Tu non ci credere mai di Alessandro Marchi

Sono una estimatrice della prima ora di Alessandro Marchi, il suo primo romanzo "Fegato e cuore" mi era piaciuto molto, tanto da leggerlo due volte. Perciò ero assai curiosa di leggere il nuovo libro - nuovo per me, visto che è uscito nel 2018, ma ho sempre una altissima pila di arretrati sul comodino - e non nascondo che mi ero creata una certa aspettativa.
Non sono rimasta delusa. "Tu non ci credere mai" è la storia romanzata del nonno paterno di Alessandro, Aldo, montanaro dell'Appennino bolognese segnato da un carattere impulsivo e dall'epilessia, due caratteristiche che combinate insieme possono essere un ostacolo insormontabile a condurre una vita normale, soprattutto se sei nato nel 1911 in una famiglia di umili origini.
Alessandro ha cercato di ricostruire la vita di Aldo, la sua storia d'amore con Carolina, morta durante la seconda guerra mondiale in circostanze tragiche, la sua partecipazione alla guerra d'Africa, il manifestarsi della malattia a causa della quale gli vengono sottratti i tre figli che saranno mandati in collegio.
Ne risulta non solo un romanzo biografico (ma su cui ha lavorato molto anche la fantasia dell'autore) bensì un ritratto vero e drammatico della prima metà del Novecento nei luoghi che Aldo attraversò.

Tu non ci credere mai
Alessandro Marchi
(Libro/Mania, 2018)

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