mercoledì 22 novembre 2017

L'ultimo giro di valzer di Morena Fanti e Marco Freccero - Recensione

Capita sempre più spesso che nascano amicizie virtuali grazie a forum, siti, blog, social. Ci si trova a scambiarsi messaggi su una passione comune e scatta la simpatia che spinge ad approfondire la conoscenza. Finché non si sente il bisogno di incontrarsi "dal vivo". E' quello che accade ad Alessandra e Francesca, entrambe con l'hobby delle Cactaceae, i cactus, che dopo essersi scritte per un po' di tempo in un forum dedicato a queste piante decidono di vedersi per una cena. Durante l'incontro, però, Alessandra ha una rivelazione inaspettata che inizialmente farà crescere in lei il rancore ma poi sarà occasione per la nascita di una sincera amicizia con Francesca e la sua piccolissima bambina, Ludovica.
Come è scritto nella quarta di copertina, "Un romanzo che parla di amore e di tradimento, di gelosia e di desiderio di vendetta. Ma anche un romanzo che parla di amicizia e di cambiamento, di famiglia e di vita. Due donne e un uomo: tre vite intrecciate e l’imprevisto che sempre fa agguati alla vita di ciascuno. L’ultimo giro di valzer è una tentazione per tutti e anche Michele non resisterà".
Ma al di là della storia, ben scritta e avvincente, "L'ultimo giro di valzer" è un libro interessante  anche per altri aspetti.

lunedì 20 novembre 2017

Marco Freccero mi ha intervistato

Grazie a Marco Freccero (autore di cui presto leggerete qui) per la bella intervista che mi ha fatto nel suo blog.
Come al solito la riporto qui per i più pigri, ma se volete andare a leggere l'originale il link è questo e nel blog troverete tanti altri post interessanti.

Iniziamo questa intervista partendo dalle “basi”: che cosa fa l’editor?
L’editor rivede il manoscritto affinché sia pronto per la stampa. Oltre a correggere refusi ed errori, lo rende scorrevole e fluido, “lima” le parti in eccesso, verifica le incongruenze, lavora sulla struttura affinché il tutto risulti più armonioso possibile. Controlla che la struttura del racconto sia coerente, che non ci siano incongruenze temporali, storiche, geografiche o di altro tipo. Suggerisce a volte di eliminare o aggiungere un capitolo per alleggerire il testo o completarlo. Può consigliare anche di cambiare il finale o certi passaggi se non li ritiene efficaci. Sempre però nel rispetto dello stile dello scrittore.
Come si diventa editor?
Innanzitutto sarebbe meglio avere alle spalle degli studi umanistici, e in ogni caso conoscere molto bene la grammatica italiana (cosa che non darei per scontata con ciò che si legge in giro). In secondo luogo occorre avere un buon background come lettore perché più libri si leggono (belli o brutti, classici o contemporanei, scritti bene o male) maggiore senso critico letterario sviluppiamo. E conta anche una buona dose di “attività sul campo” per farsi le ossa. Esistono anche corsi di editing, ma senza avere compiuto il percorso che ho appena descritto servono a ben poco (a parte imparare la grammatica che non guasta).

domenica 12 novembre 2017

Un tesoro abbandonato: Villa Muggia di Bel Poggio

Domenica 29 ottobre fa ho partecipato alla visita guidata di quel che resta di un patrimonio architettonico unico nel suo genere: Villa Muggia di Bel Poggio che sorge subito fuori Imola.
Villa Muggia, oltre a essere un pregevole esempio di architettura razionalista, ha una storia interessante: completata nel 1937 inglobando i resti di un casino di caccia del'700, fu progettata dal grande architetto Pietro Bottoni. I proprietari erano una famiglia di industriali bolognesi di origini ebraiche e per questo motivo quando le leggi razziali entrarono in vigore dovettero lasciare l'abitazione, fatta costruire per la villeggiatura, e mettersi in salvo. Durante la guerra la villa venne confiscata per farne un comando tedesco e pochi giorni prima della fine del conflitto un bombardamento distrusse la parte più preziosa dell'edificio.
Dopo decenni di abbandono venne riconosciuta come un esempio unico nel panorama architettonico del Modernismo italiano e posta sotto la tutela del Ministero dei beni culturali.

giovedì 9 novembre 2017

Pane, marmellata e tè con dedica: idea per Natale

Troppo presto per parlare di Natale?
Nei supermercati sono già esposti i panettoni, quindi anche io posso parlare dei regali sotto l'albero.
Se hai letto il mio giallo Pane, marmellata e tè
e ti è piaciuto, potresti regalarlo a qualcuno che ti è caro e ama questo genere di storie. E se il libro ha una dedica personalizzata firmata dall'autrice il pensiero sarà più prezioso.
Pensa poi quando diventerò famosissima e i miei libri auutografati varranno una fortuna!
Se non lo hai letto, invece, potrebbe essere l'occasione per farti un regalo.
In entrambi i casi, posso spedirti il libro con una dedica scritta e sottoscritta di mio pugno.
Come fare?
Scrivi a carlacasazza67@gmail.com e ti spiegherò tutto!

martedì 31 ottobre 2017

Appunti e spunti dalla Fiera del libro di Francoforte 2017

L'articolo che segue è stato pubblicato su Bookavenue

Gli “addetti ai lavori” e i lettori aspettano ogni anno la Fiera del Libro di Francoforte come i bambini attendono l'arrivo del Luna Park (lo attendono ancora con ansia i bambini di oggi? Non so, mi ricordo l'emozione quando a scuola ci distribuivano i volantini che pubblicizzavano l'arrivo delle giostre). Ma al di là della gioia di trovarsi per alcuni giorni immersi tra i libri di tutto il mondo, che aria tira davvero tra i padiglioni della fiera editoriale più importante d'Europa?
Nonostante i grandi numeri, anche i dati ufficiali a conclusione della Frankfurter Buchmesse 2017 non hanno potuto fare a meno di evidenziare che la crisi è ancora in corso: 286.425 visitatori, 3 per cento in più rispetto al 2016, 6,5 per cento in più di visitatori nel fine settimana ma una diminuzione dello 0,2 per cento durante i giorni dedicati agli addetti ai lavori.
In effetti, passeggiando per i padiglioni, non spiccano più alcuni grandi stand dal gusto hollywoodiano che si vedevano qualche anno fa, e i cacciatori di gadgets avranno raccolto un magro bottino di matite, post-it, penne, blocchi ecc. Ma a essere sincera questa versione della fiera più low profile a me non dispiace perché rifocalizza l'attenzione sull'anima di tutto: i libri.
La mia wish list si è arricchita non poco, anche se mi sono chiesta: quanti di questi libri saranno tradotti in italiano? Perché la chiave sta tutta lì, sono le case editrici che scelgono i titoli stranieri di cui acquisire i diritti a determinare ciò che potremo leggere nella nostra lingua. E nelle librerie italiane, a parte gli autori di grido dei principali paesi europei, spesso non si trova molto altro. Lo confermano anche i numeri dell'AIE, l'Associazione Italiana Editori, che come ogni anno durante la fiera di Francoforte comunica i dati annuali: 1 per cento in più per il fatturato del libro di carta, un aumento dell’11 per cento sulla vendita di diritti all’estero di libri italiani (in effetti ho visto molti più romanzi italiani tradotti in varie lingue esposti nei diversi stand rispetto a qualche anno fa) , ma purtroppo cala drasticamente il numero di titoli tradotti in italiano da altre lingue. Il discorso della traduzione è comunque assai ampio e complesso, quindi torniamo alla fiera.
Non mi è parso di cogliere operazioni di marketing insistente su un particolare genere letterario come avvenne, ad esempio, l'anno del lancio delle “Cinquanta sfumature” quando alla fiera era proposta la letteratura erotica in tutte le salse. Di certo, però, il giallo-thriller-noir continua a vendere parecchio in ogni parte del globo. Non ho notato nemmeno massicce campagne di promozione di esordienti o di “casi letterari dell'anno”, mentre si è parlato molto del nuovo libro che Dan Brown ha presentato alla fiera, in esclusiva per la Germania, “Origin” uscito in tutto il mondo il 3 ottobre scorso.
Un altro ritorno molto pubblicizzato è quello di Philip Pullman con “Il libro della polvere” che riprende le vicende della trilogia “Queste oscure materie” grazie alla quale ha vinto importanti premi, primo fra tutti l’Astrid Lindgren Memorial. Merita una menzione, quanto meno per i risvolti “mondani” dell'operazione editoriale “The president is missing” scritto da James Patterson (uno dei giallisti americani più venduti al mondo) assieme a Bill Clinton.
Una fiera importante come quella di Francoforte, oltre a dare “il polso” della situazione editoriale attuale, è soprattutto rappresentativa dei tempi che viviamo, in positivo e in negativo.
Segno dei tempi negativo era la meticolosità con cui venivano perquisite tutte le persone che entravano alla fiera e il grande dispiegamento di polizia. Mai vista prima d'ora una vigilanza così capillare: bisogna prendere tristemente atto che la strategia del terrore cambia le abitudini e lascia segni indelebili.
Ma come Dostoevskij fa dire al principe Myškin ne “L'idiota”, la bellezza salverà il mondo, e di bellezza quest'anno a Francoforte ce n'era tanta, nei libri esposti, ma soprattutto nei tanti titoli ricchi di illustrazioni e tavole a fumetti. Graphic novel e libri illustrati per adulti sono realtà editoriali sempre più sotto l'occhio dei riflettori tanto che una parte consistente della bella mostra allestita nell'area Forum e dedicata alla Francia, Guest of Honour di quest'anno, era riservata ad essi. Curiosando nel ricchissimo padiglione dedicato proprio alla Francia ho scoperto che sono davvero tante le proposte editoriali illustrate e che sono molto seguite dai lettori francesi: dal filone satirico a quello fantasy o storico, persino alle storie a sfondo sociale. In particolare mi ha colpito “Octobre 17”, dedicata alla storia degli eventi della Rivoluzione d'ottobre, sceneggiata da Patrick Rotman e illustrata da Benoît Blary. La graphic novel inaugura un progetto congiunto delle case editrici Seuil e Delcourt che prevede per il 2018 altri due titoli: “La Veille du grand soir. Mai 68” e “Séduire un général. Nelson Mandela face à Constand Viljoen”.

martedì 17 ottobre 2017

Podissea di Stefano Rossini - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata su Bookavenue

 Una volta le acque del Po erano popolate da storioni, scomparsi nel dopoguerra a causa dell'inquinamento.
Marco Alieni, giornalista di viaggi ed enogastronomia, dallo storione è ossessionato, in particolare lo storione d'argento, creatura leggendaria che gli è apparso in sogno da bambino.
Dopo avere esitato a lungo, decide infine di partire alla ricerca di questo animale mitologico e coinvolge nel viaggio un giovane collega. Completano la spedizione che risalirà il Po su una barca anche un ragazzo svedese arrivato in Italia quasi per caso e Salamino Sughino, una salama da sugo parlante.
A questo punto della trama è chiaro che la storia raccontata da Stefano  Rossini è un tantino sopra le righe, ma questo non toglie nulla, anzi rende più interessante un romanzo dall'intreccio articolato e avvincente.
Nel corso del viaggio i nostri eroi si troveranno immersi in un microcosmo inaspettato e affascinante in cui si muovono divinità ancestrali, strani (a dir poco) abitanti del fiume, mondi sotterranei e creature inquietanti o fantastiche.
Nel frattempo Dio e Lucifero fanno una scommessa sul viaggio dei quattro avventurieri. Riusciranno a trovare lo storione d'argento? Per saperlo occorre seguire le loro avventure fino all'ultima pagina e percorrere assieme a loro un viaggio alla scoperta di un grande fiume che sarà anche occasione per conoscere meglio se stessi e le proprie potenzialità.
Una sorta di "American gods" all'italiana, ironico e irriverente, con citazioni dotte e digressioni demenziali, scritto con la mano sicura di un giornalista esperto e intriso di sottile umorismo.
Un libro che diverte e coinvolge.


Podissea di Stefano Rossini 
(Antonio Tombolini Editore, 2017) 

martedì 12 settembre 2017

L'esilio dei moscerini danzanti giapponesi di Marino Magliani - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata su Bookavenue 

Se si passeggia sulle spiagge olandesi si possono incontrare sciami di moscerini che paiono danzare sopra le alghe depositate sulla sabbia. Sono una specie di Chironòmidi originari del Giappone e delle isole del Pacifico che negli anni ’60 sono arrivati sulle coste dell’Europa del Nord. Moscerini in esilio volontario, come lo è Marino Magliani che dopo tanto viaggiare ha deciso di fermarmarsi in una cittadina vicino ad Amsterdam autoesiliandosi dalla "sua" Liguria.
E un esiliato è anche il protagonista di questo romanzo, che molto somiglia all'autore, e racconta la propria vita in tanti flash back che fanno rimabalzare continuamente il lettore tra passato e presente.
Un traduttore che ha scelto di vivere nel nord Europa e che guarda alla sua vita passata: l'infanzia in una terra di confine, i ricoveri alla "neuro" nel periodo di maggiore ribellione, il lavoro in Corsica, un amore finito che crede grande e forse non era così intensamente ricambiato.
Una storia per riprendere i fili di un'esistenza complicata e provare a trovarne il bandolo, un modo per alimentare i rimpianti o per cercare di farli tacere.
Una scrittura lineare e schietta intessuta di realismo e poesia. Che ci aiuta (forse) a comprendere la scelta di buttarsi tutto alle spalle e ricominciare da zero in un luogo più lontano culturalmente che geograficamente.

 Marino Magliani
(Exorma, 2017)



domenica 10 settembre 2017

Il libro perfetto di Massimo Lazzari - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata sulla rivista online Bookavenue

A volte l'esistenza ti sembra già tutta programmata, e invece quando meno te l'aspetti ti trovi a una svolta improvvisa che ti disorienta. Succede a Lorenzo, un matrimonio finito da poco e i quarant'anni che si avvicinano inesorabilmente, un lavoro solido ma noioso, la voglia di scrivere  un libro e di vedere nuovi cieli.
Così decide di partire per l’India nel Nord: un viaggio da improvvisare ogni giorno, in solitaria, coi tempi lenti di chi vuole conoscere un luogo davvero e forse l'occasione per scrivere il suo libro di cui conosce la fine, ma non l'inizio. L'istinto lo porta in luoghi che non aveva programmato di visitare e gli fa incontrare persone che lasceranno un segno indelebile nella sua nuova vita. Tra questi un misterioso scrittore, Leo, che assomiglia moltissimo a Lorenzo e ha scritto un libro a cui manca il finale, il libro perfetto.
Una storia ben scritta, ritmata, un po' surreale e ricca di suspense, che affascina per i luoghi altamente evocativi in cui è ambientata: la mistica città di Rishikesh, le regioni del Punjab, del Kashmir, del Ladakh e un monastero nella Valle di Nubra, circondato dalle vette dell’Himalaya.
Ma il viaggio vero, quello che gli cambierà completamente idee e prospettive, Lorenzo lo compirà dentro di sé, interrogandosi, scoprendosi un altro uomo, mettendo in discussione priorità e valori.
Il libro perfetto di Massimo Lazzari è una lettura appassionante che fa crescere il desiderio di partire alla scoperta di luoghi sconosciuti e lontanissimi, oppure così vicini che li racchiudiamo noi stessi.

Il libro perfetto
di Massimo Lazzari
(Antonio Tombolini Editore, 2017)

giovedì 24 agosto 2017

Massimo Lazzari mi intervista per il suo sito

Non vorrei sembrare autoreferenziale, ma che ci posso fare se parlano di me? 😊
Stamattina ho iniziato alla grande con la bellissima intervista che mi ha fatto Massimo Lazzari per il suo sito.
La versione integrale la potete leggere a questo link, ma la riporto anche qui per comodità.


Carla nasce nel 1967 a Pisa, da una famiglia di origine veneta. Vive a Imola da più di 30 anni e ormai la Romagna ce l’ha nel sangue e nel cuore. Ha iniziato nel 1993 – subito dopo la laurea in Scienze dell’educazione – le prime collaborazioni come free-lance per alcune testate locali, a cui, negli anni, ha abbinato l’attività di addetto stampa e curatrice di mostre, coordinamento editoriale, copy per la pubblicità e redattrice per il web. Si è poi specializzata in giornalismo turistico ed enogastronomico.
Ma l’amore per i libri e la letteratura, che la accompagna fin da bambina, negli ultimi dieci anni ha prevalso, così attualmente oltre all’attività giornalistica e di comunicazione, svolge quella di editor, social media manager e consulente editoriale (il suo sito è www.carlacasazza.com).
Dirige Olos, la collana di Antonio Tombolini Editore di saggistica che si occupa di discipline olistiche, bio-naturali e self help . Ha fatto parte del collettivo SIC (Scrittura Industriale Collettiva) che ha pubblicato il romanzo In territorio nemico (Minimum Fax, 2013). Collabora con il sito dedicato ai libri Bookavenue e la rivista letteraria Il Colophon.
Ha pubblicato due saggi storici, Governo ed amministrazione ad Imola nella prima età moderna (ormai esaurito) e Montecuccoli 1937-38. Viaggio in Estremo Oriente (Bacchilega Editore, 2006), la raccolta di racconti Scritto sull’acqua (Narcissus Self Publishing, 2012), il saggio Agente Letterario 3.0 Reloaded (Errant Editions, 2014), e i tre racconti gialli Pane, marmellata e tè (Antonio Tombolini Editore, 2016).
Io ho letto questo suo ultimo lavoro e ne sono rimasto piacevolmente sorpreso. Infatti, nonostante il titolo evochi un libro di ricette, o un romanzo rosa per signore, questo libro non è nulla di tutto ciò. È un sorprendente e avvincente giallo in tre atti, dove pane, marmellata e tè diventano gli ingredienti principali di altrettanti casi che Beatrice, la giornalista d’inchiesta protagonista delle storie, è chiamata a risolvere. Un po’ Agatha Christie un po’ Stieg Larsson, Carla ha dimostrato che la narrativa gialla non è prerogativa solo degli autori scandinavi (che tra l’altro mi ha confessato di amare parecchio, con una predilezione particolare per la letteratura islandese).
Ma vediamo di conoscere meglio questa poliedrica autrice che dalla Romagna strizza l’occhio al Nord-Europa.
Carla, perché la scrittura?
Non mi sono mai posta la domanda. Appena sono stata in grado di mettere in fila qualche frase di senso compiuto ho iniziato a scrivere e non ho più smesso. Potrei risponderti che vivo per scrivere e scrivo per vivere. Credo che in questa frase ci sia l’essenza di tutto quello che sono.
Qual è stato il tuo percorso in questo campo?
A parte la scrittura personale e la collaborazione alle superiori con qualche giornale scolastico e di alcune associazioni, ho iniziato a scrivere in modo più serio subito dopo la laurea quando ho iniziato a collaborare con un settimanale della mia città. Sono iscritta all’ordine dei giornalisti da quando avevo 27 anni. E, come si può leggere dalle mie note biografiche, ho fatto della scrittura la mia professione.
La più grande soddisfazione avuta?
La pubblicazione di Montecuccoli 1937-38. Viaggio in Estremo Oriente, un mix tra saggio storico e diario di viaggio che raccoglie le memorie e le bellissime foto di mio nonno, sottufficiale di Marina, uno dei membri della missione italiana che intervenne a Shanghai durante la guerra cino-giapponese salvando molte vite di occidentali e di cinesi. E che visitò il Giappone: furono il primo equipaggio militare italiano a mettere piede in Giappone. Le ricerche per quel libro mi hanno impegnata per anni e non esiste nessun altro documento italiano, a parte il mio saggio, dedicato a quella missione. Il libro è andato esaurito: ho ricevuto mail di lettori provenienti da Pechino, la Svezia, USA, Sud America. Ancora oggi, dopo 11 anni dalla sua uscita, ricevo messaggi di persone che lo hanno letto e apprezzato.
E la delusione più grande?
Nessuna delusione.
Il tuo sogno?
Potermi dedicare solo ai miei libri invece che lavorare per i libri degli altri. Sia chiaro, amo il mio lavoro, ma dopo otto ore di editing, comunicazione, promozione dei libri altrui non sempre ho l’energia per dedicarmi ai miei progetti letterari. Vorrei potergli dedicare più tempo, anche perché ne ho un bel numero che aspettano di essere sviluppati.
Quali consigli daresti a chi volesse intraprendere questa professione?
Prima di tutto imparare a scrivere bene in italiano, correttamente, senza errori e orrori. Non basta una bella storia, occorre saperla raccontare con un linguaggio fluente e accattivante. E in parallelo: leggere, leggere, leggere e ancora leggere. Libri belli o brutti, impegnati o leggeri. Più si legge più si alimenta il proprio senso critico, si “assorbe” la capacità di scrivere in modo efficace, si capisce in quali errori non cadere, ecc.
A cosa stai lavorando in questo periodo?
Sto scrivendo il seguito di Pane, marmellata e tè. Mentre però il primo libro è composto da tre racconti collegati tra di loro, il nuovo libro sarà un romanzo. Ho scritto Pane, marmellata e tè quasi per gioco, non immaginavo che venisse accolto così positivamente. In tanti mi hanno chiesto una nuova avventura di Beatrice e Alessio, perciò mi sono messa all’opera e mi sto divertendo molto nelle vesti della Agatha Christie de noartri.

martedì 22 agosto 2017

E' nato il blog Orð North: letteratura e cultura del nord Europa

Chi mi segue con attenzione sa che da qualche mese a questa parte sto lavorando al progetto Orð North: letteratura e cultura del nord Europa, di cui potete leggere nei dettagli a questa pagina.
Uno dei primi passi del progetto è proprio la creazione di un blog a esso dedicato che è on line da qualche settimana.
Se volete curiosarci il link è questo.
Buona lettura!

mercoledì 5 luglio 2017

Il libro perfetto, Pane marmellata e tè e i consigli di lettura di Massimo Lazzari

Confesso che Pane, marmellata e tè mi sta dando delle soddisfazioni inaspettate. Chi è venuto alle mie presentazioni sa che questo libro è nato quasi per gioco, mi sono molto divertita a scriverlo, e non mi aspettavo gli ottimi riscontri che sta ricevendo.
Massimo Lazzari ne parla nel suo interessante articolo in cui consiglia 15 libri per l'estate, articolo che potete leggere integralmente a questo link.
Di "Pane, marmellata e tè" scrive:
"Il titolo evoca un libro di ricette, o un romanzo rosa per signore. E invece questo libro non è nulla di tutto ciò. E’ un sorprendente e avvincente giallo in tre atti, dove pane, marmellata e tè diventano gli ingredienti principali di altrettanti casi che Beatrice, la giornalista d’inchiesta protagonista delle storie, è chiamata a risolvere".
Nell'articolo Massimo cita anche il suo nuovo libro appena uscito, "Il libro perfetto", che sto leggendo proprio in questi giorni e mi sta coinvolgendo molto. Presto quindi ve lo racconterò in una recensione.

Intanto vi consiglio di acquistarlo (trovate qui tutte  le informazioni).
E Pane, marmellata e tè l'avete letto? Cosa ne pensate? Se volete sapere come fate ad acquistarlo leggete qui.

lunedì 3 luglio 2017

Anche "Pane, marmellata e tè" nei consigli di lettura di Manuela Bonfanti

Si parla anche del mio "Pane, marmellata e tè" nel bell'articolo dal titolo Nuove autrici visibili: letture per l’estate, al femminile pubblicato da Manuela Bonfanti nel suo blog Voci dal silenzio.
E sono in ottima compagnia perchè Manuela propone una carrellata di bravissime colleghe, alcune recensite da me qui nel blog.
Vi consiglio quindi la lettura completa dell'articolo a questo link.
Io, per pura vanità, riporto qui la parte relativa a "Pane, marmellata e tè".

"Avete presente La signora in Giallo? Questi tre brevi racconti mi fanno pensare a dei mini-episodi della famosa serie. Divertenti e senza pretese, ma con una trama ben architettata, con gli indizi al posto giusto, si leggono con piacere. Vi accompagneranno volentieri sui mezzi pubblici, sul divano, in spiaggia o prima di poggiare la testa sul guanciale. Dal serial killer di casa nostra ai castelli della Loira per l’assassinio di un principe, seguiamo le avventure dei due protagonisti, la giornalista Beatrice e il poliziotto Alessio che si incontrano casualmente a… un corso di panificazione. Un setting originale e retrò per un incontro che dal giallo di tinge di rosa. Due piccioni con una fava. Ma i personaggi di Pane marmellata e tè, a differenza della Signora in giallo, sono contemporanei, giovani, pieni di vita. Alla Castle, per intenderci. Come se tradizione e modernità si fondessero. Il titolo ci trasporta in un universo casalingo, la cui continuità semantica non lascia presagire il versante giallo. A meno che il pane sia di mais, la marmellata di susine e il tè al gelsomino. Gusti un po’ strani, sì. Ma lasciatevi sorprendere".

sabato 24 giugno 2017

Dove acquistare Pane, marmellata e tè

In molti mi hanno chiesto come e dove acquistare il mio libro Pane, marmellata e tè.
Se prediligete lo shopping on line, potete acquistare edizione ebook e cartacea nello store della casa editrice, su Amazon, oppure cliccando sulla colonna destra qui del mio blog dove c'è scritto "Acquista i miei libri".
Se siete di Imola potete acquistare il formato cartaceo alla Libreria Mondadori.
A Rimini invece lo trovate da Alidangelo Caffè.
Infine, se desiderate una copia cartacea con dedica potete scrivermi a carlacasazza67@gmail.com

lunedì 19 giugno 2017

Viaggio nella letteratura per l'infanzia

Il presente articolo è uscito sul numero 13 de la rivista letteraria Il Colophon.

Qual è lo stato dell’arte della letteratura per bambini e ragazzi in Italia e nel resto del mondo?
Questa domanda, lo scorso aprile, mi ha accompagnato durante tutta la visita alla Bologna Children’s Book Fair, appuntamento irrinunciabile per chi vuole farsi un’idea di quello che in molti considerano — a torto — un settore editoriale di secondaria importanza.
Prima di iniziare a curiosare tra gli stand dei tanti editori italiani e stranieri presenti, ho sfogliato la cartella stampa e mi sono rincuorata leggendo i dati dell’AIE (Associazione Italiana Editori): nel 2016 il fatturato di questo settore è cresciuto del 5,3% e quasi un quarto (il 23,4%) dei libri venduti lo scorso anno sono libri per bambini e ragazzi.
I dati, dicevo, sono incoraggianti. Peccato che quelli relativi agli adulti seguano invece un trend negativo. Dove e perché si perdono per strada tanti promettenti lettori? Cosa li fa disinnamorare dei libri una volta raggiunta la maggiore età?
Questi interrogativi mi fanno compagnia mentre sfoglio volumi bellissimi, con illustrazioni che sono piccole opere d’arte e contenuti divertenti o profondi o interessanti, ma anche quando inorridita evito alcuni stand in cui sono esposti libri che definire kitch è un eufemismo. E la prima evidenza salta agli occhi prepotente: in questo settore editoriale il divario tra prodotto commerciale e prodotto di qualità si nota molto di più che nel caso degli adulti. Difficile trovare vie di mezzo: o libri che porteresti subito a casa anche se non hai bambini a cui leggerli, o edizioni brutte esteticamente e pure vuote di contenuti. Per fortuna i secondi casi sono in netta minoranza rispetto ai primi.
Prendo in mano piccoli capolavori: illustrazioni magiche che non sono più un completamento della storia ma varcano il confine e divengono arte. Infatti sta crescendo il fenomeno degli adulti che collezionano questi volumi, quasi una sorta di cataloghi delle opere di illustratori di culto.
Ma i contenuti non sono da meno. Sempre più improntati a un impegno divulgativo e nell’affrontare tematiche sociali anche scottanti. Meno fiabe e storie classiche per lasciare posto a testi anche divertenti e giocosi ma che contengono significati ben più profondi.
È una tendenza che ho notato già da alcuni anni (sono una aficionada della Bologna Children’s Book Fair) ma che in questa edizione mi è sembrata molto più decisa.
Non avevo mai visto, ad esempio, tanti libri come quest’anno dedicati alle donne celebri: dalle scrittrici (come In attesa di un sole. L’amore immaginato di Emily dedicato a Emily Dickinson, o Una stanza tutta per me che parla di Virginia Wolf) alle scienziate (La signora degli abissi. Sylvia Earle si racconta, Ada la scienziata su Ada Lovelace, Marie Curie, la signora dell’atomo) a quelle che hanno sfidato le convenzioni ieri e oggi (Storie della buonanotte per bambine ribelli). Ma si parla molto anche di famiglie convenzionali e non affrontando il classico tema dell’arrivo di un fratellino o quello più complesso dell’adozione, dei rapporti difficili coi genitori o delle famiglie di coppie gay.
Ho visto tanti bei volumi divulgativi sulla storia, la scienza, la geografia, ma alcuni in particolare dedicati al fenomeno delle migrazioni contemporanee (diversi sulla situazione di Lampedusa).
Non mancano argomenti “sempreverdi” declinati però in modo attuale, come l’amore romantico affrontato con ironia, o gli eroi ma non convenzionali come ad esempio gli atleti olimpionici. Si trovano ancora tanti libri dedicati agli animali ma con una particolare attenzione all’approccio ecologico, di rispetto dell’ambiente e delle altre specie viventi.
Un discorso a parte lo meritano gli albi illustrati: ne ho visti di bellissimi dedicati in particolare all’arte come La mela di Magritte del grande illustratore fiammingo Klaas Verplancke, pubblicato dal Moma di New York e portato in Italia dall’editore Fatatrac. E stanno prendendo piede anche le graphic novel appositamente pensate per i lettori più giovani, mentre fino a pochi anni fa erano realizzate esclusivamente per gli adulti.
Infine, nell’editoria per bambini e ragazzi rientrano anche i libri interattivi che se un tempo, per i più piccoli, sfruttavano l’uso di materiali diversi e stimoli tattici e, per i più grandi, la possibilità di interagire con le storie scegliendo varie opzioni (i “famosi” librogame degli anni ‘80), oggi adottano soluzioni digitali che sfruttano la realtà aumentata o quella virtuale con risultati — in alcuni casi — davvero sensazionali: se conquistano una lettrice seriale over 40 come me, posso immaginare che potere d’attrazione abbiano su un adolescente che vive in simbiosi col suo smartphone. Ma ciò che conta è che i ragazzi leggano, su quale supporto non importa.
La visita alla fiera è terminata. Ho lasciato gli occhi e il cuore su almeno una ventina di volumi: per fortuna che in questa sede non è possibile acquistarli altrimenti avrei fatto pazzie.

giovedì 15 giugno 2017

Ragazzi di carta di Marco Mazzanti - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata sulla rivista on-line Bookavenue

Se dovessi scegliere due parole per definire "Ragazzi di carta" di Marco Mazzanti sceglierei "malinconico" ed "evanescente".
Malinconico, perché è il sentimento che pervade e traspare nel mosaico di racconti e poesie che compongono il libro e che tratteggiano vite, anzi stralci di vite, un po' confuse, smarrite, malinconiche - appunto - di uomini e donne, giovani e già più adulti. Gente del nostro tempo così confuso e sgualcito.
Evanescente, perché sono tracce di tante vite che si intrecciano per un attimo, ma è sufficiente per entrarci dentro e "sentire" la fragilità dei personaggi, quasi fossero davvero come i ragazzi di carta del titolo.
Un libro che, grazie alla sua struttura, può essere gustato a piccole dosi, una poesia o un racconto alla volta, ma che ci si ritrova a leggere tutto d'un fiato come se fosse un thriller.
La scrittura di Marco Mazzanti è pulita, discreta, senza sbavature, e riesce a tratteggiare in poche frasi stati d'animo e personaggi conferendo loro spessore e realismo.
Una scrittura molto maturata rispetto a "Demetrio dai capelli verdi" e che sperimenta contaminazioni abbinando, come ho scritto più sopra, prosa e poesia in un percorso narrativo ben progettato che si svela una volta terminata la lettura.



Ragazzi di carta di Marco Mazzanti
(Le Mezzelane Editore, 2017)

Pane, marmellata e tè: presentazione a Imola

E finalmente è arrivato il momento di presentare Pane, marmellata e tè a Imola.
Stavolta gioco in casa.
Venerdì 23 giugno, dalle ore 20, a Quintoveda (Via Cavour 58) chiacchiererò del mio libro con Muriel Pavoni, scrittrice di talento.
Se verrete, scoprirete qualche cosa di più sul mio ultimo libro, e forse anche su di me (non so quali domande mi farà Muriel).
Se avete già letto il libro potrete farmi tutte le domande che vorrete, e se non lo avete ancora letto... dopo la presentazione vi verrà sicuramente voglia di farlo!
Insomma, sarà una serata divertente, in un locale alternativo, con un aperitivo goloso e tanta gente simpatica.
Vi aspetto, eh?!

mercoledì 14 giugno 2017

Le avventure di Pinocchio: è uscito il nuovo numero de Il Colophon

Accompagnato da una fantastica copertina "animata" firmata da Marta D'Asaro, è uscito il numero 13 della rivista letteraria digitale Il Colophon, intitolata Le avventure di Pinocchio e dedicata alla letteratura per bambini e ragazzi.
Scrive Michele Marziani, direttore della rivista:
"Affrontare questo tema è stato il viaggio che vi proponiamo oggi in queste pagine. E, come ormai ci ha abituato la sorte, gli autori della rivista hanno risposto ognuno a modo proprio, portando l’infanzia chissà dove, dimenticando scrittori senza i quali io personalmente non immagino neppure si possa vivere: Verne, Salgari, lo stesso Collodi che dà il titolo a questo numero della rivista ma del quale non si è occupato nessuno. Giusto per fare tre nomi.
Ci sono poi testimonianze e testimoni d’accezione in questo numero de Il Colophon, a partire dall’articolo del grandissimo Alvaro Zerboni che dall’alto dei suoi 92 anni d’età, ci racconta l’amore per i fumetti e al tempo stesso ci porta a spasso per quasi tutto il Novecento.
Infine c’è un’idea molto forte che serpeggia tra gli scritti. Qualcuno la sussurra, qualcuno la grida, qualcun altro non sa ma pensa che potrebbe essere vera: la letteratura per l’infanzia, la scrittura per ragazzi, non esistono. Sono un’invenzione del mercato.
[...] Di certo c’è, almeno per me, che i sogni migliori li ho avuti a sei anni. Il resto della vita la sto passando a inseguirli. Accompagnato da libri di tutte le età".

domenica 4 giugno 2017

Il falco ghibellino di Marina Trastulla - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata su Bookavenue

Stella è una giovane insegnante di lettere che si trova in una situazione delicata: l'amata casa di famiglia rischia di essere venduta a causa dei debiti e questo spezzerebbe il cuore della madre che in quel luogo ha vissuto anni felici col marito mancato da poco tempo.
Le viene in aiuto un editore amico di famiglia: la aiuterà a riscattarsi dai debiti se lei , in cambio, scriverà un romanzo.
Stella accetta la sfida e dà vita a Gemma, fanciulla medioevale appartenente a una nobile famiglia di Acquapendente che incarna tutto ciò che Stella non riesce a essere: coraggiosa, decisa, emancipata, anticonformista. Man mano che la stesura del romanzo procede, pare che Gemma, coinvolta in lotte di potere, amori contrastati, e rischiando la vita propria e dei suoi cari, "trascini" nelle sue avventure Stella alla quale, anche nella realtà, accadono cose inaspettate come una emozionante storia d'amore che potrebbe cambiare completamente il corso della sua vita. Ma non tutto è rose e fiori e si trova a fare i conti con invidie, gelosie, fraintendimenti e persino con se stessa nel tentativo di capire cosa vuole davvero dalla vita.
Due avvincenti storie che procedono in parallelo su altrettanti piani narrativi: il percorso di una giovane donna di oggi verso una nuova consapevolezza di sé e il potente affresco storico dell'Italia centrale duecentesca in cui Guelfi e Ghibellini lottano per il predominio, che si intreccia alle appassionanti vicende personali di Gemma.
Il tutto raccontato con ricchezza di dettagli e fedeltà storica e con una scrittura impeccabile che cattura e permette al lettore di sentirsi parte della narrazione.
Si avverte il clangore della battaglia di Campaldino, si "respirano" gli odori di un banchetto al castello, si segue trattenendo il fiato il volo del falco pellegrino. E se non si è particolarmente ferrati in storia medioevale si imparano a conoscere i principali avvenimenti di quegli anni.
Il falco ghibellino di Marina Trastulla è un romanzo da leggere tutto d'un fiato, adatto sia agli adulti che agli adolescenti.

Il falco ghibellino di Marina Trastulla
(Edizioni Nuova Prhomos, 2017)



venerdì 19 maggio 2017

Pane, marmellata e tè: presentazione ad Alidangelo Caffè di Rimini

Come accennavo qualche giorno fa, giovedì 25 maggio alle ore 19 presenterò Pane, marmellata e tè ad Alidangelo Caffè Extrò di Rimini (Via Castelfidardo,  58), un locale carinissimo e molto ospitale dove i gestori Alice e Angelo ti fanno subito sentire a casa.
Mi affiancherà come "intervistarice" una cara  amica e brava autrice: Roberta Marcaccio (volete saperne di più su di lei? Leggete la recensione al suo bel romanzo Tranne il colore degli occhi).
Inutile dire che vi aspetto numerosi!
E se non siete della zona ma volete leggere il mio libro lo potete acquistare nello store della casa editrice Antonio Tombolini Editore oppure su Amazon, e se siete di Imola anche alla Libreria Mondadori.

martedì 16 maggio 2017

Pane, marmellata e tè in versione cartacea

Pane, marmellata e tè è ora anche in versione cartacea!
Non avete più scuse per non leggerlo.
Lo potete acquistare nello store della casa editrice, su Amazon, e se siete di Imola alla Libreria Mondadori.
Oppure potreste venire a una delle prossime presentazioni così vi farò la dedica e avrete modo di scoprire tante curiosità e retroscena sul libro.
Il 25 maggio sarò ad Alidangelo Caffè di Rimini e mi presenterà la brava e simpatica Roberta Marcaccio.
Il 23 giugno invece giocherò in casa, a Quintoveda, dove mi presenterà la altrettanto brava e simpatica Muriel Pavoni.
Presto altri dettagli sulle presentazioni, ma intanto segnatevele in agenda!

lunedì 24 aprile 2017

Punti e interrogativi di Manuela Bonfanti - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata su Bookavenue

Quali sono i punti fermi - o che provano a esserlo - nella nostra vita di donne?
"Trenta metri di libri o l'equivalente in chili" possono cambiare la vita di Brunella e della zia Luce?
La prostituta Gisella saprà adeguarsi ai  "marciapiedi" digitali?
L'ingegner Mascagni supererà positivamente il colloquio di lavoro "malgrado" sia donna?
E le abitanti di Seborovsk - Siberia - che per protesta fermano il treno otterranno ciò che disperatamente desiderano?
Donne che fanno paura perché hanno un cervello o che vivono solo di apparenza, donne vittime della violenza o che nonostante tutto cercano un loro posto nel mondo.
E gli uomini? A dirla tutta non ne escono molto bene nei racconti che compongono Punti e interrogativi, pubblicato da Antonio Tombolini Editore nella collana Oceania dedicata agli scrittori italiani che vivono all'estero. Ma è chiaro che l'intenzione di Manuela Bonfanti non è quella di raccontare situazioni serene e normali, bensì dei bivi a cui spesso conduce la vita, occasioni in cui bisogna decidere - o capire - in fretta la strada da prendere. Mettere un punto o una virgola?
E perché alla fine ci si ritrova sempre con un punto interrogativo?
Quattordici storie assai ben scritte in cui le donne sono protagoniste o comprimarie, ma tutte  prima o poi consapevoli - come pensa la sarta Margherita - che "se c'era una vita da rammendare, voleva che fosse la sua".

Punti e interrogativi di Manuela Bonfanti
(Antonio Tombolini Editore, 2016)

venerdì 21 aprile 2017

Scritture Boreali alla Libreria Mondadori di Imola


Dopo il workshop Inquietudini nordiche, che presto riproporrò, ecco un nuovo appuntamento pensato nell'ambito del mio progetto Orð North: letteratura e cultura scandinava  di cui vi parlo nel dettaglio qui.
Lunedì 24 aprile alle ore 19 la Libreria Mondadori di Imola (Via Emilia 71) ospiterà Scritture boreali, un reading dedicato alla letteratura scandinava contemporanea.
Tra suggestioni paesaggistiche e musicali, grazie all'apporto artistico di Quintoveda e della Compagnia Alice Gira in Città, proporremo un viaggio nell’anima nordica e tra gli scrittori più significativi e interessanti di Svezia, Islanda, Finlandia e Norvegia.
L'evento è inserito nel cartellone del festival Enjoy Your Town.

giovedì 20 aprile 2017

Zanne di Piero De Fazio - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata su Bookavenue

L'ispettore Pietro De Falco è un poliziotto che crede davvero nel proprio lavoro, ci mette impegno e dedizione anche a costo di scontrarsi con i superiori e le autorità per i suoi modi non sempre ortodossi.
Quando a causa di un incidente scopre di avere dei "poteri" inconsueti e pericolosi, decide di usarli per fare giustizia da sé, avventurandosi così in una situazione sempre più pericolosa e dai risvolti inquietanti.
Non voglio raccontare oltre di questo thriller duro e nero perché rovinerei la tensione creata dalla capace scrittura di Piero De Fazio che tiene il lettore "incollato" al romanzo fino all'ultima pagina.
Una scrittura che, nonostante la drammaticità e la crudezza dei fatti narrati, non rinuncia mai a una lieve ironia.
Proprio questo non prendersi mai completamente sul serio è uno dei pregi dell'autore, oltre all'innegabile capacità di tratteggiare in modo efficace i personaggi, anzi le personalità, e a indurre il lettore a sentirsi all'interno della vicenda, invischiato nella trama assieme ai protagonisti. Tanto  da arrivare alle ultime pagine con un certo dispiacere, perché si vorrebbe leggere ancora.
Un'ottima "prima" per De Fazio che speriamo ci regali presto altri romanzi.

Zanne. L'eredità del cane di Piero De Fazio
(Antonio Tombolini Editore, 2016)

mercoledì 19 aprile 2017

Poeti dei suoni - Tre incontri di ascolto guidato nel mondo della musica

Vorrei segnalarvi un'iniziativa molto interessante che si svolgerà a Quintoveda (Via Cavour 58, Imola) a partire dal 26 aprile. Si intitola Poeti dei suoni - Tre incontri di ascolto guidato nel mondo della musica, si tratta di conversazioni informali condotte dal Maestro Marco Belluzzi che aiuterà i partecipanti a scoprire o ad approfondire il jazz, la musica classica e il rock, suggerendo chiavi di lettura e diverse prospettive di approccio.
Il programma si articolerà in tre incontri che avranno inizio alle ore 20.30:

26 aprile "Il profondo e l'effimero. Il jazz e l'improvvisazione continua."

10 maggio "Il mito della forma". Chi ha paura della musica "classica?"

14 giugno "Apocalittico o integrato? Il rock e la ribellione tentata."

Nato a Bologna, Marco Belluzzi ha compiuto gli studi di Canto, Pianoforte, Composizione, Direzione di Coro e d’Orchestra nella città natale. Svolge un’intensa attività di pianista, sia nel campo della musica strumentale sia in quello della musica vocale da camera con particolare riferimento alla musica del XX secolo. In qualità di direttore, ha collaborato con importanti ensembles in Italia e all’estero. È visiting professor presso l’Istituto ‘Söngskóli Sigurðar Demetz’ e direttore principale presso l’Orchestra ‘Kammersveit Hjörleifs Valssonar’ di Reykjavík.
Come compositore è autore di musica sinfonica, da camera e vocale, musica corale e per il teatro.
Dirige il coro polifonico Attosecondo.

venerdì 14 aprile 2017

Questo bacio vada al mondo intero di Colum McCann - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di aprile 2017 della rivista letteraria on line Il Colophon.

 Ci sono libri che ti toccano talmente in profondità da rimanerti dentro per giorni, settimane, mesi dopo che li hai terminati, continuando a parlarti. E mentre ne sei immerso non li vorresti abbandonare, vorresti che durassero all’infinito.
Questo bacio vada al mondo intero è uno di quei libri. E se ti fermi a riflettere non sapresti nemmeno dire di preciso perché: per la scrittura? per la trama? per l’atmosfera? Forse per tutto questo e tanto altro. Ma non parlerò dell’emozione e di quella sensazione simile all’innamoramento che ha suscitato in me, perché è soggettiva e personalissima. Vorrei rimanere coi piedi per terra e analizzare i motivi per cui, secondo me, si tratta di uno dei libri più belli che ho letto negli ultimi anni.
Per la scrittura certamente. McCann è essenziale e lineare, non ama giri di parole, eccessi, ridondanze, barocchismi e descrizioni inutili. Ma con una breve frase riesce a farti entrare nell’anima delle persone e delle situazioni. Frasi che nella loro essenzialità e concretezza sono spesso intrise di grande poesia.
“La sola cosa per cui valeva la pena intristirsi era sapere che a volte in questa vita c’è più bellezza di quanta il mondo possa reggerne”.
La stessa poesia che mette persino nel titolo originale, purtroppo convertito — in italiano — in una frase melensa che suggerisce un romanzo sentimentale. Il titolo originale infatti è Let the great world spin (Lascia che il mondo giri in vortici infiniti), anche il titolo di uno dei capitoli, e un verso della poesia Locksley Hall di Tennyson che racconta di un amore perduto.
La trama è intrigante, con questo acrobata in primo piano che si accinge ad attraversare un cavo d’acciaio teso tra due grattacieli in una New York attonita degli anni ’70. All’apparenza sembra che sia proprio questo episodio il filo che lega tutte le altre storie: uno strano sacerdote (irlandese emigrato negli USA come McCann) che si adopera per aiutare le prostitute di un quartiere disagiato, le madri di alcuni soldati caduti in Vietnam, una sgangherata coppia di artisti, e tante altre figure di grande intensità e forza drammatica. Storie che all’apparenza scorrono parallele ma che ad un certo punto della vicenda acquisiranno nuovi significati e si incastreranno perfettamente una nell’altra come pezzi di un puzzle.
Anche l’atmosfera di attesa, che spinge il lettore a sperare, e che pervade tutto il libro è certamente elemento di fascino. Il cavo teso su cui mantenersi in equilibrio non è solo quello dell’acrobata, sono i tanti fili invisibili che attraversano la storia e a cui si aggrappano i protagonisti per non cadere giù, per non farsi inghiottire dalla disperazione, l’amarezza, la noia, la disillusione.
Perché “c’è chi pensa che l’amore sia la fine della strada, e che se si è abbastanza fortunati da trovarlo, ci si ferma lì. Altri dicono che è come un burrone nel quale si precipita. Ma chiunque abbia vissuto almeno un po’ sa che muta con il passare dei giorni, e secondo l’energia che gli si dedica, lo si conserva o ci si aggrappa, oppure lo si perde, ma a volte capita che non sia nemmeno mai stato lì, fin dall’inizio”.


martedì 11 aprile 2017

Il peso sul cuore di Amanda Melling - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di aprile 2017 della rivista letteraria on line Il Colophon.

Chi mette piede in Irlanda ne rimane irrimediabilmente affascinato e sovente si ammala di nostalgia per l’isola di smeraldo, ricca di paesaggi suggestivi e intrisa di storia e leggende.
Anche la protagonista de Il peso sul cuore cade in questa rete di fascinazione suo malgrado.
Erica, giovane ligure, parte alla ricerca della zia Flora, approdata anni prima in Irlanda e scomparsa senza lasciare tracce. Arrivata nel villaggio di Cong, dove vive il marito della zia, mentre cerca di scoprire cosa le è accaduto, Erica comincia a capire il motivo che ha spinto Flora a trasferirsi in quel luogo ricco di leggende e colori, di gente allegra e accogliente. Si sente sempre più affine a questa zia che non ha mai conosciuto, Ma si deve anche scontrare con un mistero fitto e con incredibili storie di folletti e luoghi magici.
Se la vicenda raccontata nel romanzo di Amanda Melling — di cui non voglio svelare altro — cattura il lettore fino all’ultima pagina, inseguendo misteri e sentimenti nascenti, grande importanza ha anche l’elemento descrittivo, perché attraverso le parole dell’autrice si riescono a vedere i luoghi, le persone, lo spirito di cui è intrisa l’isola. E si comprende il grande legame che i suoi abitanti hanno col Piccolo Popolo, non solo protagonisti del folklore locale ma appartenenti a una mitologia ancestrale e ancora sacra per molti irlandesi.
Una storia quindi che è un viaggio negli angoli più suggestivi d’Irlanda e attraverso una cultura nella quale l’elemento magico è ancora molto presente. E in cui abitudini vecchie di secoli continuano a essere in uso, come l’anello di Claddagh Ring, composto da due mani che tengono un cuore sormontato da una corona, che simboleggia i tre valori del vero amore (amicizia, amore, lealtà) e ancora oggi molti indossano: con la punta del cuore verso le dita se non sono impegnati, verso il polso se sono legati a qualcuno.
Un viaggio, quello di Erica, che diventa scoperta non solo di bei luoghi ma anche di una realtà diversa da quella a cui è abituata, e la induce ad aprire la mente e il cuore superando i confini in cui spesso la razionalità ci induce.
“Sull’isola di smeraldo tutto era possibile. Erica aveva imparato che una birra non è soltanto una birra, che i laghi oggi ci sono, ma domani possono sparire nel nulla, per poi tornare ancora. Aveva imparato che non c’è niente di strano nel credere che in fondo ad un arcobaleno ci possa essere una pentola d’oro, e che il verde può essere il colore dell’anima, non solo delle colline. Aveva imparato ad amare il gracchiare dei corvi, la forza del vento, l’irruenza dell’oceano, l’allegria di quella gente. E soprattutto, aveva scoperto che nessuno, proprio nessuno, può entrare nel tuo cuore come solo un irlandese sa fare”.

Il peso sul cuore di Amanda Melling
(Antonio Tombolini Editore, 2016)

martedì 4 aprile 2017

Orð North - Parole del nord: progetto dedicato alla letteratura e cultura scandinava

Il mio interesse per i paesi del Nord Europa è nato tanti anni fa, ispirato inizialmente dalla lettura di Karen Blixsen, Peter Høeg, Jostein Gaarder. Poi ho scoperto Arto Paasilinna e Björn Larsson e, grazie ai loro libri, la casa editrice Iperborea, specializzata proprio nella letteratura scandinava. In quel momento la curiosità e l'interesse si sono trasformati in un grande amore che mi ha spinto ad approfondire sempre più la conoscenza degli scrittori nordici e dei loro paesi. Con una particolare predilezione per l'Islanda, la sua lingua e Jón Kalman Stefánsson.
Ho iniziato a raccontare questo mio amore agli amici del Gruppo di lettura Quarta di copertina, ad altre persone ed è stata una grande gioia riuscire a trasmettere il desiderio  di leggere questi autori anche ad altre persone. Da questi primi risultati positivi ha iniziato a prendere forma un progetto che ho chiamato Orð North che in islandese significa "Parole del nord". I primi passi di Orð North si sono concretizzati nell'organizzazione del reading Scritture Boreali, che ha incontrato l'interesse del pubblico e che replicherò il 24 aprile nell'ambito del festival di arti performative Enjoy Your Town. E nella realizzazione di un workshop dal titolo Inquietudini nordiche che terrò, sempre nell'ambito di Enjoy Your Town, sabato 8 aprile dalle 16 alle 19 a Quintoveda (Via Cavour 58, Imola). Il workshop guiderà i partecipanti alla scoperta delle “inquietudini” che hanno caratterizzato la cultura e la società scandinava dai Vichinghi ai giorni nostri.
Un viaggio tra Danimarca, Svezia, Finlandia, Norvegia e Islanda attraverso letteratura, arti visive, musica, cinema, storia, scienze e filosofia per approfondire gli elementi peculiari della cultura nordica antica e moderna.
La quota di partecipazione è di 15 euro (più tessera Panta Rei/Quintoveda 4 euro).
Se desiderate partecipare potete iscrivervi mandando una mail a carlacasazza67@gmail.com

martedì 28 marzo 2017

Inventario dei pensieri felici: il coro Attosecondo a Imola

Qualche tempo fa ho iniziato a pubblicare post dedicati alle persone, i luoghi, le attività che mi fanno stare bene. Ho intitolato la rubrica Inventario dei pensieri felici e in questo post vi spiego perchè.
Il coro Attosecondo non può mancare tra i miei pensieri felici. Ho assistito ad alcuni loro bellissimi concerti e quando ho saputo che sarebbe nata una loro piccola "succursale" romagnola a Imola ho contato i giorni che mancavano alla prima prova. Al momento, noi della "succursale", siamo un manipolo di acerbi coristi ma ci divertiamo, le serate volano, stiamo molto bene insieme. E poi cantare fa bene alla mente, alla respirazione e soprattutto al cuore.
Questo lunghissimo preambolo per segnalarvi un appuntamento a cui non potete mancare.
Sabato 1 aprile alle ore 18 il coro polifonico Attosecondo (quello ventennale bolognese, non la "succursale") terrà un concerto a Imola all'interno dei Chiostri del Museo di San Domenico.
L'evento fa parte del ricco calendario di appuntamenti del festival Enjoy Your Town.
Attosecondo si è costituito nel 1997 e riunisce una ventina di musicisti e cantanti accomunati dall'entusiasmo e dalla passione per la coralità, che si alternano nei diversi ruoli di coristi, solisti, strumentisti, arrangiatori e tecnici dando vita ad uno spettacolo che esprime una vera e propria coralità d'insieme.
Il gruppo ha inizialmente esplorato i canti della tradizione nera afro-americana, frequentemente personalizzati con propri arrangiamenti, e successivamente ha intrapreso altre strade musicali avvicinandosi al '900 storico e contemporaneo, alla musica popolare e pop. Questo ha permesso di sperimentare sonorità più vicine al gruppo sia culturalmente che anagraficamente.

venerdì 24 marzo 2017

L'elogio del barista di Caterina Ferraresi - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata su Bookavenue


È chiaro fin da titolo e sottotitolo che questo libro affronta l'argomento psicanalisi in modo leggero. Attenzione: leggero, non superficiale.
Uno dei segreti forse più importanti per vivere bene è non prendersi mai troppo sul serio. Questo Caterina Ferraresi lo ha ben presente ed è la cifra stilistica della sua scrittura sottilmente ironica. Persino nel titolo che spiega nelle prime pagine: "Qualcuno - non ricordo chi - ha detto: se hai un problema puoi fare tre cose, parlarne con il tuo barista, andare in analisi o tenertelo per te. Il risultato alla fine sarà lo stesso".
In questo libro, davvero piacevolissimo - più che un saggio una interessante chiacchierata con una "addetta ai lavori" - si trovano tanti spunti di riflessione utili non solo a chi è indeciso se andare in terapia, ma a ciascuno di noi.
Aiuta ad accettare un po' di più la vita come viene. A capire che di fronte a certi eventi siamo impotenti, mentre in altre situazioni possiamo scegliere di dare una nuova direzione alla nostra vita se solo lo ammogliamo e senza aspettare che siano gli altri a rimetterci in piedi.
Che "non accettare la propria storia è causa di sofferenza. Di una sofferenza peraltro inutile e improduttiva perché impotente".
Che "ascoltare se stessi è la strada. Diventare sordi a chi ci dice cosa è bene per noi è la cura".
Perché "la vostra vita è vostra. Non di vostra madre, di vostra moglie, del vostro terapeuta e nemmeno di vostro figlio. È' così vostra che, se voi morite, tutti gli altri rimangono in vita. Magari disperati, ma vivi".
Sono solo alcuni dei tanti brani che ho sottolineato, esercizi di buon senso che a volte - immersi nei nostri problemi - perdiamo di vista.
Un piccolo libro prezioso nella sua ironica semplicità che aiuta a guardarsi dentro e regala qualche ora di piacevole lettura.

L'elogio del barista di Caterina Ferraresi
(Corbaccio Editore)

martedì 21 marzo 2017

Pane, marmellata e tè: vi leggo l'incipit

Volete ascoltare l'incipit di Pane, marmellata e tè - il giallo che ho pubblicato nella collana Amaranta di Antonio Tombolini Editore - letto direttamente dalla mia voce?
Ebbene, mi sono attrezzata anche per questo!
Potete ascoltarlo a questo link su Spreaker oppure su iTunes.
Al momento il romanzo è disponibile in ebook ma mi dicono che presto arriverà la copia cartacea.
Seguitemi sul blog e vi terrò aggiornati!
E se qualcuno di voi l'ha già letto, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate e se la lettura vi ha divertito.

venerdì 17 marzo 2017

Inquietudini nordiche - Workshop l'8 aprile a Imola


Sono emozionata mentre scrivo questo post, perchè vi racconto il primo passo di un progetto ben più grande a cui tengo moltissimo e a cui sto lavorando da tempo.
Chi mi conosce bene sa della mia sviscerata passione per la letteratura e la cultura scandinava che spero verrà sublimata presto anche da un viaggio nei luoghi del mio cuore.
Nel frattempo, vorrei condividere il frutto delle mie letture, dei miei studi e approfondimenti con chi è interessato alle genti del nord, o semplicemente è curioso di avvicinarsi a una cultura che in Italia è stata riscoperta da qualche decennio, grazie anche all'accurato lavoro della casa editrice Iperborea, specializzata in autori del nord Europa.
In cosa consiste il mio progetto lo scoprirete via via leggendo questo blog, ma intanto vi presento il workshop Inquietudini nordiche che proporrò nell'ambito del festival di arti performative Enjoy Your Town sabato 8 aprile dalle ore 16 alle 19. Nel corso del pomeriggio condurrò i partecipanti alla scoperta delle "inquietudini" che hanno caratterizzato la cultura e la società scandinava dai Vichinghi ai giorni nostri.
Un viaggio tra Danimarca, Svezia, Finlandia, Norvegia e Islanda attraverso letteratura, arti visive, musica, cinema, storia, scienze e filosofia per approfondire gli elementi peculiari della cultura nordica antica e moderna.
Il workshop si svolgerà nel teatro underground di Quintoveda (Via Cavour 58, Imola).
La quota di partecipazione è di 15 euro (più tessera Panta Rei/Quintoveda 4 euro).
Se desiderate partecipare potete iscrivervi mandando una mail a carlacasazza67@gmail.com

martedì 7 marzo 2017

Parola di scrittore a Rimini

Vorrei segnalarvi una bella rassegna che ha preso il via oggi a Rimini e proseguirà fino al 4 aprile. Si tratta della seconda edizione di Parola di Scrittore, conversazioni con gli autori organizzate da Scenafutura ad Alidangelocaffè Extrò di Rimini.
Tra gli ospiti della rassegna, avrò l'onore di conversare con due brave scrittrici e care amiche: Clara Piacentini, che presenterà Bianca come l’Africa il 14 marzo,  e Roberta Marcaccio, che parlerà di Tranne il colore degli occhi il 28 marzo.
Il programma della rassegna prevederà, inoltre, Stefano Rossini con POdissea, presentato da Paolo Vachino il 7 marzo; Sara Ceccarelli con Anna Maria Mozzoni. La vicenda di una donna che si è battuta per altre donne, presentata da Francesca Panozzo il 21 marzo; Oreste Delucca con La fèmina del prete presentato da Manuela Angelini il 4 aprile.
Tutti gli appuntamenti si svolgeranno alle 18.30 in Via Castefidardo 58.

lunedì 20 febbraio 2017

Upside Down Magazine mi ha intervistato


 Qualche giorno fa Silvia Casini (che ringrazio molto) di Upside Down Magazine mi ha intervistata.
Ecco il risultato della nostra chiacchierata, se volete leggerlo direttamente nel sito della rivista andate a questo link.

Ha carta bianca e tre aggettivi per descriversi…
Tenace, appassionata, gentile
Mai senza?
Libri.
Cosa le piace leggere?
Un po’ di tutto: narrativa e saggistica, anche sceneggiature. Più raramente la poesia. Non c’è un genere che prediligo, se il libro è ben scritto leggo dal fantasy al mainstream, dal giallo al rosa.
Se dovesse esprimere tre desideri?
La felicità per le persone che amo, vivere di scrittura, abitare in Nord Europa.
La sua vita in un tweet?
Vivo per scrivere e scrivo per vivere.
Ci parli del suo ultimo romanzo. A chi lo consiglierebbe e perché?
Pane, marmellata e tè è una storia gialla ma con qualche divagazione romantica. Per questo lo consiglio a chi ama i due generi. Devo dire che diversi uomini che lo hanno letto, meno sensibili al lato romantico della vicenda, si sono fatti però coinvolgere dalla suspense e dall’intreccio. Lo consiglio a chi ama i gialli classici, ma anche le storie un po’ romantiche.
Come nascono i suoi personaggi, vi è un collegamento con la realtà?
I miei personaggi hanno sempre un elemento di realtà. A volte anche solo un piccolo dettaglio fisico o caratteriale che mi ricorda persone che conosco o che incontro fugacemente e mi colpiscono, in altri casi sono un ritratto fedele di queste persone.
Le ambientazioni che sceglie provengono dal reale o sono anche una proiezione dell’anima?
No, sono tutti luoghi ben precisi e reali.
Come può riassumere ai suoi lettori il suo romanzo? Qual è il messaggio che vuole trasmettere?
Pane, marmellata e tè racconta di Beatrice Ardenzi, giornalista precaria nella redazione di un quotidiano di provincia, che si è sempre occupata di tematiche sociali, fino a quando il suo direttore le affida una inchiesta sul “mostro della palude”, serial killer che mutila e uccide persone anziane. Un caso difficile per il commissario Matteo Croci e il suo braccio destro, l’agente Alessio Pelliconi, in cui Beatrice si trova coinvolta suo malgrado. Tra i battibecchi con Croci e alcune intuizioni utili alle indagini, l’amicizia di Beatrice e Alessio si trasforma in qualcosa di più, complice un corso di panificazione. Beatrice e i poliziotti giungono all’epilogo del caso, ma non tutto è come sembra. Tornata alla routine di tutti i giorni, Beatrice crede di avere smesso per sempre i panni dell’investigatrice, ma a quanto pare il suo destino è di cacciarsi nuovamente nei guai: la prima vacanza con Alessio si trasforma in un’indagine a Parigi, tra sale da tè e ambasciate esotiche, per aiutare un’amica indagata per l’omicidio del principe ereditario del Brunei. E se una degustazione di tè rovina la loro vacanza, una prozia stramba e una marmellata forse letale mettono a dura prova la loro festa di fidanzamento. Riuscirà Beatrice, investigatrice “involontaria” e un po’ maldestra a risolvere i tre casi e a tenersi il fidanzato?
In realtà, è un romanzo di evasione, non c’è un messaggio preciso, tranne forse il fatto che niente è mai come sembra. Che non bisogna trarre delle conclusioni troppo in fretta.
È già al lavoro su un nuovo libro?
Sì, sto scrivendo di una nuova indagine che coinvolgerà Beatrice per la gioia di chi mi ha chiesto un seguito di Pane, marmellata e tè.

giovedì 9 febbraio 2017

Tutti i racconti di Flannery O'Connor - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata nel numero di febbraio 2017 della rivista letteraria on line Il Colophon.

 Flannery O'Connor è considerata una delle migliori autrici di racconti del Novecento e , in generale, della letteratura contemporanea. Varie generazioni di scrittori l'hanno eletta autrice di culto e hanno cercato di carpire dai suoi scritti, le interviste, le lettere, i testi delle sue conferenze, il segreto per dare vita a un racconto perfetto. Questa premessa è a mio avviso necessaria per sapere con chi si ha a che fare quando si inizia a leggere Tutti i racconti, la raccolta completa edita da Bompiani.
Anche il lettore più distratto e superficiale non può fare a meno di notare la nitidezza, il realismo, delle storie, l'innegabile abilità della O'Connor di farci vedere e sentire in modo tangibile le persone, i luoghi, le emozioni. Del resto è ben consapevole di questa sua capacità che ritiene fondamentale nello scrivere narrativa perché essa “opera tramite i sensi. […] Se non gli viene dato modo di vivere la storia, di toccarla con mano, il lettore non crederà a niente di quello che il narratore si limita a riferirgli. La caratteristica principale, e più evidente, della narrativa è quella di affrontare la realtà tramite ciò che si può vedere, sentire, odorare, gustare e toccare”.
Ma la realtà, nelle sue storie, è fatta di personaggi grotteschi, ignoranti, bigotti, razzisti, che si muovono in situazioni pervase di un amaro pessimismo e una cruda violenza che non risparmia nessuno, nemmeno i bambini. In questo momento nel lettore nascono le prime domande, considerando anche che tutto ciò scaturisce dalla penna di una scrittrice cattolica degli anni '50. Perché esaspera nelle sue storie i peggiori difetti dei suoi conterranei del Sud degli Stati Uniti?
Christian Raimo in Lo stile trascendentale di Flannery O'Connor (prefazione a Nel territorio del diavolo. Sul mistero di scrivere di Flannery O'Connor, Minimum Fax) ci fa notare che nelle storie della scrittrice si può ritrovare “una filigrana di costanti, legate a una traccia a cui lei stessa si riconosceva fedele: 1) All'inizio ci viene in genere presentata una vicenda di problematiche quotidiane, spesso con qualche riverbero sociale […]. Il tutto riflesso nel punto di vista del protagonista, che è molto spesso un personaggio arcisicuro della propria visione religiosa o sociale o esistenziale che […] cerca di trasmettere a coloro che reputa da convertire […]. 2) In modo violento o insinuante avviene un evento del tutto inaspettato, che altro non è che la manifestazione della grazia. […] 3) Come confessa la stessa scrittrice, di fronte all'intervento del divino, nessun personaggio può lasciare le cose a metà […]. Perché o si accetta la grazia o la si rifiuta”. E tutti i racconti si concludono con uno di questi due esiti, quasi sempre in un crescendo di violenza che lascia raggelati.
Quindi la O'Connor non scrive solo per il gusto di raccontare, ma ha uno scopo edificante, ha scelto – consapevolmente o meno - di usare le sue storie per educare i lettori a comprendere il dono divino della grazia, riconoscerlo ed essere consapevoli di ciò che accade se si sceglie di non accettarlo.
Ma tanta violenza è necessaria? Risponde lei direttamente alla domanda: “Non solo la nostra epoca non ha un occhio molto acuto per le quasi impercettibili intrusioni della grazia, ma non dimostra nemmeno una particolare sensibilità per la natura delle violenze che le precedono e le seguono”. La violenza nei suoi racconti “è stranamente capace di ricondurre i personaggi alla realtà e di prepararli ad accettare il loro momento di grazia. Hanno la testa così dura che non c'è quasi altro sistema. […] Per lo scrittore autentico, la violenza non è mai fine a se stessa. È la situazione estrema che meglio rivela quel che siamo in sostanza”.
Al netto di questi approfondimenti sugli aspetti più evidenti del suo stile narrativo, utili per una lettura più consapevole, restano comunque delle storie coinvolgenti, ironiche, vivide, a volte estreme e inverosimili, altre di grande realismo, che nobilitano il racconto (spesso in Italia genere poco considerato) e offrono una grande prova letteraria.

mercoledì 8 febbraio 2017

Il Colophon febbraio 2017: Per brevità chiamato artista

Protagonisti del primo numero 2017 de Il Colophon, rivista letteraria digitale diretta da Michele Marziani e pubblicata da Antonio Tombolini Editore, sono la narrativa breve, le short story, i racconti.
"Se vi capitasse mai la ventura di tentare la carriera di scrittore - scrive Michele Marziani nell'editoriale - e di farlo con una raccolta di racconti trovereste di fronte a voi una muraglia da fare invidia a quella cinese: «In Italia i racconti non si leggono» vi dirà qualsiasi editore nazionale che si rispetti. Così voi imparereste un’amara verità: in Italia i racconti non si pubblicano quasi mai.
Eppure nelle storie brevi spesso ha sede il cuore della narrativa. Perché scrivere racconti è difficile, inaspettatamente, incredibilmente, infinitamente difficile. Perché è una forma di scrittura che per riuscire impone una disciplina estrema. Un’indagine rapida, spesso invasiva, della quale resta a volte solo un’immagine sfocata. Ma in quella sfocatura sta tutta la bellezza".
Di questa bellezza si parla nel numero intitolato Per brevità chiamato artista, tra interviste, recensioni, racconti, articoli. Tutti interessantissimi e da non perdere.
C'è anche un mio contributo, la recensione a Tutti i racconti di Flannery O'Connor, la regina incontrastata del racconto, che ha molto da insegnare a lettori e scrittori anche oggi.
Come si fa a leggere Il Colophon? basta andare a questo link.