La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg di Sandra Petrignani

Ho letto Lessico familiare quando avevo 11 o 12 anni e, tra i tanti libri che divoravo già allora nel copioso tempo libero che avevo, fu uno di quelli che amai di più. Perciò mi sono avvicinata a La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg con un sentimento particolare: sono tornata la ragazzina che voleva diventare scrittrice e aveva trovato nella Ginzburg un modello da seguire.
Il libro percorre tutta la sua vita e attraverso le sue vicende biografiche, che in parte abbiamo conosciuto - romanzate - leggendo Lessico familiare, offre una precisa panoramica del suo lavoro di scrittrice, traduttrice, articolista, drammaturga (e tanto altro ancora) e dell'incredibile contesto culturale e politico in cui si è trovata per tutta la sua esistenza, lei, una delle donne fondamentali della cultura italiana del Novecento.
Sandra Petrignani, che riesce a rendere questo tomo molto denso e ricchissimo di informazioni avvincente come un romanzo, ha ricostruito con paziente minuziosità e un grande lavoro di ricerca, il processo evolutivo di Natalia come scrittrice e come donna e ce la presenta attraverso ciò che di lei traspare dai suoi scritti, ma anche e soprattutto attraverso le testimonianze di chi l'ha conosciuta e frequentata, testimonianze raccolte "dal vivo" oppure tratte da lettere, articoli, biografie altrui, e tanto materiale letterario.
Ne risulta un ritratto intenso e tridimensionale non solo della Ginzburg ma anche di una intera epoca: gli anni del fascismo e della guerra, la nascita della Einaudi, gli amici Italo Calvino, Giulio Einaudi, Cesare Pavese, Elsa Morante, Alberto Moravia, Adriano Olivetti, Cesare Garboli, Carlo Levi, Lalla Romano, il primo marito Leone Ginzburg, solo per citarne alcuni.
Ci fa scoprire una donna forte, coraggiosa, sopraffatta da grandi drammi ma anche capace di leggerezza, fragile, innamorata. E un po' sgomenta di come le stava cambiando il mondo davanti agli occhi: «Siccome il mondo è impazzito, e lo sappiamo da molti segni, i doni di fama e fortuna che esso usa prodigare sono, per l’appunto, frutto del caso. Inutile cercare di giudicarli, inutile cercare di indagarne le ragioni e le strade, inutile forse anche  stupirsene, lo sforzo di ognuno deve essere quello di giudicare ciascuna cosa, opera o persona, isolandola dal giudizio degli altri» (Natalia Ginzburg).

Ho pubblicato questa recesione anche su Bookavenue.

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