lunedì 27 gennaio 2014

Carne innocente di Laura Costantini e Loredana Falcone

La storia raccontata in Carne innocente si svolge su due piani temporali diversi, la Roma del 1943 e quella del 2011, che si alternano e ci fanno seguire in parallelo le vicende di Elide e Nemo. Elide è una prostituta che ha ucciso un capitano delle SS; incidentalmente si trova nel ghetto durante i rastrellamenti e viene arrestata come ebrea e destinata al campo di concentramento. Perchè non ha rivelato la sua identità? Perchè ha lasciato che la credessero ebrea benchè non lo sia?
"Fa freddo, l'ottobrata romana è andata persa insieme alle speranze di essere fuori da questa maledetta guerra. E ora questa cosa degli ebrei. [...] Elide sa che questa per i giudei di Roma è la resa dei conti. [...] "Povera carne innocente", ha sentito mormorare a una donna mentre i camion si radunavano davanti a S.Angelo in Pescheria. Nessuno lo direbbe di lei, messa davanti a un plotone d'esecuzione. Invece qui, in quest'aula dove sudore, lacrime e paura rendono tutti fratelli, lei è una vittima come tutti gli altri. Le lacrime di quella donna sconosciuta hanno mondato la sua anima."
Nella Roma attuale, del 2011, il giornalista Nemo Rossini attende invano ad un appuntamento Rachel, amica americana ebrea di origini italiane. Passano alcuni giorni ma di Rachel non c'è traccia e Nemo convince l'amico maresciallo Vergassola ad indagare sulla scomparsa della donna. Purtroppo Rachel viene trovata morta e le indagini proseguono per scoprire i colpevoli dell'omicidio. Perchè Rachel era tornata in Italia? Che legami aveva con la famiglia ebrea sterminata nell'Olocausto e di cui conservava la foto in borsa?
Chi ha letto altri romanzi della coppia Costantini Falcone conosce Nemo Rossini e il maresciallo Vergassola, protagonisti anche di Fiume Pagano. Ma Carne innocente non è un vero e proprio "sequel", piuttosto una diversa luce sotto cui vedere questi due personaggi che qui appaiono molto più tangibili, emotivi, vivi e reali. Di primo acchito questo romanzo di Laura Costantini e Loredana Falcone coinvolge, commuove, fa riflettere, lascia traccia. Un buon romanzo, quindi, e già saremmo soddisfatti. Poi a ripensarci, a soppesarlo, ci si sorprende delle tante implicazioni e dell'alchimia di elementi che lo caratterizza e la stima per le autrici cresce.
Perchè le autrici riescono a combinare una vicenda "gialla", con la memoria di avvenimenti terribili e tragici come l'Olocausto, e lo fanno con rispetto, partecipazione, ma senza censure o buonismi. A questo combinano un intreccio ben costruito, la giusta dose di suspance e la scanzonata lievità di alcuni personaggi che stempera il tutto con ironia. Facendo sì che un romanzo godibile e avvincente, divenga anche memento.
"Questa è la Casa della Memoria, il nostro compito è ricordare al mondo quello che è successo. Per farlo dobbiamo essere i primi a non dimenticare, mai".

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