giovedì 15 giugno 2017

Ragazzi di carta di Marco Mazzanti - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata sulla rivista on-line Bookavenue

Se dovessi scegliere due parole per definire "Ragazzi di carta" di Marco Mazzanti sceglierei "malinconico" ed "evanescente".
Malinconico, perché è il sentimento che pervade e traspare nel mosaico di racconti e poesie che compongono il libro e che tratteggiano vite, anzi stralci di vite, un po' confuse, smarrite, malinconiche - appunto - di uomini e donne, giovani e già più adulti. Gente del nostro tempo così confuso e sgualcito.
Evanescente, perché sono tracce di tante vite che si intrecciano per un attimo, ma è sufficiente per entrarci dentro e "sentire" la fragilità dei personaggi, quasi fossero davvero come i ragazzi di carta del titolo.
Un libro che, grazie alla sua struttura, può essere gustato a piccole dosi, una poesia o un racconto alla volta, ma che ci si ritrova a leggere tutto d'un fiato come se fosse un thriller.
La scrittura di Marco Mazzanti è pulita, discreta, senza sbavature, e riesce a tratteggiare in poche frasi stati d'animo e personaggi conferendo loro spessore e realismo.
Una scrittura molto maturata rispetto a "Demetrio dai capelli verdi" e che sperimenta contaminazioni abbinando, come ho scritto più sopra, prosa e poesia in un percorso narrativo ben progettato che si svela una volta terminata la lettura.



Ragazzi di carta di Marco Mazzanti
(Le Mezzelane Editore, 2017)

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