Via da Sparta. Il sogno del ragno di Carlo Menzinger di Preussenthal - Recensione

Cosa sarebbe accaduto se più di 2000 anni fa Sparta non fosse stata sconfitta da Tebe e avesse avuto la possibilità di espandersi tanto da conquistare buona parte dei territori che ora chiamiamo Europa del sud?
Cerca di immaginarlo - e lo fa in modo molto realistico - Carlo Menzinger di Preussenthal ne Il sogno del ragno primo romanzo della trilogia ucronica Via da Sparta, ricreando una realtà alternativa alla nostra in cui si muove la protagonista della storia, Aracne.
Siamo in un'epoca che per datazione  dovrebbe corrispondere ai nostri giorni, ma in un mondo completamente diverso da noi perché la storia si è svolta in tutt'altro modo: Sparta, dopo avere vinto su Tebe, ha distrutto Atene e la sua cultura, ha impedito l'espansione dell'Impero Romano  e ha conquistato tutta l'area del Mediterraneo imponendo i propri principi violenti e guerreschi: non esiste la famiglia tradizionale, uomini e donne vivono separati, è condannato l'uso degli abiti  e sono considerate da deboli - quindi emarginata - la pratica della cultura e dell'arte, le attività che elevano la mente e non riguardano la materialità, il benessere. Non esistono vecchi e malati perché vengono eliminati, così come i bambini deboli o con disabilità. Un mondo duro e brutale in cui la vita degli iloti, coloro cioè non d'origine spartana, è ancora peggiore perché sono schiavi.
Aracne è una giovane ilota che, rimasta incinta dopo una violenza, pratica che viene incoraggiata invece di essere condannata, decide di fuggire dai territori di Sparta per poter crescere il suo futuro bambino in un luogo libero. Ne ha sentito parlare, sa che al nord la vita è molto diversa, anche se non è certa che sia la verità o si tratti solo di una leggenda. Ma sceglie di rischiare e parte per un viaggio che non sarà né facile né privo di pericoli.
Parallelamente alla storia di Aracne si sviluppa quella di Nymphodora, sua coetanea spartana, appartenente quindi alla classe dominante, ma che compie delle scelte molto controcorrente che la metteranno in contrasto con la madre e con buona parte dei suoi concittadini.
Il romanzo scorre veloce e coinvolgente, sia per l'intreccio in sé che per il modo in cui l'autore ha "costruito" la realtà distopica in cui la vicenda si svolge. Molto interessante anche l'ipotesi dei valori che si sarebbero sviluppati in una civiltà retta dai presupposti su cui si fondava Sparta. Nel mondo immaginato da Carlo Menzinger di Preussenthal il vero amore è quello tra "uguali" (uomo con uomo, donna con donna) mentre l'accoppiamento tra i due sessi è solo un'esigenza finalizzata al concepimento di nuove vite. Nella Sparta di Aracne è normale girare nudi, al massimo indossare un mantello in inverno, e una donna vestita infiamma l'immaginazione degli uomini.
Tutti spunti per riflettere che la vita che conduciamo oggi, i valori che perseguiamo, sono il frutto di determinati sviluppi della storia e che se le cose fossero andate in un  altro modo molto di ciò che oggi diamo per scontato non lo sarebbe.
Ed ora attendiamo il secondo romanzo della trilogia per continuare a seguire Aracne e Nymphodora nel loro percorso verso un mondo migliore e più libero.

Via da Sparta - Il sogno del ragno
di Carlo Menzinger di Preussenthal
(Porto Seguro Editore, 2017)

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