Parole da ascoltare

In passato ho avuto un rapporto conflittuale con gli audiolibri. In varie occasioni ho provato ad ascoltarne ma dopo un po' mi accorgevo che la mia mente e la mia attenzione prendevano altre strade e la narrazione rimaneva un rumore di fondo che non  lasciava traccia.
Così ho deciso che non facevano per me e li ho bellamente ignorati nonostante la continua evoluzione tecnologica e qualitativa di questi supporti.
Poi, all'inizio del 2019, complici vari viaggi di lavoro e l'opportunità di provare Storytel gratis per 30 giorni, ho deciso di riavvicinarmi agli audiolibri (e ai podcast) rivalutandoli alla grande tanto da decidere di abbonarmi a Storytel (e quindi questo non è un post-marchetta, pago un regolare abbonamento).
Ascolto narrativa e non particolarmente impegnativa, perché ogni tanto la mente riprende a vagare, ma - sarò cambiata io con l'avanzare dell'età - trovo la pratica molto piacevole. Spesso è complicato leggere un  libro cartaceo (ma anche un ebook) sui mezzi pubblici o in stazione, devi avere le mani libere per tenerti salda ed evitare si sfracellarti al suolo per la frenata del bus, oppure per trascinarti dietro trolley-borsa-zaino in stazione o in aeroporto. Perciò potere ascoltare il libro nelle cuffiette è provvidenziale.
Diventa una gratifica quando faccio la mia camminata quotidiana di 10 chilometri: non sempre ho la motivazione giusta, ma pensare che se esco a camminare posso continuare ad ascoltare il libro del momento mi stimola a mettere le scarpe e uscire. Insomma una piccola rivoluzione piacevole di questo mio anno pieno di rivoluzioni. E la conferma che fossilizzarsi nelle proprie convinzioni evitando di provare esperienze nuove ci impedisce di gustare piccoli momenti  di benessere.
(Photo by Daniel Fontenele on Unsplash)

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