giovedì 19 novembre 2015

Diario di bordo di uno scrittore di Björn Larsson - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di novembre della rivista letteraria on line Il Colophon.

 Lo scrittore svedese Björn Larsson è conosciuto in Italia soprattutto per i romanzi La vera storia del pirata Long John Silver e Il cerchio celtico, ma la sua produzione letteraria è assai più ampia. Ad essa ha dedicato Diario di bordo di uno scrittore, realizzato in esclusiva per i lettori italiani in occasione dei 25 anni della Casa Editrice Iperborea (che pubblica Larsson nel nostro Paese), nel quale racconta il proprio percorso professionale analizzando uno per uno i suoi libri e il processo creativo da cui ciascuno di essi è scaturito.
Così Larsson dedica ad ogni libro un capitolo, procedendo in rigoroso ordine cronologico dalla sua prima pubblicazione, una raccolta di racconti intitolata Splitter (Relitti), fino al romanzo I poeti morti non scrivono gialli, ricostruendo la loro genesi ed evoluzione, le idee e le emozioni da cui sono nati. "[...] questa è una visita al cantiere dove viene impostata la chiglia, si disegna il progetto, si immagazzinano i materiali necessari, a volte con molte difficoltà di consegna. Un invito al lettore nell’officina dello scrittore. Ma ho anche voluto dire qualcosa sul dopo, su quello che succede una volta avvenuto il varo" scrive Larsson.
Secondo lui quello dello scrittore è un mestiere solitario che presuppone un costante interrogarsi sul senso di ciò a cui si dà vita, sentendo sulle proprie spalle la responsabilità di lasciare ai lettori non solo una bella storia con cui svagarsi per qualche ora, ma contenuti su cui riflettere, idee che lascino traccia e magari servano a cambiare in qualche modo la vita di chi legge. Possibilmente in senso positivo. Ritiene che scrivere sul serio, non come hobby o svago, ma nel tentativo di creare un buon libro, il migliore di cui si è capaci, sia una grande fatica. Un impegno totalizzante che ti monopolizza finchè non hai messo la parola “fine”.
"Potrà suonare retorico" - dice ancora Larsson - "ma uno dei motivi per cui scrivo è proprio perché qualcuno un giorno sappia che sono esistito e che ho fatto del mio meglio perché altri, in particolare i miei lettori, possano vivere un’esistenza che ha significato". Mi pare un patto impegnativo da stringere coi lettori, ma anche una bella promessa per chi si troverà in mano i suoi libri, una garanzia di qualità o almeno l'idea confortante che mentre l'autore buttava giù la sua storia, parola dopo parola, pensava un po' anche a noi che ora leggiamo il suo romanzo.
Forse è proprio per questo che molti di noi trovano la lettura non solo un'attività che arricchisce culturalmente, diverte, rilassa, insegna, ma anche qualcosa di rasserenante e terapeutico.
Tornando a Diario di bordo, è affascinante leggere i fatti, le coincidenze, i pensieri che hanno dato origine alle idee attorno a cui hanno preso corpo le trame dei vari libri, scoprire come questi abbiano influito sulla vita dello scrittore determinando, a volte, le successive scelte professionali o metodologiche. Vedere quanto studio c'è dietro ad ogni romanzo, e quali piccole "follie" può compiere lo scrittore in nome della propria storia.
Questo è un libro che sicuramente i lettori di Larsson ameranno, perché fornisce loro molte risposte agli interrogativi nati leggendo i suoi romanzi. Ma è interessante anche per chi scrive, per comprendere - senza tanta retorica e nessuna pretesa didattica - come funzionano le dinamiche della scrittura, qual'è l'approccio al "foglio bianco" di un professionista, il livello di coinvolgimento emotivo a cui chi vuole fare seriamente questo mestiere va incontro.
Ma Larsson non intende spaventare o scoraggiare nessuno, così questo libro è anche il racconto ironico e accattivante di un "mestiere" di sicuro impegnativo ma tuttavia molto soddisfacente.
Niente a che vedere con la scrittura come sofferenza ostentata da certi autori.
Perché - come scrisse il poeta francese Jean Malrieu - "Corre voce che si può essere felici".

2 commenti:

Kinsy ha detto...

Di Larsson non ho ancora letto null'altro, ma questo libro mi ha catturato in libreria e l'ho trovato una lettura interessante.

Carla Casazza ha detto...

Stessa cosa nel mio caso. Infatti ora mi sono segnata nell'interminabile lista dei libri da leggere anche i titoli di Larsson!