martedì 20 gennaio 2015

Franz Ferdinand. Da Mayerling a Sarajevo. L'erede al trono Francesco Ferdinando d'Austria-Este (1863-1914)

Lo storico Roberto Coaloa, in questo meticoloso e approfondito saggio ci permette di conoscere più da vicino la figura dell'Arciduca Franz Ferdinand e la rete di avvenimenti che, da Mayerling al fatidico 28 giugno 1914, ne determinarono la morte strumentalizzata immediatamente allo scopo di innescare la Prima Guerra Mondiale.
Scrive Coaloa nelle prime pagine del libro: "Una delle tante domande che devo pormi ogni qual volta scrivo di storia è: devo giudicare o devo comprendere? Spesso lo storico si identifica nella figura del giudice del passato (ma anche il pubblico che lo legge commette questo sbaglio: aspettando dei giudizi anzichè la narrazione dei fatti e la loro analisi). La storia è una vasta esperienza delle varietà umane, un lungo incontro degli uomini. La storia non è testimonianza inerte di cose morte, bensì memoria cosciente. Come la vita, nella comprensione e nell'incontro tra uomini, la storia progredisce nello scambio fraterno. Analizziamo quindi la complessa figura del principe Rodolfo, senza giudicarlo, cercando - semplicemente - di comprenderlo."
Con questo spirito Coaloa prende il via dal tragico suicidio/omicidio di Mayerling per tratteggiare lo scenario in cui si compì il destino di Franz Ferdinand che pareva già scritto: i segnali dell'attentato di Sarajevo erano chiari e numerosi ma vennero ignorati (volutamente od ottusamente?) da coloro che non avevano in simpatia le idee politiche di Franz Ferdinand, considerato rispetto agli altri membri della corte ultra tadizionalisti un "liberale".
Di certo un avvenimento che si sarebbe potuto evitare se chi doveva vigilare sulla sicurezza dell'erede al trono fosse stato meno superficiale e se i primi soccorsi che gli prestarono fossero stati meno goffi e incerti.
Insomma, leggendo il saggio ci si fa l'idea che Franz Ferdinand fosse assai scomodo per tutta quella parte della corte che anelava alla guerra e che sarebbe tornato più utile da morto come pretesto occasionale per innescare il conflitto che devastò l'Europa.
Franz Ferdinand, infatti, non approvava la politica balcanica espansionista del ministro degli affari esteri conte Berchtold che secondo lui rischiava di mettere in disaccordo l'Austria sia con la Germania che con la Russia. E allo stesso tempo si opponeva al Capo di Stato Maggiore Franz Conrad von Hotzendorf che aspirava a regolare il più presto possibile il contenzioso con la Serbia.
L'Arciduca riteneva importante consolidare l'autorità dello Stato e accrescere la popolarità della Corona concedendo però, allo stesso tempo, maggiore autonomia ai diversi gruppi linguistici dell'Impero. Per questo appoggiava il progetto della creazione, accanto ad Austria e Ungheria, di una terza entità territoriale che comprendesse Dalmazia, Regno di Croazia-Slovenia e la Bosnia-Erzegovina. Una entità che avrebbe fatto anche da "cuscinetto" al crescente irredentismo serbo. Questo progetto di "Trialismo" però incontrava molte resistenze e opposizioni negli ambiti del potere.
Ovviamente la questione trattata da Coaloa non si riduce a un'analisi delle sole idee politiche dell'Arciduca ma ci offre un completo panorama delle potenze in gioco e delle dinamiche che condussero al conflitto, nonchè un vivido ritratto di Franza ferdinad e della sua famiglia. Un libro interessante, esaustivo e completo che merita di essere letto.

Franz Ferdinand. Da Mayerling a Sarajevo. L'erede al trono Francesco Ferdinando d'Austria-Este (1863-1914)
di Roberto Coaloa
Parallelo45 Editore, 2014

lunedì 12 gennaio 2015

Le naviganti di Liliana Peirano

Un romanzo attualissimo che affronta il tema della maternità e della depressione post partum in maniera originale. Quattro donne, ciascuna con un atteggiamento diverso nei confronti dell'essere madre, si ritrovano in un microcosmo al femminile: una vacanza che assume i risvolti del giallo quando una di loro, reduce da una dura depressione post partum, scompare con la sua bambina di sette mesi.
Al di là dell'intreccio avvincente, il romanzo è interessante per gli approfondimenti psicologici e il racconto assai vero di ciò che provano le neo mamme. Utile quindi anche a comprendere meglio le pieghe drammatiche che possono prendere certe esperienze di maternità e a rendersi conto che le madri in quanto tali non sono inossidabili, ma donne con insicurezze e fragilità come tutti.
Un bel libro utile, interessante e ben scritto.