giovedì 7 gennaio 2016

L'amore ai tempi della neve di Simon Sebag Montefiore - Recensione

Come spesso accade, il titolo italiano del romanzo - l'originale è One night in winter - è sviante e fa pensare principalmente ad una storia romantica. In realtà - anche se due storie d'amore fanno parte dei tanti tasselli che compongono la vicenda - il romanzo è molto più articolato e complesso: siamo a Mosca nel 1945 e proprio il giorno in cui Stalin celebra in grande la vittoria sui nazisti, su un ponte vicino al Cremlino vengono uccisi a colpi di pistola due rampolli dell'intellighentia moscovita. Omicidio o doppio suicidio? Cospirazione contro lo Stato? Le indagini, dirette personalmente da Stalin, coinvolgono i liceali compagni di scuola delle vittime, tutti appartenenti all'istituto più in vista della città dove studiano i figli di dirigenti di partito, intellettuali, generali, la creme de la creme delle personalità sovietiche. E ben presto vengono trascinate nell'occhio del ciclone anche le famiglie, gli insegnanti e gli amici dei ragazzi, senza risparmiare persino i bambini. In un susseguirsi di giochi politici, sotterfugi e interrogatori che possono mettere a rischio non solo la carriera ma persino la vita delle persone più care ai giovani prigionieri.
Estremamente coinvolgente nella parte sulle indagini e interessante per le ricostruzioni storiche, il romanzo a mio avviso "fa acqua" proprio per le troppe pagine dedicate alle due storie d'amore che potevano essere molto più sintetiche e limitarsi ai fatti necessari per comprendere i vari intrecci che determinano gli eventi. Tante le domande e riflessioni che nascono dalla lettura e pure qualche perplessità che mi piacerebbe discutere con un esperto di storia russa. Nel complesso un buon libro che sarebbe potuto essere ottimo se l'autore non si fosse fatto prendere troppo nella rete del romanticismo.

Nessun commento: