venerdì 14 marzo 2014

Adamante. Ciò che resta del nero di Maria Silvia Avanzato

Case Adamo è un piccolo paese ai piedi dell'Appennino bolognese senza alcun fascino, polveroso e vecchio, tanto quanto il cinema Adamante, con un glorioso passato, fatto costruire dal Duce e luogo di svago degli abitanti della zona per tanti anni.
Tra le poltroncine del cinema c'è chi ha sognato, chi ha pianto, chi si è innamorato, addirittura (si dice) chi è venuto al mondo. E anche se ora è in rovina la gente di Case Adamo lo guarda con referente affetto ricordando gli antichi fasti. Il vecchio proprietario è morto e nessuno è venuto a reclamare l'edificio. Finchè non si presenta Rachele Biasetti, la figlia ed erede del proprietario che vorrebbe radere al suolo il cinema e trasformare l'area magari in un bel centro commerciale, nonchè ristrutturare velocemente Casa Biasetti e venderla al miglior offerente. Mentre Rachele, mal vista dai paesani, tenta (non è così facile come pensava) di dare corpo al suo progetto, Guerzo, Fish e Bag, tre ragazzotti del paese, programmano di intrufolarsi nel cinema e verificare di persona cosa c'è dentro e se davvero ci vive una misteriosa bambina o se si tratta di un fantasma. Entrare sembra un gioco da ragazzi ma non lo è sia a causa di tutta una serie di imprevisti che li obbligano a rimandare continuamente l'impresa, sia perchè aleggia la paura: anni prima un ragazzino che si è intrufolato nel cinema è morto tragicamente.
Attorno si muovono una girandola di personaggi piuttosto inquietanti e grotteschi, severi e rancorosi, strambi o borderline che colorano di nero la vicenda e portano ad un epilogo inaspettato. Maria Silvia Avanzato, nelle storie nere e gotiche si muove a suo agio molto più che in altri generi in cui si è cimentata con buoni risultati, ma non così efficaci come nel caso del noir: perchè le storie nere le sa vestire di malinconia, orrori e ironia, tratteggia efficacemente personaggi "da paese" come la brutta, rancorosa e bigotta Bice dell'emporio, Lucio il "tardo" del paese con l'ormone folle, Senuga il becchino "giustiziere", l'altrettanto bigotta Olga Bagatto madre del metallaro Bag, Guerzo adolescente complicato che fa innamorare tutte le ragazzine, e Fish il suo amico che sembra ancora un bambino. E poi la vecchia Matilde della foresta, Loris serio e composto che ama la musica lirica, Damian il suo uomo di fatica sudamericano ladro e infido, e tanti altri comprimari che aggiungono carattere ad una vicenda sempre più intricata e misteriosa.
Una lettura coinvolgente, godibile, ricca di ritmo e ben scritta. Un romanzo da divorare, prima che Adamante divori voi.

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