martedì 17 novembre 2015

Il nuovo numero de Il Colophon è on line

Di cosa parliamo quando parliamo di libri? Qual è il rapporto tra scrittore e lettore? Tra lettore e letture?
Da queste domande prende ispirazione il quarto numero della rivista digitale di letteratura Il Colophon, on line da oggi.
Scriveva David Foster Wallace: "Se uno scrittore si rassegna all’idea che il pubblico sia troppo stupido, ad aspettarlo ci sono due trappole. Una è la trappola dell’avanguardismo: si fa l’idea che sta scrivendo per altri scrittori, perciò non si preoccupa di rendersi accessibile o affrontare questioni rilevanti. Si preoccupa di far sì che ciò che scrive sia strutturalmente e tecnicamente raffinatissimo: involuto al punto giusto, ricco di appropriati riferimenti intertestuali… L’opera deve sprizzare intelligenza. Ma all’autore non importa nulla se sta comunicando o meno con un lettore interessato a provare quella stretta allo stomaco che è poi il motivo principale per cui leggiamo. Sul fronte opposto ci sono opere volgari, ciniche, commerciali, realizzate secondo formule prestabilite  -  essenzialmente, il corrispondente letterario della tv  - che manipolano il lettore, che presentano materiale grottescamente semplificato con uno stile avvincente perché infantile. La cosa strana è che vedo questi due fronti farsi la guerra quando in realtà hanno un’origine comune, che è il disprezzo per il lettore: l’idea che l’attuale emarginazione della letteratura sia colpa del lettore. Il progetto che vale la pena portare avanti è invece quello di scrivere qualcosa che abbia in parte la ricchezza, la complessità, la difficoltà emotiva e intellettuale dell’avanguardia, qualcosa che spinga il lettore ad affrontare la realtà invece che a ignorarla; ma farlo in maniera tale che il risultato provochi anche piacere a chi legge. Il lettore deve sentire che l’autore sta parlando con lui, non assumendo una serie di pose".
Ecco, questa riflessione è il punto di partenza del nuovo numero de Il Colophon, ricco di interviste, articoli, recensioni, racconti, tutti declinati secondo il rapporto tra lettore, scrittore, libri e lettura.
"Parlavo di recente con mio figlio di 17 anni - scrive il direttore della rivista, Michele Marziani - che, come tutti i suoi coetanei, possiede quel briciolo di intelligenza che poi normalmente nella vita si perde. Discutevamo delle domande ultime dell’uomo  -  del perché siamo al mondo con tutte le declinazioni del caso  -  gli rispondevo con tutta l’onestà possibile per un signore di 53 anni quale sono: non ne ho la più pallida idea, ma visto che sono qui provo a fare qualcosa perché il mondo in cui vivo sia un po’ più bello, se non proprio migliore. Poi a bruciapelo gli ho chiesto: «Tu invece che risposta vorresti trovare?»
«Nessuna. Mi piace passeggiare sulla spiaggia al mattino facendomi molte domande».
In questo l’incontro tra generazioni: ci piacciono le domande. Ci importa poco delle risposte.
Non a caso questo numero de Il Colophon è orgogliosamente dedicato a Pier Vittorio Tondelli e a Pier Paolo Pasolini".
Questo è il link alla rivista.
Buona lettura e...buone domande!

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