copertina per saperne un po' di più sulla trama.

Un ufficiale che diserta e intraprende un viaggio attraverso l’Italia devastata dalla guerra. Una ragazza di buona famiglia che diventa una partigiana pronta a uccidere un fascista dopo l’altro. Un ingegnere aeronautico che si nasconde in attesa che passi la bufera. Matteo, sua sorella Adele, il cognato Aldo: sono i personaggi di In territorio nemico, tre giovani separati dalla guerra che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, cercano ritrovarsi in un paese in preda al caos. Nei venti mesi terribili dell’occupazione nazista, i tre protagonisti faranno esperienza della battaglia, dell’isolamento, dell’amore, del conflitto con se stessi, fino ad affrontare la prova più difficile: scegliere da che parte stare mentre la morte li minaccia a ogni passo. In territorio nemico è una nuova epica della Resistenza. Un’epopea corale resa possibile dal lavoro di oltre cento scrittori e ispirata alle testimonianze di chi la guerra l’ha vissuta e non ha cessato di raccontarla. Un romanzo vivo e toccante che, tenendo ben presente l’eredità di Fenoglio, Malaparte e Calvino, apre una rinnovata prospettiva sull’esperienza tragica e fondativa della seconda guerra mondiale italiana.


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