lunedì 2 novembre 2015

I segnati da Dio di Giuseppe Risi - Recensione

Fino a quando, nei primi anni '60, è entrato in uso il vaccino antipolio sviluppato da Sabin, la poliomelite ha invalidato decine di migliaia di bambini in tutto il mondo. Basti pensare che in Italia, solo nel 1958, furono notificati oltre ottomila casi. Chi veniva colpito in maniera meno grave, seguendo terapie spesso molto dolorose e sottoponendosi ad interventi, riusciva a recuperare tutta o in parte la mobilità, ma a quale prezzo. Se pensiamo che si trattava di bambini anche piccolissimi e che le cure dovevano essere fatte entro il periodo dello sviluppo.
Giuseppe Risi, ex bambino poliomelitico, grazie alla sua autobiografia "I segnati da Dio" ci fa entrare in questo mondo di piccoli invalidi, spesso ricoverati a lungo  in case di cura, e ci racconta una realtà che molti di noi conoscono appena o, nel caso di chi ha meno di quarant'anni, non conoscono affatto.
Giuseppe, nato le 1946 e al quale la poliomelite venne diagnosticata a pochi mesi, con una prosa semplice ma che coinvolge, ripercorre la propria infanzia e giovinezza, gli anni trascorsi all'Istituto Ortopedico Toscano - ai tempi struttura all’avanguardia in Italia nel campo della cura della poliomielite - la forza d'animo per combattere e superare questa malattia: merito in particolare della tenacia della sua matrigna Marì che non si arrese nemmeno di fronte ad ostacoli che parevano insormontabili.
E proprio a Marì è dedicato il libro, all'amore per quel figlio non suo che grazie a lei è riuscito a camminare normalmente, crearsi una carriera professionale e una famiglia. Dimenticandosi il nomignolo di "zopèt" che per anni l'aveva fatto sentire diverso dagli altri bambini e ragazzini del paese.
«In questo libro – spiega Risi – ho voluto raccontare il senso di inferiorità che ho superato soltanto negli ultimi anni, ma ho anche voluto omaggiare Marì, la matrigna che mi ha cresciuto dandomi l’amore di una madre naturale». E riguardo al titolo del libro chiarisce: «Non si tratta di un effettivo riferimento religioso. Volevo indicare semplicemente l’epiteto affibbiato a coloro che, come me, erano affetti da questa patologia».
Dicevo che la prosa con cui è scritto il libro è semplice, senza pretese letterarie: è chiaro che l'intento dell'autore è unicamente quello di raccontare la propria esperienza. Ma il risultato è una testimonianza preziosa e piacevole, che si legge come un romanzo, e racconta non solo il dramma della poliomelite, ma anche la semplice vita nelle campagne emiliane del dopoguerra e la delicata storia d'amore nata tra le mura dell'Istituto Ortopedico Toscano tra Giuseppe ed Eleonora.


I segnati da Dio
di Giuseppe Risi
Editoriale Sometti

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