lunedì 9 novembre 2015

La mia intervista a BookTribu


Qualche settimana fa sono stata intervistata dalla redazione di BookTribu, community letteraria e casa editrice che ha un approccio molto interessante ed innovativo nei confronti di editoria e libri.
Ecco cosa mi hanno chiesto e come ho risposto (se volete leggere l'intervista nel sito originale cliccate qui)


Rompiamo subito il ghiaccio, parlaci di te. Chi sei?
Ho divorato libri e scritto fin dai primi anni delle elementari. Questa passione ha influito anche sulle mie scelte lavorative: ho una laurea in scienze dell'educazione ma sono anche iscritta all'ordine dei giornalisti come pubblicista. Così per vari anni ho percorso due binari professionali paralleli, l'insegnamento e il giornalismo. Per scegliere infine il giornalismo, professione che svolgo da vent'anni. Al giornalismo, nel tempo e per fortuite coincidenze, si è affiancato il lavoro in ambito editoriale, come agente, editor e manager culturale.
Che cosa ti ha fatto appassionare all'Editing?
Ho sempre corretto testi altrui: prima come insegnante, poi come coordinatore delle pagine culturali di un settimanale per cui ho lavorato vari anni. Già allora ero un editor in embrione. Poi alcuni amici scrittori mi hanno chiesto di leggere le stesure definitive dei loro romanzi prima che andassero in stampa e hanno trovato utili e circostanziate le mie osservazioni e correzioni. Così ho iniziato a occuparmene in modo più professionale finché, da una decina d'anni, è diventato parte del mio lavoro.
Quale è il rapporto con gli Autori delle opere su cui lavori?
È un rapporto molto costruttivo e principalmente di rispetto. Credo che occorra sempre rispettare il lavoro altrui quindi quando devo editare un testo cerco di immedesimarmi nell'autore, nel suo stile di scrittura, nel genere che ha scelto per raccontare la sua storia, affinché le mie correzioni e i miei suggerimenti siano coerenti con la sua “personalità letteraria”. L'editing è la fase in cui si “confeziona” al meglio un testo perciò il mio intervento deve servire a questo, non a stravolgere o modificare il testo nella sue essenza. È molto importante quindi che editor e autore si confrontino e che l'autore accetti di apportare solo i miglioramenti e le correzioni che condivide e che sente in linea col proprio testo.
Su quali tipologie di testo ami lavorare?
Non ho preferenze: ogni nuovo testo è un'avventura stimolante da affrontare.
Quale è il primo obiettivo per un buon lavoro di Editing?
Come dicevo, l'editing serve a migliorare un testo, a “confezionarlo al meglio” affinché sia corretto, coinvolgente, che funzioni. Ma deve rispettare lo stile di chi l'ha scritto, includendo in questo anche i “segni particolari” che distinguono ogni autore. Ci sono libri bellissimi che non sono scritti in italiano perfetto, ma hanno quel pizzico di originalità che li rende vivi, accattivanti, che li fa amare al lettore. Può essere l'uso frequente di una costruzione sintattica non proprio corretta ma che in quel contesto ha un senso, oppure il discorso diretto espresso in modo alternativo senza virgolette caporali o altri segni distintivi, o l'uso di termini dialettali – sto facendo degli esempi banali. Tutte cose che in linea di massima andrebbero corrette ma in un determinato testo hanno ragione d'essere, lo colorano. L'editor deve capire se è il caso di conservare queste imperfezioni o “limare” il tutto col rischio di rendere la narrazione piatta e anonima.
Da “divoratrice di libri”, come ti definisci, che cosa ti piace leggere?
Amo leggere un po' di tutto, narrativa, saggistica. Non ho un genere preferito. Sono quella che viene definita lettrice forte. Leggo moltissimo sia per lavoro che per piacere personale, una media di 8-10 libri al mese.
E che cosa ti aspetti dal primo Contest Letterario di BookTribu?
Mi piace il principio su cui si fonda BookTribu: offrire a tutti coloro che scrivono per passione la possibilità di proporre il proprio lavoro e di essere valutati da un campione reale di lettori. Senza i “filtri” che spesso la logica delle case editrici impone. Valutare una storia per ciò che è, per l'impatto che ha sui lettori, non in base alle leggi di mercato o a criteri di stile pseudo intellettuale. Quindi mi aspetto che dal contest emergano nuovi autori interessanti.
Quale è il tuo sogno nel cassetto?
Amo il mio lavoro e mi ritengo fortunata per questo, ma vorrei mettere da parte i testi degli altri e potermi dedicare esclusivamente alla mia scrittura.

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