Farsi pubblicare: sei consigli per far sì che il vostro manoscritto venga preso in considerazione

Tra le mie tante attività professionali, per una decina di anni ho lavorato come agente letterario. È stata una palestra molto interessante che, unitamente all'esperienza acquisita come editor e come direttrice di collana, mi ha regalato un utile bagaglio di conoscenze che mi permette oggi di tenere corsi, fare consulenze e proporre un percorso di book coaching.
Uno degli aspetti che ritengo più significativi è che ho svolto l'attività in un periodo di grandissimi cambiamenti per l'editoria: la comparsa dell'ebook e il suo consumo sempre maggiore, il calo dei lettori (almeno in Italia), l'acquisizione di dignità da parte del self-publishing, le grandi possibilità di sperimentazione - oltre ad un minore rischio imprenditoriale - offerte dall'editoria digitale, hanno aperto nuovi scenari e nuovi percorsi per coloro che desiderano diffondere i propri scritti.
Occorre rivedere tutti gli approcci metodologici, aprirsi e adeguarsi alle nuove tecnologie e puntare su strade alternative.
A fronte delle nuove opportunità ha purtroppo preso piede la vanity press (un modo cool per chiamare l'editoria a pagamento) e sono proliferati enormemente anche coloro che hanno un libro nel cassetto, ma sono al contempo diminuiti i lettori: di primo acchito di fronte a tale dato i conti proprio non tornano, salvo poi scoprire dalle candide ( o presuntuose?) ammissioni di vari aspiranti autori che la loro esperienza come lettori è insufficiente se non nulla.
Di conseguenza le scrivanie degli editor sono invase di manoscritti da valutare: in buona parte si tratta di materiale davvero scarso perché oltre a non leggere o leggere pochissimo, molti aspiranti autori si affidano al giudizio di parte di amici e parenti, e non hanno un criterio per valutare con obiettività i propri scritti. Inoltre - lo so picchio sempre sullo stesso tasto ma tant'è - chi legge poco ha minori termini di confronto, non ha una visione d'insieme della narrativa pubblicata nel suo Paese e nel resto del mondo.
Tornando alle scrivanie degli editor, in mezzo a tanta robaccia si trovano lavori interessanti e, più raramente, manoscritti davvero buoni. Quindi gli editor coscienziosi un'occhiata anche veloce a tutti i plichi la danno, nei tempi umanamente possibili. Quelli meno coscienziosi hanno loro personali criteri di eliminazione - a volte motivati, altre assolutamente empirici - che sfoltiscono le scrivanie senza pietà.
Come fare perché il manoscritto che ti è costato sangue e sudore non finisca subito nel cestino?
1 - Non spedire manoscritti a caso.
Ogni casa editrice ha una sua linea editoriale che può essere più o meno adatta al tuo libro, spendi dieci minuti per esaminarne il sito, curiosa nel catalogo, e poi invia solo a quelle che ti sembrano sulla stessa lunghezza d'onda del tuo libro.
2 - Segui le istruzioni di invio.
Mentre esplori il sito delle case editrici che hai scelto per l'invio del manoscritto, cerca le indicazioni per l'invio che sono sempre presenti (in alcuni casi non facilissime da trovare, ma la tua costanza sarà premiata). Se viene richiesta solo la  sinossi, perché spedire anche l'intero manoscritto? E viceversa. Attenersi alle indicazioni ti renderà di certo più simpatico/a all'editor.
3 - Scrivi una buona sinossi che in qualche decina di righe sappia dare un'idea del libro e sia così convincente da indurre l'editor a leggere almeno le prime pagine del manoscritto. Una sinossi non è una quarta di copertina: lascia da parte slogan pubblicitari o allusioni non chiare alla trama. Indica come finisce la storia, anche se si tratta di un giallo, anche se il finale è la parte più bella del libro.
4 -Sembra un'ovvietà, purtroppo non lo è: invia testi ben scritti, corretti. Se l'editor, convinto da una sinossi promettente, inizia a leggere il manoscritto e trova già dopo qualche riga errori e refusi, ti sei bruciato/a l'unica chance che avevi. Rileggi il manoscritto più volte prima di inviarlo. Meglio sarebbe farlo leggere anche ad altri perché sui propri testi, dopo la seconda o terza rilettura, non si vedono più gli errori.
5 - Cura l'incipit, spesso è il tuo  passaporto verso la pubblicazione. Se l'editor ha poco tempo, leggerà l'incipit e scorrerà il testo qua e là. Se l'incipit lo catturerà ci  saranno maggiori probabilità che decida di proseguire nella lettura.
6 - Non usare font o impaginazioni creative che disturbano la lettura. Il buon vecchio Times New Roman corpo 12 è una garanzia, sempre.

A questo punto dovrai sperare che il tuo manoscritto incontri i gusti dell'editor o che sia ritenuto adatto a quella casa editrice, e qui entrano in gioco forze ulteriori sulle quali non posso dare consigli!

(Photo: Elijah O'Donell by Unsplash)

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