Un peso sul petto di Vittoria A.

Dopo le scombinate memorie familiari di Dannati Danni, Vittoria A. torna in libreria, stavolta con un noir ambientato ad Edimburgo. La capitale della Scozia è teatro di un duplice omicidio dai risvolti inquietanti: due donne dell'alta borghesia sono state uccise con lo stesso "stile" utilizzato due secoli fa dagli assassini seriali Burke e Hare, che non lasciavano segni sulle vittime perchè intendevano venderne i cadaveri alla scienza.
Possibile che un nuovo serial killer si ispiri agli antichi "delitti del Burking"? Se lo
chiedono l’ispettore Robertson e i suoi collaboratori che dopo una serrata indagine
credono di avere trovato un movente. Ma il rinvenimento di un nuovo cadavere nel fiume, un uomo stavolta, manda all'aria tutte le supposizioni e complica l'indagine.
Un noir avvincente, ironico, con trovate originali e  molto ritmo. In realtà Un peso sul petto è molto di più perchè Vittoria lo utilizza come pretesto per raccontare solitudini incolmabili, adolescenze segnate dall'assenza di amore e che a loro volta segneranno per sempre, la disperata ricerca della perfezione come tentativo di riscatto. C'è chi per cancellare il dolore che ha dentro si rifugia nelle droghe e chi crede di eliminarne in segni con la chirurgia plastica, ma non c'è scampo.
Con la sua scrittura fresca, divertente, garbata Vittoria racconta turpi delitti e drammi interiori e dimostra che anche la leggerezza, nella sua accezione positiva, intesa come stile narrativo misurato, che non ha bisogno di esagerare i toni e calcare la mano sul tragico, può efficacemente descrivere  il dolore e lo smarrimento di coloro che non trovano il proprio posto nel mondo.

"Perché anche la perfezione, pensava, non era che una raffinatissima forma di annullamento, eliminava l'individualità, l'unicità della persona. "

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