mercoledì 6 febbraio 2013

Due di Andrea Biondi

Si sorride spesso leggendo Due, romanzo d'esordio di Andrea Biondi, storia a metà tra l'azione e il giallo ambientata nell'appennino Romagnolo. Ci si ritrova a "fare il tifo" per Romano, giornalista sportivo un po' piacione, che è partito per la casa di montagna dei suoi nonni, a Maciano, nel Montefeltro, pregustando un fine settimana di solitario relax, e si ritrova invece coinvolto in una vicenda complessa, strana e rischiosa, che metterà in discussione molti aspetti della sua vita. E tutto questo grazie (o per colpa) di Giulia, bella, misteriosa, vagamente "gne gne" (ma è un prima impressione, poi ci si ricrede), incaricata di proteggere Romano dall'imminente pericolo di morte. Sotto una pioggia che non si decide a smettere i due cercano di non essere sopraffatti da un complotto che affonda le radici nel passato. Il racconto a due voci della vicenda, si intreccia ad una terza voce narrante che ogni tanto si insinua nella storia riportando schegge di eventi accaduti nel deserto librico del 1940, dove un ragazzino assiste all'ultimo atto di eroismo di Italo Balbo e di un manipolo di uomini che stanno remando contro al Duce.
Scritto con ritmo e ironia, il romanzo dopo una prima impressione di lettura "leggera", offre inattesi spunti di approfondimento storico conditi dalle "perle di saggezza" di Romano che con la sua filosofia un po da "pataca" sotto sotto un suo messaggio lo lascia. 

lunedì 4 febbraio 2013

Vita di Pi di Yann Martel

Ho iniziato a leggere Vita di Pi di Yann Martel dopo avere visto il bel film di Ang Lee uscito nelle sale italiane a Natale. Film che mi è piaciuto ma ha lasciato perplessa riguardo alcuni aspetti della vicenda particolarmente enfatizzati come l'insolito politeismo del protagonista e il taglio molto spirituale dato alla storia. Volevo capire se anche l'autore del romanzo li aveva enfatizzati allo stesso modo. E se la storia raccontata nel romanzo era resa fedelmente sullo schermo. Ebbene il film ripropone in modo quasi puntuale la vicenda di Piscine Molitor Patel, detto Pi Patel, che in seguito al naufragio del mercantile in cui era imbarcato coi genitori, il fratello e buona parte degli animali dello zoo di famiglia, si ritrova naufrago su una scialuppa con la sola compagnia di una tigre del Bengala che si chiama Richard Parker. Qualche volo poetico lo sceneggiatore se l'è concesso - come la storia d'amore di Pi con la ragazza che deve lasciare in India per trasferirsi in Canada con la famiglia - e ha anche omesso alcuni episodi piuttosto crudi della storia, o dettagli che avrebbero allungato troppo la pellicola.
Il romanzo (come il film) non è una favoletta leggera: l'autore descrive molto realisticamente e nei dettagli atti di violenza tra animali, sbranamenti, ed altre crudezze, compreso il degrado alimentare di un naufrago affamato. Sconsiglio perciò la lettura a persone facilmente impressionabili, schizzinose oppure agli animalisti.
Allo stesso tempo ho trovato molto interessanti le disgressioni "zoologiche" di Martel, e divertente l'approccio spesso ironico di Pi anche nei momenti più difficili del naufragio.
La filosofia che anima il protagonista è originale (crede contemporaneamente in Dio, Allah e Javè), e il messaggio che l'autore dà, raccontando la tenacia estrema del ragazzo che in nome dell'amore per la vita resiste nonostante tutto a più di 200 giorni di naufragio, è di certo incoraggiante. Anche il finale aperto (o che dà l'illusione di essere tale) rispetta lo spirito alternativo e controccorrente di Pi, la sua costante ricerca della verità e una visione estremamente spirituale della vita.