Marcus Whilsby e il mistero di Haltonbridge di Gianluca Grechi - Recensione

Sono una lettrice di fantasy. Non tutti a dire il vero. Romanzi del genere Hunger Games o Le cronache del ghiaccio e del fuoco (da cui è stata tratta la seguitissima serie Trono di spade), non mi "prendono", ma ho amato molto la saga di Harry Potter, quella di Hyperversum e i romanzi di Cornelia Funke.
Perciò Marcus Whilsby e il mistero di Haltonbridge è stato una bella scoperta perché regge egregiamente il confronto con i ben più noti libri appena citati.
Anche Marcus è orfano come il maghetto inglese, e si intuisce (anche se non viene specificato) che viva in Gran Bretagna, ma le similitudini terminano qui visto che la sua esistenza scorre serena in una famiglia che lo ama (la zia Peggy e lo zio Ray), tra lo studio in una scuola prestigiosa - l'Haltonbridge del titolo - e gli amici Elisabeth, Helena e Darrell.
Le cose però cominciano a complicarsi quando il ragazzino si rende conto che le sue straordinarie capacità matematiche nascondono un potere ben più grande e che le formule raccolte dai suoi genitori, due docenti di matematica morti in circostanze poco chiare, possono sovvertire le leggi del tempo e della fisica. Il problema più grave, però, è che qualcuno di molto potente e con piani pericolosi per l'umanità, sta cercando di appropriarsi delle formule.
Marcus e i suoi amici si trovano coinvolti in avventure emozionanti e pericolose. Riusciranno a scongiurare l'immane pericolo?
Mi fermo qui, non voglio rovinarvi la suspense che Gianluca Grechi è riuscito a creare molto bene con una scrittura ritmata e una trama avvincente ricca di sorprese.
Sono interessanti anche i personaggi secondari e si innesca il meccanismo del "tifo" per uno o per l'altro. Impossibile non affezionarsi a Marcus e i suoi amici, ma anche ai suoi stravaganti zii. Insomma, arrivati alla fine del romanzo ci si augura che esista un sequel. Purtroppo al momento non c'è. Speriamo che Grechi ci regali presto una nuova avventura di Marcus!

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