Comunicazione efficace: i presupposti da cui partire

Sembra un controsenso, ma nell'era della connessione globale e costante, comunicare in modo efficace il proprio brand o servizio è molto più difficile rispetto all'era analogica.
Abbiamo infatti a disposizione molti strumenti (sito, social, newsletter, ecc.) ma non è detto che siano tutti adatti a dialogare efficacemente con la tipologia di clienti a cui vogliamo rivolgerci.
Inoltre non esiste una "ricetta" standard per comunicare: occorre trovare il "tono" che più si addice a noi e che riteniamo sia più efficace per parlare e interagire realmente coi nostri interlocutori.
Anche il mezzo espressivo scelto può fare la differenza: sappiamo tutti che attualmente i video fanno più presa sugli utenti della rete, ma stiamo parlando di utente medio. Se restringiamo l'osservazione alla fascia di pubblico a cui ci rivolgiamo noi, può essere  possibile che il mezzo più efficace sia costituito dalle immagini oppure dalla parola scritta.
O da video, immagini e parole assieme.
I fruitori di certi prodotti sono più propensi a leggere una newsletter dall'inizio alla fine anche se è lunga, altri preferiscono guardare i video su Youtube, altri interagiscono preferibilmente su Instagram, o Twitter, o Facebook, oppure su tutti i social insieme.
Quindi il primo passo per creare una campagna di comunicazione efficace è studiare bene il brand o servizio da promuovere e il pubblico a cui si rivolge, ma anche il messaggio che si vuole comunicare e lo stile con cui farlo.
Io, per esempio, ho scelto di sviluppare la mia comunicazione su Instagram e Facebook (in questo ordine), approfondendola sul mio sito e grazie a una newsletter mensile. Anche se seguo con interesse Youtube, attraverso i video faccio fatica a esprimermi, quindi non li uso. Ho un profilo Twitter e uno di Pinterest, ma anche in questo caso non fanno parte della mia strategia di comunicazione. Nel settore in cui lavoro Twitter e Youtube sono molto utilizzati, ma ho deciso che sono più nelle mie corde Instagram e il sito. Facebook è invece una scelta di necessità (ma di questo parlerò diffusamente un'altra volta).
Uso un "tono" molto semplice e spontaneo, come è nel mio carattere, immagini realistiche, non glamour. Perché io non sono glamour. Racconto del mio lavoro, delle mie passioni e della mia vita con discrezione, un po' di ironia e da un punto di vista alternativo a tanti, perché sono esattamente così: ironica, discreta e alternativa.
Spesso piccoli imprenditori e freelance pensano di essere in grado di comunicare il proprio brand in virtù del fatto che sanno usare i social, oppure gli altri strumenti della rete. Che ci vuole? Si dicono.
Qualcuno si è preparato, ha frequentato un corso, ha letto manuali, ma altri si muovono così, allo sbaraglio. Ignorando che una comunicazione gestita male fa molto più danno di una comunicazione scarsa o inesistente.
Certo, lo so, non tutti possono permettersi un social media manager o un ufficio stampa (anche se in realtà affidarsi a un freelance serio e preparato non ha costi esorbitanti), ma di certo si può evitare di procedere alla cieca scegliendo un corso o ancora meglio una consulenza studiata appositamente per il proprio brand.
Nelle prossime settimane approfondirò vari aspetti della comunicazione. Quindi se sei interessato tieni d'occhio i post!

(Photo by Joanna Kosinska on Unsplash)

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