lunedì 8 febbraio 2016

Write drunk, edit sober: il nuovo numero de Il Colophon

Si può intuire già dal titolo - l'esortazione di Hemingway Write drunk, edit sober (scrivi da ubriaco, edita da sobrio) - il tema affrontato nel nuovo numero de Il Colophon: la rivista letteraria on line indaga il rapporto tra gli scrittori e le loro dipenze, alcol o droghe che siano. 
«La cura, le parole rivisitate, l’edit sober, sono la salvezza della scrittura - scrive il direttore Michele Marziani nell'editoriale -  Dell’umanità diremmo. Questa l’indagine de Il Colophon, da ognuno degli autori interpretata a modo proprio. Per le vie di Carver, per le lunghe strade d’America di Kerouac, nell’Europa di Joseph Roth, nelle vigne celebrate da Veronelli, là dove invece il vino si fa processo collettivo di racconto… Tanto c’è da perdersi, inebriarsi, ritrovarsi pure. Poche le interviste, che da vivi dirsi bevitori non sta bene.»
Un numero denso da leggere e centellinare come un buon brandy. A cominciare dagli approfondimenti: i racconti di Carver, l'attualità di Hemingway, la visione di Kerouac, Luciano Bianciardi, "Sotto il vulcano" di Malcolm Lowry, appunti su Joseph Roth e Claudio Magris, il più perfetto dei piaceri imperfetti tra Gautier, Baudelaire, Huysmans e Oscar Wilde, una riflessione sulla scrittura come processo collettivo, l'intervista a Gian Arturo Rota per vent’anni stretto collaboratore di Luigi Veronelli. E poi le recensioni a "The trip to echo spring. On writers and drinking" di Olivia Lang, Un tenero barbaro" di Bohumil Hrabal, "Panegirico" di Guy Debord, "Ginger man" di J.P. Donleavy, "Non abitiamo più qui" di Andre Dubus, "African Psycho" di Alain Mabanckou, "Autobiografia alcolica" di Jack London, "Compagno di sbronze" di Charles Bukowski, "La minaccia della luce" di Marguerite Duras, "I miracoli della vita" di James Graham Ballard, "Le ceneri di Angela" di Frank McCourt. Ciliegina sulla torta i racconti di Alvaro Zerboni, Lorenzo Mercatanti, Simone Delos, Paolo Repetto, Roberta Marcaccio, Paola Giannelli, Milo Busanelli, Gigi Rocca.
Io vado a perdermi tra queste belle pagine!





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