martedì 12 settembre 2017

L'esilio dei moscerini danzanti giapponesi di Marino Magliani - Recensione

La recensione che segue è stata pubblicata su Bookavenue 

Se si passeggia sulle spiagge olandesi si possono incontrare sciami di moscerini che paiono danzare sopra le alghe depositate sulla sabbia. Sono una specie di Chironòmidi originari del Giappone e delle isole del Pacifico che negli anni ’60 sono arrivati sulle coste dell’Europa del Nord. Moscerini in esilio volontario, come lo è Marino Magliani che dopo tanto viaggiare ha deciso di fermarmarsi in una cittadina vicino ad Amsterdam autoesiliandosi dalla "sua" Liguria.
E un esiliato è anche il protagonista di questo romanzo, che molto somiglia all'autore, e racconta la propria vita in tanti flash back che fanno rimabalzare continuamente il lettore tra passato e presente.
Un traduttore che ha scelto di vivere nel nord Europa e che guarda alla sua vita passata: l'infanzia in una terra di confine, i ricoveri alla "neuro" nel periodo di maggiore ribellione, il lavoro in Corsica, un amore finito che crede grande e forse non era così intensamente ricambiato.
Una storia per riprendere i fili di un'esistenza complicata e provare a trovarne il bandolo, un modo per alimentare i rimpianti o per cercare di farli tacere.
Una scrittura lineare e schietta intessuta di realismo e poesia. Che ci aiuta (forse) a comprendere la scelta di buttarsi tutto alle spalle e ricominciare da zero in un luogo più lontano culturalmente che geograficamente.

 Marino Magliani
(Exorma, 2017)



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