Filosofia delle parole: Pazienza

Pazienza: a) Disposizione d’animo, abituale o attuale, congenita al proprio carattere o effetto di volontà e di autocontrollo, ad accettare e sopportare con tranquillità, moderazione, senza reagire violentemente, le contrarietà della vita in genere; b) Capacità di frenarsi, di contenere l’ira, l’irritazione; c) Calma, assiduità, costanza e insieme precisione nell’eseguire un lavoro, nello svolgere un’attività superandone le piccole difficoltà
(Fonte Dizionario Treccani)

Pazienza è una parola che mi contraddistingue. In famiglia, tra gli amici, la mia pazienza è proverbiale, così come la mia flemma molto british che altri hanno definito approccio zen alla vita. Fa parte della mia indole, non è frutto di estremo autocontrollo,  ma a volte la mitezza può sconfinare pericolosamente verso la rassegnazione.
Per tanto tempo ho pensato che la pazienza fosse quella della definizione, ma ho capito che non è così, non solo. Esiste un'altra forma di pazienza. La PAZIENZA dell'ATTESA.
Attendere (e non scalpitare) di portare a compimento passo dopo passo i miei obiettivi, attendere che i bei progetti a cui sto lavorando siano in fase di traguardo per poterli raccontare, attendere quelle parentesi di tempo speciali trascorse con chi ho nel cuore.
E in questa accezione la pazienza acquista tutto un altro sapore: è semplicemente un intervallo che conduce a momenti belli, felici, è l'attesa che porta alla realizzazione e alla serenità. 

E a voi cosa fa venire in mente la parola PAZIENZA? Come la interpretate?

(Photo by Nathan Dumlao on Unsplash)

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