lunedì 24 febbraio 2014

La vita non dura un quarto d'ora di William A. Prada

Racconto lungo o romanzo breve? Potrebbe essere "catalogato" come romanzo o è più indicato dire che si tratta di una sorta di epistolario? E prima ancora, si tratta di fiction o di una storia autobiografica?
Sono tante le domande che si affollano inziando a leggere La vita non dura un quarto d’ora, in cui un figlio già adulto si racconta al padre scomparso, distillando assieme leggerezza, ironia, dolore, senso di vuoto per una assenza così importante.
E in realtà poco ci importa che si tratti di finzione o realtà perchè le riflessioni e gli aneddoti che si incrociano nelle pagine dell'ebook emozionano, fanno sorridere o ci inchiodano lì a riflettere che certe considerazioni sono venute in mente anche a noi pensando ad un genitore che ci ha lasciato o ci lascerà. Perchè purtroppo, pur augurandoci che accada il più tardi possibile, sappiamo che ci dovremo passare, se non ci siamo già passati.
E mentre leggiamo capiamo quello che - immagino - ha capito l'autore scrivendo: per quanto il dolore sia terribile e ci paia inaffrontabile, non rinunciamo ai ricordi, manteniamo viva la memoria di chi ha intrecciato la sua vita con la nostra, perchè proprio attraverso questa memoria rendiamo tangibili e incorruttibili al trascorrere del tempo coloro che tanto ci mancano, dimenticandoci per un po' la loro assenza.

2 commenti:

Farfalla Legger@ ha detto...

Dalla tua recensione credo che sia un ottimo libro. Prendo nota
Abbraccio

Carla Casazza ha detto...

Certamente un libro interessante e con uno stile particolare. Non posso definirlo ottimo perchè è un aggettivo che assegno a pochi libri, ma buono di sicuro sì e da leggere :-)