martedì 31 ottobre 2017

Appunti e spunti dalla Fiera del libro di Francoforte 2017

L'articolo che segue è stato pubblicato su Bookavenue

Gli “addetti ai lavori” e i lettori aspettano ogni anno la Fiera del Libro di Francoforte come i bambini attendono l'arrivo del Luna Park (lo attendono ancora con ansia i bambini di oggi? Non so, mi ricordo l'emozione quando a scuola ci distribuivano i volantini che pubblicizzavano l'arrivo delle giostre). Ma al di là della gioia di trovarsi per alcuni giorni immersi tra i libri di tutto il mondo, che aria tira davvero tra i padiglioni della fiera editoriale più importante d'Europa?
Nonostante i grandi numeri, anche i dati ufficiali a conclusione della Frankfurter Buchmesse 2017 non hanno potuto fare a meno di evidenziare che la crisi è ancora in corso: 286.425 visitatori, 3 per cento in più rispetto al 2016, 6,5 per cento in più di visitatori nel fine settimana ma una diminuzione dello 0,2 per cento durante i giorni dedicati agli addetti ai lavori.
In effetti, passeggiando per i padiglioni, non spiccano più alcuni grandi stand dal gusto hollywoodiano che si vedevano qualche anno fa, e i cacciatori di gadgets avranno raccolto un magro bottino di matite, post-it, penne, blocchi ecc. Ma a essere sincera questa versione della fiera più low profile a me non dispiace perché rifocalizza l'attenzione sull'anima di tutto: i libri.
La mia wish list si è arricchita non poco, anche se mi sono chiesta: quanti di questi libri saranno tradotti in italiano? Perché la chiave sta tutta lì, sono le case editrici che scelgono i titoli stranieri di cui acquisire i diritti a determinare ciò che potremo leggere nella nostra lingua. E nelle librerie italiane, a parte gli autori di grido dei principali paesi europei, spesso non si trova molto altro. Lo confermano anche i numeri dell'AIE, l'Associazione Italiana Editori, che come ogni anno durante la fiera di Francoforte comunica i dati annuali: 1 per cento in più per il fatturato del libro di carta, un aumento dell’11 per cento sulla vendita di diritti all’estero di libri italiani (in effetti ho visto molti più romanzi italiani tradotti in varie lingue esposti nei diversi stand rispetto a qualche anno fa) , ma purtroppo cala drasticamente il numero di titoli tradotti in italiano da altre lingue. Il discorso della traduzione è comunque assai ampio e complesso, quindi torniamo alla fiera.
Non mi è parso di cogliere operazioni di marketing insistente su un particolare genere letterario come avvenne, ad esempio, l'anno del lancio delle “Cinquanta sfumature” quando alla fiera era proposta la letteratura erotica in tutte le salse. Di certo, però, il giallo-thriller-noir continua a vendere parecchio in ogni parte del globo. Non ho notato nemmeno massicce campagne di promozione di esordienti o di “casi letterari dell'anno”, mentre si è parlato molto del nuovo libro che Dan Brown ha presentato alla fiera, in esclusiva per la Germania, “Origin” uscito in tutto il mondo il 3 ottobre scorso.
Un altro ritorno molto pubblicizzato è quello di Philip Pullman con “Il libro della polvere” che riprende le vicende della trilogia “Queste oscure materie” grazie alla quale ha vinto importanti premi, primo fra tutti l’Astrid Lindgren Memorial. Merita una menzione, quanto meno per i risvolti “mondani” dell'operazione editoriale “The president is missing” scritto da James Patterson (uno dei giallisti americani più venduti al mondo) assieme a Bill Clinton.
Una fiera importante come quella di Francoforte, oltre a dare “il polso” della situazione editoriale attuale, è soprattutto rappresentativa dei tempi che viviamo, in positivo e in negativo.
Segno dei tempi negativo era la meticolosità con cui venivano perquisite tutte le persone che entravano alla fiera e il grande dispiegamento di polizia. Mai vista prima d'ora una vigilanza così capillare: bisogna prendere tristemente atto che la strategia del terrore cambia le abitudini e lascia segni indelebili.
Ma come Dostoevskij fa dire al principe Myškin ne “L'idiota”, la bellezza salverà il mondo, e di bellezza quest'anno a Francoforte ce n'era tanta, nei libri esposti, ma soprattutto nei tanti titoli ricchi di illustrazioni e tavole a fumetti. Graphic novel e libri illustrati per adulti sono realtà editoriali sempre più sotto l'occhio dei riflettori tanto che una parte consistente della bella mostra allestita nell'area Forum e dedicata alla Francia, Guest of Honour di quest'anno, era riservata ad essi. Curiosando nel ricchissimo padiglione dedicato proprio alla Francia ho scoperto che sono davvero tante le proposte editoriali illustrate e che sono molto seguite dai lettori francesi: dal filone satirico a quello fantasy o storico, persino alle storie a sfondo sociale. In particolare mi ha colpito “Octobre 17”, dedicata alla storia degli eventi della Rivoluzione d'ottobre, sceneggiata da Patrick Rotman e illustrata da Benoît Blary. La graphic novel inaugura un progetto congiunto delle case editrici Seuil e Delcourt che prevede per il 2018 altri due titoli: “La Veille du grand soir. Mai 68” e “Séduire un général. Nelson Mandela face à Constand Viljoen”.

Nessun commento: